{"id":2382,"date":"2020-03-06T11:39:22","date_gmt":"2020-03-06T10:39:22","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2382"},"modified":"2025-08-27T10:23:20","modified_gmt":"2025-08-27T08:23:20","slug":"5-libri-linfa-e-aria-per-crescere-liberi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2382","title":{"rendered":"5. Libri: linfa e aria per crescere liberi"},"content":{"rendered":"<p>I libri nella mia vita hanno rappresentato un\u2019\u00e0ncora di salvezza. Le parole scritte e stampate sulla carta hanno consentito che da bambina non venissi inghiottita nel \u201cmondo delle cose senza nome\u201d (1), permettendomi di sviluppare il linguaggio. E, appreso il \u201cgioco delle parole\u201d, di esplorare infiniti e diversi mondi possibili.<br \/>\nAttraverso i libri ho viaggiato in lungo e in largo, dapprima con la fantasia e poi con l\u2019intelligenza, attraverso molti diversi paesi, inventati e veri, incontrando esperienze e saperi, che le loro pagine racchiudono come tesori in uno scrigno.<br \/>\nSono nata 44 anni fa, in una famiglia italo-tedesca: pap\u00e0 ingegnere e mamma casalinga che aveva studiato pedagogia speciale, una sorella e un fratello gemelli di tre anni pi\u00f9 piccoli, preziosi compagni di giochi e di vita; una grande famiglia allargata sia in Italia che in Germania e tante amicizie.<br \/>\nEro una bambina allegra e socievole. Non parlavo, ma ero molto comunicativa, in ascolto, capivo e mi facevo capire, al di l\u00e0 delle parole. Ho trovato due fotografie di quegli anni: nella prima sono seduta sul vasino con una copertina sulle gambe, intenta a sfogliare una grande rivista illustrata e nella seconda immagine, accomodata sul divano con pap\u00e0, accanto all\u2019albero di Natale, ascolto da lui una storia seguendola su un libro che stiamo sfogliando insieme. \u00c8 evidente che il mio legame con i libri si sia sviluppato fin da piccolissima, grazie a genitori amanti dei libri e della lettura.<br \/>\nProprio da pap\u00e0 ricordo di aver ricevuto in dono alcuni dei libri \u201cpietre miliari\u201d nel mio percorso di crescita, tra cui: Il Piccolo Principe di Saint Exup\u00e9ry, e La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Dino Buzzati con essenziali illustrazioni d\u2019autore, Un sacchetto di biglie di Joseph Joffo e Poesie del fiume Wang di Wang Wei P\u2019ei Ti, \u00a0un piccolo libriccino di liriche cinesi con gli ideogrammi a fronte.<br \/>\nLa diagnosi della sordit\u00e0 grave-profonda, con cui convivo da quando sono nata, avvenne quando avevo quasi 4 anni. Ho indossato allora i miei primi apparecchi retroauricolari costruiti in serie, con i quali ho potuto accedere al mondo dei suoni e delle voci, ma erano piuttosto grossolani e la loro discriminazione non era immediata \u2013 come ho potuto ricostruire in seguito, indossati a trent\u2019anni apparecchi endoauricolari personalizzati, grazie ai quali ho iniziato a percepire la naturalezza dei suoni e mi si \u00e8 spalancato il paesaggio sonoro.<br \/>\nDai quattro ai sette anni ho fatto un percorso riabilitativo secondo le indicazioni della logopedista, volando sulle ali della fantasia dei miei genitori, grazie all\u2019originale percorso compiuto per imparare a parlare, con lo strumento dei \u201ccartoncini\u201d realizzati da mamma e pap\u00e0 (2). \u00c8 cos\u00ec che si \u00e8 sviluppato il mio amore per la parola scritta, vera e propria \u00e0ncora di salvezza. Attraverso la lettura delle parole abbinate alle immagini che le rappresentavano (o forse, al contrario, sono le parole a rappresentare le immagini?), potevo apprendere vocaboli che attraverso il solo canale uditivo non mi giungevano integri, mentre il vederli scritti in chiare lettere mi consentiva di conoscere la loro forma esatta.<br \/>\nSono diventata un\u2019appassionata lettrice. Ricordo che da bambina mi capitava di svegliarmi nel buio e nel silenzio della notte, per accendere una lampadina e mettermi a leggere il libro che avevo infilato la sera prima in una nicchia del muro dietro il mio letto. Le prime letture importanti furono le Fiabe, non solo della tradizione: ricordo il grande divertimento che mi procuravano le Favole al telefono di Gianni Rodari.<br \/>\nNon appena inciampavo in un termine sconosciuto, ecco che il dizionario mi veniva in soccorso facendomi apprendere la radice stessa delle parole e le loro molteplici forme di utilizzo. Un vocabolario, che ho avuto tra le mani fin da piccola, \u00e8 stato il meraviglioso Primo dizionario, nato dal genio pittorico e narrativo di Richard Scarry, in cui ogni parola \u00e8 una storia in immagini e parole.