{"id":227,"date":"2009-11-04T17:05:15","date_gmt":"2009-11-04T17:05:15","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=227"},"modified":"2025-12-12T00:02:26","modified_gmt":"2025-12-11T23:02:26","slug":"ouch-man","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=227","title":{"rendered":"Ouch, man!"},"content":{"rendered":"<p>di Massimiliano Rubbi<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Dalla Gran Bretagna, una gomitata agli stereotipi sulla disabilit\u00e0<br \/>\n<\/b>\u201cNo, non \u00e8 la BBC\u201d, cantavano sornioni Renzo Arbore e Gianni Boncompagni in Alto Gradimento agli inizi degli anni \u201970, riferendosi all\u2019emittente di Stato italiana. E mentre la RAI sta attraversando uno dei periodi pi\u00f9 oscuri di tutta la propria storia, la mitica radio-televisione britannica, che pure non se la passa troppo bene, ha avuto l\u2019ottima idea di dedicare, entro il proprio immenso portale BBCi, un intero sito web ad esperienze di vita dal mondo della disabilit\u00e0. Ma attenzione, perch\u00e9 Ouch! potrebbe turbare molte delle vostre certezze sul tema.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Vita, non risorse <\/b><br \/>\nOuch! \u00e8, a partire dal nome, un sito che sfugge deliberatamente a molti degli stereotipi che caratterizzano il discorso sull\u2019handicap. Una testata che significa, letteralmente, \u201cohi!\u201d, esprime con ci\u00f2 stesso il rifiuto di ogni pietismo a proposito della disabilit\u00e0, evidenziando, con ben poca politically correctness, la goffaggine che caratterizza i disabili in molte situazioni sociali, anche perch\u00e9 il paternalismo con cui li si circonda ostacola il raggiungimento di abilit\u00e0 alla loro portata. E proprio parlando del nome, i redattori sottolineano un \u201codio appassionato\u201d per tutti i termini che eludono il problema della disabilit\u00e0, sicch\u00e9 da loro probabilmente non ci si pu\u00f2 attendere un forte sostegno nella campagna per il termine diversabilit\u00e0. Il sito nasce nel giugno 2002, a cura dell\u2019Interactive Factual and Learning Department della BBC (qualcosa di analogo a Rai Educational, per intenderci). Il curatore \u00e8 Damon Rose, un giovane giornalista non vedente dell\u2019emittente, con un passato di DJ radiofonico ma che ha realizzato anche diversi servizi televisivi, nonch\u00e9, almeno secondo il \u201cGuardian\u201d, un techie, ovvero un fanatico di tecnologie avanzate \u2013 intese non solo come ausili. Gli altri redattori sono quasi tutte persone con qualche disabilit\u00e0 fisica o mentale, che proprio per questo intendono proporre esperienze e riflessioni \u201cdall\u2019interno\u201d su cosa comporta il loro deficit nelle pi\u00f9 comuni attivit\u00e0 di vita; si tratta di veri e propri giornalisti freelance, ma troviamo tra loro anche un\u2019attrice comica pluri-premiata (Francesca Martinez) e un DJ internet con la passione per il metal (Mik Scarlet).<br \/>\nOuch! intende parlare della disabilit\u00e0 \u201ccos\u00ec come \u00e8\u201d, uscendo dagli eufemismi che caratterizzano altri siti specializzati. Nel panorama web britannico e non solo, infatti, abbondano siti in grado di fornire risorse informative di tipo socio-sanitario o simili; ma come attesta Rose, un disabile ha bisogno solo dell\u20191% del proprio tempo per raccogliere queste informazioni, mentre nel restante 99% deve vivere la propria vita. Da qui la scelta di parlare piuttosto di \u201cvita, creativit\u00e0, comunanze e una visione pi\u00f9 ampia\u201d, anche per contrastare alcune percezioni del mondo della disabilit\u00e0 che, magari affermandone la \u201cpreziosit\u00e0\u201d, ne tacciono il confronto quotidiano con la banale realt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Un rotocalco della disabilit\u00e0<\/b><br \/>\nColori sgargianti, titoloni, foto, disegni: Ouch! anche a un primo approccio non rientra nello stile grafico spartano, tipico dei siti di servizio, che si ritiene doveroso fornire al disabile \u2013 e tuttavia, come intuibile dalle caratteristiche del curatore e confermato dalla candidatura al premio specifico del BAFTA (British Academy of Film and Television Arts), il sito \u00e8 nella sostanza pienamente accessibile, il che rappresenta gi\u00e0 una sfida vinta su molti webmaster pigri. Inoltre, pur con alcune difficolt\u00e0 