{"id":2489,"date":"2020-03-14T10:34:23","date_gmt":"2020-03-14T09:34:23","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2489"},"modified":"2025-09-01T11:16:35","modified_gmt":"2025-09-01T09:16:35","slug":"europa-europa-direttiva-europea-accessibilita-americana-la-freedom-guide-delledf-e-labbattimento-delle-barriere-in-senso-esteso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2489","title":{"rendered":"Direttiva europea, accessibilit\u00e0 \u201camericana\u201d: la Freedom Guide dell\u2019EDF e l\u2019abbattimento delle barriere, in senso esteso"},"content":{"rendered":"<p>Lo scorso 29 febbraio, l\u2019European Disability Forum (EDF), organismo di rappresentanza delle associazioni di persone con disabilit\u00e0 a livello europeo, ha presentato a Bruxelles la propria Freedom Guide, esito e tassello essenziale della campagna in corso \u201cFreedom of Movement\u201d a favore di una legislazione vincolante per l\u2019abbattimento delle barriere incontrate dalle persone con disabilit\u00e0. La campagna, avviata nel 2011, si collega strettamente all\u2019applicazione della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilit\u00e0, che la UE ha ratificato (insieme a diversi Stati membri) il 23 dicembre 2010, e si propone di giungere all\u2019adozione di una Direttiva europea unica sull\u2019accessibilit\u00e0, di una Carta Europea per la Mobilit\u00e0 e di un rapporto sulla libert\u00e0 di movimento che il movimento della disabilit\u00e0 dovrebbe elaborare annualmente.<br \/>\nLo spirito della Freedom Guide \u00e8 riassunto nella prefazione del Presidente EDF Yannis Vardakastanis: la libert\u00e0 di movimento tra gli Stati \u00e8 da decenni \u201cuno dei pilastri della costruzione europea\u201d, ma \u201c80 milioni di cittadini europei \u2013 le persone con disabilit\u00e0 \u2013 non possono ancora godere appieno di queste libert\u00e0 a causa di una serie di barriere. Questo non solo ostacola il progresso verso le pari opportunit\u00e0 per tali persone e per le loro famiglie, ma \u00e8 anche un\u2019opportunit\u00e0 di mercato perduta\u201d. La guida, scaricabile insieme a diversi altri materiali della campagna nella sezione dedicata del sito <a href=\"http:\/\/www.edf-feph.org\">www.edf-feph.org<\/a>, riflette due aspetti caratterizzanti dell\u2019approccio adottato dall\u2019EDF: una concezione estesa di accessibilit\u00e0, che include il superamento di barriere immateriali (ad esempio quelle che impediscono a un cittadino con disabilit\u00e0 che si sposta in un altro Stato UE di fruire di forme di assistenza comparabili) tanto quanto di quelle fisiche, e il coinvolgimento a tale scopo di soggetti differenti, dalle istituzioni pubbliche agli operatori di mercato e alla societ\u00e0 civile. Nel testo della guida, le segnalazioni \u201cdal basso\u201d di buone o (pi\u00f9 spesso) cattive pratiche nei diversi Paesi europei si alternano a proposte tecniche e politiche per l\u2019abbattimento delle barriere in vari campi, dagli oggetti di uso comune ai trasporti pubblici e alle tecnologie informatiche.<br \/>\nPer approfondire il significato della campagna, e i suoi effetti sul percorso verso una Direttiva UE sull\u2019accessibilit\u00e0 che si riveli pervasiva ed efficace, abbiamo intervistato Giampiero Griffo, membro del Board dell\u2019EDF in rappresentanza del Forum italiano sulla disabilit\u00e0.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Da quale esigenza \u00e8 nata e come si \u00e8 svolta la campagna sulla libert\u00e0 di movimento che ha condotto alla Freedom Guide?