{"id":2446,"date":"2020-03-12T20:34:23","date_gmt":"2020-03-12T19:34:23","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2446"},"modified":"2025-09-01T10:22:51","modified_gmt":"2025-09-01T08:22:51","slug":"sul-grande-schermo-lo-sguardo-degli-aspie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2446","title":{"rendered":"Lo sguardo degli Aspie"},"content":{"rendered":"<p>Nel secondo numero di \u201cHP-Accaparlante\u201d del 2011, Adina Adami racconta i primi due anni di vita di un cineforum particolare, frutto della collaborazione tra l\u2019associazione Gruppo Asperger Onlus, di cui Adina \u00e8 referente regionale per il Lazio, e il Cineclub Detour di Roma. Il cineforum, avviato il 2 dicembre 2008 e pensato come momento di aggregazione, di socializzazione e di inclusione per ragazzi e ragazze Asperger, si \u00e8 trasformato con gli anni, adattandosi alle richieste e alle esigenze dei giovani coinvolti. Nel 2011, quattro di loro, Elena, Giulio, Marco e Vittorio, tutti sui vent\u2019anni, hanno manifestato il desiderio di partecipare attivamente all\u2019organizzazione delle proiezioni. L\u2019idea di un\u2019autogestione delle attivit\u00e0 ci \u00e8 sembrata la naturale evoluzione del loro percorso. Il progetto, reso possibile grazie al sostegno del Programma Comunitario Giovent\u00f9 in Azione, \u00e8 stato denominato \u201cLo sguardo degli Aspie\u201d, a voler sottolineare che, per la prima volta, tutte le decisioni, sia sul piano organizzativo che su quello artistico, sarebbero state prese dai ragazzi, senza mediazione da parte di genitori o di psicologi che, in passato, avevano avuto un ruolo decisivo. Unici adulti autorizzati a supervisionare il progetto eravamo Riccardo Ponis (filmaker e musicista prestato al sociale) e il sottoscritto ma, posso garantirlo, il grosso del lavoro lo hanno fatto i quattro ragazzi. Ed \u00e8 giusto che siano loro a parlarne. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Giuseppe: <\/b>Secondo voi, com\u2019\u00e8 cambiato il nostro cineclub nel corso di questi tre anni?<br \/>\n<b>Elena:<\/b> Mmmm\u2026direi che&#8230; \u00e8 aumentato il numero di spettatori!<br \/>\n<b>Vittorio: <\/b>S\u00ec, e poi potrei dire che il cineclub \u00e8 migliorato, \u00e8 pi\u00f9 strutturato e soprattutto i film scelti non sono pi\u00f9 solo per famiglie, ma anche per un pubblico pi\u00f9 maturo.<br \/>\n<b>Marco: <\/b>Secondo me ci sono stati cambiamenti nella scelta dei film e nell\u2019organizzazione ma, dal mio punto di vista, il cambiamento pi\u00f9 grosso \u00e8 stato nei rapporti umani. Nel senso che sono maturate amicizie tra noi. In un certo senso il cineclub, da quel 2 dicembre ad oggi, \u00e8 diventato una parte fondamentale di me, della mia vita. Anzi, posso dire che la mia vita, la spinta verso la \u201cvita esterna\u201d, \u00e8 cominciata proprio CON il cineclub. Detto questo \u00e8 vero che in qualche modo sono aumentati gli spettatori. O meglio, sono aumentati gli interventi nel dibattito che facciamo dopo la proiezione dei film. Forse perch\u00e9 \u00e8 cambiato il tipo di dibattito: si \u00e8 passati dall\u2019analisi critica del film al raccontare noi stessi, le nostre ansie, le nostre emozioni.<br \/>\n<b>Elena:<\/b> Solo alcuni sono riusciti a parlare di se stessi, altri no. Personalmente il dibattito mi ha aiutato a capire come discutere e confrontarmi con altre persone. Tu dici la tua opinione, ascolti quella degli altri e le metti nel tuo bagaglio. E poi nei film vedi modi di vivere diversi dal tuo, ne trai ispirazione e alla fine impari come comportarti.<br \/>\n<b>Vittorio: <\/b>Io non credo di aver parlato mai di me, perch\u00e9\u2026 per esempio, guardando Provaci ancora Sam, il primo film che abbiamo proiettato\u2026 io non vedevo nulla in comune col personaggio del film. Altre volte magari mi rivedevo nei protagonisti dei film, ma sceglievo di non partecipare al dibattito. Ci tenevo a restare un po\u2019 in disparte non vedendo molto in comune tra me e gli altri ragazzi presenti.