{"id":2438,"date":"2020-03-06T14:46:55","date_gmt":"2020-03-06T13:46:55","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2438"},"modified":"2025-09-01T10:03:56","modified_gmt":"2025-09-01T08:03:56","slug":"12-unattivita-di-inclusive-education-nei-paesi-in-via-di-sviluppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2438","title":{"rendered":"12. Un\u2019attivit\u00e0 di inclusive education nei paesi in via di sviluppo"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019intervento di EducAid in Salvador. Conversazione con Alfredo Camerini.<\/p>\n<p><strong>Che cos\u2019\u00e8 EducAid?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 un\u2019organizzazione, creata da professionisti del settore educativo e sociale, di cooperazione allo sviluppo che opera nel contesto degli aiuti internazionali con una propria <em>mission<\/em> a cui \u00e8 legato un certo tipo di approccio.<br \/>\nLa mission \u00e8 quella di promuovere competenze sia nelle figure professionali sia in diverse figure che hanno responsabilit\u00e0 di cura e di educazione e promuovere competenze anche nelle forme associative e nelle istituzioni che operano in questi settori.<br \/>\nIn questi dodici anni in cui abbiamo operato, l\u2019obiettivo \u00e8 sempre stato quello di interloquire con dei contesti facendo delle proposte in risposta a esigenze che venivano via via rappresentate dai soggetti pi\u00f9 vari, vale a dire, come in Palestina, da associazioni locali votate al lavoro educativo o richieste provenienti da governi, come avvenuto in Salvador.<br \/>\nIn Salvador la richiesta in un primo momento era pi\u00f9 centrata sullo sviluppo dell\u2019educazione speciale, poi si \u00e8 evoluta. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto anche in seguito a un cambio di governo, per cui si \u00e8 verificato un cambio di politiche e di attenzione verso un approccio all\u2019educazione inclusiva, che potesse dare risposte ai minori con seri problemi di diserzione e di dispersione scolastica. Alla fine si \u00e8 evoluto in un progetto di promozione per la scuola a tempo pieno, al fine di mettere in campo una proposta educativa che mantenesse i minori a scuola.<br \/>\nAltre volte abbiamo agito su richiesta di soggetti esterni come le Agenzie delle Nazioni Unite, soprattutto l\u2019Unicef. L\u2019Unicef infatti \u00e8 l\u2019organizzazione che maggiormente si occupa di minori \u201csvantaggiati\u201d, anche se hanno un settore che in realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 che altro costruito con l\u2019obiettivo della protezione dell\u2019infanzia. Questo fa s\u00ec che nella stragrande maggioranza i loro funzionari siano di formazione giuridica e che abbiano difficolt\u00e0 nel promuovere processi d\u2019innovazione in campo sociale ed educativo.<br \/>\nIl nostro apporto, che viene richiesto in termini di consulenze, \u00e8 molto utile perch\u00e9 offriamo la possibilit\u00e0 di sperimentare progetti che consentono di organizzare una situazione laboratoriale in cui si praticano proposte educative con la possibilit\u00e0 di conoscerle e anche di discuterle e questo aiuta a interloquire.\u00a0 Il nostro \u00e8 un approccio centrato fortemente su una metodologia della \u201cricercAzione\u201d(ricerca-azione).<br \/>\nEducAid, per\u00f2, non lavora solo sulla disabilit\u00e0, sullo svantaggio, lavora per esempio anche nel settore della global education cio\u00e8 nel proporre attivit\u00e0 e sollecitazioni culturali rivolte ai giovani per conoscersi e relazionarsi in modo pi\u00f9 consapevole in rapporto alle nuove relazioni che restituisce la globalizzazione. C\u2019\u00e8 ormai una maggiore facilit\u00e0 di relazione che rischia per\u00f2, se non sostenuta da un\u2019intenzionalit\u00e0 di tipo educativo, di disperdersi.<\/p>\n<p><strong>Ritorniamo all\u2019inclusive education e fammi un esempio di un luogo dove avete lavorato.<br \/>\n<\/strong>Nel Salvador la nostra proposta ha cercato nel corso del tempo, e direi ottenuto, il miglior livello di contestualizzazione nella realt\u00e0 locale. Anche questa fa parte della complessit\u00e0 del lavoro di cooperazione che in realt\u00e0, almeno nella nostra interpretazione, non mira tanto a trasferire competenze proponendo modelli, quanto a promuovere principi che possano aiutare a interloquire con i professionisti o comunque con le figure che hanno responsabilit\u00e0 e ruolo nell\u2019ambito educativo e nel campo del lavoro sociale per cercare di proporre sperimentazioni locali.<br \/>\nIn Salvador il tutto \u00e8 iniziato un po\u2019 sotto traccia, a partire da un mio coinvolgimento personale richiesto da alcuni esperti del Ministero degli Affari Esteri che si occupano di educazione. Questi funzionari mi hanno proposto una missione per valutare la possibilit\u00e0 di integrare un intervento educativo a un intervento, di fatto, di edilizia scolastica, perch\u00e9 la cooperazione aveva deciso su richiesta del governo locale di costruire un Centro Risorse sulle disabilit\u00e0 presso una scuola, secondo un modello di tipo anglosassone. Un centro risorse cio\u00e8 che mettesse a disposizione delle competenze per un lavoro di tipo individuale, quindi con specialisti ma anche figure dell\u2019area sanitaria e riabilitatori. Si trattava di un lavoro non tanto volto all\u2019inclusione ma alla riabilitazione in collegamento con la scuola.