{"id":22,"date":"2009-11-04T17:04:20","date_gmt":"2009-11-04T17:04:20","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=22"},"modified":"2025-11-14T09:41:58","modified_gmt":"2025-11-14T08:41:58","slug":"il-prodotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=22","title":{"rendered":"4. Il prodotto"},"content":{"rendered":"<p>di Carmen Balsamo<\/p>\n<p>Il vocabolario definisce il prodotto come risultato ottenuto. Nel nostro caso il prodotto documentario \u00e8 il frutto delle operazioni procedurali sopra descritte.<br \/>\nChe caratteristiche ha la documentazione<!--break--> prodotta? Quale la sua peculiarit\u00e0? Con quale \u201cveste\u201d si presenta.<br \/>\nSotto questa angolazione sono emersi diversi aspetti:<br \/>\n&#8211; la documentazione come oggetto informativo;<br \/>\n&#8211; la peculiarit\u00e0 informativa veicolata in un prodotto documentario;<br \/>\n&#8211; la necessit\u00e0 di curare la leggibilit\u00e0 del prodotto;<br \/>\n&#8211; le tipologie di documentazione;<br \/>\n&#8211; il rapporto del prodotto documentario con la sua diffusione.<\/p>\n<p><strong>Documentazione come particolare oggetto informativo<\/strong><br \/>\nUn importante autore sottolinea che ogni documentazione prodotta \u00e8 fedele all\u2019obiettivo di \u201cfare conoscere ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto per poter fare\u201d . Possiamo dire che la documentazione \u201c\u00e8 dare nuovo senso e significato a ci\u00f2 che si \u00e8 fatto, \u00e8 produrre un testo da offrire all\u2019interpretazione propria e altrui\u201d.<br \/>\nLa documentazione \u00e8 quindi un oggetto informativo.<br \/>\nNella documentazione circola per\u00f2 un tipo di informazione particolare: si crea nel processo didattico e consente, ai soggetti che vi partecipano, di aumentare una conoscenza comune. La comunicazione che mette in circolo si sposa con le valenze educative della mediazione didattica: le documentazioni ci parlano di strategie, entrano nel vivo della prassi, possono evidenziare battute d\u2019arresto e piccole conquiste del gruppo classe o di un singolo alunno, sottolineano facilitazioni che hanno funzionato in quel particolare contesto. Le unit\u00e0 informative cos\u00ec costruite alimentano quel \u201cprocesso di circolarit\u00e0 delle conoscenze\u201d trasformandole in risorse utili per altri insegnanti. Dato che \u2013 qualsiasi informazione, per essere veicolata, si appoggia a un supporto \u2013 rispetto al supporto possiamo avere documentazioni cartacee e video prodotti, cd (possiamo cio\u00e8 privilegiare un supporto cartaceo o supporto informatico).<br \/>\nSi pu\u00f2 descrivere il prodotto parlando allora di adeguatezza del supporto informativo in termini di funzionalit\u00e0, fruibilit\u00e0 e diffusione.<br \/>\nIl prodotto documentario come oggetto informativo deve infatti fare i conti con aspetti di forma, struttura, funzione: come sono veicolati i contenuti, quali le scelte compositive rispetto all\u2019oggetto della documentazione e alle diverse identit\u00e0 dell\u2019utenza.<br \/>\nLe letture che si possono fare di un prodotto sono tante cos\u00ec anche l\u2019analisi delle sue caratteristiche.<br \/>\nNel gruppo ci si \u00e8 soffermati sulla leggibilit\u00e0 del prodotto.<\/p>\n<p><strong>Leggibilit\u00e0 del prodotto<\/strong><br \/>\nOgni prodotto documentario mostra una sua prima identit\u00e0 attraverso i suoi dati identificativi di copertina: chi l\u2019ha prodotto, gli autori\/curatori e gli enti di riferimento, l\u2019anno in cui \u00e8 stato realizzato, il titolo di copertina come sua dominazione. Questi dati permettono ai fruitori di capirne la provenienza, di datarne la realizzazione e cogliere i temi portanti. Il titolo stesso del prodotto spesso orienta il lettore sull\u2019argomento trattato. Tutti questi sono indizi di cornice che rendono visibile il documento e ne permettono un primo chiaro accesso.