<br \/>\nLa carta scritta e stampata (e anche la lavagna) ha costituito poi un autentico sostegno a scuola e, arrivata infine al momento di dover decidere che percorso di studi universitari abbracciare, la scelta cadde su Architettura, corso di laurea in cui immagini e parole sono strettamente correlate\u2026 (focalizzo ora).<br \/>\nLe immagini hanno infatti sempre costituito per me una parte essenziale dei libri. Tra i miei primi libri \u2013 che tuttora custodisco gelosamente \u2013 un posto di rilievo l\u2019assumevano i \u201clibri senza parole\u201d. Autentici capolavori variopinti o in bianco e nero li trov\u00f2 la mamma in Germania facendo le sue ricerche per librerie. I grandi libri di sole immagini dell\u2019illustratore Ali Mitgutsch con meravigliose scene di ambienti sia di citt\u00e0 che di campagna, ricchissime di particolari, hanno contribuito a stimolare la mia naturale inclinazione a osservare dettagli della realt\u00e0 circostante. Innumerevoli personaggi hanno animato \u201cstorie per immagini\u201d \u2013 senza parole o con poche essenziali frasi, quasi didascalie come quelli dei bellissimi racconti di Attilio e Karen \u2013 che mi hanno aiutata a comprendere i nessi spazio-temporali-causali, lasciando al contempo aperti molti possibili sviluppi delle vicende, anche surreali.<br \/>\nCredo che la stessa modalit\u00e0 di percezione, dello snodarsi di una vicenda attraverso le sole immagini, una volta cresciuta, mi abbia consentito di apprezzare l\u2019arte cinematografica, non solo il film muto come quello di Charlie Chaplin, Stanlio e Ollio, ecc. ma anche film di cui non riuscivo a cogliere alcuna parola (fino a che non ho potuto usufruire dei sottotitoli\u2026 ecco una forma moderna di \u201cparola scritta\u201d). Alcuni telefilm li ho goduti dopo aver letto i libri da cui erano tratti, come accadde con le fortunate serie televisive di Emil e Pippicalzelunghe, personaggi nati dalla penna della grande Astrid Lindgren. Ricordo ancora l\u2019immensa emozione che provai nel vedere al cinema il film Dersu Uzala, il piccolo uomo delle grandi pianure dopo averne letto il libro.<br \/>\nPer me i libri e le parole scritte (godute pure attraverso la corrispondenza epistolare) sono stati \u2013 e lo sono tuttora \u2013 vitali, davvero essenziali nel percorso verso l\u2019autonomia, formativi per il mio carattere, e profondamente arricchenti non solo sul piano dell\u2019intelligenza, ma anche su quello dello spirito.<br \/>\nIncontrare e conoscere altrui esperienze, di chi come me ha dovuto fare i conti con un grave deficit uditivo, mi ha confermato l\u2019importanza che i libri possono assumere per le persone con sordit\u00e0 dalla nascita. Ho raccolto le riflessioni di alcuni compagni di strada dell\u2019Arcipelago Sordit\u00e0 (<a href=\"http:\/\/www.arcipelagosordita.it\">www.arcipelagosordita.it<\/a>). Solo una persona, tra le nove che hanno risposto al mio appello, mi ha rivelato di non essersi mai avvicinata realmente al mondo dei libri, sviluppando altres\u00ec diverse modalit\u00e0 di comunicazione, praticando un mestiere nel campo delle immagini e della fotografia.<br \/>\nQuasi sempre (almeno nelle passate generazioni) chi doveva fare i conti con limitazioni uditive imparava a leggere durante il percorso di (ri)abilitazione al linguaggio prima dell\u2019ingresso a scuola, fin dai 4-5 anni d\u2019et\u00e0, come raccontano diversi testimoni. Per la strada della lettura, che non presenta ostacoli se il senso della vista \u00e8 integro, si pu\u00f2 sviluppare la competenza linguistica, anche totalmente immersi nel mondo del silenzio.<\/p>\n<p><strong>I libri letti nel silenzio sono linfa e aria vitali<\/strong><u><br \/>\n<\/u>Giulia Intini, brillante signora di 85 anni, afferma: \u201cI libri soddisfano la mia voglia di sapere molte cose\u201d, oggi come ai tempi della scuola, quando studi\u00f2 Scenografia ma pi\u00f9 volentieri avrebbe studiato Architettura. Ha imparato ad amare i libri attraverso la storia dell\u2019arte, cimentandosi poi con ogni genere di lettura. Monica Metalla, tecnico in un laboratorio di Genetica molecolare, vive nel mondo del silenzio, comunica con grandissima abilit\u00e0 sia con i segni (la Lingua dei segni \u00e8 per lei lingua madre), che con le parole. Monica ama molto leggere: \u201cI libri per me sono linfa! Ne ho sempre uno con me nella borsa. Scelgo il genere a seconda di cosa mi consiglia il mio cuore\u201d. Consuelo Agnesi, architetto (del sociale, si autodefinisce) racconta: \u201cSenza libri non vivo, senza libri non respiro\u2026 Ne ho sempre uno in borsa e se avessi tanti soldi ne comprerei uno al giorno!