{"id":2392,"date":"2020-03-06T11:54:07","date_gmt":"2020-03-06T10:54:07","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2392"},"modified":"2025-08-27T11:34:12","modified_gmt":"2025-08-27T09:34:12","slug":"10-libri-tattili-belli-e-utili-anche-per-chi-vede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2392","title":{"rendered":"10. Libri tattili: belli e utili anche per chi vede"},"content":{"rendered":"<p>Paola Terranova dal 2001 lavora presso l\u2019Istituto Regionale \u201cG. Garibaldi\u201d per i Ciechi di Reggio Emilia come responsabile della Biblioteca. Dal 2006 organizza per l\u2019Istituto, tra le altre attivit\u00e0 della biblioteca, laboratori didattici per le scuole di ogni ordine e grado. Per l\u2019Istituto, sempre dal 2006, collabora con la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, partecipando a diverse loro manifestazioni, occupandosi sia dell\u2019allestimento sia della realizzazione di mostre e laboratori.<\/p>\n<p><strong>Ci racconti il tuo incontro con i libri tattili?<br \/>\n<\/strong>Ho scoperto, nel 2005, l\u2019esistenza del progetto Typhlo &amp; Tactus e dei libri tattili. Mi \u00e8 molto dispiaciuto essere arrivata con qualche anno di ritardo a conoscere questa realt\u00e0 e avere cos\u00ec perso l\u2019occasione di seguirla fin dai suoi primi passi, ma fortunatamente ho avuto la possibilit\u00e0 di acquistare per la Biblioteca dell\u2019Istituto Garibaldi quasi tutti gli splendidi libri pubblicati; anche se devo ammettere con rammarico che un titolo manca al nostro catalogo ed \u00e8 Carlotta la marmotta, che so essere molto apprezzato e amato dai bambini. Quando si scoprono questi libri, li si tiene tra le mani, sfogliandoli, toccandoli, esplorandoli, annusandoli, non si pu\u00f2 non ammirare la cura e la passione con i quali sono realizzati n\u00e9 tanto meno non desiderare di avere l\u2019estro dei loro creatori.<br \/>\nCredo che il desiderio di realizzare qualcosa di bello, esteticamente bello e allo stesso tempo utile per un bambino con disabilit\u00e0 visive sia totalmente soddisfatto da questo tipo di editoria.<br \/>\nTalvolta ho sentito critiche sulla loro realizzazione, da un punto di vista tiflodidattico, e sulla loro reale utilit\u00e0 per l\u2019apprendimento. Credo per\u00f2 che, in tutti i campi, arrivi il momento di uscire dalle \u201csolite cose\u201d per sperimentare, proporre, lanciarsi in sfide, talvolta ardue e senza dubbio non sempre apprezzabili da parte di chi ha sempre portato avanti un certo tipo di idea.<br \/>\nIo non parlo da esperta tiflologa, ma so quali sono le caratteristiche tecniche che un\u2019immagine tattile deve avere per essere realmente funzionale e mi rendo conto che non sempre tutte le regole sono rispettate alla perfezione in questi libri. Ho per\u00f2 visto pi\u00f9 volte la curiosit\u00e0 delle mani di un bambino, mani che correvano velocemente tra le pagine di libri come Il vestito di Clara o Chi odora di formaggio, impazienti di scoprire un oggetto nuovo e attraente.<br \/>\nNon scorder\u00f2 mai le parole che mi disse C., una bambina di dieci anni non vedente e grande amante della lettura: \u201cNon capisco perch\u00e9 i libri per i ciechi siano tutti con le copertine dello stesso colore, rosso scuro, verde scuro o nere, io vorrei dei libri colorati come quelli dei miei compagni\u201d. Se C. avesse avuto la stessa et\u00e0 qualche anno pi\u00f9 tardi, avrebbe avuto uno scaffale coloratissimo di libri da poter leggere e vedere insieme ai suoi amichetti vedenti. C. ha una mamma che da sempre le ha costruito libretti, pi\u00f9 o meno semplici, con immagini tattili eccellenti, ma credo che il suo desiderio fosse di tipo diverso, fosse di eguaglianza. I suoi libretti tattili non venivano stampati e venduti ma erano frutto esclusivo dell\u2019amore materno e un suo esclusivo patrimonio. Lo sforzo che sta facendo la Federazione Nazionale pro Ciechi, \u00e8 quello di dare una diffusione pi\u00f9 vasta a questi libri, che pur non potendo essere riprodotti in numero elevato, riescono ad avere comunque una produzione seriale. In tal modo possono diventare patrimonio condiviso anche delle biblioteche (non solo di\u00a0 quelle speciali), delle scuole o di altri enti preposti all\u2019educazione e alla formazione dei bambini. Non a caso scrivo bambini e non bambini con disabilit\u00e0 visiva, perch\u00e9 i libri tattili sono un mondo affascinante da scoprire anche per chi li legge con gli occhi, proprio perch\u00e9 vanno oltre, perch\u00e9 risultano insoliti, perch\u00e9 per viverli nella loro completezza si devono mettere in gioco sensi sopiti troppo presto.