{"id":2230,"date":"2020-02-26T15:06:36","date_gmt":"2020-02-26T14:06:36","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2230"},"modified":"2025-08-27T09:15:52","modified_gmt":"2025-08-27T07:15:52","slug":"lettere-al-direttore-risponde-claudio-imprudente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2230","title":{"rendered":"Lettere al direttore"},"content":{"rendered":"<p>Essere testimoni credibili non basta: serve un lavoro\u2026<\/p>\n<p>Salve signor Claudio,<br \/>\nle scrivo dalla Calabria. Ho 37 anni e sono affetto da amiotrofia muscolare spinale II.<br \/>\nSono tetraplegico.<br \/>\nAbito in un piccolo comune e mi conoscono, ammirano, compatiscono e vogliono bene tutti.<br \/>\nSto chiedendo da tempo all\u2019amministrazione comunale un lavoro e finalmente \u201cpare\u201d che ci sia in progetto l\u2019apertura di uno sportello per affrontare il problema del disagio giovanile.<br \/>\nSi sono presentate a casa due signore (una che lavora a contatto con le carceri minorili, l\u2019altra un\u2019assistente sociale) e vorrebbero usare la mia situazione come esempio da dare ai ragazzi. Vorrebbero fare un vero e proprio servizio giornalistico su di me.<br \/>\nSecondo lei \u00e8 giusto?<br \/>\nVorrei un consiglio su cosa fare.<br \/>\nGrazie.<br \/>\nSpero diventeremo amici.<br \/>\nRomano.<\/p>\n<p>Caro Romano,<br \/>\nintanto grazie per avermi scritto. Mi ha fatto molto piacere.<br \/>\nAllora, vengo subito al dunque: credo che tu debba cogliere questa opportunit\u00e0 e, cogliendola, dare ad altre persone l\u2019occasione per avvicinarsi a un mondo che probabilmente conoscono poco o male. Capisco o immagino i tuoi dubbi: non si tratter\u00e0 di fare di me una sorta di esempio, guida, di oggetto-spettacolo e, in quanto tale, male interpretato, compatito, ecc.? Questo rischio c\u2019\u00e8 sempre, e lo vivo spesso direttamente, tenendo continuamente incontri, lezioni, interviste. O anche, pi\u00f9 semplicemente, nei rapporti di amicizia. Ti faccio un piccolo esempio. Un caro amico, che vive per\u00f2 lontano da Bologna, qualche tempo fa mi ha scritto una lettera molto bella nella sua ingenuit\u00e0. In sostanza, mi chiedeva perch\u00e9 le altre persone disabili che aveva avuto modo di incontrare e frequentare non gli restituissero le stesse \u201csoddisfazioni\u201d che gli davo io. Ecco le sue parole, un estratto dalla lunga lettera che mi aveva spedito:<br \/>\n\u201cHo accompagnato allo stadio due disabili! \u00c8 una cosa che ho gi\u00e0 fatto altre volte. \u00c8 una bella cosa, per carit\u00e0, mi piace, per\u00f2 ieri mi \u00e8 capitato di fare questo pensiero: la diversabilit\u00e0, quando \u00e8 vissuta come un handicap, \u00e8 proprio una sofferenza! E mi sono trovato triste nel provare sofferenza nello stare con loro perch\u00e9 ho visto sofferenza in loro! (si chiamano Patrizio e Vincenzo&#8230;) (non so bene che problemi abbiano di preciso, ma sono tutti e due in carrozzina perch\u00e9 non possono camminare&#8230;). Parlano tranquillamente (sbiascicando un po\u2019 le parole), ma mi sembra che comunque siano un po\u2019 \u2018indietro\u2019 di testa\u2026 Non lo so, mi \u00e8 capitato di pensare a te e a come mi sento quando sto con te, e mi sono reso conto che \u00e8 una cosa diversa!<br \/>\nPer quanto tu fisicamente sia conciato peggio, non c\u2019\u00e8 paragone per quel che riguarda il vivere!<br \/>\nA star loro vicino avverto proprio un senso di \u2018sofferenza traspirante\u2019 che mi pervade e contamina\u2026 Non lo so, \u00e8 strano, per\u00f2 cavolo mi fanno pena!\u201d.<br \/>\nAl mio caro amico non ho potuto che far presente che capivo molto bene quello che intendeva dire e che, a livello ideale, lo condivido appieno. Anzi, direi che \u00e8 quello per cui mi batto e mi sbatto da trent\u2019anni, la creazione e condivisione di un\u2019immagine differente della disabilit\u00e0 che, tra le (tante) altre cose, passa anche per un impegno diretto da parte delle persone disabili rispetto alla rappresentazione che \u201cproiettano\u201d fuori di s\u00e9\u2026 un modo, non secondario, per incidere sull\u2019immaginario e le idee altrui.<br \/>\nCon una indicazione, per\u00f2, molto importante, un suggerimento per guardare le cose in modo pi\u00f9 consapevole: a stare con me si corre il rischio di non conoscere la realt\u00e0 pi\u00f9 diffusa tra le persone disabili e nel mondo che sta attorno a loro, si corre cio\u00e8 il rischio di non entrare in contatto con le condizioni di vita pi\u00f9 \u201cvere\u201d delle persone con disabilit\u00e0.<br \/>\nSpesso, appunto, il rischio \u00e8 che le persone mi prendano come modello&#8230; ma \u00e8 un falso modello, comunque non rappresentativo.