{"id":2368,"date":"2020-03-05T15:11:46","date_gmt":"2020-03-05T14:11:46","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2368"},"modified":"2025-08-27T10:13:58","modified_gmt":"2025-08-27T08:13:58","slug":"12-imparare-da-loro-lascolto-dei-fratelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2368","title":{"rendered":"12. Imparare da loro: l\u2019ascolto dei fratelli"},"content":{"rendered":"<p>Quando si parla di relazione tra fratelli, molti sono d\u2019accordo nell\u2019affermare che \u00e8 un\u2019esperienza unica, speciale, indissolubile, che prescinde, per molti aspetti, da ogni altro tipo di rapporto.<br \/>\nContrariamente alle altre relazioni, la relazione fraterna sostiene due persone emotivamente nei momenti critici per tutto il corso della vita.<br \/>\nI fratelli garantiscono una relazione continua, che inizia con la nascita e dura tutta la vita.<br \/>\nRappresentando la prima e forse la pi\u00f9 intensa relazione tra pari per un bambino, quello tra fratelli \u00e8 anzitutto un rapporto che fornisce un contesto per lo sviluppo sociale.<br \/>\nGrazie a queste interazioni sociali il bambino sviluppa le fondamenta per il futuro sviluppo della personalit\u00e0 e dei rapporti con gli altri, poich\u00e9 ha l\u2019opportunit\u00e0 di sperimentare la condivisione, l\u2019imitazione, la rivalit\u00e0 e l\u2019esteriorizzazione dei sentimenti.<br \/>\nI fratelli condividono segreti, si aiutano a vicenda, esprimono direttamente e apertamente i propri sentimenti e, volontariamente o casualmente, imparano l\u2019uno dall\u2019altro.<br \/>\nAttraverso la reciproca interazione sociale, apprendono un processo di \u201cdare-avere\u201d, imparano a condividere, a imitarsi, dimostrano l\u2019un l\u2019altro i benefici della collaborazione, imparano a limare le differenze.<br \/>\nOltre a essere compagni di gioco, infatti, i fratelli possono essere confidenti, possono dare e avere consigli; si forniscono un supporto reciproco che acquista un significato particolare quando maturano e lasciano la propria casa, e che continua quindi anche in et\u00e0 adulta.<br \/>\nQuando ai genitori viene chiesto perch\u00e9 abbiano scelto di avere un secondo figlio, la maggior parte risponde che la ragione principale \u00e8 che non volevano che il primogenito fosse figlio unico. A torto o a ragione, le persone tendono a credere che i bambini crescano meglio con la compagnia dei fratelli.<br \/>\nLa famiglia ha sempre avuto un ruolo sostanziale nella vita di ognuno. Essa fornisce al bambino le prime opportunit\u00e0 di esplorare, comunicare e interagire con gli altri, lo aiuta a capire come le sue azioni possono influenzare il comportamento altrui. Man mano che il bambino cresce, la famiglia cambia, come cambiano i genitori, i fratelli e la comunit\u00e0 stessa, la relazione tra i membri della famiglia si modifica e i contatti sociali al di fuori di essa si espandono e maturano.<br \/>\nLa famiglia pu\u00f2 essere vista come un sistema interrelato che supporta l\u2019interdipendenza dei singoli membri. Ogni membro \u00e8 un elemento importante del sistema e la sua personalit\u00e0 influenza quella degli altri membri. Ecco perch\u00e9 le relazioni familiari non sono mai semplici come possono sembrare.<br \/>\nLa nascita di un bambino comporta tutta una serie di cambiamenti che portano a un riassestamento della famiglia e del suo equilibrio; quando c\u2019\u00e8 gi\u00e0 un altro figlio, questa operazione pu\u00f2 diventare pi\u00f9 complicata, poich\u00e9 bisogna tenere conto dei suoi sentimenti e del cambiamento del suo mondo, che fino a poco tempo prima non includeva altri protagonisti oltre a lui e ai suoi genitori e in cui il soggetto delle cure e delle attenzioni era unicamente lui.<br \/>\nCosa succede quando il tanto atteso fratellino\/sorellina non \u00e8 come tutti l\u2019avevano immaginato\/a?<br \/>\nC\u2019\u00e8 qualcosa di unico, di speciale, nel crescere in una famiglia in cui un fratello o una sorella ha una disabilit\u00e0.