{"id":213,"date":"2009-11-04T17:05:12","date_gmt":"2009-11-04T17:05:12","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=213"},"modified":"2025-12-10T12:48:13","modified_gmt":"2025-12-10T11:48:13","slug":"sportivamente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=213","title":{"rendered":"Sportivamente"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">di Roberto Ghezzo<\/p>\n<p>Il Centro Documentazione Handicap di Bologna in collaborazione con la Fondazione Exodus di don Mazzi ha organizzato una manifestazione dedicata alla cultura sportiva e integrazione sociale:<!--break--> Sportivamente. Questa manifestazione si \u00e8 svolta a Bologna dal 15 al 17 maggio di quest\u2019anno e ha visto succedersi una serie di eventi: una partita di calcio fra la squadra del consiglio comunale di Bologna e le \u201cAll Star CDH\u201d (a dare il calcio d\u2019inizio \u00e8 stato nientemeno che il portiere del Bologna Gianluca Pagliuca), un convegno dal titolo La creativit\u00e0 sportiva come strumento di educazione ed integrazione sociale, la premiazione del concorso per le scuole Inventa e racconta un gioco, vari eventi sportivi che hanno visto circa duecento atleti confrontarsi nelle discipline dell\u2019hockey in carrozzina, del calcio a 6, del beach volley e della lotta-danza, una serata di presentazione del libro di Claudio Imprudente Una vita Imprudente, con la partecipazione di Don Mazzi, allietata dalla musica rock di tre gruppi giovanili emergenti, per non parlare delle classiche crescentinate gastronomiche innaffiate con del buon lambrusco. Uno degli eventi che pi\u00f9 hanno espresso lo spirito della manifestazione \u00e8 stata la partita del campionato mondiale segreto di pallastrada che si \u00e8 svolta in alcune strade del quartiere bolognese di Borgo Panigale, con l\u2019intervento dello scrittore Stefano Benni, l\u2019inventore della disciplina nel suo libro La compagnia dei celestini. La pallastrada \u00e8 un calcio dove non ci sono delle regole statiche ma in una continua evoluzione guidata dal Grande Bastardo, ovvero il giudice supremo che di volta in volta a seconda della ispirazione decide le regole. Per l\u2019occasione il Grande Bastardo \u00e8 stato proprio Claudio Imprudente (che se l\u2019\u00e8 cavata molto bene nel ruolo, non c\u2019\u00e8 che dire), presidente del CDH; ad aiutarlo c\u2019era Benni come suggeritore. I momenti pi\u00f9 divertenti si sono avuti quando il Grande Bastardo ha deciso che potevano giocare solo giocatori scalzi, o quando chi segnava il goal veniva eletto sindaco per un minuto di Bologna o ancora il momento del rigore, con tutta la squadra in porta\u2026 Cresce in questi ultimi anni l\u2019esigenza sia nel mondo prettamente sportivo (societ\u00e0, federazioni, eccetera), sia nell\u2019ambito sociale (associazioni, sevizi, scuola, mondo della formazione) di sfruttare tutte le opportunit\u00e0 che la connessione sport \u2013 integrazione sociale produce.<br \/>\nLa manifestazione Sportivamente ha cercato di essere attenta a ci\u00f2 che funziona, all\u2019esempio da seguire, facendo emergere esperienze che vengono da vari ambiti (handicap, scuola, psichiatria, devianza, tossicodipendenza, sud del mondo, anziani, bambini) tutte accomunate dalla creativit\u00e0. Ha cercato di offrire uno spazio di dibattito tra i diversi protagonisti su temi diversi, raccogliendo idee e formulando soluzioni, cercando di occuparsi non solo degli emarginati o svantaggiati sociali: in questi casi si rischia sempre l\u2019autoghettizzazione e quindi \u00e8 importante illuminare con una luce nuova sia il sociale partendo dalla prospettiva sportiva, ma anche lo sport partendo dalla prospettiva sociale. Bisogna ricucire lo strappo che si \u00e8 creato tra mondi considerati a torto diversi: il mondo dello sport da un lato, quello del sociale dall\u2019altro, recuperando una dimensione culturale che li abbraccia entrambi.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Sport ed handicap <\/b><br \/>\nPartendo dall\u2019etimologia delle parole si fanno delle scoperte interessanti, che, se non sono magari pienamente giustificate sul piano logico, lo sono su quello del fascino. La parola sport risale al francese antico desport, che significa diporto, diletto, svago, spasso, piacere. La parola handicap invece pare sia d\u2019origine irlandese: i mercanti di cavalli usavano mettere il loro denaro nel berretto, il che significava mercato concluso. Questa mano nel berretto \u00e8 divenuto in seguito un gioco d\u2019azzardo: sui campi da corsa, durante i momenti vuoti, tre giocatori mettevano in un berretto una stessa quantit\u00e0 di denaro, si tirava a sorte e chi vinceva si portava via