{"id":2420,"date":"2020-03-06T14:26:09","date_gmt":"2020-03-06T13:26:09","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2420"},"modified":"2025-09-01T09:43:26","modified_gmt":"2025-09-01T07:43:26","slug":"3-disabilita-e-organizzazioni-non-governative-tra-onu-ue-e-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2420","title":{"rendered":"3. Disabilit\u00e0 e Organizzazioni Non Governative tra ONU, UE e Italia"},"content":{"rendered":"<p>Intervista a Giampiero Griffo di DPI Italia.<\/p>\n<p><strong>Dopo l\u2019approvazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilit\u00e0 e il suo recepimento da parte dell\u2019Unione europea e dell\u2019Italia come \u00e8 cambiato il modo di lavorare delle ONG sul tema della disabilit\u00e0?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>La CRPD, Convention on the Rights of Persons with Disabilities, (<a href=\"http:\/\/www.un.org\/disabilities\">www.un.org\/disabilities<\/a>) ha riconosciuto che le persone con disabilit\u00e0 sono parte della societ\u00e0 e vanno rispettate nei loro diritti umani. In particolare l\u2019art. 32 (sulla cooperazione internazionale) ha sottolineato che \u201cla cooperazione internazionale, compresi i programmi internazionali di sviluppo, includa le persone con disabilit\u00e0 e sia a loro accessibile\u201d. Inoltre ha riconosciuto il ruolo che possono giocare le organizzazioni di persone con disabilit\u00e0 nel partenariato con gli stati e le ONG. Anche nel campo degli interventi di emergenza umanitaria (art. 11) bisogna prestare dovuta attenzione alle persone con disabilit\u00e0. Purtroppo rimane ancora una pesante disattenzione delle ONG rispetto alla nostra inclusione e la piena partecipazione. A livello internazionale le Nazioni Unite hanno promosso convegni e seminari che sollecitano una maggiore attenzione al problema. Vi sono documenti internazionali, come la Carta di Verona del 2007 (<a href=\"http:\/\/www.superando.it\/docs\/verona%20charter%20ITA%20con%20tutti%20i%20firmatari.pdf\">www.superando.it\/docs\/verona%20charter%20ITA%20con%20tutti%20i%20firmatari.pdf<\/a>) sulle situazioni di emergenza; esistono risoluzioni dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite che hanno collegato la disabilit\u00e0 agli obiettivi del Millennio; esiste un consorzio europeo di ONGs e DPOs (organizzazioni di persone con disabilit\u00e0) che si occupano di cooperazione allo sviluppo e disabilit\u00e0 (IDDC). Nel complesso per\u00f2 i maggiori donors sono lontani dall\u2019includere nei programmi e nei progetti le persone con disabilit\u00e0, alcune agenzie nazionali di sviluppo (soprattutto dei paesi nordici) destinano una piccola parte dei fondi a progetti verso questa fascia di cittadini, ma secondo calcoli della World Bank siamo al disotto del 5% delle risorse complessive. In Europa l\u2019European Disability Forum e DPI, attraverso azioni di lobbying insieme all\u2019IDDC, sono riusciti a inserire nella Strategia sulla disabilit\u00e0 della Commissione Europea (2010-2020)\u00a0 il tema della disabilit\u00e0 nelle relazioni esterne dell\u2019Unione (finanziamenti a paesi terzi). Il nostro obiettivo \u00e8 quello dell\u2019approccio a doppio binario (twin track approach): aumentare le risorse destinate alle persone con disabilit\u00e0 (l\u2019Unione Europea \u00e8 il maggior donatore mondiale) e realizzare il mainstreaming della disabilit\u00e0 in tutti i programmi.