{"id":2332,"date":"2020-03-04T14:56:24","date_gmt":"2020-03-04T13:56:24","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2332"},"modified":"2025-08-27T09:20:17","modified_gmt":"2025-08-27T07:20:17","slug":"15-la-multisensorialita-l-esperienza-formativa-del-centro-semiresidenziale-jona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2332","title":{"rendered":"15. La multisensorialit\u00e0: l\u2019 esperienza formativa del Centro semiresidenziale \u201cJona\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Sono necessarie alcune parole di introduzione per meglio contestualizzare quest\u2019ultima parte del progetto, in una visione coerente d\u2019insieme. Il progetto del Centro \u201cJona\u201d, pur essendosi sviluppato in una struttura interna alla \u201cCoop. Genova Integrazione a marchio Anffas\u201d come il lavoro fino ad ora descritto, \u00e8 da considerarsi autonomo rispetto a esso. Infatti i due gruppi di operatori che hanno ideato i diversi progetti non hanno attuato una strategia comune, incontrandosi in spazi di pensiero condivisi. Malgrado questo, i punti di contatto operativi e una visione teorica molto simile, rendono perfettamente compatibili i due progetti. Come se il metodo basato su gruppi di sostegno e una formazione trasversale tra le varie figure professionali, fosse stato percepito a distanza, come un\u2019occasione rivitalizzante e rigenerante. Una coincidenza che rispecchia bisogni comuni ed evidentemente rappresenta un preciso clima culturale, dove relazione e formazione divengono parte attiva dell\u2019operare in ambito riabilitativo\/terapeutico.<br \/>\nLa presa in carico della persona con disabilit\u00e0 intellettiva e relazionale deve porsi come obiettivo centrale e irrinunciabile \u2013 che tutti gli altri obiettivi sottende \u2013 quello di ravvivare e\/o mantenere vivi pensieri ed emozioni, che costituiscono un mondo interno il quale si presenta immobile, come cristallizzato, pi\u00f9 spesso estremamente impoverito. Tale scopo, tanto pi\u00f9 arduo da conseguire quanto pi\u00f9 grave \u00e8 la disabilit\u00e0, non pu\u00f2 essere perseguito che attraverso una costante ricerca di canali che consentano un accesso, da parte dell\u2019operatore, al mondo interno di un paziente che, quasi immancabilmente, si rivela distante, molto difeso, come arroccato.<br \/>\nA fronte di un approccio \u201cclassico\u201d che individua il lavoro riabilitativo in quel novero di interventi volti a rafforzare o conferire nuove capacit\u00e0 operative al paziente, siamo dell\u2019opinione che il fornirgli esperienze emotive positive anche se non sempre idonee a incrementare le sue abilit\u00e0, rappresenti l\u2019essenza stessa della riabilitazione, perch\u00e9 potenzialmente in grado di \u201cin-ondarne\u201d il mondo interno e in tal modo rivitalizzandolo.<br \/>\nQuesto \u00e8 stato il campo di riferimento all\u2019interno del quale ha visto la luce il progetto sulla multisensorialit\u00e0; un tipo d\u2019intervento che utilizza gli approcci musicoterapeutico, arteterapeutico ed espressivo-corporeo, quali canali privilegiati che, al di fuori e oltre la mediazione cognitiva, permettono un diretto \u201cincarnarsi\u201d delle emozioni del paziente. In modo pi\u00f9 specifico queste tre tecniche rientrano tra le cosiddette terapie non verbali in cui la relazione passa attraverso codici differenti rispetto alla parola.<br \/>\nIl metodo musicoterapeutico, proposto in ambito terapeutico-riabilitativo, rappresenta un approccio musicale, in una stimolazione dei sensi assolutamente unitaria, in cui l\u2019individuo attraverso il suono e il ritmo esprime e struttura un migliore senso di s\u00e9. L\u2019approccio arteterapeutico ha la caratteristica di fermare emozioni e pensieri in una produzione concreta che rende questa tecnica molto efficace per valorizzare risorse e potenzialit\u00e0 del paziente. Infine la tecnica espressivo-corporea rimanda a una comunicazione di tipo analogico e metaforico e riguarda non tanto il cosa, ossia il contenuto del messaggio, quanto il come, ovvero il tipo di espressione emotiva che si evidenzia attraverso il linguaggio del corpo.<br \/>\nIl progetto si \u00e8 rivolto a un gruppo di pazienti con disabilit\u00e0 grave, sulla base di specifici elementi emersi nel corso di alcuni incontri preliminari. In particolare, \u00e8 stata evidenziata la necessit\u00e0 di offrire agli operatori partecipanti un breve percorso formativo che, sulle prime, s\u2019intendeva principalmente finalizzato ad avvicinarli a una dimensione relazionale a valenza terapeutica, ma dai primi rimandi veniva alla luce come ben altre fossero le potenzialit\u00e0 di una tale iniziativa. Da subito gli operatori hanno espresso infatti, come le proposte formative, in gran parte a carattere esperienziale, non solo fornivano loro una pi\u00f9 fine capacit\u00e0 di lettura della relazione terapeutica, ma costituivano anche e soprattutto, un arricchimento emotivo personale tale da procurare benessere. Al contempo ha favorito una trasformazione positiva del gruppo di riferimento, tanto all\u2019interno del setting multisensoriale che nella quotidianit\u00e0 del Presidio.<br \/>\nIn tal modo, il focus attentivo, dal paziente \u00e8 andato via via allargandosi agli accadimenti emotivo-relazionali nel campo paziente\/operatore e, infine, all\u2019operatore, in quanto persona quotidianamente a confronto con un fattore potenzialmente mortifero quale \u00e8 la sofferenza cronica. Per l\u2019operatore diviene quindi imprescindibile mantenere vivo il proprio mondo interno, esattamente come avviene per il paziente di cui si occupa. Rivestita di tali contenuti, la novit\u00e0 costituita dalla proposta agli operatori, di un percorso formativo a carattere esperienziale, da corollario al progetto sulla multisensorialit\u00e0, ha acquisito una specifica autonomia ed \u00e8 stata pertanto estesa a tutti gli operatori del Presidio, in quanto, pur non prendendo parte all\u2019attivit\u00e0 multisensoriale, si trovavano ad affrontare problematiche comuni.<br \/>\nUn\u2019ultima breve notazione meritano anche i risultati prodotti nello svolgersi dei due progetti, quello multisensoriale e quello formativo. Per quanto riguarda il primo progetto, i rimandi sono stati unanimi nel sottolineare come, per le persone disabili che vi hanno partecipato, si sia potuto assistere a sprazzi d\u2019apertura, tanto pi\u00f9 significativi in quanto capaci di destare lo stupore in quegli operatori che giorno dopo giorno si occupavano delle stesse persone. Quanto al percorso di formazione, il miglior rimando circa l\u2019efficacia di tale proposta \u00e8 consistito nel benessere espresso dai partecipanti nonch\u00e9 nella maggior serenit\u00e0 con cui riferivano di esser in grado di affrontare il quotidiano e le dinamiche a esso connesse.<br \/>\nIl coinvolgimento nel percorso formativo di tutte le figure tecniche, creando una momentanea sospensione dei ruoli, ha inoltre attivato inedite possibilit\u00e0 comunicative all\u2019interno del gruppo di lavoro, favorendo un reale scambio di emozioni in un clima di benessere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono necessarie alcune parole di introduzione per meglio contestualizzare quest\u2019ultima parte del progetto, in una visione coerente d\u2019insieme. Il progetto del Centro \u201cJona\u201d, pur essendosi sviluppato in una struttura interna alla \u201cCoop. 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