{"id":230,"date":"2009-11-04T17:05:16","date_gmt":"2009-11-04T17:05:16","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=230"},"modified":"2025-12-11T23:56:08","modified_gmt":"2025-12-11T22:56:08","slug":"famiglie-e-carenze-dei-servizi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=230","title":{"rendered":"16. Famiglie e carenze dei servizi"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">di Donatella Nanni e Guido Giatti<\/p>\n<p>A noi genitori raramente \u00e8 data l\u2019opportunit\u00e0 di esprimere i nostri bisogni in forma cos\u00ec diretta, come scrivere un articolo su di un giornale.<br \/>\nNon desidero raccontare la lacrimevole storia di chi ha un figlio con delle difficolt\u00e0, ma piuttosto denunciare i grandi problemi che le famiglie quotidianamente si trovano a vivere soprattutto nel momento in cui prendono contatto con le istituzioni \u2013 siano queste Scuola, ASL, o Comuni.<br \/>\nOgni caso \u00e8 una storia a parte, la mia situazione non va assolutamente generalizzata, il mio punto di vista non pu\u00f2 essere un dogma per tutti, ma negli anni si vengono maturando necessit\u00e0 diverse, si diventa pi\u00f9 esigenti, perch\u00e9 il tempo passa e i nostri ragazzi crescono. Come tutti, ho fatto ricorso alle strutture pubbliche; poi, dopo avere constatato che le risposte che venivano da queste non erano soddisfacenti, sono passata alle terapie private in una struttura convenzionata; abbiamo continuato anche quando i contributi statali non arrivavano pi\u00f9, e ancora ci appoggiamo a questi professionisti seri e di nostra fiducia perch\u00e9 riteniamo sia un nostro diritto la scelta dello specialista e del terapista. I neuropsichiatri che ci avrebbero dovuto seguire hanno svolto un\u2019attivit\u00e0 da burocrati, rivestendo un ruolo di coordinatori tra famiglia e scuola; poi quando ci rivolgevamo loro con dei quesiti pi\u00f9 strettamente professionali il pi\u00f9 delle volte le risposte erano: adesso vedremo, oppure: prima o poi faremo. Fortunatamente i professionisti ASL non sono tutti cos\u00ec: l\u2019ultimo che ci hanno assegnato da pochi mesi \u00e8 estremamente in gamba, ma ormai mio figlio, che \u00e8 un ragazzo con grossi problemi relazionali, tra pochi mesi sar\u00e0 maggiorenne e\u2026 dopo? Non mi sarebbe stato pi\u00f9 utile poter scegliere, fin dall\u2019inizio, tra una rosa di candidati validi il neuropsichiatra da cui farci seguire? Negli anni sono stata una madre giudicata sempre scontenta e critica, ho fatto da autista a mio figlio per raggiungere i poliambulatori e fare le terapie, ho prestato attenzione a tutte le possibilit\u00e0 del territorio che offrivano un luogo d\u2019incontro e d\u2019aggregazione per ragazzi in difficolt\u00e0; subissata da mille pensieri, mi sembra di avere avuto pochi momenti sereni da dedicare ai giochi o a costruire una relazione pi\u00f9 consapevole con lui.<br \/>\nHo tentato, fino a che era piccolo, di lavorare per l\u2019integrazione, ma questa \u00e8 rimasta una splendida utopia che rester\u00e0 tale fino a quando l\u2019opinione pubblica non si aprir\u00e0 ai cambiamenti. Ad anni di sgomitate solitarie per difendere i diritti di mio figlio ho fatto seguire un\u2019attivit\u00e0 di volontariato presso un\u2019associazione di famiglie; ci\u00f2 mi sta molto gratificando, ma mi rendo conto che non ci si pu\u00f2 limitare alle piccole attivit\u00e0 per superare i nostri problemi. In me sta avvenendo una maturazione e una voglia di risolvere in modo costruttivo le cose; se tra famiglie continueremo a dirci che le cose non vanno, non riusciremo a concretizzare nessun progetto. Dovremmo renderci conto che le coperture finanziarie statali saranno erogate in una quantit\u00e0 insufficiente per tutti, che le famiglie dovranno far fronte, almeno in parte, alle spese assistenziali per i propri figli.