{"id":251,"date":"2009-11-04T17:05:21","date_gmt":"2009-11-04T17:05:21","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=251"},"modified":"2025-12-12T11:34:07","modified_gmt":"2025-12-12T10:34:07","slug":"strumenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=251","title":{"rendered":"12. Strumenti"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSe io potr\u00f2 impedire<br \/>\na un cuore di spezzarsi<br \/>\nnon avr\u00f2 vissuto invano<br \/>\nSe allevier\u00f2 il dolore<br \/>\no guarir\u00f2 una pena<br \/>\no aiuter\u00f2 un pettirosso caduto<br \/>\na rientrare<!--break--> nel nido<br \/>\nnon avr\u00f2 vissuto invano.<br \/>\nEmily Dickinson<\/p>\n<p><b>Frediano Sessi, Sotto il cielo d\u2019Europa, Einaudi ragazzi, Torino, 1998<br \/>\n<\/b>Hans, Elisa, Remy, Pino, Simone, Franco, Cahia, Rom. Nomi qualsiasi di ragazzi qualsiasi, uniti dallo stesso tragico destino: il campo di concentramento dove insieme a loro sono morti migliaia di bambini e ragazzi. Raccontando le loro storie, l\u2019autore ci accompagna in un viaggio molto particolare. Si fa tappa davanti ai cancelli dei pi\u00f9 grandi campi di concentramento e sterminio d\u2019Europa e, attraverso le semplici parole che ci richiamano agli occhi i ragazzi deportati, siamo costretti a rivivere quello che molti vorrebbero dimenticare. Ogni storia \u00e8 accompagnata dalla descrizione del campo in cui si \u00e8 svolta. Non ci sono commenti, bastano le cifre. Non \u00e8 un libro facile, non lascia spazio a speranza e fantasia, parole sconosciute ai milioni di persone rinchiuse nei lager e proprio per questo \u00e8 bene che i ragazzi non lo leggano da soli ma insieme ad adulti in grado di \u201cfare memoria\u201d di quello che \u00e8 successo ma insieme in grado di crescere i ragazzi perch\u00e9 quello che \u00e8 successo non deva pi\u00f9 accadere. Accanto alle semplici storie di ragazzi veri che si possono ascoltare dalla voce di un adulto, si possono consegnare nelle mani dei giovani lettori romanzi che, seppur inventati, richiamano queste vicende. E cos\u00ec Cahia piccola contrabbandiera del ghetto di Varsavia potr\u00e0 fra compagnia ad Alex di via degli Uccelli cos\u00ec come Rom rivive al fianco di Merlino e Schulim, nell\u2019ombra del lungo camino.<\/p>\n<p><b>Lia Levi, Che cos\u2019\u00e8 l\u2019antisemitismo? Per favore rispondete, Mondadori, Milano, 2001<br \/>\n<\/b>Lia Levi, forte della sua lunga esperienza di testimonianza nelle scuole, raccoglie in questo libro una ventina di domande cui risponde in maniera semplice e chiara, con molti riferimenti storici e culturali. L\u2019obiettivo, centrato, \u00e8 quello di eliminare dubbi, incertezze e perplessit\u00e0 su Israele, la religione ebraica e gli ebrei perch\u00e9 da qui nascono i pregiudizi pi\u00f9 crudeli. Alcune domande sono pi\u00f9 impegnative e affrontano i rapporti fra le religioni, il fascismo e il nazismo. Altre invece sono pi\u00f9 legate agli stereotipi (gli ebrei sono ricchi, brutti, intelligenti, avari\u2026) e potrebbero far sorridere se non riflettessero un credere diffuso che va combattuto in tutti i modi per crescere i ragazzi nel rispetto reciproco e nell\u2019apertura a persone diverse di cui vanno scoperti i valori e le peculiarit\u00e0 piuttosto che le caratteristiche negative. Il libro \u00e8 completato da una nota storica di Luciano Tas che ripercorre la storia degli ebrei dai tempi biblici al nostro secolo. Anche questa \u00e8 semplice e chiara e pu\u00f2 essere un ottimo strumento di lavoro e sicuramente un valido supporto ai testi scolastici, molto pi\u00f9 sintetici e a volte imprecisi.