<br \/>\n<b>Marco:<\/b> Io inizialmente mi limitavo a parlare del film che avevamo appena visto. Credo di averci messo un anno prima di cominciare a parlare di me prendendo spunto da quello che vedevamo. Diciamo che avevo un forte blocco emotivo. Volevo avere delle amicizie, ma non mi decidevo a coltivarle. E questo da sempre, succedeva regolarmente anche a scuola. <span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><b>Giulio:<\/b> Io sono arrivato quasi alla fine del primo anno di proiezioni. Ricordo il film, Galline in fuga. Venivo da un periodo in cui ero molto solo e non avevo amici e, quindi, all\u2019inizio stavo male perch\u00e9 non conoscevo nessuno. Insomma, mi sentivo isolato mentre gli altri gi\u00e0 si conoscevano. Ma questa sensazione \u00e8 durata poco perch\u00e9 ricordo di aver fatto subito amicizia. Oggi, sono amico di Marco, Elena e altri e col tempo ho imparato a frequentare altre persone fuori dal cineclub.<br \/>\n<b>Marco:<\/b> Sinceramente partecipando al cineclub non speravo di conoscere gente. Ero entusiasmato dall\u2019idea di partecipare a qualcosa che riguardasse il cinema, ma al massimo pensavo al cineclub come un modo per riempire il tempo libero. Invece, non so, \u00e8 come se con il cineclub abbia voluto sforzarmi di superare questo blocco emotivo che mi frena nei rapporti con gli altri. Perch\u00e9? Perch\u00e9 l\u2019ho sentito come un ambiente pi\u00f9 protetto di altri e quindi ho avuto meno paura di interagire. Anche se la mia paura di approfondire i rapporti, insomma, ce l\u2019ho ancora e forte. All\u2019universit\u00e0 per esempio non \u00e8 facile. Mettiamo che dei colleghi mi invitino a uscire o ad andare a casa loro\u2026 io non sono pronto a dire s\u00ec all\u2019invito. Allo stesso tempo ho paura che il mio rifiuto possa essere frainteso. Allora mi tengo a distanza. Nel cineclub invece sono me stesso. O, meglio, lo sono pi\u00f9 che in altri contesti.<br \/>\n<b>Elena:<\/b> Io avevo gi\u00e0 altri amici a scuola, a teatro e fuori con cui uscivo e facevo cose, ma cos\u00ec ho conosciuto altre persone e fatto nuove amicizie.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><b>Giulio:<\/b> Forse per me \u00e8 cambiato qualcosa in famiglia. Prima mi lamentavo di pi\u00f9 per il fatto che non sapevo come passare il tempo e che non avevo nessuno con cui uscire. Cercavo una compagnia nei miei genitori, pur sapendo che avevo bisogno della compagnia di miei coetanei. Oggi che ho degli amici credo di essere pi\u00f9 calmo a casa, credo di lamentarmi meno.<br \/>\n<b>Vittorio: <\/b>Diversamente da loro io non sono mai stato interessato a questi aspetti. Non cercavo amici, non in un contesto Asperger almeno. Quello che mi interessava del cineclub era il discorso pratico, l\u2019aspetto lavorativo. Diciamo che questa \u00e8 stata la principale novit\u00e0 di quest\u2019ultimo anno.<br \/>\n<b>Marco: <\/b>Siamo passati dal ruolo passivo di spettatori a quello attivo di organizzatori. Ci siamo riuniti e\u2026<b>Vittorio: <\/b>\u2026 e abbiamo deciso che avremmo fatto due proiezioni al mese: una il sabato adatta a un pubblico pi\u00f9 giovane, e un\u2019altra il marted\u00ec per un pubblico pi\u00f9 adulto, una rassegna di classici del cinema Americano di cui si \u00e8 occupato prevalentemente Marco. <span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><b>Elena: <\/b>S\u00ec, e non dimentichiamo che la rassegna del marted\u00ec nasceva dal fatto che avevamo deciso di aprire il cineclub a chiunque e non solo ai nostri amici.<br \/>\n<b>Marco:<\/b> Aprire al pubblico significava non ghettizzarci.<br \/>\n<b>Giulio: <\/b>Significava conoscere pi\u00f9 gente, socializzare con altre persone oltre alle solite del nostro gruppo\u2026<b>Vittorio: <\/b>E finalmente con persone non Asperger. Io mi trovo pi\u00f9 a mio agio con persone non Asperger. Per vari motivi. Non sono come me e non hanno la mia personalit\u00e0. Uno si diverte di pi\u00f9. I non Asperger sono pi\u00f9 aperti, non hanno atteggiamenti infantili. Non sono Asperger, ecco.