{"id":2455,"date":"2020-03-13T10:27:00","date_gmt":"2020-03-13T09:27:00","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2455"},"modified":"2025-09-01T10:29:17","modified_gmt":"2025-09-01T08:29:17","slug":"sport-agevoli-il-filo-dal-canestro-esperienze-di-basket-e-autismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2455","title":{"rendered":"\u201cIl Filo dal Canestro\u201d: esperienze di basket e autismo"},"content":{"rendered":"<p>Ogni relazione interpersonale richiede una serie di competenze di base: l\u2019attenzione congiunta, intenzione ed emozione reciproca, abilit\u00e0 d\u2019imitazione e alternanza dei turni, l\u2019abilit\u00e0 di comunicazione verbale e non verbale e la condivisione d\u2019interessi; se tutti questi aspetti non sono presenti o sono deficitari, ci\u00f2 impedisce un\u2019adeguata interazione e relazione con gli altri e, di conseguenza, la possibilit\u00e0 d\u2019integrazione.<br \/>\nL\u2019integrazione sociale per gli autistici pu\u00f2 sembrare paradossale in quanto l\u2019autismo \u00e8 caratterizzato da deficit della comunicazione e dell\u2019interazione sociale, che non permettono un adeguato sviluppo delle competenze sociali. Tuttavia, essa \u00e8 un processo fondamentale per le persone con autismo, in quanto, offre la possibilit\u00e0 di uscire dal proprio isolamento e di migliorare la qualit\u00e0 della vita.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>L\u2019integrazione \u00e8 un momento di crescita personale, \u00e8 un\u2019apertura verso l\u2019altro che consente uno scambio tra persone, che si trovano in situazioni differenti e con conoscenze ed esperienze diverse.<\/p>\n<p><b>Il progetto \u201cIl Filo dal Canestro\u201d<br \/>\n<\/b>Il \u201cProgetto Basket e Autismo, Il Filo dal Canestro\u201d nasce nel 2003, presso l\u2019Associazione \u201cIl Filo dalla Torre\u201d Onlus, con l\u2019obiettivo di offrire ai bambini e ragazzi con autismo la possibilit\u00e0 di vivere, nel gruppo dei coetanei, un\u2019esperienza di sport attraverso il basket, grazie alle strategie previste dall\u2019approccio P.E.I.A.D. \u201cProgetto Educativo Integrato Autismo e Disabilit\u00e0\u201d.<br \/>\nIl Progetto prevede un incontro settimanale di un\u2019ora e mezza, suddiviso in due sessioni ciascuna della durata di 40 minuti. I ragazzi sono suddivisi in due gruppi per fasce di et\u00e0: il gruppo dei bambini dai 7 ai 13 anni, e il gruppo degli adolescenti dai 14 anni ai 21. Il gruppo \u00e8 attualmente composto da 8 bambini e 11 adolescenti, tutti con un disturbo dello spettro autistico. Il rapporto numerico tra gli atleti e gli operatori \u00e8 di 1:1. Gli allenamenti si svolgono presso il campo della Stella Azzurra di Roma, che fornisce gli ambienti e i materiali necessari alla pratica del basket. Nell\u2019arco dell\u2019anno, sono previsti degli incontri di integrazione con ragazzi normodotati, under 17-19, atleti della societ\u00e0 sportiva della Stella Azzurra.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>L\u2019assunto di base del Progetto \u201cIl Filo dal Canestro\u201d \u00e8 quello di offrire, attraverso l\u2019utilizzo della pratica sportiva, l\u2019opportunit\u00e0 di intervenire attraverso la mediazione corporea sulle difficolt\u00e0 di contenimento, comunicazione e relazione proprie delle persone con autismo.<br \/>\nI piccoli svolgono un lavoro pi\u00f9 analitico, finalizzato a facilitare un avvicinamento alla palla: vengono loro proposti esercizi di \u201cconfidenza con il pallone\u201d, esercizi di passaggio, e iniziano a comprendere come palleggiare e cosa vuol dire lanciare la palla al canestro.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Con il gruppo dei grandi, l\u2019allenamento \u00e8 pi\u00f9 \u201cagonistico\u201d e prevede percorsi in palleggio, passaggi in corsa, gare di tiro e giochi di squadra.<br \/>\nLa modalit\u00e0 dello stare insieme, quindi, passa per il piacere di farlo e per il divertimento che ne consegue; in queste condizioni, \u00e8 pi\u00f9 facile che un bambino autistico si apra e si stacchi dalla propria condizione di chiusura. \u00c8 a partire da questa riflessione che vengono poi strutturati gli allenamenti, le lezioni, proponendo esercizi che non denaturano lo sport del basket ma che, oltre ad avere una valenza tecnica, hanno dei significati pi\u00f9 profondi. Come afferma M. Calamai (allenatore nazionale di basket e insegnante di basket per persone disabili), uno degli elementi pi\u00f9 importanti nel basket \u00e8 il tiro della palla in quanto il basket \u00e8 l\u2019unico sport che tende al cielo e questa \u00e8 una rivoluzione per chi \u00e8 abituato a guardare sempre per terra. Infatti, il momento del tiro \u00e8 un giusto connubio di esplosivit\u00e0 e delicatezza: la prima, l\u2019esplosivit\u00e0, \u00e8 