<\/p>\n<p><b>Annette Wievorka, Auschwitz spiegato a mia figlia, Einaudi tascabili, Torino, 1999<br \/>\n<\/b>Attraverso le domande della figlia adolescente, l\u2019autrice, una storica che ha dedicato molto tempo allo studio dell\u2019ebraismo e della Shoah, cerca di spiegare che cosa \u00e8 successo durante il nazismo e che cosa \u00e8 stata la persecuzione nei confronti degli ebrei. Ma come lei stessa dice: \u201cUna cosa mi ha colpito soprattutto mentre cercavo di rispondere a Mathilde, di spiegarle cos\u2019era Auschwitz: il fatto che le sue domande fossero le stesse che continuano ad assillarmi. Le stesse che da pi\u00f9 di mezzo secolo alimentano la riflessione degli storici e dei filosofi. Domande cui \u00e8 difficile rispondere. Erano solo espresse in modo pi\u00f9 crudo, pi\u00f9 diretto. In qualit\u00e0 di storica, ovviamente, \u00e8 piuttosto facile per me descrivere Auschwitz, raccontare come si \u00e8 svolto il genocidio degli ebrei. A un certo punto ci si scontra, per\u00f2, con un nocciolo assolutamente incomprensibile e quindi inspiegabile: perch\u00e9 i nazisti decisero di cancellare gli ebrei dalla faccia della terra? Perch\u00e9 spesero tanta energia per andare a scovare vecchi e bambini ai quattro angoli dell\u2019Europa che occupavano \u2013 da Amsterdam a Bordeaux, da Varsavia a Salonicco \u2013 soltanto per sterminarli?\u201d (pp. 4-5). \u201cA questo punto saremmo tentati anche noi di porre una domanda alla Wievorka. La bambina, o meglio, l\u2019adolescente Mathilde, si far\u00e0 adulta, svolger\u00e0 forse la sua personale attivit\u00e0 di intellettuale e \u2013 chiss\u00e0? \u2013 anche di educatrice. Dal dialogo di cui siamo stati testimoni, ella avr\u00e0 acquisito un patrimonio che non esitiamo a definire prezioso, per gli stimoli all\u2019ulteriore riflessione e alla ricerca che sembrano lontani dall\u2019essersi esauriti. Si continuano a pubblicare ricerche in proposito, ma il tema non \u00e8 esaurito, perch\u00e9 la crudelt\u00e0 umana si \u00e8 nutrita e si nutre ancora, se funzionale a un disegno politico, di stermini di massa, di deportazioni, di torture. Non \u00e8 esaurito perch\u00e9 a fronte di tali manifestazioni orribili, larghi strati di indifferenza continuano a manifestarsi. (dalla postfazione di Amos Luzzatto, pp. 76-77).<\/p>\n<p><b>Andrea Canevaro, Elena Malaguti, Agostino Miozzo, Chiara Venier (a cura di), Bambini che sopravvivono alla guerra, Erickson, Trento, 2001<br \/>\n<\/b>Questo libro \u00e8 stato scritto con l\u2019obiettivo di costruire un percorso di dialogo e di scambio con chi vive in paesi in guerra. Molto di rado si ha la possibilit\u00e0 di conoscere in modo diretto e approfondito la voce e le risorse delle persone che vivono tali realt\u00e0 sulla propria pelle, soprattutto se bambini. In questo caso sono stati raccolti disegni e storie di bambini e ragazzi di Bosnia, Uganda e Ruanda che poi sono stati letti e commentati da alunni italiani. Lo studio e l\u2019approfondimento, iniziati dal lavoro sui disegni, hanno portato alla conoscenza di ciascun paese che \u00e8 stata approfondita anche cercando di spostare l\u2019angolo di visuale e collocando la scuola in una dimensione pi\u00f9 allargata, quella di un mondo in cui convivono, devono convivere, culture e stili di vita differenti. Il libro riporta i percorsi didattici accompagnati da una parte di approfondimento e da un\u2019appendice con i disegni dei bambini. Come afferma Mozzo, nella prefazione, \u201cParadossalmente