<br \/>\nIl libro tattile non va solo osservato o accarezzato con gli occhi, deve essere accarezzato anche con le mani, deve essere scoperto e interpretato in tutte le sue diverse forme di comunicazione. Il libro tattile \u00e8 \u201cun libro speciale!\u201d, come dicono i bambini stessi. In pi\u00f9, da questi libri in cui compare sempre, oltre il testo stampato in nero, anche il Braille, si scopre che esiste un codice di scrittura diverso, creato apposta per potere essere letto con la punta delle dita\u2026 Una scrittura per chi non vede. Tutto questo diventa motivo di discussione: \u201cPerch\u00e9 si tocca?\u201d, \u201cCome si tocca per capire un\u2019immagine\u201d, \u201cChe differenza c\u2019\u00e8 tra il toccare e l\u2019esplorazione aptica?\u201d, \u201cCome pu\u00f2 essere che tutti quei puntini, che ad occhi ingenui e inesperti appaiono solo come una gran confusione di \u2018palline\u2019, al tatto fanno pensare alla \u2018grattugia che c\u2019\u00e8 in cucina\u2019 e fanno un po\u2019 il solletico, per qualcuno possano essere lettere, parole, frasi, un\u2019intera storia?\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come sono i laboratori che proponi alle scuole e ai bambini?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Dallo stupore che i libri tattili provocano in chi li osserva per la prima volta e dal grande numero di spunti che possono offrire nasce l\u2019idea dei diversi laboratori per le scuole.<br \/>\nPropongo laboratori sulla costruzione del libro tattile che rappresenta per bambini e ragazzi l\u2019occasione di avvicinarsi alle differenti tecniche di realizzazione delle immagini da toccare, stimola la manualit\u00e0 e la percezione tattile e permette di sperimentare creativit\u00e0 e immaginazione. I materiali sono i protagonisti e le mani diventano gli occhi per interpretarli. Con bimbi molto piccoli solitamente lascio che ognuno realizzi liberamente una sua pagina tattile, mi dica cosa rappresenta e le dia un titolo. Alla fine abbiamo circa una ventina di pagine da assemblare in un unico grande libro, cerchiamo un titolo che soddisfi tutti e lo scriviamo sulla copertina, sempre in nero e in Braille. Ai pi\u00f9 grandi cos\u00ec come ai ragazzi delle medie e delle superiori invece do una storia che devono rappresentare lavorando a coppie. Il testo \u00e8 gi\u00e0 sulla pagina, sempre nei due codici di scrittura. In questo caso per\u00f2 lo scopo \u00e8 quello di cooperare per illustrare la stessa storia, ci si deve confrontare, scegliere in gruppo i materiali che meglio si adattano alla realizzazione di un\u2019immagine, bisogna cercare di rispettare alcune delle regole base per la realizzazione di un libro tattile, non \u00e8 semplice e non c\u2019\u00e8 quasi mai la disponibilit\u00e0 ad ascoltare il suggerimento del compagno. Qui si entra nel campo della condivisione e della cooperazione, del lavoro di gruppo, dell\u2019accettazione dell\u2019altro.<br \/>\nTutti, dai pi\u00f9 piccoli ai grandi, sono piacevolmente sorpresi quando vedono che il libro fatto da loro ha realmente l\u2019aspetto di un libro, che in ogni pagina ci si pu\u00f2 ritrovare, apprezzare quello che \u00e8 riuscito meglio o storcere il naso davanti a un\u2019immagine che si capisce, col senno di poi, non essere proprio ben riuscita. Rileggerlo e mostrarlo ad altri \u00e8 per la classe un\u2019enorme soddisfazione e motivo d\u2019orgoglio.<br \/>\nUn altro laboratorio molto apprezzato, che propongo dalla seconda elementare in avanti, \u00e8 quello sulla scrittura Braille. Ognuno viene fornito di tavoletta Braille e punteruolo e insieme iniziamo a scoprire come scrivere le diverse lettere: qualcosa che fino a un\u2019ora prima sembrava ostico e incomprensibile diventa familiare. C\u2019\u00e8 chi riesce a capire prima degli altri cosa si \u00e8 scritto, chi impara pi\u00f9 lettere, chi da solo riesce a scrivere il suo nome e alla fine, sembra strano ai ragazzi stessi, hanno imparato davvero i fondamenti del Braille. Per i pi\u00f9 piccini diventa un gioco, \u201cpu\u00f2 essere usato come codice segreto visto che la maestra non \u00e8 stata proprio attenta\u201d.