<br \/>\nCon questo non voglio assolutamente dire che, quindi, nelle occasioni di confronto e di lavoro in pubblico parlo di \u201caria fritta\u201d e che quello che dico sia irrealizzabile: ma la mia condizione (fisica, mentale, sociale, lavorativa\u2026) \u201cfa testo\u201d fino a un certo punto. Mi d\u00e0, certo, la possibilit\u00e0 di dire agli altri che esistono le risorse (in senso lato) per pensare a condizioni migliori, lavorando a livello politico, culturale, ecc.<br \/>\nInsomma, in un certo senso la serenit\u00e0 e il modo in cui vivo la mia vita \u201cdisabile\u201d potrebbe essere un orizzonte da raggiungere, perch\u00e9 \u00e8 vero che sono riuscito a costruire un\u2019esistenza serena e non sofferente. Ma, appunto, \u00e8 una condizione da raggiungere, da costruire e non dobbiamo commettere l\u2019errore di provare tristezza per chi ancora vive con tristezza la sua condizione, altrimenti dal circolo non si esce.<br \/>\nQuesto, quindi, \u00e8 un piccolo rischio che hanno corso tante persone che hanno passato tempo e hanno lavorato con me nel corso degli anni e capisco cosa intendi nella tua lettera, caro Romano.<br \/>\nCredo, per\u00f2, che il gioco che ti hanno proposto le due misteriose signore valga la candela, se gestito e giocato con intelligenza e, non lo nego, furbizia, da parte tua. Devi valutare che senso le persone che vogliono coinvolgerti intendono dare al servizio, se \u00e8 quello di interrogare gli altri su alcune questioni o puntare \u201csolo\u201d al cuore, ossia a una cosa dal respiro breve. Poi, una volta considerata la bont\u00e0 delle intenzioni, star\u00e0 a te compiere il passo che ti porter\u00e0 a ragionare sul generale a partire dal particolare, ovvero dalla tua persona e dalla tua esperienza di uomo con disabilit\u00e0. A proporre non un modello, ma un testimone e un narratore consapevole e dallo sguardo sottile e lungo.<br \/>\nDimmi se queste poche parole ti sono d\u2019aiuto. Aspetto una tua risposta per continuare il confronto su una cosa che, lo capisco, solleva dei dubbi da parte tua e non \u00e8 affatto innocente n\u00e9 semplice.<br \/>\nGrazie ancora e buona vita.<br \/>\nUn caro saluto.<br \/>\nClaudio<\/p>\n<p>Caro Claudio,<br \/>\ngrazie a te per avermi risposto. Spero tanto che inizi tra noi un lungo e proficuo scambio di impressioni.<br \/>\nIo per natura ho un carattere timido e introverso. Ma questo, col tempo, ho cercato, e cerco sempre, di \u201ccombatterlo\u201d, forse proprio in forza dell\u2019essere \u201cdiversabile\u201d. Cio\u00e8, provo a spiegarmi: forse l\u2019essere disabile mi ha condizionato portandomi ad accentuare la timidezza. Poi, per una sorta di orgoglio o di contrasto, per qualche tempo vedevo il dover espormi come un modo per dimostrare e dimostrarmi che non mi facevo condizionare dal mio handicap.<br \/>\nAdesso, ti confido, non mi interessa pi\u00f9. Non vorrei sempre dover combattere per \u201cdimostrare che\u201d. Accettare serenamente il mio handicap vuol dire vivere serenamente il mio essere un diversabile. Non un genio, n\u00e9 un fenomeno da circo che si sente addosso o la curiosit\u00e0 o la compassione degli altri&#8230; quando va un po\u2019 in giro.<br \/>\nVorrei precisarti meglio la questione di cui ti parlavo nella e-mail precedente, cos\u00ec da darti un quadro pi\u00f9 chiaro. Io credo che in loro (nelle persone che mi hanno proposto la cosa) ci sia della buona volont\u00e0 di usare la mia storia per far capire a chi ha quindici anni, magari circondato di ogni bene e che \u00e8 insoddisfatto, come il mio vivere possa dare qualche insegnamento.<br \/>\nLa tua riflessione, le tue parole, il tuo consiglio mi sono utilissimi.<br \/>\nPer\u00f2 vorrei precisare che non ritengo di esser nulla di \u201cspeciale\u201d, sono uno come tanti, ho pregi e difetti, vizi e virt\u00f9, ho i miei giorni di nervosismo e di serenit\u00e0, i miei hobby e le mie passioni come quelli di tanti. Tutto qui&#8230; Non so cosa se ne possa tirar fuori.<br \/>\nPoi, caro Claudio, mi preme pure sottolineare un altro punto. Io voglio un lavoro! Non voglio solo esser presentato agli altri, ma mi serve un posto. So usare il computer e spero che questo progetto sia basato su quello, dare lavoro.<br \/>\nPer sette estati (due mesi all\u2019anno) sono stato inserito in un progetto per il quale ho fatto lavoretti col pc. Poi l\u2019estate scorsa non vi sono stato inserito, nonostante un\u2019assicurazione circa l\u2019esserne parte.<br \/>\nBeh, intanto ti ringrazio e ti terr\u00f2 informato.<br \/>\nGrazie e a presto.<br \/>\nRomano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Essere testimoni credibili non basta: serve un lavoro\u2026 Salve signor Claudio, le scrivo dalla Calabria. Ho 37 anni e sono affetto da amiotrofia muscolare spinale II. Sono tetraplegico. Abito in un piccolo comune e mi conoscono, ammirano, compatiscono e vogliono bene tutti. 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