oggi, in un mondo non pi\u00f9 delimitato dalle divisioni in blocchi, le condizioni dei bambini sembrano invece peggiorare in particolare in quei paesi che sono stati il teatro dell\u2019esplosione di devastanti conflitti etnici, religiosi ed economici. (\u2026) Il lavoro che ha generato questa pubblicazione va esattamente nel senso di testimoniare l\u2019evoluzione del nostro agire, delle nostre azioni e del nostro percorso e risponde alla necessit\u00e0 di \u201cstoricizzare\u201d un\u2019esperienza significativa e attirare l\u2019attenzione su tematiche che sono oggetto di grande attenzione mediatica, con tutti i limiti della semplificazione e della banalizzazione che i ritmi della comunicazione nell\u2019era informatica impongono\u201d.<\/p>\n<p><b>Amnesty International, Quando i \u201cgrandi\u201d fanno la guerra, Edizioni Cultura della Pace, 2000<br \/>\n<\/b>Attraverso casi concreti e numerose testimonianze, il libro presenta il coinvolgimento dei minori nelle guerre di tutto il mondo, nelle sue varie sfaccettature, dal subire la guerra al diventarne protagonisti, dal fuggire dalle zone di guerra alla possibilit\u00e0 di crescere, malgrado tutto.<\/p>\n<p><b>Leggere l\u2019Olocausto, Idest, 1998<br \/>\n<\/b>Una bibliografia accurata, suddivisa per fasce d\u2019et\u00e0 e tipologie di racconto, accompagnata da un saggio di Frediano Sessi sull\u2019atteggiamento che deve avere chi si avvicina alla lettura e alla comprensione dell\u2019Olocausto.<\/p>\n<p><b>Viaggio ad Auschwitz, Idest, 1998<br \/>\n<\/b>Il resoconto di un gruppo di ragazzi di scuola media e le loro impressioni, insieme ad alcune testimonianze di sopravvissuti.<\/p>\n<p><b>Mona Macksoud, I bambini e lo stress della guerra, Edizioni Scientifiche Magi, Roma, 1999<br \/>\n<\/b>Un manuale pensato per i genitori e gli insegnanti di quei paesi in cui i bambini subiscono quotidianamente stress estremi dovuti alla guerra e ad altre forme di violenza sistematica. Semplici e pratici suggerimenti per non restare impotenti di fronte ai comportamenti problematici e distruttivi di tali bambini. Durante la guerra in Libano e in Kuwait, una prima versione di questo libro, tradotta in arabo, fu distribuita ad insegnanti, operatori della salute mentale nei campi giovanili e allo staff di svariati programmi di comunit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Elena Camino, I bambini e la guerra, EGA, Torino, 1987<br \/>\n<\/b>Il rapporto fra la realt\u00e0 infantile e l\u2019universo della guerra, vissuta, osservata o giocata, pone da tempo una lunga serie di controversi problemi psico-pedagogici, resi ancora pi\u00f9 complessi dalla molteplicit\u00e0 degli aspetti della questione. Dopo quindici anni, \u00e8 ancora attuale questo fascicolo che offre spunti per l\u2019approfondimento e il dibattito, scegliendo di stare dalla parte dei bambini e della loro visione della guerra.<\/p>\n<p><b>Daniele Novara, Silvia Mantovani (a cura di), Bambini ma non troppo, La Meridiana, Molfetta, 2000<br \/>\n<\/b>Una prima possibile risposta al rapporto dei bambini con la memoria, la memoria del passato che diventa memoria del futuro: per garantire il futuro \u00e8 necessario pensare in senso temporale, elaborare un concetto di tempo che permetta la rielaborazione delle esperienze vissute e la crescita. Questo il senso del libro che raccoglie esperti, psicologi, pedagogisti, scrittori con lo scopo di aprire un nuovo versante formativo che includa e integri l\u2019educazione della memoria come obiettivo centrale nell\u2019educazione alla pace e alla buona gestione dei conflitti.