<br \/>\nCi\u00f2 costituisce comunque un contesto separato, in cui il minore con problemi viene prelevato dalla classe e portato a seguire percorsi di riabilitazione per poi essere restituito alla classe, il tutto in un contesto in cui esistono le scuole speciali e in cui non esiste quindi un processo di inclusione affermato. Stiamo parlando di lievi difficolt\u00e0 di apprendimento, un bambino con paralisi cerebrale o altri deficit pi\u00f9 rilevanti ha percorsi non inclusivi.<br \/>\nIn collaborazione con la Facolt\u00e0 di Scienze della Formazione di Bologna abbiamo progettato la componente pedagogica del Centro Risorse, il che comportava progettare un Centro Risorse di tipo diverso, cio\u00e8 un centro per il territorio volto all\u2019inclusione scolastica e sociale.<br \/>\nIl nuovo governo salvadoregno ha creato la \u201cSegreteria per l\u2019inclusione sociale\u201d, una sorta di ministero che si occupa di inclusione sociale e ne ha fatto una delle bandiere della propria attivit\u00e0; in questo ha incontrato perfettamente quella che \u00e8 la visione di EducAid in merito all\u2019educazione inclusiva: riteniamo che per educazione inclusiva deve essere inteso tutto il lavoro educativo che viene esercitato a livello sia scolastico ma anche extra scolastico. Nella dizione anglosassone invece, inclusive education \u00e8 l\u2019inclusione scolastica dei minori con difficolt\u00e0 e in linea di massima con disabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Questo Centro Risorse \u00e8 ora passato in gestione a qualcuno? \u00c8 funzionante oppure \u00e8 ancora in via di allestimento?<br \/>\n<\/strong>Il Centro Risorse \u00e8 stato poi realizzato su principi diversi, attribuendogli quelle che sono le funzioni di un nostro centro di documentazione educativa e cio\u00e8 la funzione informativa, formativa e di documentazione. Svolge un\u2019attivit\u00e0 di supporto all\u2019inclusione sia nella scuola ma anche nella comunit\u00e0 locale.<br \/>\nPoi il progetto \u00e8 passato a uno stadio successivo in cui abbiamo operato perch\u00e9 la Facolt\u00e0 di Scienze della Formazione di Bologna potesse farsi promotrice di una fase due, vale a dire sperimentare l\u2019attivazione altrove di queste funzioni del Centro Risorse. Questo \u00e8 stato fatto nei centri di formazione docente che sono istituzioni regionali che il Ministero dell\u2019Educazione salvadoregno utilizza per la formazione in servizio dei loro insegnanti. In questo modo si \u00e8 cercato anche di sperimentare, in un certo numero di scuole, il sostegno educativo in classe dei minori con disabilit\u00e0.<br \/>\nL\u2019esperienza di integrazione precedente (integradora) aveva costituito delle aule d\u2019appoggio dove per alcune ore si portavano fuori dalle classi i bambini con difficolt\u00e0; qui gli insegnanti di appoggio facevano una sorta di lezione d\u2019insegnamento intensivo in rapporto alle materie su cui i ragazzi avevano maggiore difficolt\u00e0. La proposta \u00e8 stata quella di promuovere attivit\u00e0 laboratoriali da fare congiuntamente e soprattutto di promuovere la consulenza degli insegnanti di appoggio che diventavano anche un raccordo fra la scuola e la comunit\u00e0 locale, soprattutto la famiglia, puntando molto sulla funzione sociale della scuola.<br \/>\nA questo punto si \u00e8 passati a un\u2019altra fase dovuta al cambio storico di un governo di destra dopo diciotto anni di potere ininterrotto. Su richiesta del nuovo governo abbiamo elaborato un programma di riforma della scuola di base che comportasse l\u2019introduzione della scuola a tempo pieno. \u00c8 stato cos\u00ec messo a punto un progetto dalla facolt\u00e0 di Scienze della Formazione con il contributo di EducAid che prevede un vasto programma di apertura del tempo pieno di diverse scuole. La Cooperazione Italiana si \u00e8 impegnata a finanziare questo tipo di intervento. EducAid concorrer\u00e0 per avere in appalto l\u2019organizzazione della componente pedagogica.<br \/>\nHo ora presentato questo caso perch\u00e9 \u00e8 un buon esempio del rapporto che sempre si cerca di intrattenere sia verso il livello alto, quello ministeriale e decisionale, sia verso il livello pi\u00f9 basso, quello pi\u00f9 vicino alla realt\u00e0 quotidiana comunitaria, che \u00e8 il lavoro educativo nelle scuole.<br \/>\nQuesta \u00e8 un po\u2019 la caratteristica di molti dei nostri progetti, come quelli che non intervengono tanto nel campo dell\u2019educazione inclusiva ma nel campo dell\u2019inclusione sociale, vale a dire i progetti per esempio di deistituzionalizzazione.<\/p>\n<p><strong>EducAid<\/strong><br \/>\nvia Vezia 2 \u2013 47900 Rimini<br \/>\ntel. 0541\/280.22<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.educaid.it\/\">www.educaid.it<\/a><br \/>\n<a href=\"mailto:info@educaid.it\">info@educaid.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019intervento di EducAid in Salvador. 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