\u201d e pensando al suo percorso di apprendimento dice: \u201c\u00c8 leggendo che ho imparato a parlare bene\u201d.<\/p>\n<p><strong>I libri contribuiscono all\u2019abbattimento di barriere della comunicazione e della solitudine<br \/>\n<\/strong>Paolo Durando, insegnante di lettere in un liceo e appassionato di scrittura creativa, che ha al suo attivo diversi riconoscimenti in premi letterari, spiega: \u201cPenso che i miei coetanei abbiano ricevuto molte informazioni, senza doverle cercare, semplicemente sentendo la radio, la televisione o la gente parlare. I libri rappresentano per me la possibilit\u00e0 di non essere mai solo e di mettermi in contatto con il pensato e il vissuto di persone anche lontane nello spazio e, soprattutto, nel tempo\u201d.<br \/>\nLara Maggi, brillante studentessa di Liceo classico, percepisce anche lei i libri come fossero persone a cui prestare ascolto: \u201cI libri per me sono come degli amici che mi raccontano storie di vario genere, persone che dicono il loro parere, che mostrano quello che hanno appreso nella vita\u201d. Lara tra le storie predilige quelle fantastiche, affermando che: \u201cAprono la mente verso l\u2019immaginazione\u201d.<\/p>\n<p><strong>I libri rendono le persone integrate, informate e libere<\/strong><u><br \/>\n<\/u>Emiliano Mereghetti, ricercatore di storia, lingua e cultura sorda, profondo conoscitore e insegnante di Lingua dei segni che, lavorando in banca, riesce a guadagnarsi ci\u00f2 che gli consente di vivere e acquistare i libri, afferma: \u201cI libri per me rappresentano la libert\u00e0 di comunicazione, che nel nostro caso \u00e8 importante, \u00e8 un modo per essere integrati. La cultura \u00e8 importante per ogni individuo, l\u2019ignoranza fa paura\u201d. Federica Pea, psicologa specializzata sulla sordit\u00e0, narra come i libri l\u2019abbiano segnata fin da bambina: \u201cIn particolare le fiabe, in un\u2019epoca in cui mi sentivo sola e isolata dal mondo. I libri erano il mio rifugio per sognare, per viaggiare a occhi aperti, per apprendere cose nuove\u201d. Anna Lingiardi, laureata in\u00a0Farmacia e\u00a0specializzata in Master\u00a0di Scienza&amp;Tecnologia sul controllo qualit\u00e0 degli alimenti, \u00e8 perentoria: \u201cI libri rappresentano la possibilit\u00e0 pi\u00f9 elevata che ha l\u2019uomo per essere veramente libero\u201d. E prosegue: \u201cNon c\u2019\u00e8 limite alla creativit\u00e0 linguistica e pure io con la mia sordit\u00e0 posso averla scegliendo le parole con cura, in base al significante e al significato, e alla persona a cui le esprimo\u201d.<br \/>\nHo domandato infine ai miei compagni di strada dell\u2019Arcipelago Sordit\u00e0 quali aggettivi userebbero per definire i libri; hanno snocciolato cos\u00ec questo elenco di bellissimi attributi. I libri possono essere: fragranti, pazienti, vissuti, avvincenti, necessari (2 volte), insostituibili, informativi, interessanti (2 volte), affascinanti, acculturanti, intensi, liberi, immortali, misteriosi, intriganti, magici, calmanti, esplorativi, curiosi.<br \/>\nAlla luce delle riflessioni sviluppate sin qui, attraverso i libri con le loro immagini e parole scritte, che peraltro oggi possono essere fissate su una pluralit\u00e0 di supporti \u2013 da quelli di tipo cartaceo a quelli informatici \u2013 nelle persone con sordit\u00e0 possono svilupparsi:<\/p>\n<p>&#8211; il linguaggio verbale, sia sul piano del vocabolario che della sintassi;<\/p>\n<p>&#8211; l\u2019abilit\u00e0 di cogliere nell\u2019ambiente dettagli anche secondari attraverso il canale visivo;<\/p>\n<p>&#8211; la propensione a immaginare relazioni e nessi tra fatti e fra persone;<\/p>\n<p>&#8211; l\u2019apertura verso mondi possibili, oltre il dato e lo scontato.<\/p>\n<p>Ai bambini con sordit\u00e0 credo che non possa esser fatto dono pi\u00f9 grande di poter accedere a una montagna (!) di libri scelti con cura, volumi che racchiudano immagini che siano veramente belle e parole che corrispondano alla loro sete di apprendere, conoscere ed esplorare se stessi, gli altri e il mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I libri nella mia vita hanno rappresentato un\u2019\u00e0ncora di salvezza. 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