{"id":2394,"date":"2020-03-06T11:55:41","date_gmt":"2020-03-06T10:55:41","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2394"},"modified":"2025-08-27T11:36:17","modified_gmt":"2025-08-27T09:36:17","slug":"11-testi-disadattati-e-accesso-alla-lingua-scritta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2394","title":{"rendered":"11. Testi disadattati e accesso alla lingua scritta"},"content":{"rendered":"<p>La scuola, la logopedia, la tecnologia si propongono di accompagnare le persone con un deficit uditivo verso un\u2019autonomia linguistica che deve diventare anche un\u2019autonomia nell\u2019accesso a testi scritti di difficolt\u00e0 crescente. Questo obiettivo troppo spesso rimane per\u00f2 raggiunto solo in parte e molte persone sorde crescono con un irrimediabile imbarazzo nei confronti dei libri.<br \/>\nSenza dubbio questa situazione \u00e8 dovuta al deficit, che riduce l\u2019esposizione alla lingua e quindi non ne consente una perfetta acquisizione; spesso, per\u00f2, ci siamo interrogati se in realt\u00e0 non ci sia anche qualcosa nel modo in cui proponiamo l\u2019accesso ai libri che, invece di aiutare, radicalizza ancora di pi\u00f9 la scarsa passione per i testi scritti (elemento che siamo rassegnati a constatare nei nostri alunni).<br \/>\nForse alcune cose diverse si potrebbero fare, altre si devono continuare a fare come sempre, ma con una maggiore consapevolezza dei rischi e dei limiti.<br \/>\nPartiamo da questo punto: siamo tutti abituati ad affrontare il problema della scarsa autonomia degli studenti con sordit\u00e0 rispetto al testo, fornendo loro un testo alternativo semplificato da un professionista dell\u2019educazione (insegnanti o educatori). La semplificazione del testo \u00e8 d\u2019altronde necessaria, sia per affrontare i contenuti, sia per velocizzare i tempi. Certo va fatta con metodi precisi e con una chiara idea di quali siano i punti di maggiore difficolt\u00e0 nella lingua scritta per le persone sorde: sintassi, morfologia verbale, povert\u00e0 lessicale, ecc. Alcune indicazioni generali possono essere di usare un lessico univoco e chiaro, ma anche specifico in modo da introdurre parole nuove volta per volta.<br \/>\nSi pu\u00f2 utilizzare una sintassi semplice ma corretta, con frasi brevi e poche subordinate, evidenziare le parole chiave e creare eventuali \u201crubriche\u201d di supporto per la spiegazione dei significati nuovi. Si pu\u00f2 inoltre segnalare visivamente gli indicatori spazio-temporali e i nessi causa-effetto e usare sempre quando possibile disegni e supporti grafici, colori, simboli.<br \/>\nMa dobbiamo stare molto attenti. La semplificazione di un testo pu\u00f2 paradossalmente complicarne la comprensione, per il fatto di infrangere le regole che contraddistinguono la testualit\u00e0; per cui a forza di semplificare si finisce per non avere pi\u00f9 un testo ma una somma di frasi. Quando un testo viene manipolato si possono ottenere effetti contrari a quelli attesi: ad esempio un aumento dell\u2019ambiguit\u00e0 come conseguenza della riduzione della ridondanza.<br \/>\nLa conseguenza \u00e8 che lo studente non esposto a testi veri e propri finisce col non acquisire le regole che governano la testualit\u00e0, e quando infine si trova di fronte a un testo vero si sente spaesato e frustrato. L\u2019elaborazione di un testo adattato deve quindi essere costruita su misura dello studente a cui \u00e8 destinata e tenere conto delle sue esigenze e risorse, ma non deve sostituire il testo originale, di cui deve costituire invece una sorta di guida alla lettura e allo studio.<br \/>\nIl testo autentico \u00e8 infatti un forte sostegno alla motivazione alla lettura, mentre un testo non autentico pu\u00f2 provocare disinteresse e rifiuto.