{"id":2459,"date":"2020-03-13T10:36:23","date_gmt":"2020-03-13T09:36:23","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2459"},"modified":"2025-09-01T10:33:01","modified_gmt":"2025-09-01T08:33:01","slug":"lo-sguardo-del-sud-bambini-di-farina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2459","title":{"rendered":"Bambini di farina"},"content":{"rendered":"<p>Provate a pensare cosa succederebbe se il sud del mondo, invece di essere raggiunto dopo ore di volo e migliaia di chilometri alle spalle, ti piombasse in casa con le proprie valigie piene di sapori, odori e colori cos\u00ec diversi dai nostri?<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Come vi sentireste, che reazioni avreste?<br \/>\nMentre ci pensate mi prendo l\u2019onere di dirvi che ci\u00f2 \u00e8 gi\u00e0 successo.<br \/>\nE probabilmente molti di voi lo sanno gi\u00e0.<br \/>\nBasta guardarsi un po\u2019 in giro, mentre si cammina per strada o si fa la spesa al supermercato, mentre si accompagna il proprio figlio a scuola o se viaggiamo in treno, al pronto soccorso come durante una scampagnata d\u2019estate al parco vicino a casa.<br \/>\nIl sud non \u00e8 pi\u00f9 a sud.<br \/>\nParte da questa considerazione l\u2019idea di metterci alla prova e scoprire quali tipi di reazioni provoca tale esperienza, quali sentimenti e sensazioni suscita l\u2019incontro diretto con persone e sapori del sud del mondo.<br \/>\nEcco allora il progetto \u201cBambini di Farina\u201d che si pone l\u2019obiettivo di creare opportunit\u00e0 di comunicazione e reciproca conoscenza tra cittadini stranieri e italiani, in particolare i bambini, valorizzando le differenze culturali.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Nel concreto ci\u00f2 che abbiamo realizzato \u00e8 stato un laboratorio del pane condotto da animatrici straniere e animatori disabili della Cooperativa sociale Accaparlante, in tre scuole del territorio provinciale di Bologna.<br \/>\nForte dell\u2019esperienza ventennale, questo modello laboratoriale del \u201ccomprendo meglio facendo\u201d ha favorito la realizzazione degli obiettivi del progetto attraverso il coinvolgimento della comunit\u00e0 locale e la valorizzazione delle rispettive risorse e diversit\u00e0. L\u2019esperienza concreta e sensoriale del \u201cfare insieme tanti tipi di pane differenti\u201d ha creato le condizioni per un incontro personale e diretto con la diversit\u00e0, in modo piacevole e divertente, garantendo una conoscenza \u201cdell\u2019altro\u201d libera da pregiudizi e paure e la costruzione di una nuova relazione integrata e inclusiva.<br \/>\nValorizzare le differenze culturali come opportunit\u00e0 di momenti di contatto sensoriale con l\u2019altro, inteso \u201cl\u2019altro\u201d sia come persona che come cultura, ha prodotto effetti anche inattesi.<br \/>\nProprio come in un viaggio, ognuno \u00e8 partito con la propria valigia piena di se stesso: la propria cultura, i propri gusti e desideri, le proprie paure e difficolt\u00e0. Nei due incontri che abbiamo realizzato, le valigie sono state aperte e abbiamo messo in comune i diversi bagagli che hanno suscitato, indubbiamente, molta curiosit\u00e0.<br \/>\nMolte, infatti, sono state le domande dei bambini coinvolti, interessati a capire e ad approfondire meglio una nuova cultura.<br \/>\nAbbiamo scritto le ricette del pane alla lavagna traducendo gli ingredienti in arabo ma anche in altre lingue rappresentate in classe, abbiamo visto come la farina insieme all\u2019acqua, impastata in un modo particolare, si trasformi in pasta che poi, una volta cotta in padella diventa Msemmen, il pane che nella cultura araba viene offerto agli ospiti e che noi abbiamo mangiato con nutella o miele.<br \/>\nLascio proprio ai bambini della classe 4\u00b0 di Monteveglio (BO) il compito di raccontare quando avvenuto.<\/p>\n<p>Sofia: A me \u00e8 piaciuto molto perch\u00e9 impariamo delle culture nuove e il Marocco non l\u2019ho mai visto.<br \/>\nMassi: \u00c8 stato bello perch\u00e9 ho imparato un po\u2019 l\u2019arabo.<br \/>\nDavid: \u00c8 stato bellissimo perch\u00e9 ho conosciuto persone nuove e mi sembra che le lingue un po\u2019 si assomigliano e mi \u00e8 piaciuto molto.<br \/>\nMihaela. Mi \u00e8 piaciuto imparare a pronunciare un po\u2019 le parole arabe.<br \/>\nGaia: Mi sono divertita per le parole nuove di un altro paese e perch\u00e9 c\u2019erano i nostri compagni che parlavano nelle loro lingue.<br \/>\nAlice: Mi piace perch\u00e9 ci insegneranno a fare un pane che non conosciamo.