{"id":2477,"date":"2020-03-13T11:51:51","date_gmt":"2020-03-13T10:51:51","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2477"},"modified":"2025-09-01T10:51:42","modified_gmt":"2025-09-01T08:51:42","slug":"8-un-patto-sociale-per-salvare-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2477","title":{"rendered":"8. Un patto sociale per salvare l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>Anton Hemerijck \u00e8 vicerettore della Facolt\u00e0 di Scienze Sociali presso la Vrije Universiteit di Amsterdam, e tra il 2011 e il 2009 ha diretto il Consiglio Scientifico olandese per la Politica di Governo (WRR). \u00c8 uno dei pi\u00f9 importanti studiosi di politica sociale comparata, e sostenitore della prospettiva dell\u2019investimento sociale. Tra le sue pubblicazioni, Why We Need a New Welfare State con Gosta Esping-Andersen, Duncan Gallie e John Myles (Oxford University Press, 2002); il suo nuovo libro Changing Welfare States sar\u00e0 pubblicato nel 2012.<\/p>\n<p><strong>Come definirebbe oggi l\u2019approccio dell\u2019investimento sociale? E in particolare, dopo la crisi economica iniziata nel 2007, quali differenze sottolineerebbe con la sua formulazione originaria negli anni \u201890, quando questa prospettiva fu elaborata in stretta connessione con la prospettiva politica della Terza Via, illustrata da Anthony Giddens e \u201cportata al potere\u201d da Bill Clinton e Tony Blair?<br \/>\n<\/strong>L\u2019investimento sociale suggerisce di guardare alla politica sociale come a un \u201cfattore produttivo\u201d. Mentre la dottrina neoliberista esigeva uno scambio tra efficienza ed equit\u00e0, il paradigma dell\u2019investimento sociale vede l\u2019efficienza economica andare mano nella mano con la giustizia. Ci sono molti aspetti della politica sociale che consentono alle persone di tornare nel mercato del lavoro con migliori abilit\u00e0, aiutano a crescere bambini sani e ben addestrati, rendono le famiglie capaci di riconciliare lavoro e vita familiare, servono a ritardare il pensionamento attraverso l\u2019invecchiamento attivo, e cos\u00ec via.<br \/>\nCi sono sempre state differenze importanti con la Terza Via. Anzitutto, i pensatori della Terza Via come Tony Giddens credevano che con uno spostamento da politiche di welfare passive ad attive avremmo creato un trampolino per tutti. Nel mio lavoro con Esping-Andersen e altri (Why we Need a New Welfare State, 2002) abbiamo sostenuto che una protezione passiva di reddito (minimo) \u2013 una rete di sicurezza dal tessuto stretto \u2013 restasse necessaria. Abbiamo optato per una combinazione di brevi ma alti sussidi di disoccupazione accoppiati con politiche attive del mercato del lavoro. \u00c8 molto importante guardare alle \u201cstrutture sottili\u201d dei mix della politica pubblica di \u201cbuone prassi\u201d che promuovono un\u2019occupazione pi\u00f9 alta e una produttivit\u00e0 migliorata per la competizione ottimale del settore privato.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>In secondo luogo, Giddens non era affatto interessato alla redistribuzione. Penso che la crisi abbia mostrato che gli attuali livelli di disuguaglianza di reddito sono altamente improduttivi. Le innovazioni finanziarie sono state in primo luogo dedicate a nuovi modi per generare guadagni speculativi. C\u2019\u00e8 anche da fare una discussione sul fatto che gli attuali livelli di disuguaglianza abbiano depresso la domanda globale relativa e la crescita.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 possibile, e come, riportare questa prospettiva all\u2019attenzione pubblica in un contesto politico occidentale completamente differente, e dopo il sostanziale fallimento dell\u2019Agenda di Lisbona, il suo programma pi\u00f9 ambizioso?<br \/>\n<\/strong>Questo \u00e8 certamente un problema serio. Se per\u00f2 andiamo indietro alla recessione dei tardi anni \u201970 e primi anni \u201980, anche allora il panorama politico era altamente volatile. Praticamente ogni governo al potere nel 1979 non era pi\u00f9 in carica nel 1982. Lo stesso sta avvenendo oggi. La mia aspettativa \u00e8 che ci sar\u00e0 di nuovo uno spostamento verso il centro-sinistra nel giro di un paio d\u2019anni. La questione \u00e8 se allora la sinistra salter\u00e0 fuori con risposte sostenibili. La strategia di Lisbona \u00e8 stata un fallimento, ma non in termini di occupazione. Lo spostamento nella definizione del problema dal \u201ccombattere la disoccupazione\u201d (attraverso l\u2019uscita precoce) all\u2019incrementare l\u2019occupazione ha avuto in realt\u00e0 grande successo, pi\u00f9 che negli USA.