<br \/>\nAi tavoli delle trattative le associazioni litigano, non riescono a trovare dei punti in comune per risolvere i problemi, il denaro pubblico arriva sempre pi\u00f9 con il contagocce, questa macchina burocratica che ruota attorno al mondo dell\u2019handicap non riesce a sbloccarsi. Mi chiedo a quanti faccia gioco, per interessi politici od economici, mantenere le cose come stanno. Noi stiamo vivendo una situazione paradossale; abbiamo un figlio con impegnativi problemi relazionali, che ha bisogno di personale educativo preparato: una figura maschile con caratteristiche fisiche e comunicative con cui instaurare un rapporto di fiducia e che sia un sostegno effettivo all\u2019interno dell\u2019ambiente scolastico. Dall\u2019inizio dell\u2019anno scolastico, vale a dire da met\u00e0 settembre ad ora che siamo nel mese di febbraio, mio figlio ha cambiato ben dieci educatori. Tutti sono stati forniti da una cooperativa sociale che ha vinto l\u2019appalto col comune di Bologna, tra i vari educatori i pi\u00f9 validi hanno facilmente trovato impieghi meglio retribuiti, abbiamo avuto un\u2019educatrice in maternit\u00e0 e subito rimasta a casa, c\u2019\u00e8 stato chi ha cambiato residenza, e chi addirittura \u00e8 stato pregato dal professore di non ripresentarsi pi\u00f9 a scuola perch\u00e9 era un elemento destabilizzante per mio figlio. Ho protestato con il pedagogista del quartiere che prende accordi con la cooperativa, e ho denunciato il mio scontento. Di pi\u00f9 cosa potevo fare?<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Proposte concrete (e scomode) sul ruolo dell\u2019educatore <\/b><br \/>\nAlla luce di quest\u2019esperienza, sia mio marito che io abbiamo fatto delle considerazioni; le cose devono prendere una svolta diversa da ci\u00f2 che esce dai piani di zona e dalla consulta delle associazioni dove, mi si dice, scoppiano liti e disaccordi. Di belle parole si possono infiorare i libri, c\u2019\u00e8 sicuramente bisogno di aprire la mente dell\u2019opinione pubblica, ma sul campo occorre concretezza e professionalit\u00e0.<br \/>\nFacciamo proposte nuove tenendo presenti i nostri figli come fruitori, poi vediamo se gli organi che ruotano intorno a noi vorranno darci un supporto. Protagonisti sono le persone con difficolt\u00e1 e le loro famiglie, che ne sono tutori. Il mondo politico, amministrativo, assistenziale deve ascoltare e seguire le indicazioni dei fruitori.<br \/>\nDobbiamo diventare propositivi, ma per farlo dobbiamo smantellare vecchiume, assistenzialismo politico generalizzato e non mirato al reale bisogno ed eliminare inciuci di ogni genere. C\u2019\u00e8 bisogno di trasparenza nei bilanci, di responsabili capaci che pagano con il licenziamento gli errori, di dare valore ai titoli di studio e alle capacit\u00e1 individuali.<br \/>\nAgli educatori laureati, che escono dall\u2019universit\u00e0 con un pi\u00f9 che rispettabile titolo di studio, va riconosciuta la professionalit\u00e0 con un esame attitudinale che conferisca loro credibilit\u00e0 per poter svolgere la professione di educatore. Per le altre figure di supporto quali badanti, coordinatori, pedagogisti ecc., non \u00e8 richiesto l\u2019esame attitudinale in quanto non svolgono un ruolo educativo diretto. Si deve creare un albo degli educatori abilitati a cui possano attingere liberamente le famiglie, la asl, i comuni, le cooperative sociali. La scelta dell\u2019educatore abilitato pu\u00f2 essere fatta dalle suddette figure in base alle singole necessit\u00e0 del fruitore e non, come ora, secondo meri criteri economici e considerando il diversamente abile come un numero; negli incontri concertati tra famiglia, scuola e personale tecnico egli avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di intervenire con un adeguato riconoscimento; risponder\u00e0 civilmente per gli eventuali disagi o danni psichici procurati al fruitore e alla di lui famiglia se si ostinasse in un intervento controproducente.