a muoversi nella struttura un po\u2019 caotica, \u00e8 possibile trovare articoli su argomenti di ogni genere, dalla cultura ai problemi sociali e alla satira. Come in una vendetta della RAI sui cugini d\u2019Albione, \u201cdi tutto, di pi\u00f9\u201d. Il modello cui il sito sembra ispirarsi, a ben vedere, \u00e8 quello del rotocalco, inteso non nella connotazione deteriore di giornaletto dedito a gossip e frivolezze varie, bens\u00ec nell\u2019accezione originaria e pi\u00f9 nobile di testata capace di dare a temi popolari una veste spettacolare ed iconica (se non letteralmente, nello stile graffiante ed aforistico di scrittura). Questo pu\u00f2 spiazzare alcuni, perch\u00e9 un articolo regolarmente dedicato a una \u201cDisability Bitch\u201d, un personaggio famoso con disabilit\u00e0 di cui si evidenzia in modo semiserio perch\u00e9 sia \u201cstronzo\/a\u201d, risulta decisamente inconsueto; tuttavia, proprio in questo stile sta la grandezza di Ouch!, perch\u00e9 in molti alberga la convinzione che dalla \u201cvita vera\u201d, trivialit\u00e0 e mediocrit\u00e0 incluse, occorra preservare chi ha un deficit (un po\u2019 come si trattano i bambini?). Altri contenuti sono pi\u00f9 tranquilli, ma non meno creativi: spicca ad esempio \u201cThe Vegetables\u201d, cartone animato sulle vicende di una patata in un mondo di non-patate. Pi\u00f9 tradizionale la rassegna stampa specializzata, con i link ai principali giornali on-line. Navigando qua e l\u00e0, \u00e8 comunque possibile trovare molti contributi di un certo interesse: esperienze di sci di una disabile motoria, usi terapeutici (e non solo) della marijuana, confronti tra i sistemi di salute mentale britannico e australiano. Il tutto con uno stile giornalistico e al contempo ricco di ironia, che non rende noiosa la lettura \u2013 al massimo la complica, se non siete di madrelingua inglese. Anche i servizi tecnicamente pi\u00f9 vicini a quelli di altri siti se ne distaccano nella sostanza: \u201cAccess to go\u201d \u00e8 un database di segnalazioni sull\u2019accessibilit\u00e0 di pub, ristoranti e nightclubs \u2013 il che ci ricorda come con una ragazza in carrozzina non dobbiamo per forza andare al museo, ma possiamo pure scegliere di ubriacarci di Guinness.<br \/>\nGli aggiornamenti irregolari e la struttura poco chiara rendono fortemente consigliata l\u2019iscrizione alla newsletter, per non lasciarsi sfuggire proprio l\u2019articolo che interessa (anche perch\u00e9 recuperarlo con il motore di ricerca, come potete verificare, non \u00e8 cos\u00ec semplice). L\u2019interattivit\u00e0 non finisce qui: sul sito sono presenti anche sondaggi, test (molto gettonato \u201cquanto sei disabile\u201d, con risultato in percentuale), bacheche elettroniche, ed in ossequio all\u2019ultima moda Internet un weblog (\u201cCrippled Monkey\u201d, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che \u201cScimmia Invalida\u201d) cui \u00e8 possibile segnalare ci\u00f2 che si muove nell\u2019ambito della disabilit\u00e0 e dei media.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Spirito libero, humour nero<\/b><br \/>\nL\u2019impressione che ci si fa della disabilit\u00e0 in Inghilterra, tramite la lente limitata ma illuminante di Ouch!, \u00e8 soprattutto quella di una realt\u00e0 vissuta come individuale. Per citare solo il segnale pi\u00f9 evidente, \u00e8 veramente difficile trovare negli articoli riferimenti ad associazioni di rappresentanza dei disabili, che invece in Italia sono preminenti nello sviluppo del discorso sociale sulla disabilit\u00e0. Chi scrive sembra sottolineare il proprio sforzo personale di fronte alla societ\u00e0, rimarcando lo status di cittadino con diritti e con problemi quotidiani da affrontare, ed il suo obiettivo primario \u00e8 raggiungere, pi\u00f9 che una compiuta integrazione sociale, una sempre pi\u00f9 piena vita indipendente.