<br \/>\nIl problema di Lisbona era che le idee di investimento sociale sono rimaste completamente divorziate dal pensiero mainstream del mercato unico e dell\u2019Unione Monetaria Europea, e dalle questioni della diseguaglianza crescente. Ora noi osserviamo \u201cex negativo\u201d la prova a favore dell\u2019investimento sociale. Grecia e Italia dall\u2019ingresso nell\u2019Unione Monetaria Europea hanno ottenuto bassi tassi di interesse, e di conseguenza hanno smesso di modernizzare i loro sistemi di welfare. Il risultato \u00e8 stato una perdita di competitivit\u00e0 e una grave divergenza negli attuali conti. Al contempo, i Paesi scandinavi dell\u2019investimento sociale diventavano pi\u00f9 produttivi, Grecia e Italia lo diventavano meno. Si vede da qui il bisogno di riequilibrare la politica economica (di breve termine) e l\u2019investimento sociale a lungo termine, specie nelle politiche mediterranee.<\/p>\n<p><strong>I sostenitori dell\u2019investimento sociale spesso evidenziano la distanza del proprio modello da quello tradizionale di welfare \u201credistributivo\u201d. Come si concilia questo con la significativa crescita della disuguaglianza che le societ\u00e0 occidentali hanno vissuto negli ultimi 2\/3 decenni?<br \/>\n<\/strong>La questione \u00e8 se pi\u00f9 alti livelli di disuguaglianza siano il (sotto)prodotto di una politica di investimento sociale. Io credo di no. \u00c8 vero che il centro di offerta dell\u2019investimento sociale \u00e8 maggiore occupazione, maggiore produttivit\u00e0 e alta fertilit\u00e0. Ma il diavolo \u00e8 nei dettagli. In Svezia molte madri lavoratrici fanno uso di servizi di cura per i bambini che, in termini di redistribuzione, sono piuttosto progressivi. In Belgio la cura per i bambini \u00e8 utilizzata solo dalle classi medie, il che suggerisce che l\u2019investimento sociale sia regressivo. Il problema \u00e8 che le madri hanno maggiori difficolt\u00e0 a entrare nel mercato del lavoro in Belgio che non in Svezia: niente a che fare con i servizi di cura per i bambini di per s\u00e9, quanto con le rigidit\u00e0 del mercato del lavoro.<br \/>\nLa disuguaglianza crescente, inoltre, ha molto a che fare con l\u2019omogamia. Le persone altamente qualificate si accoppiano a partner altamente qualificati. Altamente problematica \u00e8 la polarizzazione tra famiglie lavoratrici ricche e povere. Ecco perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante rendere il <i>welfare state<\/i> in grado di fornire competenze, specialmente nella parte bassa della scala di stratificazione. Il welfare passivo da solo rinforza soltanto le disuguaglianze esistenti. \u00c8 indispensabile attuare l\u2019investimento sociale abbinato a una protezione (che renda attivi) di reddito minimo. Bassi livelli di produttivit\u00e0 significano meno gruppi benestanti e diminuzione dell\u2019introito fiscale. Inoltre, la fornitura da parte del mercato di servizi familiari e educazione \u00e8 cronicamente insufficiente, a detrimento delle famiglie povere.<\/p>\n<p><strong>Lei afferma: \u201cMassimizzare l\u2019occupazione \u00e8 la chiave per assicurarsi welfare states efficaci, sostenibili ed equi\u201d (A. Hemerijck, \u201cThe political economy of social investment\u201d, in pubblicazione). Che cosa resta per le persone che non saranno presumibilmente redditizie nei termini di qualunque investimento sulla loro occupabilit\u00e0, come persone con gravi disabilit\u00e0, o la quota crescente di anziani che le aziende cercano di espellere dal mercato del lavoro a causa della loro produttivit\u00e0 declinante, e che hanno di fronte un periodo di necessit\u00e0 di cure pi\u00f9 lungo che in passato?<br \/>\n<\/strong>Centrale per la nozione di investimento sociale \u00e8 che la sostenibilit\u00e0 economica del welfare state, inclusa la cura per chi \u00e8 davvero vulnerabile, dipende dal numero e la produttivit\u00e0 e perfino la fertilit\u00e0 dei futuri contribuenti. Pi\u00f9 alta \u00e8 l\u2019occupazione, pi\u00f9 persone pagano le tasse e pi\u00f9 c\u2019\u00e8 un fondo per la solidariet\u00e0 con le persone con gravi disabilit\u00e0. Un vero problema c\u2019\u00e8 con il mercato del lavoro per i pi\u00f9 anziani: di solito sono ben pagati, ma se si diventa disoccupati dopo i 55 anni, c\u2019\u00e8 scarsa probabilit\u00e0 di tornare nel mercato del lavoro. Penso che il mercato del lavoro per i lavoratori pi\u00f9 anziani avr\u00e0 bisogno di essere riformato. La buona notizia \u00e8 che i cinquantenni di oggi sono molto meglio formati di quelli di 10 anni fa. Con l\u2019invecchiamento ci saranno scarsit\u00e0 nel mercato del lavoro. C\u2019\u00e8 un certo bisogno di \u201cretrocessione\u201d, ma davvero le competenze e l\u2019invecchiamento attivo sono le risposte. \u00c8 anche vero che sebbene si viva pi\u00f9 a lungo, le malattie croniche cominciano prima. Questo implica che anche nella cura della salute abbiamo bisogno di diventare pi\u00f9 orientati all\u2019investimento sociale.