{"id":2324,"date":"2020-03-04T14:41:18","date_gmt":"2020-03-04T13:41:18","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2324"},"modified":"2025-08-27T09:29:42","modified_gmt":"2025-08-27T07:29:42","slug":"11-cambiare-il-punto-di-osservazione-lutilizzo-del-video","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2324","title":{"rendered":"11. Cambiare il punto di osservazione: l\u2019utilizzo del video"},"content":{"rendered":"<p>Una caratteristica dell\u2019Arteterapia che la differenzia da altre tecniche terapeutiche basate sulla parola o sul linguaggio corporeo, \u00e8 il fatto che ogni esperienza si concretizza in un\u2019opera tangibile che rester\u00e0 nel tempo.<br \/>\nUn segno che si fissa, una forma che resta, a discapito di un divenire mutevole e cangiante che pu\u00f2 rinviare a una angosciosa instabilit\u00e0.<br \/>\nSpostare la comunicazione dalla parola al linguaggio dell\u2019arte crea di fatto una comunicazione non verbale attraverso le tecniche artistiche. Questo permette un minore coinvolgimento emotivo del partecipante, che non si sente direttamente tirato in causa ma pu\u00f2 esprimersi attraverso un oggetto-medium. Si possono superare in questo modo reticenze, che attraverso una comunicazione tradizionale risulterebbero difficili da affrontare. L\u2019oggetto artistico assume un valore fondamentale e catalizzante le energie di ogni esperienza arteterapica. I pensieri, le incertezze, le sensazioni, prendono forma in un\u2019opera in cui si fissano in modo concreto e permanente.<br \/>\nL\u2019utilizzo del video in ambito Arteterapeutico deve essere considerato come una ulteriore possibilit\u00e0 di espressione e concretizzazione di pensieri ed emozioni. La telecamera e lo schermo video aprono nuove possibilit\u00e0, in quanto strumenti da utilizzare come gli altri materiali artistici e non da subire come mezzo di osservazione con caratteristiche vagamente persecutorie. Il video quindi viene proposto come risorsa espressiva da modulare sulle proprie esigenze e risorse.<br \/>\nNello specifico percorso di gruppo l\u2019Arteterapia, con l\u2019utilizzo del video, si inserisce in una serie di proposte diversificate ed eterogenee. Il linguaggio del corpo, l\u2019utilizzo della voce, le tecniche di rilassamento, la comunicazione musicale, diventano un insieme di stimoli, a cui il codice dell\u2019arte e del video si devono armonizzare in modo coerente.<br \/>\nIntegrare approcci, formazioni e personalit\u00e0 diverse per ampliare le possibilit\u00e0 espressive che possono diventare ponti comunicativi tra le persone e tra il mondo interiore di ognuno e l\u2019esterno.<br \/>\nPer le sue specifiche caratteristiche, sia in fase di progettazione che di messa in atto, il gruppo di lavoro si \u00e8 sempre trovato d\u2019accordo a inserire la proposta di Arteterapia con l\u2019utilizzo del video, non tra i primi incontri ma sempre dopo una fase di assestamento e strutturazione del gruppo di partecipanti. Il pensiero condiviso \u00e8 stato che in un ideale percorso di sperimentazione delle proprie risorse comunicative, il momento della simbolizzazione attraverso il codice dell\u2019arte, dovesse seguire a una serie di esperienze che rendessero maggiormente consapevoli della propria fisicit\u00e0 e delle possibilit\u00e0 espressive primarie.<br \/>\nPrevedibile, da parte dei partecipanti una diffidenza espressa in modo esplicito, riguardo alle proposte di Arteterapia e in modo ancora pi\u00f9 rilevante verso l\u2019utilizzo del video. La paura di sbagliare, o di non essere all\u2019altezza delle proposte, riflette una sorta di regressione alla scuola primaria in cui il disegnare, o comunque utilizzare i materiali artistici, rappresentava una prova a cui seguiva un voto e quindi un giudizio.