{"id":2307,"date":"2020-03-04T13:51:43","date_gmt":"2020-03-04T12:51:43","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2307"},"modified":"2025-08-27T09:45:17","modified_gmt":"2025-08-27T07:45:17","slug":"4-il-laboratorio-teatrale-nei-centri-di-riabilitazione-lespressione-del-confine-lesercizio-maieutico-la-poesia-come-luogo-dellessere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2307","title":{"rendered":"4. Il laboratorio teatrale nei centri di riabilitazione: l\u2019espressione del confine, l\u2019esercizio maieutico, la poesia come luogo dell\u2019essere"},"content":{"rendered":"<p><em>Quando ti metterai in viaggio per Itaca<\/em><br \/>\n<em>augurati che la strada sia lunga<\/em><br \/>\n<em>ricca in avventure ed esperienze.<\/em><br \/>\n<em>Non temere la furia di Nettuno<\/em><br \/>\n<em>non lo incontrerai <\/em><br \/>\n<em>se il tuo pensiero resta alto<\/em><br \/>\n<em>e un sentimento fermo<\/em><br \/>\n<em>guida il tuo spirito e il tuo corpo.<\/em><br \/>\n<em>Non incapperai nell\u2019irato Nettuno<\/em><br \/>\n<em>se non te lo porti dentro<\/em><br \/>\n<em>se l\u2019animo non te lo mette contro.<\/em><br \/>\n<em>Sempre devi avere in mente Itaca:<\/em><br \/>\n<em>raggiungerla deve essere il tuo pensiero costante.<\/em><br \/>\n<em>(Kostantin Kavafis, Aspettando i barbari. Poesie civili, Firenze, Passigli editore, 2005)<\/em><\/p>\n<p><em>Si svegli\u00f2, apr\u00ec gli occhi. La stanza gli diceva poco o niente, profondamente immerso com\u2019era nel non-essere da cui era appena affiorato. <\/em><br \/>\n<em>Se l\u2019energia di accertare la propria collocazione nel tempo e nello spazio gli mancava, gliene mancava anche il desiderio.<\/em><br \/>\n<em>Sapeva soltanto di esistere, d\u2019avere attraversato vaste regioni per ritornare dal nulla.<\/em><br \/>\n<em>(Paul Bowles, Il t\u00e8 nel deserto, Milano, Garzanti, 1989)<\/em><\/p>\n<p>Mi sono spesso chiesta dov\u2019\u00e8 la persona disabile quando incontra noi, l\u2019esercito degli educatori, la schiera dei riabilitatori.<br \/>\nMi chiedo, talvolta, se conserva un ricordo di tutti coloro che si sono occupati di lui, connotando la sua storia di persona disabile.<br \/>\nA volte fantastico sulla qualit\u00e0 dei suoi ricordi, sulle traduzioni del suo mondo interno e mi domando se, in tutto questo, la storia riabilitativa abbia lasciato tracce significative.<br \/>\nForse i miei interrogativi risultano troppo prepotenti, inutilmente interpretativi, forse anche vacui: certo \u00e8 che se dovessi individuare la genesi del mio fare educativo, la farei coincidere con una curiosit\u00e0 semplice ma profondamente radicata.<br \/>\nQuello che mi ha mosso all\u2019interno di territori \u201cal confine\u201d \u00e8 una curiosit\u00e0 \u201cverace\u201d, squisitamente antropologica: un\u2019attenzione alle peculiarit\u00e0 dell\u2019individuo, alle sue infinite e finite possibilit\u00e0, alla sua mutevolezza, alla sua sorprendente originalit\u00e0.<br \/>\nL\u2019uomo nel mondo, l\u2019uomo nella sua finitudine.<br \/>\nAncor pi\u00f9 affascinante \u00e8, per me, sfiorare la complessit\u00e0 quando questa \u00e8 dettata da destini incoerenti e incomprensibili: esistono uomini e donne cui il \u201cfato\u201d ha assegnato percorsi impervi e, spietatamente, ingenerosi.<br \/>\nMi ha sempre colpito il coraggio, tinto di mille sfumature, con cui certe persone affrontano stati esistenziali cos\u00ec complessi.<br \/>\nTanti gli interrogativi e le cautele quando si \u00e8 al cospetto di un \u201cportatore di storia altra\u201d: nessuna certezza ci accompagna, checch\u00e9 ne dica la clinica e la testistica a disposizione.<br \/>\nNessun risultato pu\u00f2 indicarci come incontrare l\u2019altro nella sua insondabile multiformit\u00e0.<br \/>\n\u00c8 comprensibile, pertanto, la scelta di cercare strumenti che facilitino un percorso di conoscenza altrimenti tracciabile.