<br \/>\nIn Italia, purtroppo, solo poche ONG si occupano di persone con disabilit\u00e0, spesso con una visione prevalentemente medica. Nel complesso le circa 130 ONG italiane che si occupano di cooperazione internazionale ignorano le persone con disabilit\u00e0. Dal 1999, su iniziativa di DPI-Italia, si \u00e8 costituito un gruppo di lavoro nazionale sul tema della disabilit\u00e0 a cui erano state invitate tutte le ONG italiane. Il lavoro comune (seminari, incontri &#8230;) ha fatto emergere che solo poche ONG erano interessate. In particolare con l\u2019Aifo (<a href=\"http:\/\/www.aifo.it\/\">www.aifo.it<\/a>), DPI-Italia ha costruito progetti in comune, sperimentando forme di <em>empowerment <\/em>delle DPOs in alcuni paesi (Mongolia, India), che saranno trasferite in altri paesi (Liberia, Vietnam). Ne \u00e8 scaturito un manuale sui diritti umani e l\u2019applicazione della CRPD, un lavoro comune sulla riabilitazione su base comunitaria, attivit\u00e0 di ricerca comuni. Per consolidare questo lavoro si \u00e8 costituita l\u2019anno scorso una rete di ONGs e DPOs (Rete Italiana Disabilit\u00e0 e Sviluppo, <a href=\"http:\/\/ridsnetwork.blogspot.com\/\">http:\/\/ridsnetwork.blogspot.com<\/a>) formata da Aifo, EducAid, DPI-Italia e FISH, che ha messo insieme le esperienze italiane pi\u00f9 avanzate in questo settore. La rete infatti riconosce la pari dignit\u00e0 e il partenariato tra ONG e DPO, sviluppa una serie di impegni progettuali basati sulla applicazione della CRPD, sull\u2019e<em>mpowerment<\/em> delle DPOs dei paesi in cerca di sviluppo. Tra gli altri obiettivi, vorremmo far crescere la partecipazione di esperti con disabilit\u00e0 nei progetti: l\u2019anno scorso abbiamo iniziato un\u2019attivit\u00e0 formativa in questa direzione.<\/p>\n<p><strong>Cosa ne pensi delle linee guida della cooperazione italiana sulla tematica della disabilit\u00e0?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>La DGCS (Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo) del Ministero degli Affari Esteri (MAE) aveva gi\u00e0 elaborato delle linee guida sul tema della disabilit\u00e0 nel 2003, senza coinvolgere le DPOs italiane. L\u2019impostazione era centrata sui diritti economico-sociali. L\u2019anno scorso il MAE ha riformulato quelle linee guida, aggiornandole sulla base della CRPD. \u00c8 il primo \u2013 e unico attualmente \u2013 concreto atto del governo in direzione dell\u2019applicazione della CRPD, anche se non totalmente soddisfacente. Questa volta nel gruppo di lavoro erano rappresentate anche delle DPOs con esperti competenti in materia di disabilit\u00e0 e attenti al dibattito internazionale ed esperti con disabilit\u00e0.<br \/>\nLe linee guida individuano pi\u00f9 livelli di attenzione: il livello di competenza del MAE, con lo scopo di applicare la CRPD e in particolare l\u2019art. 11 e 32; il livello di competenza europeo e internazionale. I capitoli riguardano sia le azioni di raccordo con le politiche generali (collegamento con l\u2019Osservatorio sulla condizione delle persone con disabilit\u00e0, competente sull\u2019applicazione e monitoraggio della CRPD, introduzione di un capitolo sul tema della disabilit\u00e0 nel rapporto annuale al Parlamento italiano), l\u2019identificazione di politiche di mainstreaming (formazione, progettazione, approccio doppio binario, emergenza, direttive sull\u2019accessibilit\u00e0, raccolta dati), la collaborazione con istituzioni italiane ed estere (mondo imprenditoriale, istituzioni italiane competenti, ONG, Agenzie di cooperazione di altri paesi), il coinvolgimento diretto delle DPOs nella definizione dei programmi e delle politiche e loro <em>empowerment<\/em> nei paesi in cui si realizzano progetti di cooperazione del MAE. Purtroppo queste linee guida sono state licenziate in un periodo in cui il governo italiano ha ridotto (e ridurr\u00e0 ancora di pi\u00f9) il <em>budget<\/em> a disposizione: ormai, invece dell\u2019obiettivo dello 0,7% del PIL, siamo arrivati sotto lo 0,1%, fanalino di coda tra i paesi industrializzati.<\/p>\n<p><strong>Che ruolo devono avere le persone con disabilit\u00e0 in tutto questo?