<br \/>\n\u00c8 interessante come certe esperienze vissute nell\u2019infanzia, si fissino nella memoria emotiva e davanti a determinati stimoli, si ripropongano quasi con prepotenza. Come se certe emozioni si fossero cristallizzate in una parte nascosta, in cui non \u00e8 possibile nessun tipo di elaborazione. Il senso di inadeguatezza e disagio diventano barriere apparentemente insuperabili che precludono ogni nuova possibilit\u00e0 di riscatto.<br \/>\nTranquillizzare riguardo a una assoluta assenza di giudizio, creando un clima il pi\u00f9 possibile rilassato in cui gli aspetti ludici e di pura sperimentazione dovevano prevalere, \u00e8 stato fondamentale per affrontare le molte resistenze.<br \/>\nPassare da un codice fondamentalmente corporeo a uno che prevede l\u2019utilizzo di un mediatore (lo strumento artistico) che fissa in una forma compiuta e stabile (l\u2019oggetto artistico) ogni gesto e scelta, prevede un passaggio estremamente delicato da gestire con cura. Come si \u00e8 detto, una strategia applicata nel presentare la proposta \u00e8 stata quella di sottolineare l\u2019aspetto della sperimentazione ludica, perci\u00f2 portare la regressione a cui si faceva riferimento, a uno stadio ancora precedente agli aspetti normativi della scuola primaria. Ritornare i bambini che utilizzano le possibilit\u00e0 insite nei materiali artistici, riscoprendo la possibilit\u00e0 di sorprendersi e giocare con essi.<br \/>\nIl gioco come una nuova partenza, per sondare e vivere differenti percorsi, in cui le paure e le incertezze stratificate nel tempo possono essere viste con uno sguardo diverso e forse superate.<br \/>\nIl primo passo \u00e8 stato quindi avviare un percorso di scoperta che aiutasse a mettere da parte le sovrastrutture dell\u2019esperienza adulta, per entrare in contatto con le potenzialit\u00e0 espressive che si celano sotto la paura di sbagliare e di essere giudicati per i propri eventuali errori.<br \/>\nUna proposta di Arteterapia particolarmente rappresentativa di una tecnica che prevede l\u2019utilizzo creativo della videocamera, in un contesto in cui il gioco e la sperimentazione sono elementi basilari, \u00e8 stata quella del \u201cVisto dall\u2019alto\u201d.<br \/>\nLa telecamera \u00e8 collocata in alto su di un treppiede, collegata con una televisione che trasmette in diretta le immagini riprese. L\u2019inquadratura \u00e8 rivolta in basso, verso un\u2019ampia area del pavimento. La proposta \u00e8 rivolta al gruppo e i partecipanti hanno a disposizione vari materiali: funi, stoffe colorate, piatti e bicchieri di plastica, palline di vari colori, mollette, cotone, carta crespa, zucchero, caff\u00e8 in chicchi, pasta di varie forme, ecc.<br \/>\nLo scopo \u00e8 realizzare nell\u2019area inquadrata, e quindi tenendo sempre conto dell\u2019immagine televisiva, una composizione dal significato riconoscibile, utilizzando i materiali a disposizione.<br \/>\nLa proposta rimanda a molti concetti dall\u2019importanza non trascurabile, come la capacit\u00e0 collaborativa e di mediazione all\u2019interno di un gruppo. Il risultato \u00e8 sicuramente inficiato da atteggiamenti individualistici e lo stimolo \u00e8 quello di mettere in atto strategie che integrino il contributo di ognuno.<br \/>\nAltro elemento centrale \u00e8 l\u2019entrare in contatto con le proprie capacit\u00e0 trasformative, che permettono di cambiare il significato dei singoli materiali utilizzati: una stoffa blu pu\u00f2 diventare un fondo marino, delle strisce di stoffa rossa dei coralli, lo zucchero le nuvole nel cielo e l\u2019insieme dei chicchi di caff\u00e8 un\u2019isola nel mare. La creativit\u00e0, concetto abusato o spesso usato come alibi del nulla, \u00e8 fondamentalmente proprio per questo: un\u2019energia invisibile che permette di trasformare le forme e i significati, dando vita a qualche cosa che sino a un attimo prima non esisteva. Scoprirsi capaci di utilizzare questa energia pu\u00f2 cambiare prospettive e orizzonti, aprendo a opportunit\u00e0 latenti.