{"id":2436,"date":"2020-03-06T14:45:06","date_gmt":"2020-03-06T13:45:06","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2436"},"modified":"2025-09-01T09:57:37","modified_gmt":"2025-09-01T07:57:37","slug":"11-a-mandya-si-mette-alla-prova-la-riabilitazione-su-base-comunitaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2436","title":{"rendered":"11. A Mandya si mette alla prova la riabilitazione su base comunitaria"},"content":{"rendered":"<p>Sunil Deepak, medico di origine indiana, \u00e8 il responsabile dell\u2019ufficio scientifico dell\u2019Aifo dove lavora come cooperante da 22 anni.<br \/>\nIl progetto Mandya in India \u00e8 iniziato nel 2008 con una ricerca sull\u2019esperienza della riabilitazione su base comunitaria. Dato che le persone che lavorano in questo campo sono spesso sociologi, sulla RBC esistono soprattutto dei racconti, dei rapporti descrittivi e poco o quasi niente materiale scientifico per dire se questo approccio cambia e migliora la vita delle persone disabili.<br \/>\nLe istituzioni e gli esperti di riabilitazione considerano la RBC come qualcosa da paesi in via di sviluppo, per paesi poveri, non come valida alternativa.<br \/>\nMadya si trova a 150 km a sud ovest di Bangalore: \u00e8 un distretto con due milioni di abitanti per 5 mila km quadrati.<br \/>\nIn accordo con l\u2019OMS che promuove la RBC abbiamo voluto fare una ricerca sulla validit\u00e0 del metodo e anche sui suoi limiti proprio in questa localit\u00e0. Da dieci anni due ONG sul territorio sostenute da Aifo, lavorano secondo principi della RBC e hanno coinvolto, nel corso del tempo, 22 mila persone disabili.<br \/>\nIn generale la cultura locale non \u00e8 accogliente; in una societ\u00e0 povera se uno non contribuisce a far entrare qualcosa viene messo in secondo piano, ma questo per necessit\u00e0, non c\u2019\u00e8 spazio per pensieri romantici; le aree rurali possono essere feroci verso i disabili, le donne, i ragazzi, tutti quelli che sono concepiti come diversi. I disabili sono pochi in queste regioni, sopravvivono meno degli altri.<br \/>\nDi solito il mondo \u00e8 fatto per le persone che stanno bene, non per chi ha problemi.<br \/>\nLe Universit\u00e0 di Firenze, Londra e Bangalore, che collaborano alla ricerca, hanno somministrato delle interviste e poi realizzato un\u2019indagine statistica-sociologica.<br \/>\nAbbiamo per\u00f2 pensato che poteva essere valutata la RBC non solo da un punto di vista scientifico ma utilizzando gli stessi disabili come ricercatori; all\u2019inizio dicevano che non era possibile fare diventare dei ricercatori delle persone che erano analfabete; e invece, grazie a dei ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 anch\u2019essi disabili che sono serviti da gruppo di sostegno, questo \u00e8 stato possibile. Aifo ha partecipato come coordinamento e stimolo del fatto che questa iniziativa poteva essere fatta da persone disabili.<br \/>\nPer il pedagogista Paulo Freire anche le persone analfabete capiscono la loro situazione, sono in grado di capire, anche se non riescono a rielaborarla in un linguaggio colto; ma se una persona povera riesce a elaborarla in un linguaggio che si capisce questo porta all\u2019emancipazione.<br \/>\nNon potevamo coinvolgere 22 mila individui ma abbiamo coinvolto le persone a diversi livelli; abbiamo individuato 26 persone che rappresentano tutte le disabilit\u00e0, gente del posto, con titoli di studio diversi; questo gruppo ha fatto incontri con altre persone disabili per cercare di capire come fare la ricerca; hanno individuato 8 aree legate al tema della disabilit\u00e0 e hanno identificato 5 temi legati all\u2019ambito di intervento (lavoro, salute, educazione, <em>empowerment<\/em>, legislazione) e gruppi di auto aiuto e associazioni dei disabili. Hanno infine individuato altri temi pi\u00f9 trasversali (violenza, tempo libero, povert\u00e0\u2026).<br \/>\nSu ogni tema (22 in tutto) hanno fatto delle riunioni, che duravano anche dei giorni, coinvolgendo persone disabili. Come metodologia hanno utilizzato le storie di vita cercando di capire quali erano i loro problemi e in che misura la RBC li aveva aiutati a risolverli. Alla fine di ogni riunione hanno documentato il tutto attraverso il filmato di circa un\u2019ora.<br \/>\nI risultati di questo lavoro di analisi non sono univoci ma sono complessi; la RBC ha aiutato le persone ad accedere ai servizi, ha aiutato certi gruppi di persone disabili ma altre sono rimaste escluse e stiamo parlando delle persone ammalate di lebbra, le persone epilettiche, i malati mentali.<br \/>\nIl progetto \u00e8 finito in aprile, in tutto sono state coinvolte 400 persone disabili, senza contare tutte quelle che hanno visto il video.<br \/>\nOgni volta che vedo queste persone, mi rendo conto di come sono cambiate durante tutto questo lavoro: sono diventate persone pi\u00f9 consapevoli. Ben 13 persone del gruppo si sono candidate alle elezioni comunitarie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sunil Deepak, medico di origine indiana, \u00e8 il responsabile dell\u2019ufficio scientifico dell\u2019Aifo dove lavora come cooperante da 22 anni. 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