{"id":2453,"date":"2020-03-13T10:23:23","date_gmt":"2020-03-13T09:23:23","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2453"},"modified":"2025-09-01T10:27:29","modified_gmt":"2025-09-01T08:27:29","slug":"teatri-possibili-il-laboratorio-teatrale-integrato-bambini-e-disabili-sulla-scena-della-diversita%e2%80%a8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2453","title":{"rendered":"Il Laboratorio Teatrale Integrato. Bambini e disabili sulla scena della diversit\u00e0\u2028"},"content":{"rendered":"<p>Utopici e rari, luoghi capaci di superare le distanze per mezzo dell\u2019immaginazione. Sono questi i \u201cTeatri Possibili\u201d che desideriamo incontrare nella nuova rubrica dedicata alla diversit\u00e0 e alle arti performative. Esperienze e pratiche in trasformazione per superare i limiti del corpo e del presente.<br \/>\nPer questo numero di \u201cHP-Accaparlante\u201d proponiamo l\u2019Istituto Piccolo Cottolengo Don Orione di Genova dove l\u2019integrazione si fa anche sul palco. Da quattro anni, infatti, l\u2019Istituto ospita al suo interno il Laboratorio Teatrale Integrato, coinvolgendo i bambini delle scuole elementari e le proprie ospiti con disabilit\u00e0 nella realizzazione di uno spettacolo annuale, rappresentato e condiviso pubblicamente con gli abitanti del quartiere cittadino. Un esperimento coraggioso e innovativo su cui abbiamo intervistato Giuseppe Pellegrini, curatore e conduttore del progetto.<\/p>\n<p><strong>Partiamo dagli esordi di quattro anni fa. Come nasce l\u2019idea del Laboratorio Teatrale Integrato all\u2019interno dell\u2019Istituto Cottolengo Don Orione ?<br \/>\n<\/strong>Tutto \u00e8 cominciato con la mia entrata in Istituto per l\u2019appunto quasi quattro anni fa. Gi\u00e0 allora si utilizzavano degli strumenti teatrali volti all\u2019educare e le persone disabili avevano sperimentato su di loro che lo stare in teatro, cos\u00ec come il provare a farlo, fa bene, distende cio\u00e8 le tensioni, \u00e8 capace di tirare fuori<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>il meglio di noi. Essendo poi l\u2019Istituto collocato in un quartiere molto popolato, fin dall\u2019inizio, non appena sono entrato, ho pensato che sarebbe stato bello integrarci anche con il resto dei suoi abitanti. Cos\u00ec, sono partito con il proporre l\u2019attivit\u00e0 teatrale con le persone disabili ai bambini del catechismo mettendo in scena Il Flauto Magico di Mozart. Partendo dai propri limiti e possibilit\u00e0, i bambini hanno cantato e recitato con disabili riuscendo a portare a termine lo spettacolo con ottimi risultati.<br \/>\nL\u2019anno successivo invece, ho deciso di proporre un laboratorio pi\u00f9 strutturato e continuativo in una scuola. L\u2019idea infatti era proprio quella di attuare un percorso condiviso, in cui non fossero solo i bambini a venire a trovarci in Istituto ma in cui anche noi potessimo uscire per mettere a frutto nella scuola la nostra esperienza. Ed ecco che, da questo incontro, \u00e8 nato il Laboratorio Teatrale Integrato. Al momento ormai, ogni luned\u00ec, due classi della<i> <\/i>Scuola Solari, che dalla seconda abbiamo portato alla quarta elementare, vengono da noi in Istituto per partecipare insieme a un percorso che ci porta a realizzare uno spettacolo. Pi\u00f9 che lo spettacolo, tuttavia, il vero focus \u00e8 il laboratorio, dove si concentra gran parte del processo. Aggiungi un posto a tavola \u00e8 stato il nostro secondo spettacolo, partito da un testo comico celebre e condito con musiche molto coinvolgenti.<br \/>\nLo scorso anno abbiamo invece fatto un salto in pi\u00f9, creando noi un vero e proprio copione, e a provare siamo andati all\u2019interno della palestra della Scuola Solari e questo, per le nostre ospiti, non \u00e8 affatto un fatto scontato.<\/p>\n<p><strong>Da chi \u00e8 composto oggi il gruppo del Laboratorio Teatrale Integrato?<br \/>\n<\/strong>Insieme ai 37 bambini delle elementari e alle loro insegnanti c\u2019\u00e8 il gruppo multiforme delle nostre ospiti, tutte donne, dai 31 fino ai 65 anni. C\u2019\u00e8 quindi un triplo livello su cui lavoriamo: su di noi, cio\u00e8 sull\u2019\u00e9quipe di educatori che propone il Laboratorio Teatrale Integrato, sui docenti e ovviamente sulle ospiti e i bambini.<br \/>\nTutto questo \u00e8 impegnativo, affascinante ma \u00e8 anche un percorso piuttosto lungo. Il gruppo \u00e8 davvero molto grande quindi si va avanti a piccoli passi. Oggi siamo giunti a creare, come accennavo, un copione tutto nostro, Il Baule Magico dei desideri, un testo autobiografico, nato a partire dalle storie delle nostre ospiti, che accanto ai bambini lavoravano cos\u00ec sui propri testi e racconti, sulle musiche che prediligevano, le scenografie&#8230;<\/p>\n<p><strong>Come reagiscono i bambini a questo incontro e, viceversa, qual \u00e8\u00a0 la risposta delle ospiti?<br \/>\n<\/strong>Noi cominciamo alle 9:30 e le ospiti entrano in sala prove molto prima dei bambini, un momento che genera subito un grande stato d\u2019attesa e di emozione, che, ovviamente, \u00e8 andato nel tempo crescendo. Si tratta di un gruppo in formazione, un gruppo che sta cominciando a condividere parte della sua quotidianit\u00e0 e della propria vita.