{"id":2457,"date":"2020-03-13T10:33:47","date_gmt":"2020-03-13T09:33:47","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2457"},"modified":"2025-09-01T10:30:45","modified_gmt":"2025-09-01T08:30:45","slug":"controtempo-musica-per-tutti-alla-scuola-di-musica-consorzio-concorde-di-crema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2457","title":{"rendered":"Musica per tutti alla scuola di musica Consorzio Concorde di Crema"},"content":{"rendered":"<p>\u201cHo deciso. Verr\u00f2 sempre, tutte le prossime volte. Ma devo perfezionare l\u2019inchino\u201d. \u00c8 Natale, e quest\u2019anno anche Emma \u00e8 riuscita a vincere i suoi timori e ha partecipato con soddisfazione al concerto degli allievi. Il tradizionale concerto di Natale della scuola \u00e8 ormai diventato una grande festa musicale, dove i ragazzi e le ragazze si esibiscono davanti a un pubblico numeroso e attento. Anche questo, come l\u2019altro importante momento istituzionale, il saggio di fine anno, \u00e8 riservato a musiche d\u2019insieme: in queste due serate ci\u00f2 che conta \u00e8 fare buona musica in compagnia, divertendosi, senza gare di virtuosismo solistico e senza quell\u2019ansia che non tutti sanno controllare quando si trovano da soli sopra un palcoscenico. Perch\u00e9 insieme ci si fa pi\u00f9 coraggio e ci si diverte di pi\u00f9. E anche perch\u00e9 in un insieme \u00e8 importante l\u2019apporto di tutti, sia di chi \u00e8 pi\u00f9 avanti negli studi e pi\u00f9 padrone del proprio strumento, sia di chi contribuisce con poche note a dare un colore, a completare una frase, a sottolineare un ritmo o un accento.<br \/>\nIl Consorzio Concorde \u00e8 questo: un posto dove imparare a fare musica, ma anche semplicemente dove fare musica e trasformare l\u2019esperienza musicale in una pi\u00f9 ampia esperienza culturale, sociale e umana. E, soprattutto, \u00e8 un posto dove questa esperienza viene resa possibile per tutti. Creare un ambiente che potesse accogliere e avvicinare all\u2019esperienza musicale ogni bambino, tenendo conto tanto delle proprie specifiche abilit\u00e0 quanto delle proprie specifiche difficolt\u00e0, ha rappresentato fin dall\u2019inizio una componente fondamentale del progetto di questa scuola. Al punto che, fin dal momento della sua fondazione nel 2005, fra le prime, poche e timide offerte didattiche del progetto gi\u00e0 faceva la sua comparsa quella voce, Musicoterapia, che ha sempre rappresentato un fiore all\u2019occhiello della scuola. E Paola Balestracci Beltrami, musicoterapeuta della scuola di Giulia Cremaschi Trovesi, ha trovato nel Consorzio Concorde un ambiente fertile e stimolante, dove svolgere l\u2019attivit\u00e0 di musicoterapia (rivolta perlopi\u00f9 a bambini con sindromi dello spettro autistico), ma anche dove approfondire il proprio percorso di didattica propedeutica, rivolta tanto a bambini neurotipici quanto a bambini con autismo e altre forme di difficolt\u00e0. Questa esperienza \u00e8 maturata dapprima in un laboratorio tuttora attivo, Incontrocanto, in cui le attivit\u00e0 propedeutiche allo sviluppo delle competenze musicali vengono effettuate in modo da favorire nel bambino anche lo sviluppo di abilit\u00e0 di altro genere: sociali, motorie, spaziali, linguistiche, verbali, aritmetiche, mnemoniche, ecc. Successivamente, Incontrocanto ha offerto a Paola l\u2019occasione per raccoglierne i risultati in un bellissimo libro (Paola Balestracci Beltrami, Il mio primo libro di musica, Roma, Armando, 2009) che raccoglie proposte operative per i bambini insieme a indicazioni per gli insegnanti e i professionisti.