tutto. Un terzo significato riguarda le corse dei cavalli e si passa dal secondo al terzo per il fatto di avere le stesse probabilit\u00e0 di vittoria: l\u2019handicap ha come finalit\u00e0 quella di pareggiare le probabilit\u00e0 dei concorrenti, equilibrando i pesi in modo che il cavallo peggiore abbia tante probabilit\u00e0 di vincere la corsa quanto il migliore. Pare cio\u00e8 che il fantino pi\u00f9 bravo, per dare la stessa possibilit\u00e0 di vincere agli altri concorrenti, corresse con la mano sul cappello, con l\u2019hand, appunto, in cap, indirizzando chiaramente il significato della parola verso l\u2019accezione di svantaggio che \u00e8 quella ora pi\u00f9 in uso. Da sempre dunque l\u2019handicap \u00e8 nello sport, \u00e8 quella difficolt\u00e0 che ne \u00e8 il sale. La manifestazione Sportivamente si iscrive nello sforzo culturale che dobbiamo fare tutti per provare a ripensare al collegamento tra handicap e deficit in relazione al gioco e allo sport, premettendo che ci sono molti tipi di giochi (noi abbiamo preso in considerazione in questo caso soprattutto quelli con regole) e, come dice Wittgenstein, non esiste un\u2019unica logica sottesa a tutti i giochi linguistici, non esiste il Gioco dei giochi, che racchiude in s\u00e9 il significato di tutti gli altri. In altri termini non possiamo pretendere (per fortuna!) di dire la verit\u00e0 ultima sul gioco perch\u00e9 equivarrebbe a svelare il mistero della natura umana, ma possiamo cercare di esplicitare alcuni meccanismi di funzionamento, alcune connessioni tra handicap e gioco. Come sappiamo esistono due accezioni della parola handicap: una sicuramente negativa, tradotta con i termini svantaggio e ostacolo. In quest\u2019accezione l\u2019handicap va per quanto possibile ridotto, va combattuto con tutta la creativit\u00e0 di cui siamo capaci. Ma un\u2019altra accezione della parola ha caratteristiche di positivit\u00e0 e la traduciamo con difficolt\u00e0. Positiva perch\u00e9 se noi riusciamo a connettere l\u2019handicap-difficolt\u00e0 ad un gioco allora scopriamo il valore dell\u2019handicap, valore che non esiste in s\u00e9 ma esiste in quanto inscritto in un sistema di regole, in un sistema di gioco. L\u2019handicap \u00e8 come il sale, elemento non affrontabile in s\u00e9 ma fondamentale se si riesce a connettere ad altro, ai cibi: da ci\u00f2 trae il suo valore. Estremizzando potremmo dire che dell\u2019handicap in quanto tale non c\u2019importa nulla semplicemente perch\u00e9, in s\u00e9, l\u2019handicap non ha senso.<br \/>\nL\u2019indifferenza, tanto combattuta e stigmatizzata, verso il cosiddetto \u201cmondo dell\u2019handicap\u201d \u00e8 per molti versi giustificata, anche solo per il fatto che questo mondo non ha senso di esistere, o per meglio dire \u00e8 disabitato. Qualche volta la sensazione che si prova ad entrare in un centro residenziale per soli diversabili, chiuso al mondo esterno, equivale a quella che si proverebbe addentrandosi in una salina, in una landa desolata senza vita. Tutto questo \u201csale\u201d potrebbe essere invece un inestimabile presenza, potrebbe dare il giusto gusto alla realt\u00e0 quotidiana in una famiglia, in un contesto sociale integrato, in una comunit\u00e0 che abbia gli strumenti per valorizzare la persona con diversabilit\u00e0 e per dare la possibilit\u00e0 a questa persona di partecipare con il suo apporto alla vita collettiva.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Sport adattati, speciali, integrati <\/b><br \/>\nSe la presenza di un deficit impedisce di giocare abitudinariamente un gioco, ci sono alcune strade possibili. La prima \u00e8 una non-strada, cio\u00e8 si smette di giocare: l\u2019handicap in questo caso inteso come svantaggio causato dal deficit, \u00e8 talmente aumentato che conviene non giocare. \u00c8 una specie di suicidio del gioco stesso. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 si assolutizza il gioco, ovvero si ritiene che non sia tanto importante chi gioca e la sua ricerca di piacere e di senso, ma sia importante il gioco stesso. Se non ci sai giocare, amen&#8230;torna un\u2019altra volta, torna in un\u2019altra vita, sono problemi tuoi. L\u2019altra strada \u00e8 il gioco adattato, ovvero giochiamo lo stesso gioco ma cambiando le regole, introducendo degli ausili che permettono comunque di giocare nel modo pi\u00f9 simile al gioco originario. Un\u2019ulteriore strada \u00e8 il gioco speciale, ovvero si inventa un gioco che una persona con deficit riesce a fare, un gioco completamente nuovo e originale. Sto riproponendo la classificazione delle discipline sportive per disabili: le specialit\u00e0 degli sport adattati (il basket in carrozzina eccetera); gli sport speciali (il torball, ad esempio, giocato solo dai ciechi). Esiste una terza distinzione: gli sport integrati, giocati sia da atleti normodotati che diversabili (ad esempio il calcio in carrozzina e il calcio a sei). Ci\u00f2 che alla fine \u00e8 essenziale \u00e8 il giocare, non l\u2019insieme dei giochi storicamente esistenti. Giocare ovvero sperimentare la bellezza nel gioco, chiamiamolo il piacere del gioco.