<\/strong><br \/>\nLa CRPD rappresenta uno standard internazionale universalmente accettato (sono ormai 100 i paesi che l\u2019hanno ratificata). La sostenibilit\u00e0 reale della Convenzione per\u00f2 sar\u00e0 possibile solo dove vi sia una rappresentanza forte e competente delle persone con disabilit\u00e0. Per questo \u00e8 necessario che le DPOs dei paesi in cerca di sviluppo siano tra i beneficiari dei programmi e degli interventi di cooperazione. Le DPOs dei paesi industrializzati devono premere sui governi e sui <em>donors<\/em> perch\u00e9 si occupino dei diritti delle persone con disabilit\u00e0. Un dato esemplificativo: della rete delle 600 Fondazioni internazionali, solo due o tre di esse si occupano di questa fascia di persone. Eppure le persone con disabilit\u00e0 sono un settimo della popolazione mondiale, nei paesi del sud del mondo solo il 2% delle persone con disabilit\u00e0 gode di sostegni e servizi, pi\u00f9 di 40 milioni di bambini con disabilit\u00e0 non ha accesso a sistemi scolastici ufficiali, la disoccupazione tocca percentuali superiori al 90%. Il sostegno delle DPOS occidentali alle loro sorelle di questi paesi \u00e8 quello di rafforzarne le competenze sulla CRPD, favorire lo sviluppo organizzativo, accompagnarle nelle politiche di lobbying verso i loro governi e verso i donors. Un esempio significativo \u00e8 stato il progetto del MAE in Kosovo [di queste esperienze e delle altre che seguono se ne parla in articoli presenti in questa monografia, ndr], per definire un Piano di azione nazionale sulla disabilit\u00e0 partecipato e un sistema di monitoraggio. Altro elemento \u00e8 quello di costruire alleanze con le ONG pi\u00f9 attente ai diritti delle persone con disabilit\u00e0. Esemplare \u00e8 stato l\u2019accompagnamento da parte dell\u2019Aifo, attraverso vari progetti, alla Federazione mongola di associazioni di persone con disabilit\u00e0 nel processo di ratifica e implementazione della CRPD, in alleanza con la Commissione mongola per i diritti umani. Ancora innovativa \u00e8 la ricerca \u201cemancipatoria\u201d che si sta sviluppando nel distretto di Mandya in India, che coinvolge le DPOs nella ricerca sulla condizione delle persone con disabilit\u00e0, costruendo nello stesso tempo l\u2019empowerment\u00a0 delle stesse persone con disabilit\u00e0 che diventano i realizzatori della ricerca. In questa direzione influenzare l\u2019Unione Europea \u00e8 un altro dei compiti primari, come previsto nel punto 8 della Strategia europea sulla disabilit\u00e0. Cito l\u2019intero capitolo per far capire i nuovi compiti da realizzare: \u201cL\u2019UE e gli Stati membri devono promuovere i diritti delle persone con disabilit\u00e0 nel quadro delle loro azioni esterne, tra cui i programmi di allargamento dell\u2019Unione, di vicinato e di aiuti allo sviluppo. La Commissione operer\u00e0, ove necessario, in un contesto pi\u00f9 ampio di non discriminazione affinch\u00e9 la disabilit\u00e0 diventi un tema essenziale dei diritti umani nel quadro delle azioni esterne dell\u2019UE. La Commissione far\u00e0 opera di sensibilizzazione sulla Convenzione dell\u2019ONU e sui bisogni delle persone disabili, anche in materia di accessibilit\u00e0, nel settore dell\u2019aiuto d\u2019urgenza e dell\u2019aiuto umanitario; essa consolider\u00e0 la rete dei corrispondenti per la disabilit\u00e0 e sensibilizzer\u00e0 maggiormente le delegazioni dell\u2019UE alle questioni relative alla disabilit\u00e0; essa assicurer\u00e0 che i paesi candidati e potenzialmente candidati rinforzino i diritti delle persone disabili e far\u00e0 s\u00ec che gli strumenti finanziari degli aiuti pre-adesione siano utilizzati per migliorare la loro situazione.