<br \/>\nPossiamo dirlo con una certa tranquillit\u00e0: non sono molte le occasioni per ritagliarsi spazi di pensiero e ricerca, dove lasciar emergere parole e corpi disabitati, desideri sopiti, gesti misurati e antichi.<br \/>\nSiamo cos\u00ec allenati a intervenire in vece della persona disabile, cos\u00ec certi della nostra utilit\u00e0 da non immaginare la possibilit\u00e0 di poter \u201cstare\u201d in attesa al cospetto dell\u2019altro.<br \/>\nMa cosa cambierebbe se ci domandassimo se \u00e8 innamorato?<br \/>\nSe \u00e8 stanco di quel corpo da tutti manipolato, ripulito, rivestito, rimpinzato, condiviso, osservato?<br \/>\nSe ci domandassimo se anche lui, di tanto in tanto, \u00e8 sconvolto dal male di vivere, oppure si accontenta degli accadimenti con pacata rassegnazione?<br \/>\nQuali pensieri lo confortano, quali tristezze e disperazioni lo dilaniano?<br \/>\nQuali occasioni ha di incontrarsi, ascoltarsi, placare l\u2019accavallarsi dei movimenti interni?<br \/>\nPerch\u00e9 lui li ha, li possiede, li esplora di tanto in tanto, nei momenti pi\u00f9 impensati: talvolta pu\u00f2 capitare a tavola, nella concitazione della mensa, appartarsi con la mente, non sentire pi\u00f9 nulla se non un lontano ronzio sullo sfondo.<br \/>\nL\u00ec, forse, si astrae, si allontana dalle sollecitazioni dell\u2019educatore di turno e si isola con un\u2019idea, un bagliore, un ricordo, un odore, un frammento: il corpo si congela per trattenere quell\u2019istante di lucidit\u00e0 intensa mentre gli altri, tutti intorno, lo richiamano al mondo della Grande Mensa.<br \/>\nAltre volte \u00e8 trasportato, sollecitato, incalzato come se per qualsiasi cosa non ci fosse tempo sufficiente.<br \/>\nSi va al cinema ma di corsa, si fa una gita ma di corsa, si va, si va nella vacuit\u00e0 del fare perch\u00e9 \u201cnon si sta senza fare niente\u201d, perch\u00e9 l\u2019ozio \u00e8 un cattivo consigliere.<br \/>\nNon diamo tempo alle parole di esprimersi, non concediamo spazio alle coreografie della mente, non lasciamo che l\u2019indagare abiti zone interne; manteniamo un concetto di esplorazione esterna concitata, che mal si attaglia alle esigenze di chi \u00e8 abitato dalla necessit\u00e0 di sostare per meglio comprendere o per meglio sentire.<br \/>\nDove sono i luoghi che ascoltano, che amplificano le voci che ci abitano, che fanno indovinare la possibilit\u00e0 di appartenersi nonostante, di aspettare nonostante, di fermarsi nonostante, di camminare sul precipizio perch\u00e9 ci diverte, consapevoli della ineffabile bellezza del rischio?<br \/>\nTutto ci\u00f2 fa parte dell\u2019agire umano da millenni, \u00e8 parte del nostro bagaglio genetico eppure dimentichiamo questa necessit\u00e0 antropologica, filosofica: la dimentichiamo nel quotidiano esistere e, talvolta, non la riconosciamo alla persona disabile.<br \/>\n\u00c8 un processo creativo quello di cui stiamo parlando che interessa tutti, interessa il genere umano nella sua differenza, nella sua unicit\u00e0.<br \/>\n\u00c8 una pedagogia del rispetto, una pedagogia della differenza, una pedagogia che attende, una pedagogia del riverbero: occorre sempre aspettare perch\u00e9 il suono riverberi.<br \/>\nLa fretta uccide la magia del ritorno, la magia del presentarsi in forme inattese.<\/p>\n<p><strong>La pedagogia dell\u2019ascolto e dell\u2019attesa.<\/strong><br \/>\nEsiste allora la possibilit\u00e0 di intraprendere un cammino connotato dal desiderio unico di inoltrarsi senza disegni, con animo libero, disposto all\u2019inusitato, all\u2019indecifrabile, all\u2019inatteso?<br \/>\n\u00c8 possibile immaginare percorsi il cui obiettivo sia connotato dal desiderio di scoperta, terreni in cui gli uomini si sperimentino ad \u201carmi pari\u201d?<br \/>\nDove le categorie di giudizio sono bandite, dove la regola si esprime attraverso la possibilit\u00e0 di espressione libera e cosciente, dove la creativit\u00e0 e la poesia sono considerati bagagli essenziali?