<br \/>\nEmma \u00e8 una ragazza con autismo che oggi ha tredici anni. Il suo percorso \u00e8 passato attraverso la musicoterapia (dove stava seduta sul coperchio del pianoforte a ricevere con l\u2019intero corpo le vibrazioni della musica che Paola suonava, interpretandola come partitura vivente per riuscire a stabilire una relazione); poi attraverso Incontrocanto, dove nel suo caso sono state potenziate soprattutto le abilit\u00e0 sociali; per poi approdare allo studio del pianoforte, grazie al quale ha imparato fra le altre cose l\u2019accompagnamento di We wish you a merry Christmas, che le ha permesso di partecipare al saggio natalizio della scuola insieme alla flautista Carlotta. L\u2019inchino, pi\u00f9 che da perfezionare \u00e8 da imparare: Emma lo ha completamente omesso. Stefano invece, che ha la sindrome di Asperger e non \u00e8 alla sua prima esperienza in pubblico, vi si \u00e8 dedicato ossessivamente da mesi e ce ne ha elargito uno ampio, da attore romantico, dove ci siamo immaginati senza sforzo un invisibile cappello con una piuma staccarsi dalla sua testa e sfiorare il pavimento, in un gesto fluido ed elegante.<br \/>\nNel tempo, come succede a tutte le realt\u00e0 necessarie, il Consorzio Concorde \u00e8 cresciuto. L\u2019offerta dei corsi, dei laboratori e dei seminari si \u00e8 moltiplicata, le possibilit\u00e0 di accesso alle attivit\u00e0 della scuola sono diventate sempre pi\u00f9 numerose. La scuola \u00e8 un\u2019associazione indipendente e senza fini di lucro, che si regge unicamente sulle proprie forze economiche. Attualmente circa il dieci per cento degli allievi della scuola, che complessivamente sfiorano quota 200, \u00e8 rappresentato da bambini con bisogni educativi speciali, che frequentano gli stessi corsi degli altri. La maggior parte di essi frequenta al tempo stesso anche il polo di neuropsichiatria \u201cIl tubero\u201d dell\u2019Anffas di Crema, la cui responsabile per l\u2019autismo, la pedagogista clinica Enza Crivelli, \u00e8 anche presidente del Consorzio Concorde ed \u00e8 la figura chiave di questa forma di inclusione. \u00c8 lei che provvede a guidare gli insegnanti della scuola lungo il percorso di formazione di ogni bambino, fornendo loro gli strumenti adeguati per conoscere i punti di forza e di difficolt\u00e0 degli allievi e mettendoli in grado di sfruttarli al meglio. E gli insegnanti, dal canto loro, rispondono con entusiasmo, aggiungendo alle proprie competenze professionali e artistiche una nuova dimensione. Non \u00e8 sufficiente essere buoni musicisti per diventare insegnanti del Consorzio Concorde. Come non basta essere infarciti di Orff Schulwerk, di metodo K\u00f3daly o Willems. Le doti umane e una certa elasticit\u00e0 di pensiero sono requisiti non secondari, e purtroppo non sempre si accompagnano alle doti artistiche e alle conoscenze didattiche.<br \/>\nCome direttore della scuola, mi piace definire il tipo di inclusione che avviene al Consorzio come morbida e trasparente, che \u00e8 a mio avviso come l\u2019autentica inclusione deve essere. Nessuno dei materiali informativi della scuola contiene slogan o strilla fanfare che, come spesso accade, usano la disabilit\u00e0 come un elemento di marketing. Non credo molto all\u2019utilit\u00e0 di insegne lampeggianti al neon che dicono \u201cAttenzione, qui disabili!