<\/p>\n<p><b>Andrea Molesini, Nero latte dell\u2019alba, Infanzie, Mondadori, Milano, 1993<br \/>\n<\/b>Un percorso di conoscenza ed approfondimento bibliografico sull\u2019Olocausto. Nel primo saggio, l\u2019autore, ripercorre l\u2019instaurasi del terrore hitleriano e puntualizza il peso delle responsabilit\u00e0 individuali di fronte a ci\u00f2 che per la sua atrocit\u00e0, profondit\u00e0 e costanza diventa emblema dello sterminio razziale sistematico ed organizzato. Segue poi la presentazione di quattordici schede che, attraverso una selezione ragionata fra la vastissima bibliografia esistente sul tema, indicano altrettanti percorsi di lettura particolarmente adatti per bambini e ragazzi, anche se non esclusivi. Per ogni volume, infatti, viene curata un\u2019esposizione del contenuto e delle caratteristiche estetico-emotive che ne tratteggiano gli aspetti pi\u00f9 significativi e anche i possibili collegamenti con altre letture.<\/p>\n<p><b>Antonietta Marcucci, Ricordando\u2026tra un asso di bastoni e un re di denari, Sovera Multimedia, Roma, 2001<br \/>\n<\/b>Il testo presenta una raccolta di tredici testimonianze sulla seconda guerra mondiale raccolte nella localit\u00e0 di Casteltodino in Umbria ed una commedia. Ad ogni storia \u00e8 abbinata una breve scheda con alcune possibili indicazioni di lavoro didattico sia a livello individuale che per la discussione collettiva.<\/p>\n<p><b>Brigitte Labb\u00e9, Michel Puech, La guerra e la pace, Piccoli filosofi, APEjunior, Milano, 2002<br \/>\n<\/b>Nella collana \u201cPiccoli filosofi\u201d troviamo anche questo testo che si rivolge ai bambini tra i sei e gli otto anni per invitarli a ragionare sul tema della pace e della guerra. In modo diretto e concreto ma non banale si introduce il concetto che la pace non \u00e8 una condizione naturale, anzi essa nasce e diventa stabile solo se ogni giorno, nei modi in cui ad ognuno \u00e8 possibile, ci si impegna per costruirla. Il testo si presta molto bene ad una lettura guidata, in classe oppure in famiglia, da cui prendere lo spunto per rispondere e riflettere alle tante possibili domande che possono scaturirne.<\/p>\n<p><b>Olek Mincer, Varsavia, viale Gerusalemme, 45, I mappamondi, Sinnos Editrice, Roma, 1999<br \/>\n<\/b>La collana \u201cI Mappamondi\u201d presenta libri bilingui \u201cscritti da autori immigrati per ragazzi italiani che hanno compagni di scuola stranieri e per ragazzi stranieri che hanno compagni di scuola italiani\u201d Vogliono essere in qualche modo libri \u201cponte tra storie, lingue , tracce di culture diverse\u201d. Questo testo in particolare presenta la storia dell\u2019autore \u201cragazzo ebreo polacco cos\u00ec speciale e normale racconta se stesso con parole semplici di fanciullo adulto. Racconta agli adolescenti italiani di oggi il suo allora da un altro mondo\u201d. Un mondo che non \u00e8 solo personale o famigliare ma che porta il pegno di un\u2019intera cultura, quella ebraica, segnata in modo indelebile dalla guerra, dalla deportazione, dalle cicliche ondate di persecuzione. Molto interessante \u00e8 anche l\u2019arrivo in Italia e la conoscenza con la comunit\u00e0 ebraica italiana che attraverso la testimonianza diretta dell\u2019autore prende i colori vivi della convivenza quotidiana.