<br \/>\nUn\u2019altra esperienza \u00e8 la proposta della lettura al buio. La lettura, quando possibile, si svolge in un ambiente buio oppure i partecipanti vengono bendati. Tutti hanno lo stesso libro e, seguendo la voce del lettore, cercano di leggere la storia solo col tatto. Sono le mani a seguire il racconto, ad immaginare le figure, a rintracciarne i contorni e a scoprirne i materiali. Al termine dell\u2019esperienza, alla luce, si rilegge il libro per confrontare l\u2019esperienza tattile con quella visiva e vedere se le immagini toccate corrispondono a quelle viste.<br \/>\nUn\u2019altra delle attivit\u00e0 che propongo alle scuole \u00e8 \u201cAlla scoperta del materiale Tiflodidattico\u201d, cio\u00e8 tutto ci\u00f2 che serve, ai bambini\/ragazzi con disabilit\u00e0 visiva, per imparare: sussidi per la scrittura Braille, per il disegno e la modellatura, sussidi logico-matematici, per lo studio della geografia, tavole di storia, antropologia, architettura e giochi. Vengono esposti diversi di questi materiali, utilizzati per l\u2019insegnamento e il gioco, e ne spiego l\u2019utilizzo, invitando i partecipanti a toccarli, imparando a usare le mani come ulteriore strumento per la scoperta del mondo, a utilizzare il tatto per riconoscere oggetti e materiali, l\u2019udito per seguire una palla sonora che rotola liberamente sul pavimento\u2026<br \/>\nCredo nell\u2019importanza di questo tipo di attivit\u00e0 proposte alle scuole perch\u00e9 penso si possa parlare d\u2019integrazione non solo quando un bimbo disabile \u00e8 inserito nella \u201cscuola di tutti\u201d ma soprattutto quando gli si forniscono i mezzi necessari e gli si crea attorno un contesto realmente pronto ad accettarlo, accoglierlo e aiutarlo. Se so cosa vuol dire non vedere o \u201cvedere male\u201d, se so cosa pu\u00f2 fare chi ha una disabilit\u00e0 visiva, se conosco i mezzi che ha a disposizione per imparare, per giocare, se capisco che anche chi non vede pu\u00f2 essere autonomo nella vita, allora sar\u00f2 pronto ad accoglierlo in classe senza farlo sentire diverso da me.<br \/>\nIn tutti questi laboratori si parla di cecit\u00e0 attraverso azioni giocate. Il laboratorio diventa quindi un luogo di creativit\u00e0, conoscenza e sperimentazione. \u00c8 un luogo privilegiato dove si costruisce il sapere, un luogo d\u2019incontro educativo e di formazione.<br \/>\nMolti dei laboratori sono centrati sulla tattilit\u00e0 non solo perch\u00e9 il tatto \u00e8 il principale mezzo di conoscenza per il bambino con disabilit\u00e0 visiva ma anche perch\u00e9 il linguaggio tattile \u00e8 la prima forma di comunicazione di tutti i bambini, \u00e8 un linguaggio di conoscenza. Si impara inizialmente con tutti i sensi, col tempo invece si perde il piacere di toccare. Sono le continue raccomandazioni degli adulti: \u201cnon toccare\u201d, \u201cnon sporcati\u201d, che col tempo impediranno l\u2019uso del tatto e il suo sviluppo, fino alla perdita di gran parte della sensibilit\u00e0 acquisita. L\u2019educazione al tatto, anzi quella plurisensoriale, dovrebbe invece essere sempre portata avanti e curata. Quello che con molta semplicit\u00e0 cerco di fare durante i miei laboratori \u00e8 di riportare i bambini\/ragazzi a riscoprire il piacere di toccare. Inoltre il messaggio che voglio trasmettere \u00e8 che le diversit\u00e0 possono essere fonte di ricchezza. I libri tattili, per esempio, sono strumenti imprescindibili di integrazione scolastica e sociale tra vedenti, ciechi e ipovedenti. Se letti con metodo e vissuti con trasporto e intelligenza contribuiscono al percorso formativo, arricchiscono il vocabolario e il mondo immaginativo e affettivo del bambino\u2026 ma sono anche libri per tutti!