{"id":2232,"date":"2020-02-26T15:15:01","date_gmt":"2020-02-26T14:15:01","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2232"},"modified":"2025-08-27T09:14:09","modified_gmt":"2025-08-27T07:14:09","slug":"lo-sguardo-del-sud-il-diritto-a-essere-dimenticate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2232","title":{"rendered":"Il diritto a essere dimenticate"},"content":{"rendered":"<p>D\u00e0 sempre una certa speranza incontrare persone che non accettano ruoli o sentimenti preconfezionati, che pensano al se stesso futuro fuori da schemi stereotipati e che, quindi, si confrontano con la realt\u00e0 in modo complesso, di quella complessit\u00e0 che \u00e8 propria della realt\u00e0.<br \/>\nSara \u00e8 una persona cos\u00ec.<br \/>\nLa scelta che ha fatto lo dimostra e una pagina del suo diario ce la racconta.<br \/>\n\u201cMi trovo ad At-Tuwani, villaggio palestinese che ha scelto la resistenza non violenta come risposta al conflitto e alle provocazioni. \u00c8 abitato da circa 300 persone e si trova in Cisgiordania, nelle colline a Sud di Hebron in area C.<br \/>\nQuesto implica che il villaggio sia sotto controllo militare e civile israeliano.<br \/>\nTuwani \u00e8 circondato da insediamenti e in particolare l\u2019avamposto di Avan Ma\u2019on \u00e8 causa di continue provocazioni e violenze da parte dei coloni israeliani. A tal proposito, per esempio, i bambini dei villaggi vicini per recarsi alla scuola di At-Tuwani, dopo aver subito diversi attacchi violenti e ingiustificati, sono oggi costretti a essere scortati lungo il tragitto da militari israeliani.<br \/>\n\u00c8 qui che si inserisce uno dei momenti di presenza di Operazione Colomba (corpo non violento di pace della comunit\u00e0 Papa Giovanni XXIII) che monitora la scorta militare affinch\u00e9 svolga quanto effettivamente prescritto dal parlamento israeliano.<br \/>\nLa Palestina che sto vivendo non \u00e8 affatto come quella che i media pi\u00f9 diffusi trasmettono quotidianamente in Italia; le informazioni che entrano nelle nostre case per quanto riguarda entrambe le parti del conflitto non sembrano corrispondere alla realt\u00e0.<br \/>\nOgni giorno incontro persone che hanno un passato incredibile e che quotidianamente rinnovano una scelta difficile.<br \/>\nLa forza, la pazienza e la tenacia che questa gente trasmette sono invidiabili, uno stimolo al cambiamento d\u2019ottica per noi abituati a vivere nella societ\u00e0 \u2018del tutto e subito\u2019.<br \/>\nI risultati che qui si ottengono sono lunghi, una storia di coraggio e cambiamenti.<br \/>\nNonostante la povert\u00e0 dell\u2019area in cui il villaggio si erge, l\u2019ospitalit\u00e0 \u00e8 un tratto distinto di una popolazione con forti tradizioni, capace di smentire i pi\u00f9 comuni stereotipi.<br \/>\nCredo che sia impagabile ci\u00f2 che ti insegna vedere coi propri occhi, sperimentare sulla propria pelle, mettersi in gioco al punto di decidere di condividere la quotidianit\u00e0 con le vittime di un conflitto, cercando di far loro capire che non sono soli e che hanno tanto da insegnare; perch\u00e9 \u00e8 proprio quando si smette di parlare di queste realt\u00e0, che esse a poco a poco acquistano il diritto a essere dimenticate, a non esistere.<br \/>\nEd \u00e8 questa una delle battaglie quotidiane che il villaggio e Operazione Colomba insieme intraprendono, chiedendo semplicemente a tutte le delegazioni che passano in visita ad At-Tuwani o a tutti coloro che ascoltano una testimonianza, di non farla morire l\u00ec, ma di darle voce, perch\u00e9 il passaparola in questo caso \u00e8 una delle vie di comunicazioni pi\u00f9 potenti ed efficaci per abbattere l\u2019ignoranza\u201d.<\/p>\n<p><strong>Raccontaci qualcosa di te. Chi sei, cosa fai nella vita?<\/strong><br \/>\n\u201cChe dire? Ho 20 anni e abito a Borgonuovo, un piccolo paesino in provincia di Bologna.<br \/>\nHo fatto il liceo delle Scienze Sociali e ora frequento il secondo anno alla facolt\u00e0 di Scienze Politiche (Sviluppo e Cooperazione Internazionale) di Bologna.<br \/>\nIl nuoto \u00e8 da sempre una delle mie passioni (e immancabile valvola di sfogo) e lavoro con i bambini nei servizi di doposcuola o insegnando nuoto.<br \/>\nAmo osservare e ascoltare i racconti delle persone e sono una fotografa amatoriale: potrei stare a guardare per ore due bambini giocare in attesa dello scatto \u2018perfetto\u2019 o una goccia di rugiada che scivola sullo stelo di un filo d\u2019erba\u201d.