<em><br \/>\n<\/em>L\u2019UE sosterr\u00e0 e completer\u00e0 le iniziative nazionali finalizzate ad affrontare le questioni in materia di disabilit\u00e0 nel dialogo con i paesi terzi e, ove appropriato, a inglobare la disabilit\u00e0 e l\u2019attuazione della Convenzione dell\u2019ONU tenendo conto degli impegni presi a Accra in materia di efficacia degli aiuti. L\u2019UE incoragger\u00e0 i forum internazionali (Nazioni Unite, Consiglio d\u2019Europa, OCSE) a raggiungere accordi e a prendere impegni\u201d. Questi impegni di principio dovranno esere sostanziati in politiche, azioni, programmi, progetti.<\/p>\n<p><strong>Che attenzione \u00e8 data ai temi della comunicazione e dell\u2019informazione nei progetti in atto nei paesi in via di sviluppo che riguardano le persone con disabilit\u00e0?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>L\u2019informazione \u00e8 un tema importante. In molti paesi in cerca di sviluppo la gran parte della popolazione vive in aree rurali e remote, dove la circolazione dell\u2019informazione \u00e8 problematica, specialmente per le persone con disabilit\u00e0. In questo senso utilizzare lo strumento della CBR (riabilitazione su base comunitaria) diventa essenziale. Anche qui \u00e8 necessario rafforzare la partecipazione reale e competente delle DPOs locali alle decisioni delle comunit\u00e0. La circolazione delle informazioni in queste aree deve tener conto delle condizioni reali in cui vivono le persone con disabilit\u00e0 e le loro famiglie. Spesso queste persone sono analfabete e devono farsi aiutare per tutte le informazioni scritte. L\u2019accesso all\u2019elettricit\u00e0 e ancora alle tecnologie informatiche, \u00e8 ancora problematico. La possibilit\u00e0 di spostarsi \u00e8 spesso impossibile. Per questo le strategie devono partire da un\u2019analisi dei territori in cui si opera.<\/p>\n<p><strong>Secondo te che tipo di esperienze (sul tema dell\u2019informazione) andrebbero fatte?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Molto efficace \u00e8 la costituzione di un sistema di self-help group, che operano nei villaggi per mantenere un contatto con le persone pi\u00f9 escluse. In alcune realt\u00e0 di programmi di CBR la presenza di uno o pi\u00f9 gruppi in ogni villaggio ha permesso di accrescere il flusso di informazioni e la capacit\u00e0 di autodeterminarsi. A volte basta offrire uno spazio d\u2019incontro alle DPOs per creare immediatamente la circolazione delle informazioni, che \u00e8 prevalentemente orale. La produzione di pubblicazioni piene di immagini, la costruzione di reti organizzate decentrate e collegate tra di loro, la creazione di campagne di sensibilizzazione utilizzando strumenti appropriati, risulta spesso pi\u00f9 efficace di una centralizzazione delle informazioni in un infocenter, strumento efficace in aree urbane estese. In questi contesti piuttosto che centri informativi, funzionano i centri per la vita indipendente che offrono non solo informazioni, spesso legate a problemi pratici (accessibilit\u00e0 dei servizi, housing, risorse del territorio), ma anche servizi di sostegno (trasporti, servizi di aiuto personale, manutenzione degli ausili&#8230;).<\/p>\n<p><strong>Ti vengono in mente delle esperienze sul tema dell\u2019informazione svolte da ONG straniere?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Particolarmente attento all\u2019informazione \u00e8 Handicap International (<a href=\"http:\/\/www.handicap-international.fr\/\">www.handicap-international.fr<\/a>), una grande ONG francese, che \u00e8 una specie di multinazionale. Il suo progetto Source\u00a0 rappresenta la pi\u00f9 grande banca dati mondiale sul tema della disabilit\u00e0 e salute legate alla cooperazione allo sviluppo. Per quanto operi prevalentemente in ambito sanitario, nei suoi progetti realizza centri informativi, che diventano centri di aggregazione e diffusione delle informazioni. Altro esempio sono i centri risorse, luoghi di sostegno alle comunit\u00e0 locali che si organizzano sulla base delle esigenze del territorio: operano sulle priorit\u00e0 identificate dalle comunit\u00e0 e quando includono la disabilit\u00e0 operano con metodologie di <em>mainstreaming.