<br \/>\nSpesso non si vede l\u2019ora che arrivi la volta successiva per poterci rivedere e poter ricominciare.<br \/>\nQuando poi deve iniziare lo spettacolo, la voglia di farsi vedere e di mostrare al pubblico il lavoro fatto \u00e8 a dir poco esplosivo!<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Dai bambini poi escono molte cose, ho tanto materiale derivato da loro, disegni, frasi citate dallo spettacolo che spesso sono le loro stesse battute, quello che ne nasce \u00e8 una rielaborazione sempre molto spontanea. I bambini scoprono che anche se ci sono degli attori e delle attrici con difficolt\u00e0 poi si trovano delle soluzioni. Il passo successivo \u00e8 giocarci sopra e divertirsi insieme.<\/p>\n<p><strong>Sembra che il perpetuarsi di quest\u2019incontro abbia maturato nel tempo i suoi frutti. Con la crescita dei rapporti e delle amicizie sono cresciute di pari passo anche le vostre competenze&#8230;<br \/>\n<\/strong>S\u00ec, con Il Flauto Magico siamo partiti da un testo tratto da un libro per bambini che ci ha proposto un\u2019insegnante, che poi abbiamo riadattato e rielaborato a modo nostro.<br \/>\nCon Aggiungi un posto a tavola, abbiamo affrontato invece le esilaranti pieghe della commedia. Grazie a questo spettacolo, in seguito siamo addirittura entrati agli Arcimboldi di Milano, dove l\u2019attore Gianluca Guidi ci ha permesso, con tutto il gruppo di bambini e ospiti, di fargli un\u2019intervista.<br \/>\nPoi siamo passati a Il Baule Magico dei desideri, partendo direttamente da noi. Nel Baule, oltre alle storie autobiografiche c\u2019\u00e8 anche la presenza del mare, un luogo che racconta&#8230; Abitando noi a Genova, un giorno siamo andati proprio sul mare, bambini e ospiti, l\u00ec un cameraman ci ha ripreso e ne ha fatto un docufilm. Questo momento, e il fatto che sia stato documentato, per noi \u00e8 molto importante, perch\u00e9 si \u00e8 focalizzato sul processo. In questo docufilm c\u2019\u00e8 anche uno spezzone in cui i bambini fanno un racconto che poi \u00e8 stato inserito nello spettacolo, oltre che dei momenti di gioco che noi viviamo all\u2019interno del laboratorio che poi vanno a introdurre quello che si fa la volta successiva.<\/p>\n<p>Alla fine si conclude sempre con un momento di festa, di solito una bella tavola imbandita al centro dell\u2019Istituto. Tutti gli anni ci diamo cos\u00ec appuntamento per l\u2019anno successivo, lasciamo un dvd del percorso ai genitori dei bambini e cerchiamo di venderlo per finanziare l\u2019attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 l\u2019Istituto ci presta attenzione, pi\u00f9, ovviamente, \u00e8 facile per noi fare ogni anno dei passi in avanti.<\/p>\n<p><strong>Come sono state preparate le insegnanti che hanno affiancato i bambini in questo percorso?<br \/>\n<\/strong>Ho cercato di parlare con loro del concetto di inclusione e integrazione ma soprattutto di quello di qualit\u00e0. Ho spiegato loro quelle che erano per me le necessit\u00e0 e l\u2019efficacia dell\u2019appoggiarsi al percorso teatrale e ho chiesto loro di partecipare a patto di stipulare insieme un contratto iniziale:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>sospendere per un attimo il giudizio e lasciare spazio ai bambini di esprimersi in libert\u00e0.<br \/>\nQuesto contratto \u00e8 stato il fondamento di tutto il nostro laboratorio, cos\u00ec come il focus sul processo, una cosa che era molto importante far capire loro. Insieme abbiamo monitorato il percorso, cercando di confrontarci su quello che stava succedendo. Se con tutto lo staff educativo, gli insegnanti e i genitori potessimo incontrarci pi\u00f9 spesso credo che si potrebbe fare un ulteriore salto.<\/p>\n<p><strong>Esiste la possibilit\u00e0 di replicare il progetto o di estenderlo alla cittadinanza, al di l\u00e0 del lavoro sul quartiere?<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><\/strong>Direi proprio di s\u00ec, noi quest\u2019anno stiamo infatti gi\u00e0 proseguendo il percorso. In laboratorio al momento stiamo lavorando molto sull\u2019oggetto simbolico specchio, qualcosa che riflette ma chiss\u00e0 che cosa&#8230; E poi sul nome. I primi tre mesi li abbiamo spesi tutti intorno a questo tema. Sono assolutamente convinto che le nostre ospiti integrate con i bambini possano sempre regalarci moltissimo. Fare delle repliche da qualche altra parte sarebbe per noi fantastico, per noi e per chi ci ascolterebbe. Il tutto sempre condotto con molta umilt\u00e0, so che ci sar\u00e0 ancora tanta strada da fare ma so anche che quello che abbiamo fatto \u00e8 reale. E allora alla cittadinanza cosa possiamo dire? Beh, per esempio che si pu\u00f2 pensare a un mondo diverso.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Utopici e rari, luoghi capaci di superare le distanze per mezzo dell\u2019immaginazione. Sono questi i \u201cTeatri Possibili\u201d che desideriamo incontrare nella nuova rubrica dedicata alla diversit\u00e0 e alle arti performative. Esperienze e pratiche in trasformazione per superare i limiti del corpo e del presente. 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