<br \/>\nL\u2019educatore deve essere riconosciuto come un elemento di fondamentale importanza per lo sviluppo armonico del ragazzo; costui aiuta a fare il primo passo, dopo la famiglia, per aprirsi alla relazione col mondo. Il suo \u00e8 un ruolo diverso da quello scolastico, che punta pi\u00f9 all\u2019apprendimento; l\u2019avvicinamento al mondo degli adolescenti non pu\u00f2 avvenire con i genitori, sarebbe innaturale, ma deve essere mediato dal lavoro dell\u2019educatore, il quale ha anche la preparazione e le capacit\u00e0 per aiutare il ragazzo nella conquista delle sue autonomie.<br \/>\nNella fase dello sviluppo la famiglia deve imparare a ritirarsi gradualmente per non fare vivere il peso emotivo delle proprie ansie al figlio. La famiglia per fare ci\u00f2 deve puntare sull\u2019educatore che si \u00e8 scelto e di cui ha fiducia. Non si pu\u00f2 parlare di impossibilit\u00e1 della famiglia di discernere su ci\u00f2 che \u00e8 bene o \u00e8 male per il proprio figlio, ma si pu\u00f2 dire che la famiglia \u00e8 emotivamente molto coinvolta e che ha bisogno di quel taglio al cordone ombelicale per essere serena nel giudizio. Teniamo presente che spesso, quando la famiglia \u00e8 pronta a quel primo distacco, non lo sono i figli e che solo la presenza dell\u2019educatore ci pu\u00f2 aiutare a favorire questo primo passo alla loro autonomia emotiva. Gli educatori che seguono il ragazzo possono essere anche due o tre in parallelo, sia per eliminare lo spauracchio di rimanere senza copertura, sia perch\u00e9 pi\u00f9 persone possono con le loro peculiarit\u00e0, ed eventualmente un sesso diverso, arricchire il diversamente abile.<br \/>\nL\u2019educatore serio e preparato deve fare un progetto mirato al raggiungimento di obbiettivi concordati in primis con la famiglia e concertati con il neuropsichiatra e i restanti operatori scolastici e no.<br \/>\nNon esiste, anzi \u00e8 scandaloso, che un educatore si lamenti di ricevere calci, pugni, sputi dal disabile, perch\u00e9 innanzi tutto se \u00e8 bravo gli pu\u00f2 capitare al primo approccio, dopo di che, se \u00e8 un sostegno per il ragazzo, sar\u00e0 lui a gestire la situazione; la formazione universitaria deve prevedere anche l\u2019intervento fisico, nel rapporto con il soggetto in difficolt\u00e0, con un\u2019azione di contenimento. Non sono forse le madri che abbracciano, con forza amorevole, i piccoli bambini in preda alla disperazione e alle frustrazioni dell\u2019et\u00e0 infantile, senza offendersi dei colpi che ricevono? L\u2019adulto, educatore o meno, che, come posso benissimo comprendere, si trova nell\u2019incapacit\u00e0 di sostenere la situazione nel momento di crisi, ha certamente sbagliato mestiere; non desidero che, vicino a mio figlio, ci sia una persona tesa ad ascoltare le proprie paure anzich\u00e9 quelle di chi deve essere tutelato. Il progetto educativo tra educatore, famiglia e altri organi dovrebbe essere accompagnato da un contratto di lavoro in cui si evidenziano tempi, modi e compensi e la cui durata, se il rapporto funziona, non sia inferiore a tre anni.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Non spendere meno, spendere meglio<br \/>\n<\/b>Le note dolenti arrivano al momento dell\u2019onere economico.