{"id":2314,"date":"2020-03-04T14:06:00","date_gmt":"2020-03-04T13:06:00","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2314"},"modified":"2025-08-27T09:38:34","modified_gmt":"2025-08-27T07:38:34","slug":"7-lesplorazione-del-se-attraverso-lo-strumento-arteterapico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2314","title":{"rendered":"7. L\u2019esplorazione del s\u00e9 attraverso lo strumento arteterapico"},"content":{"rendered":"<p>Da un\u2019immagine al\u2026 palcoscenico.<br \/>\nLe arti visive, dato l\u2019approccio personale, tranquillo e contemplativo necessario alla creazione, aprono ampie aree di esplorazione interiore.<br \/>\nSi tratta del primo obiettivo: il raggiungimento di quello stato di pace a contatto con il proprio essere profondo, necessario per scoprire il nostro mondo pi\u00f9 nascosto.<br \/>\nQuello che maggiormente mi colpisce a ogni incontro in laboratorio \u00e8 come i sentimenti delle persone siano coinvolti in maniera primitiva, senza misure e senza filtri; come ha sottolineato Gettings (1966) l\u2019arte ha pi\u00f9 valore per la sua capacit\u00e0 di perfezionare la mente e la sensibilit\u00e0 pi\u00f9 che per i prodotti finali.<br \/>\nQuesto \u00e8 accentuato negli incontri di gruppo, dove \u00e8 proprio la sinergia tra i partecipanti che si crea all\u2019interno del setting che incentiva il cambiamento e la rielaborazione di ciascuno. Non \u00e8 dunque certo solo merito del terapista la buona riuscita di un gruppo arteterapeutico, anche se lo stile di conduzione \u00e8 importante e con esso il modello cui ci si ispira.<br \/>\nIl modello applicato nei miei laboratori di arteterapia, utilizzato anche nel viaggio con il gruppo, parte dalla consapevolezza che la persona \u00e8 costituita dalle relazioni concrete che intrattiene con le cose e con gli altri. Non pu\u00f2 essere quindi conosciuta, studiata e aiutata a cambiare se non attraverso queste relazioni (Heidegger).<br \/>\nL\u2019arteterapia applicata con questi principi permette di creare uno spazio dove sono sospesi i giudizi di verit\u00e0 e di falsit\u00e0 delle immagini prodotte, ma l\u2019immagine pu\u00f2 fondersi con quelle create dagli altri componenti del gruppo, operatori e conduttore compreso. Questo metodo si rif\u00e0 al modello fenomenologico.<br \/>\nSi passa quindi dal mondo soggettivo di ognuno di noi alla coscienza del collettivo\/gruppo senza mai perdere il primo momento a favore del secondo.<br \/>\nSi crea cos\u00ec un mondo comune dove ciascuno \u00e8 soggetto, senza perdita di identit\u00e0, acquisendo la coscienza che lo stare insieme favorisce l\u2019espressione e il benessere.<br \/>\nI livelli di interazione sono due: tra l\u2019autore e il suo disegno ma anche tra le persone che dipingono insieme.<br \/>\nFondamentale per la riuscita dell\u2019incontro \u00e8 l\u2019impronta non gerarchica: sia io che i miei colleghi partecipiamo all\u2019esperienza, non come detentori di una verit\u00e0 da rivelare tramite l\u2019interpretazione, ma come custodi di un gruppo che esprime il proprio mondo soggettivo.<br \/>\nOgnuno dei partecipanti, quindi anche il conduttore, \u00e8 coinvolto nell\u2019esperienza, scevro da atteggiamenti intrusivi struttura e rafforza la relazione, senza mai forzare il mondo interno dell\u2019individuo.<br \/>\nCompito dell\u2019arteterapista \u00e8 quello di facilitare l\u2019espressione con i tempi e i modi soggettivamente possibili per quel soggetto, in quel momento.<br \/>\nEsiste una grande consapevolezza: in ci\u00f2 che produce il soggetto, nell\u2019incontro, non ci sono verit\u00e0 da svelare, ma solo modi di essere al mondo, che vogliono manifestarsi e prendere forma e come tali di uguale valore e significato.<br \/>\nDurante la verbalizzazione finale i disegni \u201cvengono raccontati\u201d: prestando attenzione alle emozioni espresse dall\u2019artista e a quelle suscitate in chi guarda e ascolta, incomincia a prendere forma la trama del racconto, di una nuova storia.<br \/>\nAvviene cos\u00ec l\u2019elaborazione della propria esperienza, i simboli di ciascuno possono diventare la scintilla per accendere la memoria emotiva di un altro: il disegno porta fuori ci\u00f2 che \u00e8 dentro, qualsiasi scarabocchio acquista valore, e durante il racconto e le interazioni tra i partecipanti, si condivide un pezzo di strada dove l\u2019autore si scopre fortificato e gratificato.<br \/>\nIo utilizzo l\u2019arteterapia come un mezzo per favorire la conoscenza silenziosa tra i partecipanti: sar\u00e0 poi la forza del gruppo, amplificata, sostenuta, rivisitata anche attraverso gli altri laboratori a dare parola a chi non l\u2019ha mai avuta, avvicinando ciascuno, sempre di pi\u00f9, alla consapevolezza del proprio essere nel mondo.<br \/>\nNel lavoro con la creativit\u00e0 non esistono risposte giuste o sbagliate, si valorizzano e si contestualizzano le immagini interne, qualsiasi esse siano.<br \/>\nLa creativit\u00e0 \u00e8 vedere il mondo in maniera diversa, da un diverso punto di vista, magari al contrario, sottosopra, partendo dalla fine, di lato, a met\u00e0\u2026 per arrivare a mostrarsi, pi\u00f9 serenamente e con dignit\u00e0, al palcoscenico della vita.<br \/>\nTalvolta capita di dover passare anche da un vero e proprio palcoscenico di un teatro, dove la storia delle emozioni e dei sentimenti di tutti viene mostrata al mondo, dove tutti hanno diritto di cittadinanza, anche emotiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da un\u2019immagine al\u2026 palcoscenico. 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