{"id":2493,"date":"2020-03-14T10:44:18","date_gmt":"2020-03-14T09:44:18","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2493"},"modified":"2025-09-01T11:35:56","modified_gmt":"2025-09-01T09:35:56","slug":"incontro-allarte-keith-haring-non-ha-il-senso-del-limite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2493","title":{"rendered":"Keith Haring (non) ha il senso del limite"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIl mio disinteresse verso i prodotti finiti e<span class=\"Apple-converted-space\"> \u00a0<\/span>le \u2018affermazioni definitive\u2019 illustra quest\u2019idea\u201d.<br \/>\n(K. Haring, <i>Diari<\/i>, Milano, Piccola Biblioteca Oscar Mondadori 2010, p. 39)<\/p>\n<p><strong>Il perimetro<br \/>\n<\/strong>\u201cSto sperimentando fisicamente il perimetro di un certo spazio. Dopo che ho segnato un certo spazio e creato un bordo, o dei confini, sono fisicamente consapevole dei miei limiti. Ho creato i miei confini e il mio spazio. Poi inizio a lavorare da una certa area e ci costruisco sopra finch\u00e9 ho riempito o preso in considerazione tutto lo spazio precedentemente delineato\u201d.<br \/>\n(K. Haring, <i>Diari<\/i>, Milano, Piccola Biblioteca Oscar Mondadori 2010, p. 37)<\/p>\n<p>Niente, come il concetto di limite, pu\u00f2 descrivere meglio l\u2019arte di Keith Haring.<br \/>\nLimite come spazio circoscritto, come contenitore, come opportunit\u00e0.<br \/>\nA partire dalle esperienze artistiche che vedono Haring riempire di disegni le metropolitane newyorchesi.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>\u201cNon ricordo come ho iniziato a fare disegni nella metropolitana. Ricordo quando ho iniziato, ma non il perch\u00e9. Ricordo solo un pannello perfettamente vuoto che sembrava il posto ideale per realizzare un disegno cos\u00ec ho comprato un gessetto e mi sono messo a disegnare\u201d.<br \/>\n(Christina Clausen, <i>L\u2019universo di Keith Haring<\/i>, documentario, Italia, Francia 2007)<\/p>\n<p>Quasi come se l\u2019atto fosse pi\u00f9 importante del contenuto, un\u2019energia incontenibile lo spingeva a riempire quegli spazi vuoti con segni semplici ma che catturavano l\u2019attenzione dei passanti.<br \/>\nNel pubblico e nella verifica immediata del valore del suo lavoro si trova una delle motivazioni che lo muovono a continuare nonostante il rischio di venire arrestato o multato.<br \/>\nLe persone che incontrava per strada o in metropolitana, in fondo, difficilmente entravano in un museo, in questo modo Haring riusciva a portare il museo da loro, allargando il limite della fruizione artistica.<br \/>\nAlle persone che gli chiedevano perch\u00e9 lo facesse rispondeva che non era per soldi bens\u00ec perch\u00e9 tutti potessero goderne.<br \/>\nQuel disegno, in fondo, riempiva un vuoto, fisico e culturale.<\/p>\n<p>Il rapporto con il pubblico rimase sempre l\u2019orizzonte della sua arte.<br \/>\n\u201cDefinire la mia arte equivale a distruggerne lo scopo. L\u2019unica definizione legittima \u00e8 la \u2018definizione individuale\u2019, l\u2019interpretazione individuale, un\u2019unica risposta personale che pu\u00f2 solo essere considerata in quanto opinione. Nessuno sa qual \u00e8 il significato definitivo della mia arte perch\u00e9 non c\u2019\u00e8\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>(K. Haring, <i>Diari<\/i>, Milano, Piccola Biblioteca Oscar Mondadori 2010, p. 36)<\/p>\n<p>Le opere di Haring si possono coniugare solo alla prima persona singolare.