<br \/>\nGiorgia: Mi \u00e8 piaciuto perch\u00e9 le due signore hanno scritto nella loro lingua e perch\u00e9 Stefania e Lorella parlavano nel loro modo e noi abbiamo imparato a capirle.<br \/>\nAngelica: Mi \u00e8 piaciuto perch\u00e9 ho imparato la parola Msemmen.<br \/>\nManuel: Questo laboratorio mi \u00e8 piaciuto perch\u00e9 ho visto le parole nuove e anche come si scrivevano.<br \/>\nMartina: Mi \u00e8 piaciuto perch\u00e9 ho anche imparato delle cose nuove sui miei compagni.<br \/>\nFrancesca: Mi \u00e8 piaciuto perch\u00e9 ho sia imparato qualcosa sui miei compagni che delle cose nuove.<br \/>\nDiana: Mi \u00e8 piaciuto conoscere delle persone nuove e mi \u00e8 piaciuto quando Stefania faceva la radio e noi dovevamo capirla.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza ha toccato molto i partecipanti, bambini e adulti, soprattutto perch\u00e9 non ci si \u00e8 limitati a parlare ma si \u00e8 anche fatto.<br \/>\nLa presenza di animatori con disabilit\u00e0 del Progetto Calamaio ha, poi, permesso di allargare la riflessione sulla diversit\u00e0, non solo a quella culturale, e di capire che in fondo siamo tutti uguali e diversi e che, come il pane, pur essendo fatto con gli stessi ingredienti ha forme diverse, cos\u00ec anche noi, creati con gli stessi ingredienti portiamo identit\u00e0 differenti.<br \/>\nAncora dalla voce dei bambini, sentiamo di cosa si \u00e8 \u201cparlato\u201d al laboratorio.<\/p>\n<p>Angelica: Del pane Msemmen e per conoscerci.<br \/>\nMartha: Serviva a far capire che non tutte le persone sono uguali.<br \/>\nSofia: Abbiamo imparato a conoscerci di pi\u00f9 e abbiamo capito che per fare questo pane abbiamo mille difficolt\u00e0 e che Stefania ne ha una in pi\u00f9.<br \/>\nMihaela: Ci hanno insegnato che tutti abbiamo bisogno di qualcuno, ad esempio che chi \u00e8 in carrozzina ha bisogno di qualcuno che lo spinga.<br \/>\nIrene: Abbiamo imparato gli ingredienti in arabo del Msemmem.<br \/>\nJacopo: Ognuno sa fare cose diverse, non tutti siamo uguali e che ci vuole sempre l\u2019aiuto degli altri per fare le cose.<br \/>\nGiorgia: Io non sarei riuscita a fare il Msemmen da sola, anche a casa ci ho dovuto pensare per rifarlo.<br \/>\nMichele: Nessuno nel mondo \u00e8 normale, per chi viene dal Marocco noi forse non siamo normali perch\u00e9 non abbiamo il velo in testa. Quindi la normalit\u00e0 non esiste.<br \/>\nMartina: Se uno non sa fare una cosa e l\u2019altro s\u00ec, questo lo pu\u00f2 aiutare e viceversa.<br \/>\nDiana: Per saper fare le cose non serve solo sapere gli ingredienti, ma serve anche ascoltare e le cose fatte bene sono quelle fatte con il cuore.<br \/>\nGiulia: Ho imparato che noi non siamo tutti uguali e che noi siamo dei tipi di pane, ad esempio c\u2019\u00e8 il Msemmen e il pane che c\u2019\u00e8 in Italia. Io sarei un pane salato.<br \/>\nFrancesca: Questo laboratorio parlava della diversit\u00e0 di tutti ed \u00e8 meglio non essere tutti uguali perch\u00e9 ognuno sa fare una cosa meglio e pu\u00f2 aiutare un altro che non lo sa.<br \/>\nManuel: La mia \u201cmacchia\u201d di inchiostro \u00e8 stata quella di aver conosciuto queste persone.<br \/>\nDavid: Se fossimo tutti uguali nessuno imparerebbe niente. La cosa pi\u00f9 bella di questo laboratorio \u00e8 stato che ci sono state Lorella, Stefania e le signore del Marocco.<\/p>\n<p>Un progetto semplice e nutriente, proprio come il pane di cui si \u00e8 parlato e che i partecipanti hanno mangiato. Un\u2019esperienza di per s\u00e9 semplice e immediata ma che, forse proprio per questo, ha coinvolto attivamente i partecipanti che sono riusciti, in breve tempo, a conoscere qualcosa di diverso ma anche molto vicino, ormai.<br \/>\nPer molti bambini il sud del mondo \u00e8 seduto in un banco della loro classe, gioca a calcio nello stesso giardino, si diverte alle stesse feste di compleanno e desidera ricevere lo stesso regalo.<br \/>\nProbabilmente seduto alla propria tavola mangia cibi diversi e questa \u00e8 la ricchezza che i bambini che hanno partecipato al progetto hanno conosciuto e apprezzato.<br \/>\nPerch\u00e9, nonostante le distanze siano diminuite, \u00e8 ancora necessario fare un po\u2019 di strada per riuscire a conoscere i sapori, gli odori e i colori del sud del mondo.<br \/>\nQuindi, buon viaggio!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Provate a pensare cosa succederebbe se il sud del mondo, invece di essere raggiunto dopo ore di volo e migliaia di chilometri alle spalle, ti piombasse in casa con le proprie valigie piene di sapori, odori e colori cos\u00ec diversi dai nostri? 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