<\/p>\n<p><strong>In una visione di welfare come \u201cfattore produttivo\u201d, come evitare il rischio di ridurre la complessit\u00e0 delle persone (e degli interventi sociali necessari per il loro benessere) alla loro dimensione produttiva \u2013 il che finirebbe per confermare la \u201cegemonia del mercato\u201d promossa dal neoliberismo?<br \/>\n<\/strong>L\u2019obiettivo normativo al cuore del paradigma dell\u2019investimento sociale \u00e8 l\u2019impegno a che i cittadini abbiano \u201cvite rigogliose\u201d (Sen), il che segnala uno spostamento dalla libert\u00e0 dal bisogno alla libert\u00e0 di agire. Per questo hanno bisogno di \u201ccapacit\u00e0\u201d, alcune delle quali devono essere fornite attraverso l\u2019intermediazione pubblica. Normativamente, credo nel massimizzare le opportunit\u00e0 di vita dei cittadini. Come tattica politica, sostengo che l\u2019investimento sociale \u00e8 un ottimo paretiano. Se i politici di destra vogliono la crescita, dovrebbero volgersi all\u2019investimento sociale, perch\u00e9 ha un curriculum migliore del neoliberismo ortodosso. Se sostengono una maggiore disuguaglianza alle spese dei poveri, non stanno scommettendo sulla crescita ma sugli interessi acquisiti e i privilegi dei loro elettori. La giustizia redistributiva da sola nel clima attuale non \u00e8 abbastanza come biglietto per la vittoria elettorale. L\u2019investimento sociale dovrebbe fare appello a un popolo pi\u00f9 ampio, perch\u00e9 innalza il potenziale di crescita dell\u2019economia mentre continua a sostenere le capacit\u00e0 dei poveri, ma anche delle famiglie a doppio reddito della classe media, molto meglio delle scariche alternative neoliberiste.<\/p>\n<p><strong>Il giudizio sulla validit\u00e0 di un investimento sociale, se dobbiamo mantenere un paragone con il significato economico del termine, \u00e8 apparentemente neutrale e matematico. Quale spazio rimane quindi per la politica sociale come questione di scelta tra differenti priorit\u00e0?<br \/>\n<\/strong>L\u2019investimento sociale \u00e8 un\u2019alternativa politica reale, specialmente perch\u00e9 molte persone non sanno (o non vogliono) vedere i suoi pi\u00f9 ampi benefici economici, sociali e politici! Ma il test di Litmus, senza dubbio, di qualunque welfare state sostenibile oggi sta nella sua abilit\u00e0 di mantenere alti livelli di occupazione, perch\u00e9 questo serve a ridurre la pressione finanziaria sul governo, dovuta, in particolare, a strutture della famiglia e del mercato del lavoro pi\u00f9 instabili, e cos\u00ec mitigare i (nuovi) rischi sociali di individui e famiglie. Il ruolo dello Stato nel fornire sussidi sociali sar\u00e0 circoscritto dalla dura conseguenza fiscale della nuova recessione. D\u2019altro canto, le politiche pubbliche rimangono molto importanti per consentire agli individui di aumentare il proprio capitale umano, trovare occupazione di qualit\u00e0, ed equilibrare le loro responsabilit\u00e0 lavorative con l\u2019allevamento dei figli e pi\u00f9 in generale la cura informale. Ecco perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante tenere in equilibrio giudiziosamente il consolidamento fiscale a breve termine con l\u2019investimento sociale a lungo termine.<\/p>\n<p><strong>Lo stato attuale della crisi economica, specialmente in Europa, prefigura una lunga stagione di tagli alla spesa pubblica. Come possono i bilanci del welfare sociale resistere a questo ridimensionamento, e anzi essere il volano economico per un nuovo periodo di investimenti sociali?<br \/>\n<\/strong>Nel mio articolo di politica con Frank Vandenbroucke, The EU Need a Social Investment Pact, sollevo il bisogno di riconciliare il consolidamento fiscale a breve termine con l\u2019investimento sociale a lungo termine. L\u2019austerit\u00e0 aggraver\u00e0 e prolungher\u00e0 soltanto l\u2019attuale recessione e, ancor peggio, distrugger\u00e0 il potenziale produttivo a lungo termine dell\u2019investimento sociale. Pertanto, per ragioni economiche, sociali e politiche, l\u2019Europa ha bisogno di un \u201cpatto di investimento sociale\u201d, ancorato a una politica di bilancio pro-crescita e alla regolazione finanziaria.