{"id":250,"date":"2009-11-04T17:05:21","date_gmt":"2009-11-04T17:05:21","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=250"},"modified":"2025-12-12T11:36:44","modified_gmt":"2025-12-12T10:36:44","slug":"salve-sono-un-geranio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=250","title":{"rendered":"Salve sono un geranio, per una cultura che valorizzi tutte le abilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>di Claudio Imprudente<\/p>\n<p>Vi racconto di un mio recente incontro al Centro Documentazione Handicap di Bologna, dove lavoro. Erano presenti un gruppo di insegnanti tedeschi che ogni anno trascorrono una settimana nel bolognese per incontrare alcune realt\u00e0 operanti nel sociale, come scuole e associazioni; solitamente l\u2019ultimo giorno che trascorrono in Italia ci fanno visita per una chiacchierata di conoscenza. Io preferisco sempre rendere attivi questi incontri, andare un po\u2019 oltre le chiacchiere, giocare, cos\u00ec da far toccar con mano ci\u00f2 di cui si sta parlando. Quest\u2019anno avevo messo al centro della tavola una bellissima pianta e ho iniziato dicendo che quella pianta era il mio biglietto da visita. Ho raccontato come solitamente la mia presentazione ai convegni fosse \u201cSalve, sono un geranio\u201d. Immaginate lo stupore negli occhi dei tedeschi, lo sguardo perso ma attento di chi non capisce ma rimane concentrato per intuire dove voglio arrivare con i miei giochetti. Ho poi spiegato che mi presento cos\u00ec facendo memoria di ci\u00f2 che era stato detto a mia madre al momento della mia nascita: \u201cSignora, guardi, suo figlio \u00e8 vivo, ma rester\u00e0 per sempre un vegetale\u201d. Allora io ho scelto come vegetale di essere una pianta di geranio. Le facce dei tedeschi si facevano sempre pi\u00f9 sconvolte e curiose nello stesso tempo. Uscendo dalla mia esperienza personale ho deciso di instaurare un dialogo che stimolasse anche il loro contributo sulla questione \u201cpianta o persona?\u201d Si tratta infatti di una questione che non riguarda solo me, tutte le persone handicappate gravi vengono definite dei vegetali sin dalla nascita e cos\u00ec sono dunque costretti a presentarsi per il resto della loro vita. Dico spesso, a questo proposito, che sono contento di essere handicappato e di esserlo fino in fondo, cos\u00ec tutto si mette in discussione, si mette in crisi\u2026altrimenti non mi sarei mai valso del titolo di geranio! Allora di fronte a questo dato di fatto chiedevo ai tedeschi di avanzare ipotesi o proposte concrete per trasformare queste piante in persone. Sono uscite un po\u2019 tutte quelle solite cose che si fanno con una pianta: la si annaffia, la si tiene al sole, le si cambia la terra, la si concima. Ma non basta ancora, facendo tutto questo, assolutamente necessario, la pianta rimane sempre pianta. Allora escono le proposte pi\u00f9 folli e, a mio avviso, anche un po\u2019 patologiche: le si parla, la si tiene in compagnia, le si fa ascoltare la musica. Ok, ma sempre pianta rimane, forse pi\u00f9 bella, forse anche un po\u2019 pi\u00f9 frustrata, ma sempre pianta \u00e8. I tedeschi non sanno pi\u00f9 cosa dire, come gestire la situazione: si legge nei loro occhi lo smarrimento pi\u00f9 totale. Decido di buttarmi e dare la soluzione dell\u2019enigma che li sta rendendo sempre pi\u00f9 pensierosi. Tutto quello che \u00e8 stato proposto appartiene a quella che si chiama assistenza, ma abbiamo visto come con la sola assistenza, seppur necessaria, la pianta rimane ancora pianta. Per farla diventare persona bisogna abbassarsi al suo livello, guardarla dritto negli occhi e instaurare con lei una relazione alla pari: ecco che la pianta diventa persona. Non \u00e8 comunque uno sforzo unilaterale! La relazione alla pari si crea con il contributo di tutte le parti; in certe situazioni questo contributo \u00e8 messo a disposizione incondizionatamente. Non lo trovate affascinante? Tutti sono capaci di fare assistenza, anche il Presidente del Consiglio fa assistenza, ma la pianta rimane pianta. Se non ci rapportiamo alla diversabilit\u00e0 nel giusto modo rischiamo di copiare un modello gi\u00e0 vecchio, bisogna cambiare la cultura. Dobbiamo insomma fare un salto di qualit\u00e0 che \u00e8 insieme politico e culturale. Attenzione per\u00f2: se la persona diversabile non \u00e8 disposta giocarsi in una relazione autentica, uscendo dalla logica del mero farsi aiutare, non otterremo una vera reciprocit\u00e0. Quasi mai si pensa che l\u2019integrazione non \u00e8 solo l\u2019accoglienza da parte della \u201cnormalit\u00e0\u201d del \u201cdiverso\u201d, ma anche il \u201cdiverso\u201d deve accogliere la \u201cnormalit\u00e0\u201d. Il diversabile deve accettare i propri deficit, averne consapevolezza, e fare in modo che l\u2019handicap non influenzi negativamente il rapporto con un\u2019altra persona, che a sua volta si sforza di fare altrettanto: entrambi devono accettare i propri limiti. Dobbiamo insomma fare tutti insieme, diversabili e normabili, un salto di qualit\u00e0 che \u00e8 insieme politico e culturale. Perch\u00e9 la pianta diventi persona si deve pensare adulta, come diceva spesso il mio amico Mario Tortello. Per questo credo che l\u2019anno duemilatre, anno europeo delle persone con disabilit\u00e0, si presti bene ad essere un momento propizio per lavorare a questa cultura da cambiare e migliorare. Come ho gi\u00e0 detto mille volte la parola disabilit\u00e0 proprio non mi piace, allora perch\u00e9 non trasformare il 2003 in \u201canno europeo della diversabilit\u00e0\u201d. Sarebbe l\u2019occasione per fare un salto di qualit\u00e0 culturale e politico anche per chi si sente solo una persona portatrice di deficit. Ultimamente ho scoperto quanto sia importante mettere in rete tutte le idee e tutte le esperienze, allora ecco il mio indirizzo di posta elettronica: claudio@accaparlante.it. Se proprio poi volete innaffiarmi\u2026fatelo con la birra Adelscott!<br \/>\n(Con la collaborazione di Alessandra Pederzoli)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per una cultura che valorizzi tutte le abilit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3586,3608,3591],"edizioni":[35],"autori":[2592],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/250"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=250"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/250\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5681,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/250\/revisions\/5681"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=250"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=250"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=250"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=250"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=250"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=250"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=250"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=250"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=250"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}