{"id":2223,"date":"2020-02-26T14:41:14","date_gmt":"2020-02-26T13:41:14","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2223"},"modified":"2025-08-27T09:18:40","modified_gmt":"2025-08-27T07:18:40","slug":"controtempo-lincontro-che-genera-il-nuovo-nella-musica-e-nella-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2223","title":{"rendered":"L\u2019incontro che genera il nuovo, nella musica e nella vita"},"content":{"rendered":"<p>Intervista a Davide Ferrari, direttore artistico della Banda di Piazza Caricamento di Genova, e ai suoi musicisti. La banda riunisce giovani musicisti che provengono da Giappone, Marocco, Messico, Argentina, Sri Lanka. Il progetto prende il nome da una delle aree pi\u00f9 multietniche della citt\u00e0.<br \/>\nLa musica \u00e8 per me una via di vita da percorrere, una metafora, una scienza, un mezzo, un\u2019arte meravigliosa. Riempie quasi totalmente la mia vita.<\/p>\n<p>Nel settembre 2006 \u00e8 nata l\u2019idea di costituire questa orchestra. Da una sequenza di eventi violenti interetnici in citt\u00e0 rinasce la necessit\u00e0 di tornare a lavorare sul territorio urbano, rivolgendosi agli immigrati offrendogli un\u2019opportunit\u00e0 professionale e creativa. Ho lanciato l\u2019idea, \u00e8 stata raccolta prima da una cantante genovese che ha iniziato a sostenermi nel progetto, poi dal Comune di Genova. Con un\u2019audizione si \u00e8 formato il primo nucleo. All\u2019inizio i musicisti hanno reagito ai miei stimoli con diffidenza e incomprensione. Con il tempo, la pratica, l\u2019esperienza che si viveva e i risultati hanno portato una maggior fiducia e unione. Oggi c\u2019\u00e8 un gruppo affiatato, quasi come una famiglia, con tutte le contraddizioni del caso. Nel tempo si \u00e8 sviluppata una dinamica pi\u00f9 solidale, anche se non completamente. \u00c8 stato un elemento centrale del percorso quello dell\u2019altruismo.<br \/>\nGli obiettivi erano quelli di offrire un\u2019opportunit\u00e0 creativa e professionale, conoscenza e valorizzazione delle individualit\u00e0 all\u2019interno di un gruppo, conoscenza di nuove musiche e di nuove tecniche compositive, conoscenza della creazione di un concerto e messa in scena, opportunit\u00e0 di ritorno economico con l\u2019intento di portare in Italia e in Europa un messaggio di convivenza interrazziale pacifica.<br \/>\nElencare i riferimenti musicali della Banda produrrebbe un elenco troppo vasto considerando le diversit\u00e0 geografiche e generazionali. Per quanto riguarda l\u2019indirizzo musicale che cerco di sviluppare sono particolarmente interessato a esperienze come gli Einsturzende Neubauten di Berlino, in chiave world music.<br \/>\nOgni musicista tradizionale \u00e8 estremamente legato a ci\u00f2 che si porta dietro nel suo viaggio migratorio dal suo paese a un altro. Per me credo sia importante, per costoro, lentamente separarsi e avvicinarsi ad altre musiche e culture, soprattutto quelle dei luoghi in cui si \u00e8 scelto di vivere. \u00c8 l\u2019incontro che genera il nuovo, nella musica e nella vita. Restare legati a ci\u00f2 che siamo \u00e8 controproducente per la conoscenza. Osservare e cercare di comprendere nuovi e\/o differenti linguaggi pu\u00f2 essere molto utile per il processo di integrazione. Non sono interessato alla riproposizione di musiche tradizionali suonate da musicisti non appartenenti a quella cultura. Quindi propongo l\u2019incontro da cui si genera una nuova tradizione, contemporanea, extraetnica.<br \/>\nAbbiamo realizzato fino ad oggi due produzioni. Babel Sound raccoglieva le musiche create nel primo anno di attivit\u00e0. Ha vinto un premio da Amnesty International e questo per me \u00e8 una grande soddisfazione. \u00c8 un cd dove si sentono ancora molto le diverse tradizioni dei partecipanti, miscelate. Il secondo, Nu Town, \u00e8 stato realizzato pi\u00f9 velocemente, con collaborazioni come con la Squadra di Canto tradizionale genovese di Trallallero con il quale abbiamo riarrangiato Dolcenera di De Andr\u00e8. Nu Town \u00e8 pi\u00f9 contemporaneo, nel senso non proprio del genere musicale, ma nel senso che ha ritmi pi\u00f9 urbani, testi prevalentemente in italiano, quindi meno multiculturale.