{"id":225,"date":"2009-11-04T17:05:14","date_gmt":"2009-11-04T17:05:14","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=225"},"modified":"2025-12-03T12:16:45","modified_gmt":"2025-12-03T11:16:45","slug":"viaggiare-imprudente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=225","title":{"rendered":"6. Viaggiare Imprudente"},"content":{"rendered":"<p><strong>A Roma a sei anni<br \/>\n<\/strong>Mi alzai una mattina del lontano 1966 preso dalla voglia di andare a Roma, attratto non tanto dalla citt\u00e0 eterna, dal fascino della capitale, ma soprattutto da Roma come<!--break--> sede del Papa e&#8230; dello zoo. Non so perch\u00e9, ma erano queste le due cose di primaria importanza per me, quelle che mi invogliavano a intraprendere il primo grande viaggio della mia vita. Erano gli anni in cui il Papa andava a passeggio sulla sedia gestatoria per le vie del\u00a0 Vaticano e faceva la sua entrata trionfale cos\u00ec in San Pietro. La sedia gestatoria \u00e8 una sorta di trono retto sulle spalle da quattro portantini che, in tal modo, portano a spasso chi ci sta seduto sopra, in questo caso il Papa. Questa cosa mi piaceva da impazzire, volevo assolutamente vederlo\u2026 fantasticare come ci sarei stato bene io l\u00e0 sopra; immaginavo uno scambio, le mie quattro ruote per i quattro portantini a mia disposizione per i miei passeggi. Ma io non ero il Papa.<br \/>\nI miei genitori decisero di accontentare questo mio desiderio e prenotarono un albergo per tre giorni. Finalmente il mio sogno si stava avverando, stavamo partendo per Roma. Ero felice, gi\u00e0 solo il pensiero di quelle tre giornate mi facevano sentire sorretto dai portantini, gi\u00e0 in alto. Era la prima volta che andavo in albergo ed era tutto cos\u00ec nuovo e avvincente. Una cosa per\u00f2 mi sembrava strana e faticavo a capire: tutta la vita da albergo si consumava tra le quattro mura della nostra stanza. L\u00ec si dormiva, ci si lavava, e si mangiava. Era questo un particolare che non mi convinceva affatto; chiedevo ai miei il perch\u00e9, ma la risposta era sempre: \u201cperch\u00e9 in albergo si fa cos\u00ec\u201d. Solo qualche anno dopo mia madre mi spieg\u00f2 il vero motivo. La sala da pranzo ci era stata vietata, perch\u00e9 la mia presenza turbava la quiete degli altri ospiti. Erano altri tempi.<\/p>\n<p><strong>Al mare<br \/>\n<\/strong>Per noi famiglia Imprudente l\u2019appuntamento fisso di ogni estate era la vacanza al mare. Ogni anno si caricava la macchina e tutti sorridenti\u00a0 si partiva per Misano Adriatico e l\u00ec si rimaneva per un mese. Ogni mattina, asciugamani sulle spalle, si andava in spiaggia. Non avevo neanche l\u2019impiccio di portarmi paletta e secchiello come facevano tutti gli altri, perch\u00e9 gi\u00e0 la spiaggia pullulava di bambini attrezzatissimi e presi dal costruire castelli delle pi\u00f9 svariate forme. Ogni mattina, arrivati in spiaggia, l\u2019occhio di mia mamma viaggiava veloce perlustrando la zona e, visto il primo nugolo di bambini che giocavano costruendo castelli, si avvicinava e mi metteva l\u00ec con loro. Ma dopo qualche minuto accadeva questo: \u201cMarco, vieni qui che ho bisogno\u201d, \u201cFederico, vieni a fare merenda\u201d, \u201cLuca, andiamo a fare il bagno\u201d, \u201c Andrea, vieni a giocare un po\u2019 qui con tua sorella\u201d e a uno a uno i bambini si dileguavano. Qualche richiamo era poi seguito dalla spiegazione sussurrata dei genitori: \u201c Vedi quel bambino? Lui non sta bene\u201d, e li dirigevano verso altre mete, costringendoli ad abbandonare i loro castelli e me che rimanevo l\u00ec a guardare. Ogni mattina si ripeteva questa scena, mi stavo quasi specializzando nell\u2019attivit\u00e0 di fare da custode ai castelli di sabbia. Anche il bagnino divenne protagonista delle avventure tra me e i cari genitori della spiaggia, perch\u00e9 questi andarono da lui a lamentarsi della mia presenza. La sua risposta fu che io ero un bambino come gli altri, non ero ammalato, e che se ero motivo di paura e fastidio, allora bene, liberissimi di cambiare spiaggia, perch\u00e9 io l\u00ec ero e l\u00ec rimanevo.