<br \/>\n<b>Marco:<\/b> Tornando alla rassegna, abbiamo pensato di provare a organizzare un ciclo di proiezioni dedicate al classico americano dagli anni \u201940 agli anni \u201960. I film li ho scelti io anche se Giuseppe ha un po\u2019 corretto il tiro perch\u00e9 in effetti avevo scelto titoli davvero molto difficili.<b> <\/b>In alcuni casi si trattava di film troppo ricercati anche per un pubblico di nicchia come quello del Detour!<br \/>\n<b>Marco: <\/b>Alla fine abbiamo scelto film come Viale del tramonto, Rapina a mano armata e anche cose meno viste, tipo Un bacio e una pistola che credo sia stato quello che ha avuto un maggiore pubblico.<br \/>\n<b>Vittorio: <\/b>Io invece mi sono occupato di scegliere il film per il sabato pomeriggio. Ho pensato a titoli adatti a tutti, e comunque a film che piacciono a me: da Ricomincio da capo a L\u2019aereo pi\u00f9 pazzo del mondo\u2026<br \/>\n<b>Giulio:<\/b> Io avevo il compito di video-documentare le attivit\u00e0 e di fare interviste. In pratica dovevo imparare a usare la telecamera, mantenere l\u2019inquadratura stabile e ottenere delle riprese che fossero utilizzabili. Alla fine, penso di aver fatto un buon lavoro per essere stata la mia prima volta.<br \/>\n<b>Elena: <\/b>Il mio compito \u00e8 stata l\u2019accoglienza. Dovevo registrare le nuove iscrizioni, contare i soldi del tesseramento. All\u2019inizio mi affiancavano Giuseppe o Riccardo. Poi ho imparato a gestire la situazione da sola. Trovavo il mio compito assolutamente rilassante. A parte quando mancavano le monetine per dare il resto, allora s\u00ec diventava un problema!<br \/>\n<b>Vittorio: <\/b>Nel mio compito non ho mai avuto grossi problemi, forse perch\u00e9 ero l\u2019unico che non era nuovo a quel tipo di incarico. Infatti fin dalla terza proiezione del 2008 mi sono sempre occupato io della parte tecnica del cineforum.<br \/>\n<b>Giuseppe: <\/b>Chi vuole raccontare come si svolgeva il lavoro?<br \/>\n<b>Marco:<\/b> Arrivavamo un\u2019ora e mezza prima della proiezione, e ciascuno prendeva posto nel cineclub: Elena sistemava la cassa e numerava le tessere. Vittorio verificava il corretto funzionamento del film, del proiettore e il volume di sala. Poi, a turno, controllavamo che tutto fosse in ordine, che la sala, il foyer e il bagno fossero puliti. Nel caso mancasse scottex o altro, provvedevo io stesso ad acquistarlo.<br \/>\n<b>Elena:<\/b> Prima dell\u2019arrivo del pubblico, eravamo soliti andare a prendere qualcosa tutti insieme e a me questo piaceva molto, perch\u00e9 cos\u00ec potevamo chiacchierare fra di noi.<br \/>\n<b>Giulio:<\/b> Io riprendevo sempre! Anche quando andavamo fuori a fare acquisti o a prendere un pezzo di pizza, io documentavo tutto. A volte mi stancavo a tenere la telecamera in mano, ma cercavo di resistere perch\u00e9 sapevo che stavo svolgendo un lavoro. Diciamo che il cineclub mi ha aiutato, perch\u00e9 quando mi sono iscritto all\u2019Accademia [di cinema, n.d.c.] sono arrivato preparato. E poi i miei docenti sono rimasti stupiti del fatto che partecipavo alla gestione di un cineclub.<br \/>\n<b>Marco: <\/b>Io ho capito come ci si comporta in una dinamica lavorativa. La responsabilit\u00e0 che uno ha sul lavoro. Ho imparato a compilare le schede dei film da dare agli spettatori che entrano in sala, a parlare in pubblico. Le prime volte che dovevo presentare un film avevo il cuore in gola. Non mi venivano le parole e avevo il terrore di guardare in faccia gli spettatori. A lungo andare mi ci sono abituato e alla fine \u00e8 diventata una cosa molto piacevole.<br \/>\n<b>Vittorio: <\/b>Trovo piacevole l\u2019aspetto tecnico della proiezione. Mi piace anche selezionare film per rassegne ma come ho detto preferisco farlo in un contesto non Asperger.