{"id":2487,"date":"2020-03-14T10:25:01","date_gmt":"2020-03-14T09:25:01","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2487"},"modified":"2025-09-01T11:12:22","modified_gmt":"2025-09-01T09:12:22","slug":"spazio-calamaio-sullo-stesso-binario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2487","title":{"rendered":"Sullo stesso binario"},"content":{"rendered":"<p>Nonostante abbia pi\u00f9 di vent\u2019anni, il Progetto Calamaio rimane un luogo che suscita domande e riflessioni interessanti.<br \/>\nForse perch\u00e9 si pone l\u2019obiettivo, ideale ma anche molto concreto, di essere uno spazio culturale dove l\u2019integrazione si fa. Nel quale si affrontano le difficolt\u00e0 e i limiti di una realt\u00e0 inclusiva dove, davvero, ognuno, con ruoli diversi, ha le stesse opportunit\u00e0 degli altri. Non solo da un punto di vista assistenziale o per quanto riguarda l\u2019accessibilit\u00e0 degli spazi, soprattutto per ci\u00f2 che riguarda la costruzione di relazioni alla pari, nelle quali il pensiero di tutti sia valorizzato e la diversit\u00e0 diventi il punto di vista da cui guardare la realt\u00e0.<br \/>\nUno dei cardini del Progetto Calamaio \u00e8 l\u2019aver costruito un gruppo nel quale si \u00e8 tutti sullo stesso piano, con ruoli diversi ma senza gerarchie.<br \/>\n\u201cSiamo colleghi\u201d \u00e8 una delle espressioni che gli educatori e gli animatori usano maggiormente quando raccontano di cosa si occupa il Progetto.<br \/>\nMa essere colleghi cosa significa?<br \/>\n\u00c8 davvero possibile instaurare una relazione lavorativa nella quale ci si senta davvero alla pari? Corresponsabili allo stesso modo delle idee e dei progetti per realizzarle?<br \/>\nSentiamo cosa ne pensano due veterane del gruppo.<\/p>\n<p><strong>\u201cCosa vuol dire per me essere sullo stesso piano?<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><\/strong>Ragionare allo stesso modo, secondo certi criteri, mettere in comune questi criteri, andare molto d\u2019accordo, pensare, agire, reagire, per il bene del gruppo, avere le stesse opinioni, su alcuni argomenti, avere lo stesso stile di lavoro! Condividere gli stessi contenuti, avere due modi di pensare che viaggiano sullo stesso binario, usare lo stesso metro, utilizzare la stessa misura, capirsi al volo. Andare sugli stessi discorsi, essere sulla stessa lunghezza d\u2019onda, avere lo stesso linguaggio, intuire il discorso ancora prima che l\u2019altro finisca la parola, la frase, usare le stesse parole, viaggiare all\u2019unisono. Ognuno in modo personale.<br \/>\nAncora, essere colleghi vuol dire avere obiettivi comuni e condividerli, avere contenuti comuni, la diversit\u00e0. Avere opinioni diverse ma simili! Agire insieme, reagire in modo congruo, comportarci e agire in base ai contenuti che affrontiamo e proponiamo!<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Per me essere colleghi significa poter proporre argomenti di discussione che vengano valorizzati, facendo domande per il bene del gruppo, rifletterci sopra e farlo crescere\u201d. Stefania B.<\/p>\n<p>\u201cQuando si \u00e8 in un gruppo numeroso come il nostro, io penso che sia inevitabile avere dei conflitti. Il nostro gruppo continua ad aumentare sempre di pi\u00f9 e questo significa avere da parte mia un maggior impegno nell\u2019accettare nuove persone, sia animatori disabili che tirocinanti vari.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Siamo tutti una grande risorsa ma ci\u00f2 comporta comunque la nascita di problemi organizzativi.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>La vita lavorativa sarebbe in ogni modo una grande noia se non ci fossero conflitti, questi rappresentano una grande crescita per noi stessi, anche se, ovviamente, devono essere limitati.