<\/p>\n<p>Partire significa molte cose, c\u2019\u00e8 chi lo fa per svagarsi, chi per fuggire, chi per ritrovarsi.<br \/>\nPartire per tornare o partire per ripartire continuamente, restando nello stesso luogo o cambiando meta ogni volta.<br \/>\nPartire per conoscere o partire per conoscersi.<\/p>\n<p><strong>Cosa ti ha spinto a partire?<\/strong><br \/>\n<strong>E perch\u00e9 proprio in Palestina?<br \/>\n<\/strong>\u201cBeh, senza dubbio sono una persona curiosa!<br \/>\nConoscere nuove persone e culture diverse \u00e8 una delle mie grandi passioni.<br \/>\nPenso che questa partenza, ma probabilmente ancor di pi\u00f9 il faticoso rientro in Italia, mi abbiano insegnato davvero tanto, e tanto anche su me stessa.<br \/>\nUna delle motivazioni all\u2019origine della mia partenza \u00e8 stato il desiderio di potermi confrontare veramente sul campo con quello che, in un futuro, potrebbe essere il mio lavoro. Il voler vedere se effettivamente quello che studio sui libri tutti i giorni, pu\u00f2 portarmi a qualcosa che desidero davvero fare e per cui potrei essere portata.<br \/>\nLa mia facolt\u00e0 non prevede tirocinio, e cos\u00ec diciamo che ho deciso di crearmelo io!<br \/>\nOltre questa \u2018motivazione di facciata\u2019, c\u2019erano tanti interessi, tanta voglia di conoscere un luogo, una popolazione e un conflitto di cui ho tanto sentito parlare, ma di cui non avevo mai avuto esperienza diretta.<br \/>\nCredo fermamente che prima di potersi pronunciare sulle cose, se se ne ha la possibilit\u00e0, sia meglio vederle coi propri occhi e farne esperienza diretta, e cos\u00ec ho deciso di partire.<br \/>\nLa scelta dell\u2019associazione non \u00e8 stata casuale.<br \/>\nLa presenza che Operazione Colomba poteva offrirmi, racchiudeva tre idee-pilastri che desideravo approfondire e mettere in pratica meglio: la nonviolenza attiva, la condivisione e la neutralit\u00e0 verso le parti di un conflitto (ma di sicuro non verso le ingiustizie!)\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come dici nel diario, la cosa pi\u00f9 importante, forse, \u00e8 il trasmettere la notizia, l\u2019informare per combattere l\u2019ignoranza.<\/strong><br \/>\n<strong>Raccontaci che cosa ti ha sorpreso e che cosa, invece, hai confermato, rispetto alle aspettative che ti eri fatta.<br \/>\n<\/strong>\u201cPer quanto sia possibile, cerco sempre di non farmi aspettative prima di esperienze di questo genere, mi aiuta a non rimanere delusa e molto spesso mi accorgo di riuscire non solo a \u201cmettermi pi\u00f9 in gioco\u201d, ma anche ad assorbire molto di pi\u00f9 quanto incontro, vivo, vedo.<br \/>\nRiguardo la realt\u00e0 che ho trovato, ho potuto constatare che ci\u00f2 che si sta creando \u00e8 un regime di apartheid, questo ha portato in me sorpresa, ma anche grande ammirazione, rispetto alla tenacia, alla forza e alla volont\u00e0 che le persone del villaggio mettono ogni giorno nelle piccole battaglie della vita quotidiana.<br \/>\nSi tratta di una realt\u00e0 tanto complessa quanto contraddittoria. S\u00ec, le contraddizioni sono all\u2019ordine del giorno e se si riesce a guardarle dritte in faccia colpiscono forte e restano limpide tra i ricordi. Una tra le pi\u00f9 vivide resta la scorta militare che i bambini di due villaggi limitrofi di At-Tuwani devono aspettare ogni mattina e ogni pomeriggio per recarsi a scuola o tornare a casa. La scorta \u00e8 fatta da militari israeliani che si trovano a difendere bambini palestinesi dai loro stessi connazionali coloni. A parte il paradosso, credo sia impossibile (per fortuna!) abituarsi all\u2019immagine di bambini che camminano seguiti da una jeep per poter andare a scuola\u201d.<\/p>\n<p>Sara avrebbe ancora tante cose da raccontare, come succede a chi vive un\u2019esperienza che ti scombussola un po\u2019 la vita.<br \/>\nTi auguriamo che questo sia solo il primo di altri incontri, il primo di altri punti di vista che ti permettano di diventare ci\u00f2 che desideri senza stereotipi o preconcetti, ma libera di vivere le tue passioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>D\u00e0 sempre una certa speranza incontrare persone che non accettano ruoli o sentimenti preconfezionati, che pensano al se stesso futuro fuori da schemi stereotipati e che, quindi, si confrontano con la realt\u00e0 in modo complesso, di quella complessit\u00e0 che \u00e8 propria della realt\u00e0. Sara \u00e8 una persona cos\u00ec. 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