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Handicap, deficit e piacere <\/b><br \/>\nNei giochi con regole il piacere \u00e8 dato da un\u2019equilibrata interazione tra handicap e regole e l\u2019handicap \u00e8 determinato dalla connessione tra le abilit\u00e0-potenzialit\u00e0 del giocatore e le regole (il limite). Come si \u00e8 detto prima, se l\u2019handicap aumenta troppo o diminuisce troppo non ci si diverte. Esempio: tra due giocatori di scacchi ci si diverte quando i giocatori hanno le stesse abilit\u00e0 visto che le potenzialit\u00e0, nel senso dei pezzi in campo, sono uguali. Il divertimento nasce da un confronto possibile tra due giocatori, tra due abilit\u00e0. Se un maestro di scacchi gioca con un dilettante pu\u00f2 trarre piacere per molti motivi, ma da un punto di vista strettamente scacchistico non si pu\u00f2 pi\u00f9 di tanto divertire perch\u00e9 vince facilmente. Per lo stesso motivo il dilettante si sente schiacciato dalla superiorit\u00e0 del maestro, e va incontro ad un risultato scontato della partita. \u00c8 interessante notare che se in questo caso affibbiamo un deficit al maestro, togliendogli una regina e privandolo cos\u00ec di forze \u201cmateriali\u201d, allora forse questo riequilibra le sorti della partita, aumentando l\u2019handicap-difficolt\u00e0 del maestro e diminuendo l\u2019handicap del dilettante. Paradossalmente, in questo caso, al deficit non corrisponde in realt\u00e0 un handicap come svantaggio, ma un handicap pi\u00f9 gestibile, meglio distribuito tra i giocatori.<br \/>\nL\u2019handicap aumenta il piacere della partita, perch\u00e9 il risultato non \u00e8 pi\u00f9 scontato. Un altro caso in cui si pu\u00f2 tentare di equilibrare l\u2019handicap in presenza di un deficit si verifica quando, in una partita tra due giocatori equivalenti in abilit\u00e0, togliamo una torre ad uno ma la togliamo anche all\u2019altro. La somma di due deficit tra due avversari ricrea una situazione di equilibrio. Possiamo dire che il significato del deficit dipende dalla qualit\u00e0 dell\u2019handicap-difficolt\u00e0 del gioco, dalla gestibilit\u00e0 di questo handicap. Arriviamo al caso limite in cui il deficit del maestro (che gioca senza la regina contro un dilettante) aumenta il piacere del gioco, equilibra le sorti della lotta tra Bianco e Nero, rende l\u2019handicap-difficolt\u00e0 gestibile. In conclusione possiamo dire che dal punto di vista del gioco e dello sport sia il deficit che l\u2019handicap acquistano nuovi significati o potremmo dire vengono visti nel loro giusto significato, che cambia a seconda della nostra creativit\u00e0 nel trovare il sistema di regole che valorizzi entrambi. Dall\u2019altro lato anche lo sport, cos\u00ec spesso mercificato e degradato al pi\u00f9 bieco agonismo, ha bisogno di essere ripensato e rivissuto secondo quelli che sono i suoi pi\u00f9 profondi valori. Sicuramente anche il prossimo anno organizzeremo Sportivamente e il concorso per le scuole Inventa e racconta un gioco e quindi\u2026lunga vita al Grande Bastardo!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Centro Documentazione Handicap di Bologna in collaborazione con la Fondazione Exodus di don Mazzi ha organizzato una manifestazione dedicata alla cultura sportiva e integrazione sociale:<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3591,3606],"edizioni":[37],"autori":[296],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/213"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=213"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/213\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5612,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/213\/revisions\/5612"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=213"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=213"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=213"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=213"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=213"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=213"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=213"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=213"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=213"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}