<\/p>\n<p><strong>Parlaci della mostra \u201cDi che colore \u00e8 il vento\u201d<br \/>\n<\/strong>Avevo gi\u00e0 collaborato alla realizzazione della mostra in altre citt\u00e0. A dire il vero me ne sono innamorata quando l\u2019ho visitata a Roma alla Casina di Raffaello nella sua prima edizione. \u00c8 stato quindi per me un onore e un grande arricchimento, professionale e personale, poterne curare l\u2019edizione 2011 che si \u00e8 tenuta a Reggio Emilia, dal 22 gennaio al 2 aprile, presso il Centro Internazionale Loris Malaguzzi. Quale posto migliore per rendere visibile una realt\u00e0 cos\u00ec speciale e allo stesso tempo poco conosciuta come quella dei libri tattili, libri per l\u2019infanzia, libri pensati per l\u2019integrazione, libri nati perch\u00e9 leggere \u00e8 un diritto di tutti e \u201cleggere \u00e8 uguale per tutti\u201d! \u00c8 cos\u00ec cominciata la mia avventura. Devo dire che \u201cDi che colore \u00e8 il vento\u201d a Reggio Emilia ha riscosso un enorme successo. Circa tremila sono le persone che hanno visitato la mostra e la maggior parte di queste ha anche partecipato ad attivit\u00e0 laboratoriali. Per dare un\u2019idea dell\u2019impatto e della partecipazione devo parlare per forza di cifre. La mostra ha ospitato 22 classi di scuole dell\u2019infanzia, 21 di scuola primaria, 5 classi di scuole medie e 7 di scuole superiori. Presso la mostra hanno fatto alcune ore di formazione studenti universitari e ragazzi che svolgono il servizio civile presso la Biblioteca Municipale di Reggio Emilia. Sono state inoltre previste attivit\u00e0 di atelier con due gruppi di studio esteri e la media di presenze nei fine settimana era di 150 persone.<br \/>\nLa diversit\u00e0 \u00e8 stata davvero fonte di ricchezza e i libri tattili per pi\u00f9 di due mesi sono passati sotto gli occhi, ma soprattutto sotto le mani, di grandi e piccini, esperti e appassionati, insegnanti, lettori, figli, genitori e semplici curiosi, lasciando in ognuno un nuovo sapere e inaspettate emozioni. Questa per me, come bibliotecaria, \u00e8 stata anche l\u2019occasione di intrecciare un filo con altre biblioteche della citt\u00e0, che grazie alla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi e a EnelCuore hanno iniziato a conoscere e ad avere tra i loro scaffali alcuni libri tattili. Filo che spero ci permetter\u00e0 di tessere un prezioso tappeto che potr\u00e0 guidare al giusto libro chiunque abbia voglia di leggere, pur nelle difficolt\u00e0 oggettive.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i tuoi progetti e i tuoi desideri per il futuro?<br \/>\n<\/strong>Al momento sto ancora facendo, all\u2019interno della biblioteca, laboratori con diverse scuole. Ho alcune idee che voglio sviluppare per il prossimo anno scolastico, per poter offrire una pi\u00f9 vasta gamma di attivit\u00e0.<br \/>\nVorrei poi dedicarmi ad alcuni progetti per migliorare il servizio riguardante gli audiolibri e vorrei creare degli scaffali con libri studiati per chiunque abbia difficolt\u00e0 di lettura.<br \/>\nFra i miei desideri c\u2019\u00e8 che Reggio Emilia sia stata solo la quarta tappa della manifestazione \u201cDi che colore \u00e8 il vento\u201d e che il suo viaggio sia ancora molto lungo. E, naturalmente, spero che mi sia data ancora l\u2019opportunit\u00e0 di parteciparvi, per vederla crescere e arricchirsi.<br \/>\nInfine, spero che molti altri libri tattili possano arricchire il patrimonio della \u201cmia\u201d e di molte altre biblioteche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paola Terranova dal 2001 lavora presso l\u2019Istituto Regionale \u201cG. Garibaldi\u201d per i Ciechi di Reggio Emilia come responsabile della Biblioteca. Dal 2006 organizza per l\u2019Istituto, tra le altre attivit\u00e0 della biblioteca, laboratori didattici per le scuole di ogni ordine e grado. Per l\u2019Istituto, sempre dal 2006, collabora con la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3608,4017,3595],"edizioni":[115],"autori":[256],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3775],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2392"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2392"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2392\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4213,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2392\/revisions\/4213"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2392"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2392"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2392"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2392"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2392"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2392"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2392"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2392"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2392"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}