{"id":231,"date":"2009-11-04T17:05:16","date_gmt":"2009-11-04T17:05:16","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=231"},"modified":"2025-12-11T23:55:10","modified_gmt":"2025-12-11T22:55:10","slug":"genitori-rompiscatole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=231","title":{"rendered":"15. Genitori rompiscatole"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">di Emanuela Borrelli e Roberto Maria Bacci<\/p>\n<p>Scuola pubblica? Scuola privata? Scuola speciale? Quando hai un figlio in situazione di handicap, uno degli interrogativi che ti poni quando devi iscriverlo a scuola \u00e8 quale scelta fare per il suo bene.<br \/>\nSoprattutto cercare di capire qual \u00e8 il suo bene. Nostra figlia, che ha 15 anni appena compiuti, ha sempre frequentato la scuola pubblica, perch\u00e9 abbiamo ritenuto giusto partire dal considerare la scuola nel modo pi\u00f9 semplice, ovvero la scuola di tutti. Se in Italia buone leggi vanno nella direzione giusta a favore di chi nella scuola si trova in difficolt\u00e0 e ancor pi\u00f9 per chi si trova in situazione di gravit\u00e0, la realt\u00e0 dell&#8217;Istituzione Scolastica, delle singole scuole, si scontra con grandi questioni, diversificate da scuola a scuola, che vanno dal numero sempre insufficiente di insegnanti di sostegno, all&#8217;impreparazione degli insegnanti, alle scarse risorse economiche, alle problematiche strutturali (barriere architettoniche, mancanza di spazi), alla difficolt\u00e0 di mettere in campo programmi educativi, tecniche d&#8217;apprendimento, interventi adeguati e quant&#8217;altro possa servire per realizzare Piani Educativi Personalizzati ad hoc.<br \/>\nDa sempre abbiamo ritenuto che dovevamo rimboccarci le maniche e dare il nostro contributo. La politica della &#8220;delega&#8221; assoluta, dal nostro punto di vista, \u00e8 una politica perdente; perdente per tutti. \u00c8 vera anche un&#8217;altra cosa, per\u00f2. Bench\u00e9 i genitori siano chiamati a partecipare alla vita scolastica, sembra prevalere il sospetto, la paura di una eccessiva ingerenza, ed essi di fatto non entrano (e non devono entrare) nel vivo delle cose. Laddove i genitori hanno il coraggio di rivendicare diritti, bisogni, necessit\u00e0, o evidenziare carenze, inadempienze, errori, mancanze, illegalit\u00e0 e quant&#8217;altro, allora scatta il meccanismo di &#8220;difesa&#8221; della scuola che fa quadrato a ragione delle &#8220;sue&#8221; verit\u00e0. La nostra sensazione, purtroppo abbastanza ricorrente, \u00e8 che alcuni insegnanti soffrono nel sentirsi impotenti, soprattutto quando hanno a che fare con certe tipologie di handicap che richiedono preparazione e specializzazione ma anche creativit\u00e0, positivit\u00e0, e soprattutto disponibilit\u00e0 a mettersi in gioco, ad essere un po&#8217; originali. In queste situazioni il genitore preparato e informato sull&#8217;handicap del figlio \u00e8 percepito come una minaccia alla propria professionalit\u00e0 (o personalit\u00e0?).<br \/>\nIl genitore diventa un&#8217;ossessione, \u00e8 temuto e tenuto particolarmente a distanza. Alcuni insegnanti sono felici di apprendere dai genitori elementi che possono migliorare la condizione dell&#8217;alunno, altri invece mettono immediatamente in chiaro che se il genitore non \u00e8 contento si deve rivolgere al privato o alle scuole speciali. Insomma, il genitore troppo rompiscatole non va bene. Ma il peggio che pu\u00f2 capitare ad un genitore impegnato nella scuola \u00e8 quando trova altri genitori che gettano la spugna e delegano a 360 gradi. Molti genitori purtroppo temono (forse \u00e8 anche comprensibile) di mettersi contro gli insegnanti del proprio figlio se si alleano con chi interferisce troppo. La nostra esperienza nella scuola \u00e8 stata ricca di momenti felici e di buona cooperazione, ma anche di forti contrasti e irrigidimenti come quello che stiamo vivendo attualmente e di cui stiamo preparando una memoria, che riguarda la scelta di una gita che esclude la partecipazione di nostra figlia. Non sempre la scuola ti aiuta a crescere \u2013 forse perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 veramente interesse a farti crescere. Forse perch\u00e9 fare questo comporta investire tempo, denaro, energie, sensibilit\u00e0, fantasia. Cose queste di per s\u00e9 gi\u00e0 previste e doverose, ma se solo ci sono le condizioni per &#8220;scantonare&#8221;&#8230;<br \/>\nL&#8217;invito che facciamo a tutti i genitori che hanno figli nella scuola \u00e8 quello di non sottrarsi alla partecipazione attiva e al confronto, anche se conflittuale e difficile. Essere animati dalla voglia di conoscere, essere positivi e propositivi, perch\u00e9 \u00e8 appunto da una partecipazione sentita e da un sano confronto che c&#8217;\u00e8 crescita reciproca, alleati e a fianco dei propri figli. Ognuno con le proprie capacit\u00e0 e possibilit\u00e0 di tempo.<br \/>\nAd oggi mia moglie ed io oltre ad essere genitori presenti e attenti abbiamo al nostro attivo esperienze quali l&#8217;essere o l&#8217;esser stati rappresentanti di classe; rappresentanti nei GLH di Circolo e d&#8217;Istituto; rappresentanti nei Consigli di Circolo e d&#8217;Istituto; componenti nelle Commissioni (di soli genitori) Mensa, Problemi Strutturali, Feste. A volte il tempo da impiegare per partecipare alla vita della scuola ti sembra tanto, troppo e a volte inutile. Ma dalla nostra esperienza possiamo affermare che quel tempo non \u00e8 mai tempo perso.<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scuola pubblica? Scuola privata? Scuola speciale? 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