<\/p>\n<p><b>Angelo Ferrari, Luciano Scalettari, I bambini in guerra. Le storie, le stragi, i traumi, il recupero, EMI, Bologna,1996<br \/>\n<\/b>Diamo la parola agli autori \u201cL\u2019idea di questo libro nasce di ritorno da una tavola rotonda, tenuta insieme, su questioni africane. Entrambi eravamo giunti alla consapevolezza che i bambini, nelle sempre pi\u00f9 frequenti tragedie del Sud del mondo, erano \u201cla notizia\u201d, la foto da prima pagina, la storia d\u2019apertura del servizio; ma regolarmente i media si dimenticavano di loro un attimo dopo. Quali erano veramente le conseguenze della guerra su di un bambino? Che gli accadeva, oltre a morire? Come superava i momenti pi\u00f9 drammatici? E dopo, come si ricostruiva il suo mondo infantile, se ormai aveva attraversato il peggiore dei mondi d\u2019adulto\u2019 Che tracce rimanevano nella sua mente delle immagini di sangue, di morte, di sofferenza? Si sarebbero potuto dissolvere, o l\u2019\u201dombra\u201d avrebbe accompagnato per sempre la sua vita?\u201d Da queste domande gli autori partono per raccontare, in modo documentato, l\u2019emergenza della guerra (si fa particolare riferimento a quanto successo in Rwanda e in Bosnia) e il dopo-guerra, la vita azzerata, la psiche distrutta dai traumi, ma capace ancora di \u201cvolere la vita\u201d e di saperla ricostruire.<\/p>\n<p><b>Silvia Montevecchi, Vite sospese, EMI, Bologna, 2002<br \/>\n<\/b>\u201cNascere in Africa oggi non \u00e8 esattamente ci\u00f2 che si dice un colpo di fortuna (\u2026) ci sono ormai generazioni di persone che non hanno conosciuto nient\u2019altro, se non la dimensione del perenne conflitto, del perenne odio, dell\u2019eliminazione fisica del \u201cnemico\u201d (che poi non si sa neanche perch\u00e9 \u00e8 nemico, n\u00e9 quando si \u00e8 deciso che lo fosse). Ragazzi che oggi hanno 20-30 anni non sono mai andati a scuola, sanno leggere e scrivere s\u00ec e no, non conoscono nient\u2019altro che il triste mondo che hanno avuto intorno, povero e belligerante, e non sanno che esistono mondi piacevoli e pacifici, in cui \u00e8 possibile divertirsi, giocare, sentire musica\u2026..\u201d (p. 17). Un viaggio in Burundi, Sierra Leone, Somalia, devastate dalla guerra, realt\u00e0 diverse ma rappresentative di tanti altri paesi non solo africani. Un viaggio per conoscere i progetti di sostegno e recupero degli ex bambini soldato e di scolarizzazione per tutti realizzati in questi paesi nella profonda convinzione che \u201ci bambini hanno bisogno di luoghi protetti, di punti di riferimento per poter crescere con un minimo di serenit\u00e0 e quindi ricostruire il loro futuro, [hanno bisogno] di una buona scuola che dia la conoscenza e la forza per lottare sempre affinch\u00e9 la pace sia mantenuta, la giustizia raggiunta, l\u2019odio etnico sconfitto e i diritti umani rispettati. Per tutti\u201d (p. 154).<\/p>\n<p><b>Angelo Ferrari (a cura di), Disegni di guerra, EMI, Bologna, 2000<br \/>\n<\/b>Mentre ripercorre la storia della Sierra Leone e della guerra civile che l\u2019ha devastata per otto anni, il libro punta l\u2019attenzione sui bambini soldato di cui riporta disegni e drammatiche testimonianze. Illustra anche i programmi di sostegno e recupero il cui obiettivo principale \u00e8 quello di \u201cdare a questi bambini e queste bambine gli strumenti per costruirsi e scegliere il proprio futuro, all\u2019interno delle loro comunit\u00e0\u201d (p. 104).<\/p>\n<p><b>Paola Zannoner, La storia attraverso le storie, Infanzie\/strumenti, Mondadori, Milano, 2002<br \/>\n<\/b>Il manuale affronta l\u2019argomento della storia interpretata dal romanzo contemporaneo per ragazzi, proponendo una metodologia che sviluppa percorsi di lettura in classe e a scuola. L\u2019autrice propone quindi un approccio narrativo consapevole che l\u2019apporto dei romanzi pu\u00f2 contribuire a restituire l\u2019impressione della storia come memoria di un vissuto e permanenza dei fatti che si arrivano a parlare in modo convincente ai ragazzi di oggi che, in questo modo, possono impadronirsene in modo personale e maggiormente duraturo.