<br \/>\nL\u2019atteggiamento individualista \u00e8 notoriamente tipico delle societ\u00e0 anglosassoni, ma anche senza scomodare Max Weber si possono trovare ragioni pi\u00f9 specifiche per una simile condotta dei disabili. La storia dei servizi sociali nel Regno Unito \u00e8 caratterizzata infatti dalla preponderanza delle charity organizations, associazioni per il sostegno delle categorie sociali pi\u00f9 deboli che risalgono al XVIII secolo. Questo tipo di modello \u00e8 entrato in crisi negli anni \u201980, quando da un lato il paternalismo che reggeva gran parte delle charities \u00e8 apparso sempre pi\u00f9 inadeguato ai tempi, dall\u2019altro Margaret Thatcher ha tagliato drasticamente le risorse per le politiche sociali. Oggi, pertanto, i disabili inglesi pongono in particolare rilievo i loro diritti civili prima che le loro necessit\u00e0 assistenziali \u2013 anche se, come un articolo di Ouch! a firma di Tom Shakespeare sottolinea, sembra giunto il momento di rivalutare il ruolo delle charities nel sistema sociale britannico. Il self-made-man-style dominante, almeno nel gruppo dei disabili \u201cintegrati\u201d di cui fanno parte i redattori di Ouch!, pare essere causa ed effetto di un\u2019attenzione sociale alle esigenze del disabile maggiore che nel nostro Paese: per fare un confronto sommario, Sunil Peck si lamenta dei ritardi e del sovraffollamento del trasporto pubblico londinese, Franco Bomprezzi di non poter utilizzare affatto quello milanese. Non si pu\u00f2 per\u00f2 fare a meno di collegare a questa visione, che si traduce non di rado in un \u201cuno contro tutti\u201d, un\u2019affermazione programmatica del curatore Rose, secondo cui lo stile del sito risponde al fatto che \u201ci disabili hanno spesso un forte senso dello humour nero\u201d.<br \/>\nIn effetti, in molti testi di Ouch! si riscontra come la sfida tra disabile e la societ\u00e0 tenda a risolversi in situazioni grottesche nella loro tragicit\u00e0. Un esempio limpido di questo \u00e8 l\u2019articolo di Kristina Venning in cui, dietro l\u2019ironica descrizione delle goffaggini di infermieri e oculisti di fronte ad una persona con deficit visivo, emerge, nitida ma mai drammatizzata, la sofferenza personale. L\u2019humour nero \u00e8 una scelta stilistica spesso vincente, specie raffrontata al pietismo che spesso affiora in molti dibattiti sulla condizione del disabile. \u00c8 un segno positivo che David Blunkett, Ministro degli Interni cieco dell\u2019attuale governo Blair, non sia un simbolo dell\u2019\u201corgoglio disabile\u201d come forse sarebbe in Italia, ma finisca dritto nell\u2019irriverente galleria delle \u201cDisability Bitches\u201d. Tuttavia, provenendo tra l\u2019altro da una nazione famosa per un umorismo di senso radicalmente diverso, questo amor del grottesco lascia sospettare che l\u2019atteggiamento \u201cmuscolare\u201d prima descritto di fronte alla discriminazione o all\u2019indifferenza non sia necessariamente il pi\u00f9 adeguato. In ogni caso, Ouch! costituisce un modello di cui occorrerebbe fare memoria ogni volta che chi parla di disabilit\u00e0 ad ogni livello, magari senza esserne direttamente coinvolto, \u00e8 tentato di far leva sulle \u201ccorde del cuore\u201d dei destinatari. Ancora pochi sono abbastanza coraggiosi, fuori dalle nicchie della pubblicistica sul tema della disabilit\u00e0, da parlare dei disabili non necessariamente come vittime di una societ\u00e0 ingiusta.<\/p>\n<p align=\"justify\">CONTATTI <a href=\"http:\/\/www.bbc.co.uk\/ouch\">http:\/\/www.bbc.co.uk\/ouch<\/a><br \/>\nIndirizzo postale: Room 2464 \u2013 BBC White City \u2013 201 Wood Lane London W12 7TS \u2013 ENGLAND Casella vocale: +44\u201320\u201387525444 Fax: +44\u201320\u201387527306<br \/>\nE-mail: ouch@bbc.co.uk<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ouch Man!<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3608,3609],"edizioni":[33],"autori":[304],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/227"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=227"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/227\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5649,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/227\/revisions\/5649"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=227"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=227"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=227"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=227"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=227"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=227"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=227"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=227"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=227"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}