<br \/>\nAbbiamo usato non a caso il verbo \u201cadattare\u201d e non \u201csemplificare\u201d. Il punto \u00e8 riuscire davvero a fare un\u2019operazione diversa. Non si tratta di semplificare, che \u00e8 un procedimento che appiattisce, impoverisce e banalizza. Non \u00e8 questione di rendere pi\u00f9 o meno complesso un testo ma di renderlo compatibile con la capacit\u00e0 di gestione dell\u2019utente, continuando a mantenere gli elementi che stimolano la capacit\u00e0 di elaborazione e crescita della competenza.<br \/>\nE per i pi\u00f9 piccoli? \u00c8 davvero una soluzione far finta che i testi scritti non esistano, dando per scontato il fatto che siano inaccessibili? Noi pensiamo che sia necessaria una precoce esposizione alla lingua scritta e al libro, sin dalla scuola dell\u2019infanzia. I libri devono essere accessibili sia fisicamente, sia nei loro contenuti. Per questo sarebbe bene abolire ogni forma di barriera al libro, a partire da quelle fisiche: la scuola dell\u2019infanzia dovrebbe essere dotata di una biblioteca, a cui i bambini abbiano libero accesso, possano entrarci liberamente, toccare i libri, manipolarli.<br \/>\nPer loro nelle nostre scuole stiamo realizzando un salone-biblioteca concepito proprio in questo modo, e con un\u2019attenzione particolare anche ai contenuti e alle modalit\u00e0 di primo approccio alla testualit\u00e0.<br \/>\nTra queste modalit\u00e0 abbiamo individuato per i pi\u00f9 piccoli o per quelli pi\u00f9 in difficolt\u00e0, i racconti in coppia minima fonologica, il cui obiettivo \u00e8 quello di esporre i bambini, in modo divertente e accattivante, a forme della lingua che normalmente non sono abituati a cogliere. I racconti fonologici sono storie composte da frasi brevi, illustrate da semplici disegni che facilitano l\u2019accesso alla lettura. Le parole non sono scelte a caso, ma secondo un progetto che \u00e8 nella mente dell\u2019ideatore, che seleziona parole simili foneticamente, ma molto diverse nel significato, creando vere e proprie coppie minime fonologiche (come ad esempio: po-pu-pa-pe). I racconti fonologici creati e sperimentati prima in ambito riabilitativo, e poi da educatori, insegnanti e genitori, si propongono di offrire stimoli nell\u2019attivit\u00e0 di discriminazione e identificazione dei fonemi, che sono il primo mattoncino con cui \u00e8 costruita la lingua; di ampliare il lessico di base; di individuare le sequenze spazio-temporali, i rapporti causa-effetto, i concetti topologici; di allenare la memoria e indurre attenzione al rapporto tra grafema e fonema. I disegni sono in bianco e nero per fare in modo che si possano fotocopiare, cos\u00ec successivamente i bambini possono colorarli a piacere per personalizzare meglio il racconto e farlo proprio. Se si vuole, il disegno stesso pu\u00f2 essere realizzato insieme al bambino. Le frasi sono sempre scritte in stampatello maiuscolo per fare in modo che i bambini possano leggere da soli i racconti capendone il significato, per esempio a casa insieme ai genitori. Attraverso quello che a loro sembrer\u00e0 un gioco, i bambini hanno la possibilit\u00e0 di imparare fonemi nuovi o che pronunciavano con difficolt\u00e0, e di consolidare parole gi\u00e0 conosciute in contesti diversi, ma soprattutto vivere un primo approccio alla testualit\u00e0 e alla scrittura, in un\u2019et\u00e0 in cui spesso questo non succede.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scuola, la logopedia, la tecnologia si propongono di accompagnare le persone con un deficit uditivo verso un\u2019autonomia linguistica che deve diventare anche un\u2019autonomia nell\u2019accesso a testi scritti di difficolt\u00e0 crescente. 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