{"id":2236,"date":"2020-02-26T15:22:47","date_gmt":"2020-02-26T14:22:47","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2236"},"modified":"2025-08-27T09:11:26","modified_gmt":"2025-08-27T07:11:26","slug":"sport-agevoli-lacqua-immagine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2236","title":{"rendered":"L\u2019acqua immagine"},"content":{"rendered":"<p>Intervista a Cecilia Camellini, nuotatrice italiana, atleta non vedente.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 17 dicembre. Ottima data per fare la mia prima intervista a un\u2019atleta plurimedagliata. L\u2019appuntamento \u00e8 alla Palestra Komodo di Rubiera (RE) dove Cecilia si allena. Nel tragitto da casa mia al luogo dell\u2019appuntamento mi ripeto le domande che vorrei farle, ma mi accorgo che cambiano continuamente man mano mi avvicino al luogo dell\u2019incontro. Arrivo con ben un\u2019ora di anticipo per non farmi cogliere impreparato ma anche per vincere una scommessa con la sua accompagnatrice, sua madre, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<br \/>\nEccola, \u00e8 arrivata. Gli step ci fanno da sedie. Un saluto, una risata e accendo il registratore.<\/p>\n<p><strong>Descriviti. Chi sei, cosa fai, cosa non fai?<\/strong><br \/>\nHo 18 anni. Vado a scuola, frequento il quinto anno del Liceo Classico, quindi mi sto ammazzando di studio. Vediamo, cosa ti posso raccontare di interessante? Ah sono stata a Pechino alle Paralimpiadi e ho vinto due medaglie d\u2019argento. Ho fatto i mondiali in Olanda e anche qui ho portato a casa un po\u2019 di soddisfazioni: due medaglie d\u2019oro e due d\u2019argento.<\/p>\n<p><strong>Ok, ma descrivi il tuo carattere.<\/strong><br \/>\nAh ah, impresa difficile. Spesso lascio dire agli altri cosa pensano di me, alcuni dicono che sono determinata, altri invece dicono che sono dolce, ma evidentemente non mi conoscono molto bene&#8230; Quello che so di certo \u00e8 che mi piace chiacchierare con le amiche di qualsiasi cosa e in genere riesco a mantenere qualche segreto.<\/p>\n<p><strong>Cosa ti piace fare?<\/strong><br \/>\nOltre a nuotare? Adoro leggere e ascoltare musica. Suonavo il pianoforte ma negli ultimi tempi lo sto un po\u2019 trascurando perch\u00e9 ho altri impegni. E se alla domenica non ho gare, il sabato sera \u00e8 dedicato agli amici.<\/p>\n<p><strong>Ora ti faccio una domanda che nessuno mai ti ha fatto, come quando a me chiedono, chiamandomi Tristano, \u201cMa e Isotta dov\u2019\u00e8?\u201d. Perch\u00e9 hai iniziato a nuotare?<\/strong><br \/>\nHo iniziato perch\u00e9 nuotava mio fratello e volevo conoscere l\u2019ambiente della piscina. Mi diceva che c\u2019era tanta acqua e si nuotava e io gli chiedevo come si faceva a nuotare. Mi ha fatto provare. Ho fatto tutto il percorso natatorio che fa ogni bambino: dalla vasca piccola con acqua calda molto invitante, alla vasca grande dove si nuotava veramente nel vero senso della parola. Poi a 11 anni ho incontrato il mio allenatore Ettore Paccini, che mi ha preso sotto le sue ali.<\/p>\n<p><strong>Mi ricordo come eri a 11 anni perch\u00e9 appunto ti vedevo in piscina a Reggio Emilia e Ettore gi\u00e0 a quei tempi mi spiegava quali erano le tue qualit\u00e0 sportive. Perch\u00e9 adesso fai nuoto e non fai qualche altro sport?<\/strong><br \/>\nQualcuno potrebbe suggerire che lo faccio per i soldi, ma non \u00e8 il mio caso! Per ora mantengo ideali puramente romantici del nuoto.<\/p>\n<p><strong>E quali sono?<\/strong><br \/>\nA parte gli scherzi, nuotare ormai fa parte della mia vita. \u00c8 una cosa sentimentale, spirituale. Nuoto due ore al giorno e senza nuotare mi sento persa e senza nulla da fare. Mi d\u00e0 la possibilit\u00e0 di sfogarmi e essere in costante lotta con me stessa.