<\/p>\n<p><b>Andrea Canevaro, Maria Grazia Berlini, Angela Camasta Pedagogia cooperativa in zone di guerra. Infanzia vulnerabile ed handicap, Erickson, Trento, 1998<br \/>\n<\/b>Questo libro \u00e8 frutto di elaborazioni e ricerche condotte nel corso degli anni di guerra in Bosnia e anche nel primo anno di pace. Elaborato tra i mesi di agosto 1996 e marzo 1997, contiene scritti, interviste e racconti in tempi diversi, con operatori e funzionari impegnati, a diversi livelli di intervento, attorno ai temi della cooperazione in emergenza, soprattutto per quel che riguarda il lavoro con bambine e bambini handicappati in Bosnia. E\u2019 un libro di testimonianza che esprime una richiesta forte: \u201cNon vi chiediamo aiuti, ma di provare a capire per non dimenticare, perch\u00e9 tutto questo non si ripeta in qualche altra parte della terra, per non dimenticare il mondo dell\u2019infanzia ferita\u201d. E \u2018 uno strumento di formazione per chi lavora nell\u2019ambito delle professioni di aiuto e di cura. La singolarit\u00e0 di questo intreccio, la capacit\u00e0 di tenere insieme due punti di vista (l\u2019esperienza e la metodologia) fanno del testo un libro pieno di spunti di riflessione ed indicazioni di lavoro nonch\u00e9 di ampi squarci sulla terra di Bosnia nel tempo di guerra.<\/p>\n<p><b>Walter Fochesato, La guerra nei libri per ragazzi, Mondatori, Infanzie\/saggi, Milano, 1996<br \/>\n<\/b>Walter Fochesato, uno dei pi\u00f9 noti studiosi italiani di letteratura per l\u2019infanzia e storia dell\u2019illustrazione, propone un percorso storico- bibliografico fra la produzione editoriale rivolta a bambini e ragazzi sul tema delle guerre. L\u2019autore, partendo dalla domanda su cosa sanno oggi i giovani della guerra (di quella vissuta dai nonni e di quella spettacolo fruita dagli schermi TV) ricostruisce i modi in cui autori e generi hanno affrontato il racconto di guerra attraversando la storia italiana del libro per bambini e ragazzi \u201cmovendo, perci\u00f2, dal processo risorgimentale per giungere ai nostri anni, passando attraverso la Prima Guerra Mondiale, l\u2019avvento al potere di Mussolini, le guerre del fascismo, la Seconda Guerra Mondiale e la lotta di Liberazione\u201d. Ampio spazio viene dato ai testi soprattutto a quelli in cui \u00e8 possibile rintracciare la specificit\u00e0 dello \u201csguardo bambino\u201d nei giorni della guerra. Per questo il testo non \u00e8 solo utile a chi, insegnante o operatore culturale, voglia usare i libri segnalati come strumento di approfondimento didattico ma anche pi\u00f9 in generale a chi \u00e8 interessato ad un lavoro educativo sul \u201csopravvivere e crescere\u201d visti come \u201di nodi che, in tempo di guerra e in tempo di pace, l\u2019infanzia deve sciogliere\u201d.<\/p>\n<p><b>Antonio Faeti, Dentro il rifugio, fuori dal guscio (p. 98 &#8211; 141), in I diamanti in cantina, Bompiani, Milano 1995<br \/>\n<\/b>Faeti dedica alla guerra un intero capitolo di questo bel libro sulla letteratura per ragazzi e ne spiega molto chiaramente il motivo: \u201c\u2026so bene che non sono rari anche oggi quelli che, in buonissima fede, vorrebbero che il mostro fosse sempre occultato, che di esso solo si tacesse, che perfino la memoria si rendesse opaca, pur di privarlo del torvo, sanguinario, seducente sogghigno di cui \u00e8 sempre dotato. Ho in mente, invece, che il rischio esista, ma vada corso: si deve rammentare, si deve testimoniare, si deve ammonire. C\u2019\u00e8 un altro rischio, a mio avviso, pi\u00f9 grave: quello che porta alcuni proprio l\u00e0, ancora l\u00e0, sempre l\u00e0, soprattutto perch\u00e9 non sanno, non temono, non conoscono\u2026\u201d (p. 101).