<br \/>\nPer leggibilit\u00e0 si \u00e8 poi intesa la facile consultazione e lettura. La leggibilit\u00e0 di una documentazione apre il discorso sulla sua efficacia di scambio, sulla sua capacit\u00e0 di veicolare i messaggi contenuti. Vuole dire porre l\u2019attenzione su come i contenuti sono proposti.<br \/>\nSi pu\u00f2 parlare allora di adeguatezza della strutturazione del prodotto: cogliendone la sua tessitura logica, il linguaggio utilizzato, lo stile espositivo rispetto agli ipotetici destinatari.<br \/>\nAll\u2019interno di questo ambito si sono individuate diverse riflessioni, ne elenchiamo alcune:<br \/>\n&#8211; la necessit\u00e0 di studiare la struttura complessiva del prodotto;<br \/>\n&#8211; la presenza di un fuoco tematico all\u2019interno del cosa documentare;<br \/>\n&#8211; la strutturazione del messaggio comunicativo.<\/p>\n<p>\u00c8 importante, per il gruppo che si accinge a documentare, valutare la struttura complessiva che si vuole dare al prodotto finito. Ad esempio costruire un indice, quando ci si accinge a dare forma e ordine alla materiale memoria raccolta, diviene filo conduttore per l\u2019esposizione. L\u2019indice scandisce la struttura del prodotto: ne individua le parti espositive; darsi un indice chiama a riflettere sull\u2019articolazione delle parti informative, come queste stanno in equilibrio tra loro, quali i legami logici e di rimando. La struttura dell\u2019indice \u00e8 da considerarsi nel suo duplice aspetto: \u00e8 di ausilio a chi costruisce la documentazione in quanto individua i nuclei narrativi portanti ma orienta anche il lettore nella fruizione del prodotto. Un esempio in questa direzione \u00e8 fornito dalla documentazione messa a disposizione del gruppo dal Centro Memo di Modena nell\u2019articolo dal titolo \u201cIndice: il gioco delle parti\u201d.<br \/>\nSe dalla struttura dell\u2019indice passiamo al testo di una documentazione verifichiamo che nei prodotti documentari pi\u00f9 riusciti \u00e8 possibile rintracciare un filo conduttore, pi\u00f9 o meno esplicito, che attraversa tutta la composizione e guida il lettore verso un particolare punto di vista espositivo. Possiamo parlare di fuoco tematico all\u2019interno dell\u2019oggetto da documentare.<br \/>\nLa presenza del fuoco tematico indica l\u2019angolazione con la quale il curatore ha organizzato i materiali testimonianza. All\u2019interno del cosa documentare, possono esserci infatti tante prospettive che esplorano sentieri informativi diversi all\u2019interno dello stesso tema. \u00c8 quindi utile, anche in fase di progettazione della documentazione, porsi questa domanda per aiutare il gruppo che si fa carico del processo di documentazione, a orientare sempre pi\u00f9 le scelte dei materiali pi\u00f9 pertinenti. Questo aspetto \u00e8 indagato pi\u00f9 a fondo nel contributo \u201cIn 160 minuti di film 120 secondi di dialogo\u201d<br \/>\ncurato dal Laboratorio di Documentazione e Formazione del Comune di Bologna che nel medesimo intervento propone anche una riflessione sul tema della strutturazione del messaggio comunicativo.<br \/>\nInfatti la leggibilit\u00e0 e la comprensione del prodotto documentario passa anche attraverso la presenza di un linguaggio e uno stile espositivo consono alla peculiarit\u00e0 del tema trattato e del destinatario individuato, capace di offrire una regia compositiva mettendo in equilibrio parti di racconto, di descrizione di eventi, di riflessione degli autori, armonizzando scelte di testo e immagini.<br \/>\nLo studio della struttura complessiva del prodotto, il tener conto di un fuoco tematico, come filo conduttore della composizione, e la cura della predisposizione del messaggio, che si vuole veicolare, sono tutti aspetti che possono concorrere a rendere pi\u00f9 fruibile ed efficace un prodotto documentario<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vocabolario definisce il prodotto come risultato ottenuto. 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