<br \/>\nA causa della visione frammentaria che per anni si \u00e8 avuta delle famiglie che hanno bambini con disabilit\u00e0 fino a tempi abbastanza recenti, scarsa attenzione \u00e8 stata prestata ai fratelli. Oggi, al contrario, sia i genitori che gli specialisti cominciano ad ascoltarli: incoraggiati a discutere le loro esperienze, si sta iniziando a imparare dai fratelli.<br \/>\nDopo aver appreso che il nuovo arrivato ha una disabilit\u00e0, tutti i progetti fatti per lui, le speranze e le certezze che si avevano prima della sua nascita, devono essere rimesse in discussione, sia i genitori che i fratelli devono affrontare la realt\u00e0 e rinunciare alle loro aspettative e ai loro sogni sul bambino, preparandosi ad affrontare un\u2019esperienza che cambier\u00e0 permanentemente la loro vita e quella di ciascun membro della famiglia.<br \/>\nLe famiglie vivono spesso una serie di problemi e di bisogni nuovi e inattesi, ma nella larga maggioranza dei casi riescono ad attivare una gamma di forze, di risorse insospettate e di capacit\u00e0 del tutto nuove, di cui a volte sono inconsapevoli, che per\u00f2 consentono loro un adattamento positivo alla situazione. Come tutti i sistemi, dunque, anche quello familiare ha una tendenza intrinseca alla stabilit\u00e0 e una grande capacit\u00e0 di adattamento e crescita.<br \/>\nNegli anni sono aumentate quindi le ricerche sui processi di gestione dei problemi che la famiglia pi\u00f9 o meno consapevolmente attiva nei confronti dei suoi bisogni (coping strategies), si vengono a definire interventi nuovi, quali le strategie di empowerment psicologico (potenziamento di capacit\u00e0), la self-advocacy (autoaffermazione dei propri diritti), lo sviluppo di iniziative di mutualit\u00e0 dal basso (gruppi di mutuo aiuto tra genitori) e altre forme di sostegno alla famiglia. (D. Ianes, 1992&lt; MANCA IN BIBLIOGRAFIA, INSERIRE CON I DATI MANCANTI&gt;)<br \/>\nLa nascita di bambino con Sindrome di Down muta l\u2019equilibrio della famiglia, ma prima di tutto muta l\u2019equilibrio dei singoli membri, a partire proprio dai genitori.<br \/>\nQuando ci sono altri figli, i genitori si preoccuperanno di quello che sar\u00e0 il loro futuro e di come il fratello con Sindrome di Down potr\u00e0 influenzare la loro vita.<br \/>\nE in questo cammino difficile dai primi mesi diventa importante potersi confrontare con gli altri, con gli amici, i familiari, con chi ha gi\u00e0 avuto la stessa esperienza.<br \/>\nCrescere con un fratello con disabilit\u00e0 non \u00e8 un\u2019esperienza facilmente definibile, non \u00e8 certo unidimensionale. Si hanno emozioni e sentimenti complessi verso i fratelli. I fratelli e le sorelle di una persona con disabilit\u00e0 sono componenti vitali nel sistema familiare.<br \/>\nIn una piccola ricerca effettuata presso il CEPS (Centro Emiliano Problemi Sociali per la Trisomia 21) si sono incontrati un gruppo di fratelli e sorelle di ragazzi con la Sindrome di Down; questo gruppo \u00e8 stato a sua volta suddiviso in due sottogruppi a seconda dell\u2019et\u00e0 dei partecipanti. Si \u00e8 osservato come i fratelli e le sorelle pi\u00f9 grandi abbiano avuto a disposizione un numero minore di strumenti, nel passaggio di comunicazione della nascita di un fratello con la Sindrome di Down, rispetto ai giovani. Sono emersi per\u00f2 anche bisogni e difficolt\u00e0, risorse e curiosit\u00e0, che hanno dimostrato come l\u2019incontro fosse uno spazio di lavoro importante per i servizi che si devono incaricare di progettare un sostegno permanente, che accompagni i fratelli a un\u2019elaborazione profonda e reale del loro vissuto. Il progetto deve avere come punto di partenza proprio loro: i loro vissuti tutti insieme formano una voce e una storia fondamentale, che pu\u00f2 porre le basi per costruire una strada educativa moderna e che possa portare un beneficio non solo a loro direttamente ma a tutta la popolazione, aumentando le competenze inclusive di tutti gli individui.