<\/p>\n<p><b>Maria Bacchi, Cercando Luisa, Sansoni, Milano, 2000<br \/>\n<\/b>Uno strumento per insegnanti, bibliotecari, operatori culturali che possono affacciarsi sul mondo dei bambini italiani e, pi\u00f9 in particolare, di quelli che vissero a Mantova fra il 1938 e il 1945. \u201cI bambini e gli adolescenti passano leggeri nella storia, lasciano tracce che si cancellano facilmente, le loro parole vengono ascoltate distrattamente dagli adulti\u2026\u201d (p. 9) Ripercorrendo le loro strade, ascoltando le loro voci, si pu\u00f2 costruire uno sfondo reale su cui collocare i molti romanzi che parlano ai ragazzi dello stesso periodo in forma pi\u00f9 o meno romanzata, pi\u00f9 o meno fantasiosa.<\/p>\n<p><strong>Gabriele Lo Iacono, Luigi Ranzato, Aiutare i bambini sopravvissuti a calamit\u00e0: indicazioni per insegnanti e genitori, in Difficolt\u00e0 di apprendimento vol. 7 n. 2, dicembre 2001<\/strong><br \/>\nLe reazioni di stress dei bambini colpiti da una calamit\u00e0 e gli interventi scolastici e genitoriali che possono aiutarli a superare il trauma.<\/p>\n<p><strong>Autori vari, Arrendiamoci alla pace, in Bambini n. 10, dicembre 2001 (numero monografico)<br \/>\n<\/strong> Un\u2019antologia delle riflessioni sviluppate negli ultimi vent\u2019anni dal Movimento Cooperazione Educativa, impegnato a riflettere sul tema dei conflitti, dell\u2019intercultura, del dialogo e della solidariet\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Autori vari, Parliamo di guerra, in Cooperazione educativa n. 1, gen-feb 2002<br \/>\n<\/strong> Il rientro a scuola dopo l\u2018attentato alle Torri Gemelle e le emozioni che chiedevano allo spazio scolastico di potersi esprimere ma che una corretta azione educativa non poteva lasciar andare senza aiutare i ragazzi a rielaborare. (Non bisogna smettere di insegnare a pensare).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;\u201cSe io potr\u00f2 impedire a un cuore di spezzarsi non avr\u00f2 vissuto invano  Se allevier\u00f2 il dolore o guarir\u00f2 una pena o aiuter\u00f2 un pettirosso caduto a rientrare<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3587,3595],"edizioni":[35],"autori":[2860],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3691],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/251"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=251"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/251\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5679,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/251\/revisions\/5679"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=251"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=251"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=251"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=251"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=251"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=251"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=251"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=251"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=251"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}