<br \/>\nLa creazione vive come genesi sotto la superficie visibile dell\u2019opera. Volta al passato la vedono tutti gli intellettuali, volta all\u2019avvenire soltanto chi sa creare. (Paul Klee, Catalogo Mostra Bologna, 2000-2001, Milano, Edizioni Mazzocca, 2000)<br \/>\nQuesta proposta contribuisce a una maggiore flessibilit\u00e0 riguardo alla gestione del proprio punto di vista che deve necessariamente essere messo in relazione con quello della videocamera. Per riuscire ad avere una realistica visione di insieme, i partecipanti sono in qualche modo obbligati a osservare la televisione. Osservare il lavoro solo dal proprio limitato punto di vista fa perdere il senso generale della composizione e quindi la possibilit\u00e0 di rendere efficace il proprio contributo.<br \/>\nIl punto di vista, posto in alto, della telecamera, rappresenta una possibilit\u00e0 alternativa e pi\u00f9 ampia che diventa un riferimento comune e condiviso per il gruppo, come se ogni visione trovasse la sua collocazione in un\u2019unica immagine.<br \/>\nDopo un iniziale imbarazzo la proposta non solo diverte ma coinvolge in modo molto intenso, trasportando i partecipanti in una dimensione in cui la propria creativit\u00e0 pu\u00f2 prendere forma in un clima rilassato. Lavorare a terra con materiali, solitamente utilizzati per altri scopi, assume un significato intenso, poich\u00e9 rappresenta un momento di confronto con gli altri e con le proprie risorse espressive. Durante la proposta si percepisce una sospensione in cui ognuno dimentica lo scorrere del tempo, per dedicarsi a una ricerca personale che permette di recuperare sensazioni e capacit\u00e0 spesso accantonate nel vivere quotidiano.<br \/>\nL\u2019entrare in contatto con le proprie capacit\u00e0 creative, anche attraverso un\u2019esperienza fondamentalmente ludica, pu\u00f2 avere un profondo valore rivitalizzante e di consapevolezza verso risorse non esterne ma personali e intime.<br \/>\nL\u2019esempio descritto ben rappresenta un approccio in cui l\u2019ansia di prestazione si stempera in un\u2019esperienza caratterizzata prevalentemente da una reale sperimentazione, in cui il fare diventa espressione delle sensibilit\u00e0 individuali e delle capacit\u00e0 di collaborare con altri.<br \/>\nSignificativo che al termine della proposta arteterapica, ci fosse da parte dei partecipanti un\u2019evidente difficolt\u00e0 a verbalizzare le emozioni e i pensieri che avevano caratterizzato l\u2019esperienza. Tale difficolt\u00e0 si spiega considerando l\u2019impegno che necessita passare da un codice a un altro.<br \/>\nLa parola riporta a un tipo di comunicazione fortemente regolamentata che contrasta con un\u2019espressione non verbale, quale l\u2019Arteterapia. Dare un nome e una definizione a emozioni e pensieri, fatti fondamentalmente di immagini e forme, costringe a trasformare in altro quello che \u00e8 stato vissuto con una parte del proprio sentire, sostanzialmente lontana dalla parola.<br \/>\nIl desiderio da parte di alcuni partecipanti di portarsi a casa alcuni manufatti o di avere un video che riassumesse l\u2019esperienza vissuta, rientra tra le peculiarit\u00e0 dell\u2019Arteterapia.<br \/>\nDare una forma concreta alle proprie emozioni, rende le opere realizzate preziose e ricche di significato e quindi degne di essere conservate con cura. Tali opere non sono solo oggetti ma la rappresentazione tangibile dell\u2019unicit\u00e0 del proprio mondo interiore.<br \/>\nSpesso le persone fanno arte, ma non se ne accorgono. (Vincent Van Gogh, in R. Filippetti, Van Gogh, un grande fuoco nel cuore, Castel Bolognese, Itaca edizioni, 2010)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una caratteristica dell\u2019Arteterapia che la differenzia da altre tecniche terapeutiche basate sulla parola o sul linguaggio corporeo, \u00e8 il fatto che ogni esperienza si concretizza in un\u2019opera tangibile che rester\u00e0 nel tempo. 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