<br \/>\nInnanzitutto, quindi, \u00e8 fondamentale ascoltare i fratelli, imparare da loro, e per loro, a comprendere cosa provano per riuscire ad adottare le giuste strategie di supporto e aiuto.<\/p>\n<p><strong>Gli elementi chiave della comunicazione efficace<\/strong><br \/>\nFornire informazioni chiare ai fratelli \u00e8 pi\u00f9 facile a dirsi che a farsi. Una comunicazione efficace tra fratelli e genitori o esperti \u00e8 la chiave per riuscirci.<br \/>\n1. Ascoltare attivamente i fratelli. \u00c8 il primo passo per fornire informazioni ai fratelli. Ascoltare attivamente vuol dire mettere da parte altri progetti o compiti mentre i fratelli parlano. Un ascoltatore attivo assicura ai fratelli di comprendere cosa stanno dicendo, egli ripete o parafrasa la comunicazione, per dimostrare che sta ascoltando attentamente.<br \/>\n2. Non avere fretta. Pu\u00f2 essere difficile per i fratelli fare domande, specialmente se le reputano imbarazzanti o se sono dolorose. Essi dovrebbero avere molto tempo per parlare, domandare, interpretare le informazioni. Quindi i genitori e gli esperti non devono pensare che essi abbiano bisogno di avere tutte le informazioni in una volta. Un procedimento graduale dar\u00e0 maggiore sicurezza che i fratelli assimilino le informazioni. Bisogna avere pazienza nelle domande e nelle risposte.<br \/>\n3. Fungere da modelli. Genitori ed esperti dovrebbero fungere da modelli ponendo apertamente domande e cercando di ottenere informazioni, per dimostrare che fare domande e cercare informazioni \u00e8 un comportamento sano e valido. Essi possono inoltre essere modelli di comunicazione efficace esprimendo onestamente i loro sentimenti e pensieri.<br \/>\n4. Essere sinceri e onesti. Anche se i genitori sono ben informati, \u00e8 possibile che i fratelli pongano domande alle quali non \u00e8 facile rispondere. Le risposte devono essere accurate, quindi se il genitore non sa rispondere a una particolare domanda, dovrebbe dirlo, facendo ricerche insieme ai figli, per giungere a una conclusione.<br \/>\n5. Dare risposte comprensibili. Fornire troppe informazioni ai bambini piccoli o informazioni inadeguate e troppo semplicistiche ad adolescenti o adulti, impedir\u00e0 una comunicazione efficace. Bisogna tenere in considerazione l\u2019et\u00e0 e la particolare domanda che \u00e8 stata posta, usando un linguaggio adeguato e accertandosi che la risposta sia stata compresa a pieno, anche chiedendolo apertamente.<br \/>\n6. Genitori ed esperti devono aspettarsi qualsiasi tipo di domanda dai fratelli. Favorendo un atteggiamento aperto. Accettando domande su ogni argomento legato alla disabilit\u00e0. Nessuna domanda \u00e8 insignificante, \u00e8 importante rispondere a tutte con cura e comprensione.<br \/>\n7. Fornire informazioni bilanciate. Le informazioni possono essere presentate in vari modi. Concentrarsi sugli aspetti negativi dar\u00e0 una visione distorta della disabilit\u00e0 e delle sue implicazioni. Un approccio bilanciato in cui sia gli aspetti positivi che quelli negativi dell\u2019argomento siano affrontati apertamente \u00e8 sempre preferibile. I fratelli hanno bisogno di conoscere entrambi i lati, non informazioni dirette in un\u2019unica direzione.<br \/>\n8. Continuare conversazioni precedenti. Genitori ed esperti non dovrebbero aspettarsi che i fratelli comprendano le risposte a domande complesse con un\u2019unica spiegazione. Riprendere condivisioni precedenti pu\u00f2 essere utile per assicurarsi che l\u2019abbiano fatto e per dare eventuali ulteriori spiegazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si parla di relazione tra fratelli, molti sono d\u2019accordo nell\u2019affermare che \u00e8 un\u2019esperienza unica, speciale, indissolubile, che prescinde, per molti aspetti, da ogni altro tipo di rapporto. Contrariamente alle altre relazioni, la relazione fraterna sostiene due persone emotivamente nei momenti critici per tutto il corso della vita. 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