<\/p>\n<p><strong>Quanto ti fa mettere in gioco come persona questo sport?<\/strong><br \/>\nDunque, vediamo\u2026 Facendo attivit\u00e0 agonistica e andando a scuola ci si alza al mattino presto, devo studiare sottraendo tempo al nuoto. Il nuoto stesso occupa una parte della giornata. Faccio fatica a volte e vado a nuotare senza voglia. A volte \u00e8 dura sopportare allenatori. Magari vorrei andare alle Hawaii ma invece devo andare in piscina. Faccio sacrifici tangibili ogni giorno.<\/p>\n<p><strong>Scusa, ma da cosa vengono ripagati questi sacrifici? Chi te lo fa fare? Dopo tutto hai 18 anni e molti tuoi coetanei vanno a ballare, o in viaggio con gli amici\u2026 E l\u2019amore, il divertimento?<\/strong><br \/>\nC\u2019\u00e8 chi si diverte a ballare, io mi diverto facendo le gare! \u00c8 chiaro che frequentando la piscina cos\u00ec spesso, molti miei amici nuotano anche loro e quindi condividiamo gli stessi sacrifici e lo stesso stile di vita. Quando ci sono grandi competizioni e possibili risultati in gioco, fare qualche rinuncia in pi\u00f9 costa fatica, ma poi porta grandi soddisfazioni. Quest\u2019estate, ad esempio, mi alzavo presto per essere in acqua alle 8.30 per allenarmi e ammetto che sarei rimasta volentieri a poltrire a casa; ma poi in agosto sono stata ampiamente ripagata in Olanda!<\/p>\n<p><strong>Sei pagata per nuotare? Sei una professionista o ti pagano solo se vinci?<\/strong><br \/>\nDunque facciamo un confronto con la nazionale inglese: gli atleti inglesi sono allenati da allenatori che allenano (visto che gioco di parole!), sia la nazionale disabili che quella dei normodotati e gli atleti disabili prendono uno stipendio per allenarsi. In Italia, non per criticare, questa cosa non accade ancora in quanti i professionisti disabili per il loro allenamento giornaliero ricevono ben poco. Per fortuna, dopo Atene, si \u00e8 mosso qualcosa e adesso almeno pagano le medaglie paralimpiche, perch\u00e9 prima di allora non si vedeva nulla nemmeno per le medaglie vinte.<\/p>\n<p><strong>Quindi potrebbe diventare il tuo lavoro?<\/strong><br \/>\nNon me ne vogliate ma penso di no!<\/p>\n<p><strong>Ti ho vista su una pubblicit\u00e0, per\u00f2 eri su un cartellone e non in televisione, come mai?<\/strong><br \/>\nDiciamo che risaltavo di pi\u00f9 in foto che in televisione [risata]. A parte gli scherzi, questa cosa non la so. Possiamo rispondere che la gente \u00e8 pi\u00f9 abituata a vedere altri sportivi che non me. Anche se io ho vinto tanto! La gente \u00e8 abituata a vedere e leggere dei risultati dei normodotati e non di noi disabili. Se ci pensi, c\u2019\u00e8 solo una trasmissione che fa vedere le nostre imprese. L\u2019immagine di altri sportivi \u00e8 pi\u00f9 appetibile, forse.<\/p>\n<p><strong>L\u2019immagine di sportivi famosi e vincenti, s\u00ec hai ragione \u00e8 pi\u00f9 appetibile. Sono dei modelli di vita. Un\u2019immagine vincente, di soldi, di forza e bellezza ed eleganza nel nuotare, correre, saltare. Tutte cose che non sono spesso associate all\u2019immagine della disabilit\u00e0. Per\u00f2 tu mi pare che sia uguale in certi aspetti a loro, come in altri sei ben diversa, perch\u00e9 sei forte, vincente, bella ed elegante a nuotare. L\u2019unica differenza \u00e8 che tu sei cieca?<\/strong><br \/>\n\u00c8 un problema di cultura. Non si \u00e8 ancora abituati a vedere le potenzialit\u00e0 che i disabili hanno, ma vedono solo le difficolt\u00e0 che il mio deficit mi crea. Non riescono andare oltre. Finch\u00e9 la gente o la maggior parte della gente la penser\u00e0 cos\u00ec, l\u2019immagine rimarr\u00e0 sempre quella della poverina, che fa sport solo per divertirsi o per fare una \u201cgitarella\u201d. Invece \u00e8 vero che lo faccio per divertirmi, ma anche per vincere. Per arrivare dove sono arrivata sia nel campo dello studio e che in quello sportivo mi sono impegnata e allenata molto, facendo, come ho detto prima, enormi sacrifici. E non solo io li ho fatti io, ma anche chi mi \u00e8 stato vicino in questo mio percorso. Non ho mai trovato tutto pronto, anzi, abbiamo sempre dovuto creare\/trovare da soli ci\u00f2 di cui avevamo bisogno (allenatori, spazi acqua, ecc).