<br \/>\n<\/strong>La strategia della Commissione Europea sulla disabilit\u00e0 identifica 8 punti prioritari su cui lavorare, cui corrisponde una serie di iniziative, e tra questi 8 punti ci sono le \u201caccessibilit\u00e0\u201d in senso lato. La Commissione lavora da anni per garantire l\u2019accessibilit\u00e0 in alcuni servizi di mercato, come trasporti, siti web e beni elettronici, e negli appalti pubblici, e nel 2012 l\u2019impegno \u00e8 per una Direttiva o comunque un provvedimento legislativo sull\u2019accessibilit\u00e0.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>L\u2019anno scorso l\u2019EDF ha valutato di sostenere questa opportunit\u00e0 con una campagna europea di sensibilizzazione, perch\u00e9 non \u00e8 detto che la Direttiva risponda ai nostri desideri; abbiamo cominciato promuovendo un\u2019iniziativa per conseguire una Carta Europea Unificata per la Mobilit\u00e0, un provvedimento che garantirebbe l\u2019unificazione dei servizi utili alla mobilit\u00e0 transfrontaliera dei cittadini europei con disabilit\u00e0 (riduzioni sui treni, servizi di accoglienza&#8230;), come il contrassegno unificato \u2013 che l\u2019Italia non ha ancora messo in atto \u2013 garantisce la libert\u00e0 di parcheggiare in tutti gli Stati dell\u2019UE. Dal momento per\u00f2 che su questo tema ci \u00e8 sembrato che l\u2019iniziativa della UE fosse troppo debole, abbiamo deciso di fare una campagna sul tema dell\u2019accessibilit\u00e0 in senso lato, e nello stesso tempo di lavorare per una Direttiva che sia la pi\u00f9 onnicomprensiva possibile, nel rispetto delle competenze della Commissione Europea, per dare realmente un cambiamento di condizione agli 80 milioni di persone con disabilit\u00e0 in Europa.<\/p>\n<p><strong>Nella Freedom Guide si pone l\u2019accessibilit\u00e0 come una questione di \u201clibert\u00e0\u201d, prima di o insieme a una di \u201cdiritti\u201d. Quale significato ha questo cambio di prospettiva?<br \/>\n<\/strong>Qui tocchiamo un punto caldo, sviluppato negli anni dall\u2019EDF: i cittadini europei con disabilit\u00e0 non hanno uno dei diritti fondamentali previsti dai Trattati, quello di muoversi sui territori della UE. Nei 27 Paesi membri, oltre ai problemi di accessibilit\u00e0 fisica, c\u2019\u00e8 un problema legato alla diversit\u00e0 dei servizi di <i>welfare <\/i>tra Stato e Stato; perci\u00f2, mentre ai lavoratori sono garantiti tutti i movimenti possibili all\u2019interno dell\u2019Unione, per le persone con disabilit\u00e0 le barriere e le discriminazioni sono tante. Il <i>vulnus <\/i>di non essere cittadini europei a pieno titolo rafforza le nostre richieste, che non sono di attenzione da parte di una minoranza, ma di cittadinanza piena al pari degli altri.<br \/>\nDa quando la Commissione Europea ha ratificato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilit\u00e0, la connessione al tema dei diritti umani \u00e8 divenuta ancora pi\u00f9 forte. La libert\u00e0 di movimento corrisponde all\u2019art. 20 della Convenzione, la libert\u00e0 e l\u2019indipendenza all\u2019art. 19, l\u2019art. 9 parla di accessibilit\u00e0 in senso lato, come l\u2019art. 3 nei principi di base della Convenzione. \u00c8 evidente che l\u2019insieme di queste componenti, in gran parte di competenza della Commissione Europea per quel che riguarda il mercato, \u00e8 per noi fondamentale. Con la ratifica la Convenzione \u00e8 diventata legge europea, e deve essere applicata.<\/p>\n<p><strong>La Freedom Guide raccoglie contributi e opinioni da diversi soggetti, non solo dal mondo della disabilit\u00e0 e del sociale ma anche da quello del mercato e delle istituzioni. Perch\u00e9 per voi \u00e8 stato importante \u201callargare il campo\u201d?