la componente iniziale del gesto; mentre la seconda, la delicatezza, si concretizza nel momento in cui si lascia la palla tra le mani; in questo modo si impara a dosare la forza e a impiegarla per un fine definito e positivo. Anche nel Progetto \u201cIl Filo dal Canestro\u201d, vengono proposti esercizi di tiro; a volte lasciando liberi i ragazzi di tirare e sperimentare, in modo che inizino a entrare nello spirito adatto per proseguire con altri esercizi pi\u00f9 guidati, altre volte secondo precise tecniche. Un aspetto importante \u00e8 la diversificazione delle proposte: infatti, gli esercizi di tiro avvengono in canestri grandi o piccoli, ma soprattutto ad altezze diverse (spesso in carrelli della spesa), in modo da poter insegnare a dosare la forza da imprimere alla palla o spingere i ragazzi a cercare soluzioni alternative al tiro stesso. Ai pi\u00f9 piccoli, poi, sia il canestro grande che, a volte, quello pi\u00f9 piccolo, risultano totalmente inaccessibili: ecco quindi che per rispettare il principio che il basket debba essere un momento di divertimento e di crescita, si cercano di trovare soluzioni alternative, in modo da continuare a motivare i bambini a non farli cadere nella frustrazione determinata dal non riuscire ad arrivare al risultato del \u201ccanestro\u201d.<br \/>\nInfatti, un aspetto importante del progetto \u00e8 la qualit\u00e0 del clima che si instaura all\u2019interno del gruppo, del luogo di allenamento, tra atleti e allenatori, ecc.: un clima relazionale di rispetto, gioco e armonia.<br \/>\nIl clima di base, specie quando gli atleti sono disabili, \u00e8 necessario che sia positivo, un luogo dove regni l\u2019accettazione piena, e lo stimolo costante al miglioramento, e alla messa in discussione, sia dei ragazzi che degli operatori.<br \/>\nNel corso degli anni di realizzazione del progetto, i principali risultati raggiunti possono essere riassunti come segue:<\/p>\n<ul>\n<li>\u00e8 stata offerta ai bambini e ai ragazzi con autismo la possibilit\u00e0 di utilizzare le potenzialit\u00e0 adeguate del corpo fisico, per la realizzazione di schemi motori adeguati e funzionali;<\/li>\n<li>\u00e8 stata utilizzata la mediazione corporea per incidere sulle difficolt\u00e0 di contenimento, di relazione e di comunicazione;<\/li>\n<li>\u00e8 stata favorita la socializzazione tra coetanei e il confronto aperto tra le proprie attitudini personali nella pratica sportiva;<\/li>\n<li>\u00e8 stata sostenuta la crescita delle abilit\u00e0 di autonomia, nel vestirsi e svestirsi, nel custodire la propria palla e la propria divisa, nell\u2019indossare e togliere le scarpe per il gioco, nell\u2019aspettare il proprio turno, nel tollerare la presenza di numerose persone in uno spazio unico;<\/li>\n<li>sono stati individuati i talenti specifici di ogni bambino e ragazzo, valorizzandoli al massimo, e incidendo per la trasformazione delle difficolt\u00e0 ancora presenti, attraverso un allenamento globale e individualizzato, allo tempo stesso;<\/li>\n<li>\u00e8 stata sviluppata la capacit\u00e0 di gioco, di scambio;<\/li>\n<li>per alcuni ragazzi pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 abili nel Basket, \u00e8 stata scoperta la dimensione ludica e in alcuni aspetti agonistica.<\/li>\n<\/ul>\n<p><b>Stefano<br \/>\n<\/b>Tra i ragazzi, che partecipano al Progetto, Stefano \u00e8 un ragazzo di 20 anni, con disturbo dello spettro autistico. \u00c8 seguito dall\u2019Associazione \u201cIl Filo dalla Torre\u201d da 12 anni. \u00c8 un ragazzo autonomo e ha delle buone capacit\u00e0 motorie e cognitive. Non utilizza il linguaggio verbale per comunicare, ma ha una buona comprensione. Nel basket, Stefano ha trovato un buon canale di espressione, per cui partecipa attivamente agli allenamenti, e, nel corso degli anni, ha mostrato molti miglioramenti, sia dal punto di vista tecnico che nelle modalit\u00e0 comportamentali. Stefano arriva al campo di basket sempre un po\u2019 prima dell\u2019inizio dell\u2019allenamento, si siede in panchina e attende che l\u2019allenatore inizi a dare le indicazioni. Ha difficolt\u00e0 nella fase finale degli allenamenti, poich\u00e9 si avvicina il momento del distacco dal gruppo, per cui manifesta maggiore agitazione. In generale, Stefano sorride poco, non ricerca un\u2019interazione n\u00e9 con adulti n\u00e9 con coetanei; tuttavia, nelle giornate d\u2019integrazione, stabilisce pi\u00f9 frequentemente un contatto visivo con adulti, l\u2019operatore di riferimento o l\u2019allenatore e con i coetanei. Stefano si mostra abbastanza collaborativo, tollera le regole e le correzioni, resta calmo, dopo aver commesso un errore, soprattutto nelle giornate di integrazione e post-integrazione. Mostra delle buone capacit\u00e0 attentive, che crescono durante l\u2019integrazione e il