<\/p>\n<p><strong>Ma la tua immagine a scuola, tra i tuoi amici \u00e8 cambiata? O rimani sempre la solita cieca che vince perch\u00e9 magari non sanno che fai dei sacrifici per raggiungere certi risultati?<\/strong><br \/>\nNo no, a scuola mi conoscono bene, anche perch\u00e9 il mio professore di educazione fisica mi fa sempre ottima pubblicit\u00e0. I miei compagni di classe sanno cosa si nasconde dietro ai miei risultati, anche perch\u00e9 conoscono l\u2019attivit\u00e0 agonistica.<\/p>\n<p><strong>Io tengo dei corsi di formazione, assieme ad altri miei colleghi, ai docenti che insegnano educazione motoria, e a volte facciamo una domanda molto provocatoria: \u201cMa lo sport integra?\u201d. Perch\u00e9 secondo me, in base alla mia esperienza che ho facendo l\u2019istruttore di motoria ai bambini, molte volte proprio il gioco esclude automaticamente il pi\u00f9 scarso.Quindi molte volte il gioco e lo sport allontanano le persone. Ti faccio un esempio concreto: le mie capacit\u00e0 natatorie sono appena sufficienti, si sto a galla ma vado piano, mi prendi in squadra con te?<\/strong><br \/>\nDipende da che punto di vista lo guardiamo: se il gioco \u00e8 costruito in base alle proprie capacit\u00e0 sia fisiche che mentali dove ognuno fa quello che sa fare e anche chi \u00e8 pi\u00f9 in difficolt\u00e0 in qualche modo lo fa, magari adattando le regole alle sue capacit\u00e0, allora penso che questa inclusione ci sia. A livello agonistico \u00e8 vero che si tende a escludere chi non \u00e8 portato, chi va pi\u00f9 piano.<\/p>\n<p><strong>Quindi tu se fossi un\u2019allenatrice mi escluderesti?<\/strong><br \/>\nDipende [risata]. Il povero allenatore se deve andare a fare una gara certamente non prende te, ma automaticamente chi va pi\u00f9 veloce.<\/p>\n<p><strong>Ultima domanda (inviata via e-mail): Mentre stavo sbobinando la nostra chiacchierata mio figlio Samuele incuriosito mi ha chiesto chi eri. Gli ho detto che hai vinto delle medaglie alle Olimpiadi. Lui ha detto \u2018forte\u2019. Poi ho aggiunto che sei cieca e lui mi ha chiesto: \u2018Ma come fa a non andare contro al muro quando fa la virata?\u2019. Sai cosa mi fa venire in mente questa sua curiosit\u00e0? Che la sua curiosit\u00e0 sia una delle tante armi vincenti a disposizione per far conoscere le varie diversit\u00e0 e le loro difficolt\u00e0, renderle giocose, e credo che questo aiuti a cambiare quella immagine di cui parlavamo prima favorendo l\u2019inclusione.<\/strong><br \/>\nSicuramente! Mi ricordo che quando ero alle elementari abbiamo fatto dei giochi in cui tutti eravamo bendati e cos\u00ec anche gli altri hanno sperimentato qualcosa di nuovo. Credo che la curiosit\u00e0 sia un efficace strumento per potersi conoscere meglio. Non c\u2019\u00e8 niente di pi\u00f9 semplice che qualche domanda sincera per scoprire tante cose di tanti mondi che non si conoscono, e forse conoscendosi l\u2019immagine che si ha di una persona potrebbe cambiare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Cecilia Camellini, nuotatrice italiana, atleta non vedente. Venerd\u00ec 17 dicembre. Ottima data per fare la mia prima intervista a un\u2019atleta plurimedagliata. L\u2019appuntamento \u00e8 alla Palestra Komodo di Rubiera (RE) dove Cecilia si allena. 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