\u201d. Neppure il sito internet della scuola fa riferimenti espliciti a questa sua natura: si limita a dire, come di fatto \u00e8, che il Consorzio \u00e8 un luogo dove tutti possono accedere all\u2019esperienza musicale imparando e divertendosi. Riempire di reale sostanza questa parola, la parola \u201ctutti\u201d, \u00e8 il compito che ci siamo dati. E, se \u201ctutti\u201d \u00e8 un augurio a lunga scadenza, \u201cil maggior numero possibile\u201d \u00e8 l\u2019obiettivo immediato. \u00c8 la stessa filosofia di inclusione che sta alla base di un altro grande progetto nato nel 2010, la casa editrice uovonero, che persegue l\u2019inclusione attraverso la lettura facendo libri che siano davvero per tutti i lettori, e giochi che permettano a tutti di giocare. Pur essendo un progetto indipendente, uovonero ha certamente beneficiato dell\u2019esperienza e delle riflessioni del Consorzio, da cui ha ereditato questa visione per applicarla ad altri \u00e0mbiti e utilizzarla a sua volta come punto di partenza per un suo ulteriore approfondimento. Non \u00e8 un caso che gli editori di uovonero siano Enza Crivelli e il sottoscritto, insieme alla nostra socia Lorenza Pozzi. E forse non \u00e8 un caso che l\u2019incontro con uno degli illustratori di uovonero, Matteo Gubellini, sia avvenuto proprio al Consorzio Concorde, dove suo figlio frequenta il laboratorio di Incontrocanto. Inoltre, da tempo la scuola sta sperimentando metodologie didattiche che potrebbero presto trovare una collocazione nel catalogo di uovonero e rappresentare un altro importante punto d\u2019incontro fra queste due realt\u00e0: sia con riguardo a forme alternative di notazione musicale, non semplificate ma rinforzate, che permettano di accedere alla decodifica del simbolo attraverso molteplici canali semantici; sia relativamente ad approcci meno rigidamente legati allo spartito e ai metodi tradizionali.<br \/>\nIl concerto di Natale sta per finire. Siamo all\u2019ultimo brano in programma. Il palco viene organizzato per fare posto alla Caoschestra, il laboratorio di improvvisazione collettiva a cui \u00e8 riservato il gran finale del concerto. La preparazione del palco \u00e8 piuttosto laboriosa, perch\u00e9 deve consentire la disposizione dei trentotto giovani musicisti che hanno partecipato al laboratorio. Alla fine, anche se un po\u2019 stretti, trovano posto una decina tra pianoforti digitali e tastiere elettroniche, due batterie, percussioni varie, otto chitarre, svariati fra violini e flauti. Paolo Pini, ideatore e coordinatore del progetto, \u00e8 riuscito nella doppia impresa di far suonare insieme una formazione cos\u00ec insolita e di disporla su di un palco di ampiezza piuttosto ridotta. Quando tutto \u00e8 pronto e anche un pianoforte che faceva i capricci riprende a suonare, gli allievi salgono sul palco. Ciascuno raggiunge il proprio posto e si predispone allo strumento. La melodia di Stille Nacht prende forma a poco a poco e si ripete con colori timbrici sempre nuovi, inframmezzata da momenti di \u201ccaos sonoro organizzato\u201d. Ragazzi e ragazze sono visibilmente impegnati, e ciascuno offre il proprio contributo al risultato complessivo, che a tratti raggiunge momenti di grande intensit\u00e0 emotiva. E questo risultato \u00e8 merito di tutti. E al termine tutti sono soddisfatti: il pubblico, da una parte, che esprime il gradimento con applausi interminabili. I musicisti, dall\u2019altra, che si complimentano fra loro e hanno in viso l\u2019espressione felice di chi ha compiuto una grande impresa. E infatti \u00e8 cos\u00ec. \u00c8 come se l\u2019autismo, la sindrome di Asperger, quella di Down, di Tourette e tutte le altre fossero rimaste gi\u00f9 dal palco, e vi siano saliti semplicemente trentotto ragazzi, con la loro voglia di fare musica. Insieme. Tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cHo deciso. Verr\u00f2 sempre, tutte le prossime volte. 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