<br \/>\nParlano un linguaggio universale, comprensibile a tutti per\u00f2 in modo assolutamente personale, soprattutto perch\u00e9, come dice lui, la sua arte non ha significato se non quello che ognuno di noi gli attribuisce.<br \/>\nAttraverso le sensazioni provate, l\u2019identificazione o il rifiuto dei modelli proposti e per ci\u00f2 che producono negli spettatori che le guardano.<\/p>\n<p>\u201cI miei dipinti, di per s\u00e9, non sono importanti come l\u2019interazione tra le persone che li vedono e le idee che portano con s\u00e9 quando non sono pi\u00f9 in presenza del mio lavoro \u2013 i pensieri e le emozioni che ho provocato in loro come risultato del loro contatto coi miei pensieri ed emozioni visti attraverso la realt\u00e0 fisica di immagini\/oggetti\u201d.<br \/>\n(K. Haring, <i>Diari<\/i>, Milano, Piccola Biblioteca Oscar Mondadori 2010, p. 39)<\/p>\n<p><strong>Rischiando a modo suo<br \/>\n<\/strong>L\u2019evoluzione artistica di Keith Haring \u00e8 descritta, involontariamente, nei diari nei quali raccoglie pensieri e riflessioni. \u00c8 tra quelle parole che l\u2019ho incontrato e conosciuto, che ho cominciato ad amare il suo modo di essere artista, i suoi dubbi e le sue affermazioni, \u00e8 l\u00ec che ho seguito, con interesse da esploratore, il tema del limite come filo conduttore della sua vita.<br \/>\nProva ne \u00e8 anche ci\u00f2 che scrive nel 1977 e che apre la collezione dei suoi diari.<br \/>\nDopo aver scorrazzato in autostop per tutta l\u2019America, torna a Pittsburgh e si iscrive all\u2019universit\u00e0 per poi, poco dopo, trasferirsi a New York.<br \/>\nScrive, il 29 aprile 1977:<br \/>\n\u201cQuesto \u00e8 un momento triste\u2026 \u00e8 triste perch\u00e9 sono di nuovo confuso, o forse dovrei dire \u2018ancora\u2019? Non so quello che voglio n\u00e9 come ottenerlo. Mi comporto come se sapessi quello che voglio e sembra che mi stia muovendo rapidamente in direzione della meta, ma quando arrivo al punto non so neppure cosa sia. Credo che dipenda dalla paura. Ho paura di sbagliare. E credo di aver paura di sbagliare perch\u00e9 mi confronto continuamente con gli altri, con le altre esperienze, con altre idee. Invece dovrei guardare a tutte queste cose in prospettiva, senza far paragoni. Continuo a mettere la mia vita a confronto con un\u2019idea o un modello di vita completamente diverso. Invece dovrei fare affidamento alla mia vita soltanto, perch\u00e9 ogni esistenza ha aspetti positivi e negativi. Ognuna \u00e8 autonoma, l\u2019unico merito di chi si \u00e8 guadagnato la mia ammirazione o ha suscitato in me il desiderio di imitarlo \u00e8 stato quello di avere corso un rischio, rischiando a modo suo. \u00c8 cresciuto attraverso diverse situazioni e ha toccato picchi di felicit\u00e0 e infelicit\u00e0. Se cerco continuamente di modellare la mia vita su quello di qualcun altro, finisco per sprecarla riproducendo le cose per puro e vacuo spirito di accettazione. Ma se vivo la vita a modo mio e faccio in modo che gli altri [artisti] mi influenzino solo come riferimenti esterni o come punti di partenza, posso costruire una consapevolezza ancora maggiore invece di restarmene qui inattivo\u201d.