<br \/>\nIn un continente che invecchia, \u00e8 in definitiva la qualit\u00e0 del capitale umano che importa di pi\u00f9 per la sopravvivenza del welfare state. \u00c8 importante in maniera cruciale non gettare il bambino con l\u2019acqua sporca. Ristabilire la competitivit\u00e0 attraverso salari in caduta e licenziamenti di massa \u00e8 una scelta controproducente, nel senso che servirebbe soltanto ad aumentare il fardello del debito, con conseguenze disastrose in termini di mobilitazione politica xenofoba. Per prevenire questo scenario traumatico, l\u2019eurozona dovr\u00e0 offrire un qualche finanziamento per l\u2019investimento sociale. In altri termini, la regolazione verso l\u2019investimento sociale richiede tempo: riforme dei mercati del lavoro e delle pensioni e investimenti in nuove attivit\u00e0 e capacit\u00e0 istituzionali rilevanti devono avvenire insieme. Per Spagna, Italia e Portogallo questo \u00e8 cruciale \u2013 la Grecia \u00e8 una storia totalmente diversa. Entro l\u2019attuale camicia di forza del recente patto di austerit\u00e0 fiscale, sembra esservi poco spazio per un tale patto di investimento sociale, con un contraccambio equilibrato tra investimento sociale a lungo termine e consolidamento fiscale a breve termine. Il suo carattere intergovernativo lo rende istituzionalmente debole. Sugli eurobond condizionati a investimenti sociali \u00e8 stato posto il veto, e il fondo di salvataggio \u00e8 stato a malapena espanso per essere all\u2019altezza dell\u2019imperativo di salvare l\u2019eurozona. Questo finir\u00e0 tragicamente per prolungare la crisi europea.<br \/>\nMolto probabilmente la recessione in arrivo sar\u00e0 profonda. Possiamo solo sperare che questo inneschi un momento profondo di apprendimento politico. Se, indovina un po\u2019, appare esserci una correzione politica verso il centro-sinistra (che \u00e8 assai pi\u00f9 positivo sugli eurobond), un patto europeo di investimento sociale pu\u00f2 essere lanciato, bench\u00e9 con eccessivo ritardo. La diagnosi intrinseca sbagliata della crisi \u00e8 che sia una crisi dello Stato e di promiscuit\u00e0 fiscale. Questo \u00e8 stato vero solo per la Grecia, non per Spagna e Irlanda. \u00c8 politicamente molto difficile cambiare la concezione neoliberista degli \u201cStati falliti\u201d verso una comprensione dello Stato come un fornitore importante di servizi sociali pro-mercato e di regolazione finanziaria elementare.<br \/>\nIl periodo dopo la crisi metter\u00e0 a durissima prova il welfare state, ma questo potrebbe anche generare conseguenze positive. Le persone si rendono conto una volta di pi\u00f9 di quanto siano importanti le istituzioni pubbliche per la sicurezza sociale. Inoltre, condizioni economiche disastrose non renderanno opportuno per i politici abbandonare facilmente gli impegni sul welfare. In questo senso, la recessione europea in arrivo potrebbe rinforzare, spero, piuttosto che minarlo, il presagio dell\u2019investimento sociale nel periodo dopo la crisi finanziaria globale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anton Hemerijck \u00e8 vicerettore della Facolt\u00e0 di Scienze Sociali presso la Vrije Universiteit di Amsterdam, e tra il 2011 e il 2009 ha diretto il Consiglio Scientifico olandese per la Politica di Governo (WRR). \u00c8 uno dei pi\u00f9 importanti studiosi di politica sociale comparata, e sostenitore della prospettiva dell\u2019investimento sociale. Tra le sue pubblicazioni, Why [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3590,3602],"edizioni":[122],"autori":[3805],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3799],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2477"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2477"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2477\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4284,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2477\/revisions\/4284"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2477"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2477"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2477"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2477"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2477"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2477"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2477"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2477"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2477"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}