<br \/>\nSo che per tutti noi non \u00e8 facile fare relazione. Se ci sono conflitti, penso anche che sia importante capirne i motivi e cercare di risolverli\u201d. Stefania M.<\/p>\n<p>Dalle riflessioni delle due animatrici, possiamo estrapolare tre concetti che ci permettono di fare sintesi rispetto al tema dell\u2019essere colleghi.<\/p>\n<p><strong>Avere due modi di pensare che viaggiano sullo stesso binario<br \/>\n<\/strong>Nel nostro modo di interpretare la relazione tra colleghi \u00e8 importante permettere a ognuno, secondo le proprie abilit\u00e0 e i propri tempi, di partecipare in modo specifico al lavoro. Per fare ci\u00f2 \u00e8 altres\u00ec importante definire un binario comune sul quale viaggiare, altrimenti il rischio che si corre \u00e8 quello di sprecare le energie dietro obiettivi e progetti diversi e, quindi, disperdere anche la diversit\u00e0 che, da ricchezza, si trasforma in ostacolo. L\u2019immagine dei due modi di pensare che viaggiano sullo stesso binario, descrive perfettamente l\u2019idea di inclusione che vive il gruppo Calamaio.<\/p>\n<p>Persone diverse, con differenti abilit\u00e0 e modi di ragionare, che per\u00f2 viaggiano, non solo metaforicamente, verso un medesimo obiettivo, su un percorso comune che si costruisce con il contributo di tutti.<\/p>\n<p><strong>Comportarci e agire in base ai contenuti che affrontiamo e proponiamo<br \/>\n<\/strong>Una delle cose a cui teniamo di pi\u00f9, come gruppo, \u00e8 la coerenza. Ci\u00f2 che raccontiamo negli incontri di animazione o formazione, deve essere ci\u00f2 che viviamo quotidianamente. Come persone singole e come gruppo di lavoro. Non negare le difficolt\u00e0 bens\u00ec offrire un\u2019esperienza che sia di stimolo perch\u00e9 altri possano costruire il loro percorso di integrazione. In questo, l\u2019essere colleghi vissuto della quotidianit\u00e0 del gruppo di lavoro, diventa uno dei principali strumenti di lavoro e autovalutazione, uno dei principali contenuti perch\u00e9 vita vissuta.<\/p>\n<p><strong>I conflitti rappresentano una grande crescita per noi stessi.<br \/>\n<\/strong>Questo articolo \u00e8 frutto di un percorso di autoformazione, che stiamo svolgendo come gruppo dopo un contrasto nato tra due colleghi, un educatore e un animatore con disabilit\u00e0.<br \/>\nApparentemente banale, il contrasto \u00e8 diventato l\u2019occasione per affrontare, nuovamente, soprattutto con gli animatori con disabilit\u00e0 pi\u00f9 giovani, l\u2019argomento e, come dice Stefania B., trasformarlo in un\u2019occasione di crescita.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Perch\u00e9, diciamocelo, non \u00e8 per nulla scontato.<br \/>\nUn ragazzo con disabilit\u00e0 che esce dal mondo della scuola ed entra nel mondo dell\u2019adultit\u00e0 (lavoro, centri diurni, comunit\u00e0\u2026) difficilmente si pensa alla pari o riesce a immaginarsi come collega. Per tanti motivi comprensibilissimi.<br \/>\nL\u2019esperienza del Progetto Calamaio rimane unica anche per la capacit\u00e0 che ha nel valorizzare il ruolo di tutti, indipendentemente dalle abilit\u00e0 o dalle disabilit\u00e0.<br \/>\nOvviamente, ci vuole tempo, pazienza e un grande coraggio, sia per chi \u00e8 formato come educatore sia per le persone con disabilit\u00e0.<br \/>\nGli educatori devono scendere un gradino e le persone con disabilit\u00e0 salirne uno, per incontrarsi a met\u00e0 strada, in quel luogo particolare dove i diritti e i doveri, come le responsabilit\u00e0 e le possibilit\u00e0, sono uguali per tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante abbia pi\u00f9 di vent\u2019anni, il Progetto Calamaio rimane un luogo che suscita domande e riflessioni interessanti. Forse perch\u00e9 si pone l\u2019obiettivo, ideale ma anche molto concreto, di essere uno spazio culturale dove l\u2019integrazione si fa. 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