<br \/>\n(K. Haring, <i>Diari<\/i>, Milano, Piccola Biblioteca Oscar Mondadori 2010, p. 3)<\/p>\n<p>Il rischio, come limite da affrontare, sul quale correre per superarlo e dimostrare la propria unicit\u00e0, facendosi influenzare senza copiare. Le forti amicizie che Haring ha instaurato con Andy Warhol, Basquiat e molti altri artisti della scena <i>underground<\/i> newyorchese, pittori o graffitari, musicisti o <i>breaker<\/i>, insomma chiunque potesse fornirgli uno stimolo creativo sono il segno di una continua ricerca di relazione e difesa dell\u2019autonomia, di dipendenza ma anche di un forte bisogno di libert\u00e0. Sensazioni contradittorie dell\u2019uomo Haring, che rappresentano la colonna vertebrale, l\u2019ossatura sulla quale si costruisce l\u2019Haring artista.<\/p>\n<p><strong>Lo \u201cSperma demonio\u201d<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019AIDS colp\u00ec anche lui.<br \/>\nNegli anni \u201980 tutti avevano a che fare con la \u201cmalattia del sesso\u201d, direttamente o indirettamente.<br \/>\nKeith Haring era figlio legittimo di quegli anni e non si era mai risparmiato, tantomeno nel rapporto con le droghe e una certa libert\u00e0 sessuale.<br \/>\nFin\u00ec per avere un confronto diretto con il vero limite che ognuno di noi deve affrontare, la morte.<br \/>\nFin dalla nascita tutti noi sappiamo che prima o poi moriremo, per\u00f2 \u00e8 come se ne diventassimo realmente consapevoli solo nel momento in cui leggiamo la data di scadenza.<br \/>\n\u00c8 per questo che gli ultimi lavori dell\u2019artista si pongono l\u2019obiettivo di informare rispetto al tema della malattia. Terrore, paura, rischio, \u201cnon pu\u00f2 pi\u00f9 esistere il sesso anonimo\u201d dice.<br \/>\nSintesi di una vita, questo periodo esplicita la caratteristica che pi\u00f9 mi affascina di Haring, la sua generosit\u00e0, il suo essere tutto, per tutti. Generoso nel regalare disegni, nel donare il suo tempo, nel pensare all\u2019altro, pubblico o individuo. Generoso nel non chiudersi nel suo limite ma nel renderlo sempre pi\u00f9 ampio e accogliente.<\/p>\n<p>\u201cDopo averci scioccato per salvarci, Haring combatte la depressione con un lavoro forte e commovente\u2026 sfida il terrore. Ci mostra che la continuit\u00e0 va cercata nello spirito della sua arte e non nel suo corpo destinato a morire\u201d.<br \/>\n(Keith Haring, <i>Diari<\/i>, Milano, Piccola Biblioteca Oscar Mondadori 2010, p. XXV)<\/p>\n<p>Generoso anche nei doni che ci fa.<br \/>\nNon lui al centro bens\u00ec la sua arte, le sue opere, le sue idee, le sue intuizioni.<br \/>\nE un pensiero lungo e largo, che parte da ieri e arriva a domani, che si occupa dell\u2019altro e che rende eterna, illimitata, la sua vita.<\/p>\n<p>\u201cGiunto a questo punto, c\u2019\u00e8 qualcosa che avresti voluto fare e non hai fatto?<br \/>\nS\u00ec: dei disegni sulla sabbia. Disegni nel deserto. Disegni come quelli nelle Ande. Li saprei fare bene. E un parco per bambini\u2026 Ho dato vita a una fondazione che avr\u00e0 abbastanza denaro per costruirlo. \u00c8 un dono che voglio fare a tutti i bambini di New York\u201d.<br \/>\n(Keith Haring, <i>L\u2019ultima intervista<\/i>, Milano, Abscondita, 2010, p. 84)<\/p>\n<p>Un conto \u00e8 amare un artista e scrivere di lui.<br \/>\nUn altro \u00e8 scrivere di lui e, per questo innamorartene.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl mio disinteresse verso i prodotti finiti e \u00a0le \u2018affermazioni definitive\u2019 illustra quest\u2019idea\u201d. (K. Haring, Diari, Milano, Piccola Biblioteca Oscar Mondadori 2010, p. 39) Il perimetro \u201cSto sperimentando fisicamente il perimetro di un certo spazio. Dopo che ho segnato un certo spazio e creato un bordo, o dei confini, sono fisicamente consapevole dei miei limiti. 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