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Ad esempio, dopo questa esperienza, ho curato tre rassegne in un altro locale romano. In queste serate mi sono sentito uno come tutti gli altri. Ho bevuto la mia birra, ho visto come reagisce il pubblico anche se, in realt\u00e0, non mi interessa molto come reagisce. Se il film piace bene, altrimenti\u2026<br \/>\n<b>Marco: <\/b>Per quanto mi riguarda invece<b> <\/b>sentivo la responsabilit\u00e0 per la serata. Mi sentivo emozionato e preoccupato pensando alla reazione del pubblico rispetto a una serata organizzata da me. Non nego che a volte sono rimasto deluso perch\u00e9 non sono mancate le serate in cui \u00e8 venuta poca gente.<br \/>\n<b>Vittorio: <\/b>Io<b> <\/b>non ero stupito. \u00c8 pochissima la gente che sa apprezzare il cinema.<br \/>\n<b>Giulio: <\/b>Anche io ero molto deluso. Non so, forse i film erano noiosi o forse poca gente era interessata a vederli\u2026<br \/>\n<b>Marco:<\/b> Noiosi non credo, direi difficili. Forse il pubblico si \u00e8 disabituato a un cinema tradizionale, in bianco e nero&#8230; La cosa strana \u00e8 che quando avevamo deciso di interrompere la rassegna&#8230;<br \/>\n<b>Elena:<\/b> \u2026 s\u00ec era la sera di Un bacio e una pistola<i>\u2026<br \/>\n<\/i><b>Marco<\/b>: Infatti. E proprio quella sera abbiamo avuto la sala quasi piena. A quel punto abbiamo deciso di continuare e abbiamo capito una cosa che, il pubblico \u00e8 \u2026<br \/>\n<b>Giulio: <\/b>\u2026<b> <\/b>assolutamente imprevedibile!<br \/>\n<b>Vittorio:<\/b> Aggiungerei ottuso! Perch\u00e9 questi se non gli dai Natale a Cortina o Salemme\u2026<br \/>\n<b>Giulio:<\/b> Scusa ma ti chiamo amore!<br \/>\n<b>Vittorio:<\/b> Per non parlare di Immaturi!<br \/>\n<b>Marco:<\/b> E noi che proiettiamo Il buio oltre la siepe!<br \/>\n<b>Vittorio:<\/b> [guardando l\u2019orologio] Comunque s\u2019\u00e8 fatta una certa, che dite, abbiamo finito? Per me \u00e8 un po\u2019 tardi e domani devo lavorare.<br \/>\n<b>Giuseppe: <\/b>\u00c8 vero, sapevo che avevi cominciato a lavorare. Ti secca se ti chiedo che tipo di lavoro stai facendo?<br \/>\n<b>Vittorio:<\/b> Se proprio devo\u2026 in qualche modo ha a che fare col cinema. Diciamo che mi occupo di visionare dei film e di individuare specifiche sequenze.<br \/>\n<b>Giuseppe: <\/b>Ma pensi di continuare il cineclub oppure\u2026<br \/>\n<b>Vittorio: <\/b>No, appunto\u2026 a questo proposito volevo dirvi che non credo per il prossimo anno di avere il tempo per il cineclub. Mi spiace, ma sapete come \u00e8 il lavoro.<br \/>\n<b>Marco: <\/b>Io ci sono sicuramente. In questi mesi sar\u00f2 un po\u2019 preso dagli esami, ma il tempo per il cineclub lo trovo senz\u2019altro.<br \/>\n<b>Elena: <\/b>Anche io ci sar\u00f2. Come ho detto, fare accoglienza mi rilassa!<br \/>\n<b>Giulio:<\/b> Io ci sar\u00f2, ma quello che mi interessa di pi\u00f9 \u00e8 seguire il nostro documentario.<br \/>\n<b>Elena:<\/b> Se lo prendono in qualche festival io vengo!<br \/>\n<b>Marco:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b> \u00c8 vero, non abbiamo parlato del documentario!<br \/>\n<b>Vittorio: <\/b>Non vorrei insistere ma s\u2019\u00e8 fatto piuttosto tardi.<br \/>\n<b>Giuseppe: <\/b>Ma neppure due parole?<br \/>\n<b>Marco:<\/b> Diciamo per ora che si intitola Lo Sguardo degli Aspie, parla di noi, di questa esperienza\u2026e se i lettori vogliono saperne di pi\u00f9\u2026 vorr\u00e0 dire che \u201cHP-Accaparlante\u201d ci ospiter\u00e0 di nuovo!<br \/>\n<b>Tutti<\/b>: Allora ciao HP, alla prossima!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel secondo numero di \u201cHP-Accaparlante\u201d del 2011, Adina Adami racconta i primi due anni di vita di un cineforum particolare, frutto della collaborazione tra l\u2019associazione Gruppo Asperger Onlus, di cui Adina \u00e8 referente regionale per il Lazio, e il Cineclub Detour di Roma. 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