<br \/>\nNon \u00e8 difficile immaginare quali possano essere le vie da attraversare, equipaggiati dei rispettivi bagagli essenziali: le arti, da sempre, hanno accompagnato l\u2019uomo nel difficile compito di attraversare la vita, senza dimenticare di attribuirvi un senso.<br \/>\nLa ricerca di senso! Quale tema pi\u00f9 appropriato, pi\u00f9 illuminante e nello stesso tempo pi\u00f9 dimenticato del nostro agire professionale.<br \/>\n\u00c8 la ricerca inesauribile di assegnare un senso alle nostre azioni e ai nostri processi esistenziali che spinge a lavorare su progetti orientati all\u2019esplorazione di s\u00e9, alla crescita personale, al riconoscimento della pluralit\u00e0 e dell\u2019originalit\u00e0 di ciascun individuo, nella speranza che la ricerca alimenti consapevolezza, curiosit\u00e0, energie sempre nuove.<\/p>\n<p><em>Il tempo sembra passare.<\/em><br \/>\n<em>Il mondo accade, gli attimi si svolgono, e tu ti fermi a guardare un ragno attaccato alla ragnatela.<\/em><br \/>\n<em>C\u2019\u00e8 una luce nitida, un senso di cose delineate con precisione, strisce di lucentezza liquida sulla baia.<\/em><br \/>\n<em>In una giornata chiara e luminosa dopo un temporale, quando la pi\u00f9 piccola delle foglie cadute \u00e8 trafitta di consapevolezza, tu sai con maggiore sicurezza chi sei.<\/em><br \/>\n<em>(Don DeLillo, Body Art, Torino, Einaudi, 2008)<\/em><\/p>\n<p>Questo si cerca di perseguire nei laboratori a cui stiamo lavorando: cercare di individuare le nostre zone oscure o inesplorate, invecchiate, demolite, intimidite o soffocate.<br \/>\nIl laboratorio non ha nome, rifugge dagli specialismi, non si concede alle terminologie di categoria.<br \/>\nNon attribuiamo paternit\u00e0 agli \u201cismi\u201d di maniera: \u00e8 un laboratorio teatrale punto e basta, non c\u2019\u00e8 spazio per pensare alle particolarit\u00e0 dell\u2019utenza.<br \/>\nSi lavora tutti con tutti, si lavora comunque, si lavora al nostro interno, si lavora con l\u2019esterno, cerchiamo il confronto, lo scambio, l\u2019incontro con altre realt\u00e0, con altre culture.<br \/>\nCi affascina il mondo che ci circonda e lo cerchiamo. Abbiamo fame di altri linguaggi, di altre forme d\u2019arte e di pensiero.<br \/>\nDesideriamo sviluppare una cultura della differenza che contraddistingua l\u2019uomo in quanto tale e non in quanto uomo disabile.<br \/>\nVogliamo che ci guardino e non solo per curiosit\u00e0 ma per sincera ammirazione&#8230; perch\u00e9 \u00e8 difficile essere disabile e ancor pi\u00f9 esserlo sotto i riflettori, grandi o piccoli che siano.<br \/>\nVogliamo rompere la sottile ma resistente cartilagine che ci separa dalla vita vera, non pi\u00f9 e non solo filtrata dall\u2019ente, dalla famiglia, dai tecnici di turno.<br \/>\nAllora il laboratorio non \u00e8 pi\u00f9 unicamente un luogo dove si intrattiene, dove ci si diverte, dove si sperimentano cose inusuali e bizzarre ma diventa luogo dell\u2019essere, luogo dell\u2019anima.<br \/>\nIl luogo dove si celebrano l\u2019unicit\u00e0 e l\u2019alterit\u00e0, lo spazio dell\u2019esistere percepito.<br \/>\nL\u2019esigenza di condividere un pensiero cos\u00ec costruito, ci ha spinti a tessere una rete tra operatori che lavorano con strumenti di matrice artistica, nonostante la consapevolezza di formare un atollo non sempre collocabile artisticamente, appena comprensibile dall\u2019impianto riabilitativo.<br \/>\nL\u2019intento di produrre cultura attraverso un contributo che arriva dalla pedagogia teatrale risulta, a tratti, destabilizzante perch\u00e9 non rispondente ai canoni, perch\u00e9 non verificabile con i consueti strumenti di rilevazione e perci\u00f2 illeggibile.<br \/>\nPi\u00f9 semplice \u00e8 incasellare lo strumento e relegarlo in una dimensione ludica, senza troppe ambizioni, disconoscendone il portato trasformativo, la valenza maieutica, generatrice.