post-integrazione. Nelle giornate di integrazione crescono anche le stereotipie, legate a una maggiore ansia, mentre diminuiscono i comportamenti di isolamento. Nel post integrazione, diminuiscono gli atteggiamenti provocatori e i comportamenti autolesionistici. Stefano manifesta gioia nella prima giornata di integrazione, mentre nelle ultime osservazioni manifesta maggiormente tristezza e rabbia, probabilmente legati all\u2019avvicinarsi della conclusione dell\u2019esperienza. In sintesi, l\u2019esperienza di integrazione favorisce, in Stefano, un maggiore interazione attraverso lo sguardo con i propri coetanei, sia con i ragazzi autistici che normodotati, e una gioia nello svolgere l\u2019allenamento insieme a loro.<\/p>\n<p><b>Mettersi in gioco<br \/>\n<\/b>Dalle osservazioni effettuate, nelle giornate di integrazione con i giovani atleti della \u201cStella Azzurra\u201d e post integrazione, emerge che nei ragazzi aumentano, in termini di frequenza, le capacit\u00e0 attentive, sia nell\u2019ascoltare le istruzioni che nella partecipazione al compito, aumentano gli scambi di interazione sia con adulti, che con i coetanei, aumentano il sorriso e la gioia. Tali risultati evidenziano che l\u2019integrazione dei ragazzi autistici con i ragazzi normodotati abbia un\u2019influenza positiva sia sul comportamento che sulle capacit\u00e0 relazionali dei ragazzi autistici sia nella fase dell\u2019integrazione che nel post-integrazione.<br \/>\nAttraverso questo studio \u00e8 stato possibile evidenziare la duplice \u201csfida\u201d che i ragazzi con autismo hanno saputo affrontare. La prima \u00e8 stata la possibilit\u00e0 di poter partecipare alla pratica sportiva, in particolare al gioco del basket, dimostrando quindi di essere in grado di svolgere uno sport se vengono create delle condizioni adeguate, come la strutturazione del lavoro e il sostegno e l\u2019aiuto da parte di un operatore. Questo aspetto \u00e8 tanto pi\u00f9 importante se si pensa che solitamente nei ragazzi con disabilit\u00e0 vengono messi in primo piano i disturbi psicologici, tralasciando quindi la pratica sportiva, che invece offre molte occasioni di crescita e sviluppo, sia sul piano motorio, che cognitivo, offrendo inoltre occasioni di scambi e relazioni con gli altri.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>La seconda sfida \u00e8 quella dell\u2019integrazione, in cui i ragazzi con autismo dimostrano di essere in grado di poter entrare in relazione con gli altri e \u201cfare qualcosa\u201d, come il gioco del basket, insieme ad altri. L\u2019esperienza di integrazione nel gioco del basket con ragazzi normodotati rappresenta per i ragazzi con autismo un\u2019occasione in cui sperimentarsi ed entrare in contatto con i propri coetanei attraverso il gioco e lo sport.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Autismo e integrazione non sono quindi due termini antitetici, ma essi possono essere pensati e messi insieme. \u00c8 importante, quindi, favorire e promuovere l\u2019integrazione con i ragazzi autistici per aiutarli a uscire dal proprio isolamento e offrire la possibilit\u00e0 di dimostrare il loro impegno e le loro capacit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Per contatti<\/b><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.filodallatorre.it\">www.filodallatorre.it<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni relazione interpersonale richiede una serie di competenze di base: l\u2019attenzione congiunta, intenzione ed emozione reciproca, abilit\u00e0 d\u2019imitazione e alternanza dei turni, l\u2019abilit\u00e0 di comunicazione verbale e non verbale e la condivisione d\u2019interessi; se tutti questi aspetti non sono presenti o sono deficitari, ci\u00f2 impedisce un\u2019adeguata interazione e relazione con gli altri e, di conseguenza, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3977,3606],"edizioni":[122],"autori":[3797],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2455"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2455"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2455\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4265,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2455\/revisions\/4265"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2455"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2455"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2455"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2455"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2455"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2455"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2455"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2455"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2455"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}