<\/em> Un progetto recente \u00e8 quello della Global Disability Rights Library, promossa dall\u2019agenzia nazionale americana (USAID), l\u2019University dello Iowa attraverso il progetto WiderNet in collaborazione con l\u2019United States International Council o<em>n Disabilities <\/em>(USICD \u2013 <a href=\"http:\/\/www.usicd.org\/\">www.usicd.org<\/a>). Il progetto, partendo dalla difficolt\u00e0 di accedere a internet nei paesi del sud del mondo, vuole costruire una biblioteca mondiale on-line dove \u00e8 possibile scaricare i documenti e gli strumenti pi\u00f9 importanti relativi alla promozione e rispetto dei diritti, alle soluzioni realizzate per promuoverli e applicarli e alle pratiche di empowerment delle DPOs e delle persone con disabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>DPI Italia Onlus<\/strong><br \/>\nvia Dei Bizantini 99 \u2013 88046 Lamezia Terme (CZ)<br \/>\ntel. 0968\/46.34.99<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.dpitalia.org\/\">www.dpitalia.org<\/a><br \/>\n<a href=\"mailto:dpitalia@dpitalia.org\">dpitalia@dpitalia.org<\/a><\/p>\n<p><strong>I Millenium Development Goals e la disabilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019iniziativa ONU del Millenium Development Goals (MDG) mira a ridurre la povert\u00e0 nel mondo entro il 2015. Ecco i punti attraverso cui si articola l\u2019azione dell\u2019ONU e alcuni dati che servono a capire come questo problema genera e si ripercuote sulla disabilit\u00e0.<\/p>\n<ol>\n<li>Sradicare povert\u00e0 estrema e la fame<br \/>\n&#8211; l\u201982% di pcd (persone con disabilit\u00e0) vivono nei paesi in cerca di sviluppo<br \/>\n&#8211; il 20% delle infermit\u00e0 derivano da malnutrizione (DFID 2000)<\/li>\n<li>Conseguire l\u2019educazione primaria per tutti<\/li>\n<\/ol>\n<p>&#8211; su 104 milioni di bambini che non accedono a una educazione primaria oltre 40 milioni sono bambini con disabilit\u00e0 nei paesi in cerca di sviluppo (Unesco)<\/p>\n<ol>\n<li>Promuovere l\u2019eguaglianza di genere e l\u2019empowerment delle donne<br \/>\n&#8211; il 100% delle donne con disabilit\u00e0 sono picchiate a casa, il 25%\u00a0 delle donne con disabilit\u00e0 intellettiva sono violentate, il 6% \u00e8 sterilizzata forzatamente (Orissa, India 2004)<\/li>\n<li>Ridurre la mortalit\u00e0 infantile<br \/>\n&#8211; i bambini con disabilit\u00e0 raggiungono livelli di mortalit\u00e0 infantile in alcuni paesi poveri dell\u201980% a confronto del 20 % di altri bambini (DFID 2000)<\/li>\n<li>Sviluppo della salute durante la maternit\u00e0<br \/>\n&#8211; 20 milioni di donne l\u2019anno \u2013 30 donne al minuto \u2013 subiscono una disabilit\u00e0 o una complicanza nel periodo della gravidanza e del parto (UNFPA 2003)<\/li>\n<li>Combattere HIV\/AIDS, malaria e altre malattie<br \/>\n&#8211; le donne e gli uomini con disabilit\u00e0 sono notoriamente tra i gruppi pi\u00f9 vulnerabili all\u2019HIV\/AIDS, ma non hanno accesso ai programmi di prevenzione esistenti (CBMI Tanzania)<\/li>\n<li>Assicurare la sostenibilit\u00e0 ambientale (l\u2019accesso all\u2019acqua e a condizioni igieniche e di sicurezza)<br \/>\n&#8211; 100 milioni di persone sono disabili a causa di malnutrizione, mancanza di condizioni igieniche accettabili, di accesso all\u2019acqua e a servizi sanitari<br \/>\n&#8211; un 1\/3 di tutte le malattie che producono una disabilit\u00e0 sono causate da fattori di rischio ambientale<\/li>\n<li>Crescita di una partnership globale per lo sviluppo<br \/>\n&#8211; solo il 2-4% dei fondi destinati alla cooperazione internazionale sono destinati alle persone con disabilit\u00e0<br \/>\n(Giampiero Griffo)<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Giampiero Griffo di DPI Italia. 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