<\/p>\n<p><strong>Il teatro come costellazione di beni rifugio<\/strong><br \/>\nIl teatro che affronta una navigazione incerta e, nell\u2019incertezza, affronta i marosi, il mare calmo, le tempeste incappando, con gratitudine, in un\u2019abbacinante quanto inattesa giornata di sole, e di questa si cibi, riempiendo narici e polmoni.<br \/>\nA questo proposito mi aiuta un pensiero di Elias Canetti (Il cuore segreto dell\u2019orologio, Milano, Adelphi, 1987):<\/p>\n<p>Dovrei mettere i pensieri nella culla della loro origine, perch\u00e9 appaiano pi\u00f9 naturali.<br \/>\nPu\u00f2 darsi che cos\u00ec io dia loro un accento diverso.<br \/>\nNon voglio correggere niente ma voglio recuperare la vita che accompagna quei pensieri, richiamarla e farla rifluire in essi.<br \/>\nIl pensiero dominante che ci dovrebbe ispirare e sostenere non \u00e8 tanto distante da ci\u00f2 che Canetti ci suggerisce: dovremmo semplicemente riporre i pensieri nella loro culla d\u2019origine e recuperarne la vita, farla rifluire in essi.<br \/>\nNon \u00e8 forse questo un atto maieutico? Non \u00e8 forse l\u2019atto principe che sostiene la pedagogia fin dai suoi esordi?<br \/>\nLa storia del teatro e della pedagogia o, pi\u00f9 appropriatamente, la storia dell\u2019uomo ci sostengono come operatori sociali nel tracciare una linea che ci conduca alla ricerca di senso, senza smarrire la forza.<br \/>\nCi sostiene l\u2019operato dei nostri compagni di viaggio, persone che portano con s\u00e9 bagagli essenziali, come Tina che dopo un anno di laboratorio riesce a scrivere della propria rabbia:<\/p>\n<p><em>Rabbia mi attanaglia lo stomaco<\/em><br \/>\n<em>Rabbia che mi fa pizzicare gli occhi<\/em><br \/>\n<em>Rabbia di sofferenza<\/em><br \/>\n<em>di speranza e di tristezza<\/em><br \/>\n<em>Rabbia di odio<\/em><br \/>\n<em>Odio&#8230; un odio incontrollato<\/em><br \/>\n<em>Rabbia di paura<\/em><br \/>\n<em>Paura del tempo e di non averne abbastanza<\/em><br \/>\n<em>per stare in pace con il mondo<\/em><br \/>\n<em>Paura di una fine<\/em><br \/>\n<em>Fine senza sogni<\/em><br \/>\n<em>Fine senza speranza<\/em><br \/>\n<em>Fine lunga e dolorosa<\/em><br \/>\n<em>Rabbia di non essere me stessa<\/em><br \/>\n<em>e di non sapere ci\u00f2 che provo<\/em><\/p>\n<p>Il laboratorio pu\u00f2 fornire la possibilit\u00e0 di amplificare i pensieri, abbellendoli di stoffe e monili preziosi: sta a noi vegliare e saper cogliere i segnali al momento giusto.<br \/>\nNon \u00e8 una pratica immediata ma pu\u00f2 rivelarci sentieri affascinanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando ti metterai in viaggio per Itaca augurati che la strada sia lunga ricca in avventure ed esperienze. Non temere la furia di Nettuno non lo incontrerai se il tuo pensiero resta alto e un sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. Non incapperai nell\u2019irato Nettuno se non te lo porti dentro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3608,4015,3599],"edizioni":[58],"autori":[3751],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3750],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2307"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2307"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2307\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4161,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2307\/revisions\/4161"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2307"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2307"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2307"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2307"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2307"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2307"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2307"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2307"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2307"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}