<br \/>\n<\/strong>Fino a prima della Convenzione ONU, il problema era fare riconoscere i diritti, e l\u2019EDF lottava per questo riconoscimento; oggi che la Convenzione \u00e8 stata ratificata da 111 Paesi, di cui 20 membri della UE e 31 in Europa, i diritti non vanno pi\u00f9 rivendicati, ma vanno applicati, e questa applicazione la dobbiamo sviluppare non solo con le istituzioni, ma anche con la societ\u00e0 civile e le associazioni, che devono essere sensibilizzate per costruire percorsi di inclusione. Ancora oggi le persone con disabilit\u00e0 non sono considerate parte della societ\u00e0, ma una specie di appendice, e in Italia come in altri Paesi i fondi del <i>welfare <\/i>sono i primi a essere tagliati, cos\u00ec che i diritti non sono tutelati e anzi li si riduce. Questo percorso richiede quindi alleanze, e questa \u00e8 la scelta che emerge anche nella modalit\u00e0 di costruzione nella guida &#8211; favorire la percezione che il problema non \u00e8 settoriale, ma si allarga a competenze di vario tipo in diverse aree della societ\u00e0.<br \/>\nIl tema della disabilit\u00e0 ormai ha superato la logica della \u201cnicchia\u201d: l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 ha sottolineato che 1 miliardo di persone, il 15% dei 7 miliardi di abitanti della Terra, ha oggi una disabilit\u00e0, ma se andiamo a leggere la condizione di tutto il genere umano nell\u2019arco di una vita, tutti vivono condizioni di disabilit\u00e0. L\u2019accessibilit\u00e0 \u00e8 quindi un tema strategico, e se non lo si affronta si rischia che l\u2019intera societ\u00e0 continuer\u00e0 a incontrare barriere nell\u2019arco della propria vita.<\/p>\n<p><strong>La non-accessibilit\u00e0 spesso nella Freedom Guide viene descritta come una \u201copportunit\u00e0 di mercato perduta\u201d; ci possono per\u00f2 essere casi in cui il costo aggiuntivo necessario per un prodotto o un servizio accessibile supera le opportunit\u00e0 di mercato che esso apre.<br \/>\n<\/strong>Abbiamo discusso su questo tema, e la nostra proposta all\u2019Unione Europea \u00e8 costruire un modello di tutela simile all\u2019American Disability Act, che ha introdotto il principio di non discriminazione all\u2019interno delle aziende, nell\u2019offerta dei prodotti. Prendiamo l\u2019esempio delle tastiere per computer, che sul mercato hanno un certo costo ma, quando richiedono una personalizzazione per una particolare esigenza, possono avere un costo anche 10 volte superiore: ebbene, negli USA non \u00e8 possibile che la tastiera personalizzata costi pi\u00f9 di quella ordinaria, e i costi aggiuntivi vengono \u201cspalmati\u201d su tutte le tastiere, garantendo, con pochi centesimi di dollaro in pi\u00f9 per tutti, che l\u2019utente che va a comprare la tastiera personalizzata abbia lo stesso trattamento rispetto agli altri. \u00c8 una procedura che vogliamo introdurre, visto che la competenza sulla discriminazione \u00e8 tutta dell\u2019Unione Europea, e siccome stiamo lavorando ai vari livelli di una Direttiva che nella logica UE \u00e8 prevalentemente legata ai beni e servizi offerti nel mercato, questo \u00e8 un classico esempio di come la discriminazione sul campo dei costi possa essere evitata con uno strumento di tutela. Esistono gi\u00e0, del resto, esperienze di questo tipo: ad esempio, i servizi di accoglienza e accompagnamento negli aeroporti vengono finanziati dalle tasse aeroportuali, che tutti pagano per coprire i servizi dedicati ai viaggiatori con disabilit\u00e0 o mobilit\u00e0 ridotta, senza che questi abbiano costi aggiuntivi. Sarebbe ingiusto e paradossale che oltre a incontrare ostacoli e barriere creati dalla societ\u00e0 dovessimo accollarci anche i costi della loro rimozione.