<br \/>\nSicuramente poche sono le famiglie in grado di sostenere una spesa cos\u00ec esorbitante, ma cominciamo a fare luce sui bilanci pubblici: quanti soldi ha la asl a disposizione per i nostri ragazzi? Questo denaro com\u2019\u00e8 ripartito sul territorio? Quanto di esso viene speso per stipendiare gli impiegati amministrativi e quella marea di tecnici preposti alle attivit\u00e0 extra-scolastiche o all\u2019inserimento nel mondo del lavoro, che vediamo raramente e si eclissano al momento del bisogno? Quanto denaro le cooperative ricevono dagli enti pubblici per avviare al mondo del lavoro i ragazzi, quando poi questi ultimi si ritrovano a svolgere un ruolo da semplici facchini? Per quale motivo il disabile e la famiglia devono subire l\u2019umiliazione della assistenza pubblica che viene elargita indipendentemente dal reddito, vedi mense scolastiche, ortopedici per scarpe correttive che non servono come ausilio, vacanze estive gratuite? I nostri figli non sono tutti uguali? Per quale motivo uno di loro deve avere delle agevolazioni se ne possiamo mantenere altri, forse perch\u00e9 \u00e8 un \u00abpoverino\u00bb e qualche politico ha bisogno di scaricarsi la coscienza?<br \/>\nLasciamo i soldi statali alle famiglie che hanno una reale necessit\u00e0 economica e facciamoci aiutare con modalit\u00e0 diverse, come detraendo le spese dalle tasse, impiegando gli assegni di accompagnamento per avere degli educatori giusti, accreditando medici scelti da noi presso la asl l\u00e0 dove non si abbia pi\u00f9 fiducia dei medici imposti territorialmente.<br \/>\nDovrebbero nascere banche-dati, se gi\u00e0 non ci sono, per il riciclo degli ausili sia presso le scuole che le famiglie; dovrebbero nascere delle assicurazioni a tariffe controllate, che tutelino i disabili dai rischi e dai danni in cui possono incorrere e che siano di copertura in caso d\u2019aggravamento della salute psicofisica.<br \/>\nL\u2019approccio con il mondo del lavoro dovrebbe avvenire con una forma diretta, dove ancora una volta la famiglia \u00e8 protagonista; voglio conoscere l\u2019ambiente e le persone che si affiancano a mio figlio ed \u00e8 giusto che lo stato favorisca l\u2019impresa che si mostra sensibile al problema dell\u2019inserimento del disabile per farla rientrare della improduttivit\u00e0 che sostiene. Un ragazzo in formazione \u00e8 sufficiente che lavori part-time e che il restante tempo lo dedichi ad attivit\u00e0 ludiche o fisiche per favorire la sua socializzazione in un mondo di coetanei mentali oltre che di adulti. Questi sono i pensieri miei e di mio marito, sono elementi basilari per costruire un progetto sano. Sicuramente possono essere non condivisi, rivisti, completati, ma riteniamo che i genitori debbano prendersi uno spazio per il confronto su temi importanti che riguardano il futuro dei loro figli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A noi genitori raramente &egrave; data l&rsquo;opportunit&agrave; di esprimere i nostri bisogni in forma cos&igrave; diretta, come scrivere un articolo su di un giornale.<br \/>\nNon desidero raccontare la lacrimevole<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3592,3591,3605,3607],"edizioni":[33],"autori":[229],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3728],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/230"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=230"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/230\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5644,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/230\/revisions\/5644"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=230"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=230"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=230"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=230"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=230"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=230"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=230"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=230"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=230"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}