<br \/>\nAl pubblico vorremmo arrivasse la forza della convivenza fra razze diverse, l\u2019energia delle tradizioni, soprattutto la sperimentazione, cercando di uscire dai luoghi comuni e dalla retorica della multiculturalit\u00e0. I concerti della banda sono altamente energetici. Il pubblico \u00e8 invaso da una pioggia di ritmi, suoni, danze, voci. Il pubblico credo recepisca fondamentalmente quanto detto prima, ossia la forza dell\u2019incontro tra culture diverse che si uniscono. La diversit\u00e0 \u00e8 una grande risorsa, un\u2019opportunit\u00e0 di conoscenza, spesso imprevedibile. Ma soprattutto \u00e8 un processo naturale, inevitabile. Anche nella musica \u00e8 cos\u00ec, cercando di non fare a tutti i costi la cosa diversa, poich\u00e9, in quel caso, si diventa prevedibili e inefficaci.<br \/>\nPer quanto mi riguarda, dal 1995 collaboro con la confraternita Sufi Gnawa del Marocco e con loro le esperienze sono state sempre molto intense. Poi con i miei maestri, Tran Quang Hai, Vietnamita, Stella Chiweshe, dallo Zimbabwe, Yungchen Lhamo dal Tibet, Joji Hirota, Giappone. Recente una grande esperienza con Antonella Ruggiero, straordinaria cantante e Celia Mara, brasiliana. Per i ragazzi della Banda credo che alcuni concerti abbiano lasciato il segno, come quello a Sarajevo, e i concerti con Antonella Ruggiero e Celia Mara, in palchi molto importanti come in Piazza San Carlo a Torino o in Croazia davanti a 50mila persone.<br \/>\nIl futuro: torniamo a Sarajevo a fine febbraio, abbiamo iniziato a imbastire un terzo cd, cercare di fare cose utili.<\/p>\n<p><strong>Altre voci, altri suoni, altre storie: i musicisti della Banda<\/strong><br \/>\nPer me la banda \u00e8 un progetto socio-musicale: questa duplicit\u00e0 \u00e8 la vera forza del gruppo. Mettere assieme aspetti musicali, estetici, contingenti, e soggettivi, con valori e ricadute pi\u00f9 sociali e umane, forse altrettanto soggettive, ma altrettanto o forse pi\u00f9 importanti! Questo progetto funziona perch\u00e9 fa crescere le persone che nel corso di questi quattro anni vi hanno preso parte&#8230; Davide, il direttore, e le molte esperienze fatte assieme, dai centri socio-educativi di Montpellier, ai ricoveri per vittime di guerra in Bosnia, alle piazze di tutta Italia, mi hanno permesso di poter vivere momenti musicali, emozionali, personali legati a concetti di incontro, scontro ma anche riconoscimento e solidariet\u00e0 tra le persone, a maggior ragione con persone sconosciute, diverse&#8230; Certo sono parole, solo parole, ma quando vengono realmente esperite, come nella banda, allora acquistano valore e alimentano un circolo virtuoso che porta a nuovi incontri, nuova crescita, nuova musica&#8230; Ricordandosi anche di tutti i momenti difficili che fan parte della vita e che han fatto parte della storia della banda; quindi senza mai dimenticare che la grande fortuna di poter partecipare a questo progetto socio-musicale diventa automaticamente un grande dovere: dare il meglio di s\u00e9, attraverso il lavoro socio-musicale della banda, proprio per rispetto a chi \u00e8 meno fortunato, e sapendo che proprio da queste persone si riceve l\u2019energia e l\u2019esempio per poter dare ancora. Grazie.<br \/>\n(Olmo Manzano Anorve \u2013 Congas \u2013 Italia\/Messico)<br \/>\nC\u2019era una necessit\u00e0 urgente di dare un\u2019immagine di convivenza pacifica e piacevole fra le tante \u201crazze\u201d residenti nella citt\u00e0 di Genova. E Davide Ferrari, il direttore artistico, ha sentito questo appello e ha cercato di colmare questo vuoto che purtroppo hanno molte societ\u00e0 mondiali. La Banda di Piazza Caricamento non \u00e8 altro che una proiezione della societ\u00e0 genovese o ormai quella mondiale, su un piccolo piano, che pu\u00f2 essere una sala prove, un furgoncino, una camera d\u2019albergo, un palcoscenico&#8230; Le persone che vi partecipano hanno scelto di convivere condividendo ritmi testi e melodie delle loro proprie provenienze.