<\/p>\n<p><strong>Oltre a questa, quali altri buone prassi pu\u00f2 trarre l\u2019Unione Europea dall\u2019esperienza degli Stati Uniti?<br \/>\n<\/strong>Con la legge antidiscriminatoria, in America, nel giro di 15 anni quasi il 100% dei servizi di trasporto \u00e8 diventato accessibile, e la sua forte tutela (con previsione di risarcimenti elevati) nei servizi di ristorazione e alberghieri \u00e8 stata sicuramente significativa per sensibilizzare chi opera in quei settori.<br \/>\n\u00c8 evidente che questo approccio non riesce a coprire tutto, e il meccanismo di tutela previsto nella Convenzione \u00e8 necessariamente individuale e dipende dalla volont\u00e0 della persona, ma gi\u00e0 in Italia, in questi ultimi anni, abbiamo potuto verificare che la conoscenza appropriata della situazione delle persone con disabilit\u00e0 in termini di rispetto dei loro diritti umani, da parte di avvocati e giudici, d\u00e0 risultati significativi nelle sentenze recenti. A livello europeo questo \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 complicato, perch\u00e9 bisogna prima passare per una sentenza in giudicato dello Stato membro per poter accedere alla Corte di Giustizia di Strasburgo, ma il principio \u00e8 che oggettivamente, con questa impostazione, la violazione dei diritti umani \u00e8 facilmente certificabile. Violazione dei diritti umani significa \u201ctrattamento differente senza giustificazione\u201d, e oggi tecnologie, soluzioni e pratiche consentono di trovare la risposta a problemi di accessibilit\u00e0, quindi non metterle in campo significa violare i diritti umani.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 lo \u201cstato dell\u2019arte\u201d nel percorso verso la Direttiva UE sull\u2019accessibilit\u00e0?<br \/>\n<\/strong>A fine febbraio si \u00e8 chiusa la consultazione pubblica che la Commissione Europea ha promosso per raccogliere suggerimenti e proposte da singoli cittadini, associazioni della societ\u00e0 civile e istituzioni. Agli inizi di marzo un Board dell\u2019EDF ha discusso i punti essenziali che secondo noi dovrebbero essere contenuti nella Direttiva, e nello stesso tempo l\u2019EDF ha presentato un proprio commento a un testo in circolazione, ma non ancora ufficiale, per mettere in campo una serie di elementi per arricchire e allargare il campo della tutela.<br \/>\nNel campo della tutela dei consumatori all\u2019interno del mercato, gli spazi ci sono; la possibilit\u00e0 di intervento con una regolamentazione standard che possa essere accettata da tutti i Paesi membri \u00e8 pi\u00f9 complicata, perch\u00e9 le legislazioni nazionali sono diverse e in alcuni Paesi sono addirittura assenti, e quindi l\u2019armonizzazione dei meccanismi non sembra cos\u00ec facile. Allo stato attuale di prima bozza, comunque, la Direttiva introdurrebbe elementi di tutela molto interessanti, che prima non c\u2019erano, e nello stesso tempo promuoverebbe una sensibilizzazione maggiore in chi deve applicare le norme \u2013 non solo le istituzioni, ma tutti gli attori del mercato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso 29 febbraio, l\u2019European Disability Forum (EDF), organismo di rappresentanza delle associazioni di persone con disabilit\u00e0 a livello europeo, ha presentato a Bruxelles la propria Freedom Guide, esito e tassello essenziale della campagna in corso \u201cFreedom of Movement\u201d a favore di una legislazione vincolante per l\u2019abbattimento delle barriere incontrate dalle persone con disabilit\u00e0. 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