<br \/>\nE queste erano le nostre giornate in spiaggia. Ma il coraggio di mia madre (per quei tempi!) non si fermava l\u00ec: lo spettacolo cominciava sull\u2019imbrunire quando ci si preparava per la serata. Abbastanza standard, ma sempre divertente: la passeggiata per il centro di Misano, piena di gente bene che aspetta un anno intero per infighettarsi e passeggiare su e gi\u00f9 per le strade del centro. Abbronzati, acconciati e pieni di s\u00e9 erano costretti ogni sera ad abbassare lo sguardo, anche un po\u2019 indignato, per una cos\u00ec indecente presenza come poteva essere la mia. Ma ogni sera gli Imprudenti stavano in agguato e, non contenti della sola passeggiata, chiudevamo la serata in gelateria mangiandoci un bel gelato. Primo passo per mangiare il gelato \u00e8, allora come adesso del resto, tappezzarmi la maglia sul petto con almeno una ventina di tovaglioli sui quali andr\u00e0 a depositarsi un misto di bava e gelato\u2026 lo ammetto, un po\u2019 disgustosa. Ma fino a quando questo miscuglio si ferma sulla mia maglia\u2026 niente di che, al massimo qualche sguardo schifato. L\u2019apoteosi dello show accade invece quando, con la bocca piena di gelato, mi scappa uno starnuto o una risata\u2026 il gelato purtroppo zampilla intorno e chi c\u2019\u00e8, c\u2019\u00e8. Immaginatevi il sipario che chiude la scena e un fragoroso rutto finale che quasi fa uscire la gente dalla gelateria. E ogni sera mia mamma mi portava in gelateria a Misano, nei mitici anni Sessanta, non so se mi spiego! Un gesto rivoluzionario, che va insieme alla grande rivoluzione della seconda met\u00e0 del secolo: il \u201968.<\/p>\n<p><strong>Gioie e dolori delle trasferte<\/strong><br \/>\nLa prima volta che sono stato all\u2019estero per un convegno \u00e8 stata un\u2019esperienza illuminante. \u00c8 stato in Belgio, ma potevamo anche essere presso gli Yanomani dell\u2019Amazzonia, o su Marte, che io e Luca, il collega che mi accompagnava, non ci saremmo accorti della differenza. Quando non si sa la lingua\u2026 allora s\u00ec che si \u00e8 handicappati veramente! In fin dei conti questa esperienza mi ha confermato il fatto che per praticamente annullare l\u2019handicap si tratta di trovare il codice linguistico che permetta a due persone di comunicare. Tra una pennichella e l\u2019altra, ricordo solo lo sproloquiare dei relatori come un ammasso di suoni confusi del tipo: \u201cendicapp\u00e8, pirip\u00ec pirip\u00e8\u201d, e via cos\u00ec per ore, che solo Dario Fo potrebbe con il suo gramelot rendere bene. Insomma sia io che Luca non ci capivamo una cippa: come risultato sono riuscito a recuperare ore di sonno che dai tempi della giovinezza mi portavo dietro. Una menzione da fare: l\u2019albergo. Spaziale, con la musica negli ascensori: ma adesso che ci penso era un po\u2019 soporifera pure quella.<br \/>\nQuest\u2019anno sono andato in Francia, ma con Fabrizio, che il francese lo sa!<br \/>\n(Claudio Imprudente, Una vita Imprudente, Edizioni Erickson, Trento, 2003)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Roma a sei anniMi alzai una mattina del lontano 1966  preso dalla voglia di andare a Roma, attratto non tanto dalla citt\u00e0 eterna, dal  fascino della capitale, ma soprattutto da Roma come<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3595,3596,3607],"edizioni":[42],"autori":[2592],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3694],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/225"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=225"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/225\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5506,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/225\/revisions\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=225"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=225"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=225"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=225"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=225"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=225"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=225"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=225"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=225"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}