<br \/>\n(Abdel \u2013 Darbouka Bongos \/ Voce \u2013 Marocco)<br \/>\nNon troppi mesi dopo l\u2019assemblaggio della Banda, il nostro direttore artistico, Davide Ferrari, ci invi\u00f2 un messaggio chiamandoci \u201cBanderos\u201d. Non poteva esser pi\u00f9 sottile e acuto nel trovar un soprannome che si riferisse all\u2019appartenenza alla Banda in quanto gruppo socio-musicale senza tralasciare le singole personalit\u00e0, ognuna delle quali tira la macchinosa carovana alla sua folkloristica maniera. Solo grazie all\u2019unione sinergica di culture, idee, suoni, scontri e incontri di abitudini e attitudini diverse riusciamo ad arrivare a ingaggi che a volte neanche aspiriamo a meritare. Un sound illegale che vorrebbe arrivare dove l\u2019orecchio non vuole sentire.<br \/>\n(Nadesh \u2013 Voce\/Danza \u2013 India)<br \/>\nChe dire? Per me la Banda di Piazza Caricamento \u00e8 capitata in modo fortuito e inaspettato, da un incontro avuto al Teatro della Tosse con Paola Benvenuto. L\u2019entrare non \u00e8 stato cos\u00ec semplice perch\u00e9 una volta fatta l\u2019audizione con un funky freestyle non \u00e8 stato facile farsi accettare dagli altri componenti che lavoravano assieme da pi\u00f9 di due anni ed erano abituati a un altro danzatore. Il cammino \u00e8 durato quasi tutto il mio primo anno per farmi conoscere come persona e a livello artistico, come danzatore, e non nego che ci son stati dei momenti nei quali sentivo una sorta di \u201cforma di razzismo\u201d al contrario. Per fortuna credendo in questo bellissimo progetto e grazie anche al maggiore spazio datomi da Davide nel corso di questi quasi due anni, direi che adesso sono perfettamente integrato. La Banda per me \u00e8 come un \u201cricco minestrone\u201d fatto di tanti colori, suoni, odori, sensazioni, sapori che per\u00f2 possono cambiare continuamente e l\u2019aspetto interessante, nonch\u00e9 stupendo, \u00e8 il continuo scambio che si ha all\u2019interno \u2013 provenendo da culture, storie, razze, caratteri differenti, esperienze artistiche diverse \u2013 e all\u2019esterno \u2013 pubblico, collaborazioni, incontri con persone con sfaccettature varie. Questa \u00e8 per me la banda non dimenticando mai, anche il carattere socio-culturale che \u00e8 la radice dell\u2019intero progetto.<br \/>\n(Matteo Scuro \u2013 Danza \u2013 Italia)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Davide Ferrari, direttore artistico della Banda di Piazza Caricamento di Genova, e ai suoi musicisti. La banda riunisce giovani musicisti che provengono da Giappone, Marocco, Messico, Argentina, Sri Lanka. Il progetto prende il nome da una delle aree pi\u00f9 multietniche della citt\u00e0. La musica \u00e8 per me una via di vita da percorrere, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3586,3608,3964],"edizioni":[58],"autori":[2907],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2223"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2223"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2223\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4148,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2223\/revisions\/4148"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2223"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2223"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2223"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2223"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2223"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2223"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2223"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2223"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2223"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}