{"id":2514,"date":"2020-03-14T11:20:31","date_gmt":"2020-03-14T10:20:31","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2514"},"modified":"2025-09-01T12:22:38","modified_gmt":"2025-09-01T10:22:38","slug":"5-dialogo-pre-natale-madre-bambino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2514","title":{"rendered":"5. Le fasi della crescita nel Setting"},"content":{"rendered":"<p><i>Adesso cresco, cresco, cresco<br \/>\n<\/i>(Chlo\u00e9, 4 anni) (1 pag. 353)<\/p>\n<p>Esistono alcuni temi legati all\u2019et\u00e0 del figlio, che l\u2019arte terapeuta pu\u00f2 tenere in mente e che rendono pi\u00f9 semplice l\u2019individuazione della strada da percorrere nelle specifiche tipologie patologiche e che sono esemplificate nei seguenti paragrafi, prima di trattare della specificit\u00e0 dei casi.<\/p>\n<p><b>5.1 Dialogo pre natale madre bambino<br \/>\n<\/b><i>Quando ero dentro la mamma, la mamma mi conosceva.<br \/>\n<\/i>Stefano, 3 anni (1 pag. 145)<\/p>\n<p>Citando Fonagy, Mimma Della Cagnoletta scrive che \u201cil lavoro preventivo con la donna in gravidanza permette di far affiorare quegli aspetti conflittuali della madre che potrebbero riversarsi sul bambino e nuocere sia alla loro futura relazione che alla capacit\u00e0 di attaccamento del bambino stesso\u201d (13 pag. 165).<br \/>\nChi lavora con i bambini sa che un neonato ha dietro di s\u00e9 molta storia. Il piccolo immaginato dai genitori ha gi\u00e0 una struttura che continua a evolversi nei mesi della gravidanza e, in condizioni di normalit\u00e0, viene abbandonata al momento dell\u2019incontro con il bambino reale che piange e respira e assorbe tutto il tempo che i genitori hanno a disposizione. In presenza di lutto, depressione, trauma e altri eventi o patologie, la storia del neonato diviene ancora pi\u00f9 intensa, lunga, ingombrante, fino a impedire talvolta ai genitori di accogliere il bambino reale per ci\u00f2 che lui \u00e8.<br \/>\nMa anche lo sviluppo della madre in rapporto al suo dialogo con il figlio risulta denso e pregnante di attese, sogni, desideri che improvvisamente e a volte in modo traumatico sono interrotti al momento della nascita che rappresenta uno scontro con la realt\u00e0. E vedremo nell\u2019esemplificazione dei casi come talvolta questo crei problemi di simbiosi, di aggressivit\u00e0 e di sviluppo di falso S\u00e9. D\u2019altra parte \u201cNell\u2019interazione madre-bambino vengono [&#8230;] trasmesse ripetizioni di modelli interrelazionali, per cui dalla qualit\u00e0 dell\u2019organizzazione dell\u2019attaccamento materno si pu\u00f2 predire quella del suo bambino\u201d (13 pag. 165).<br \/>\nTale problematica ha risvolti importanti nei cambiamenti avvenuti a livello sociologico poich\u00e9 la \u201cseparazione tra casa e lavoro, pubblico e privato, che ha come conseguenza l\u2019isolamento delle madri nelle loro case\u201d (18 pag. 31) crea spesse volte un silenzio colmo di vergogna sulla propria condizione di madre depressa da cui tutti si aspettano felicit\u00e0 assoluta per la fortuna di aspettare un bambino. Madre in inglese \u00e8 stato definitivamente sostituito con Chi d\u00e0 le cure di base: \u201cLa societ\u00e0 attraverso gli asili nido si \u00e8 ripresa molte delle funzioni di custodia tradizionalmente riservate alle donne. I padri [&#8230;] partecipano all\u2019accudimento dei bambini piccoli. Vi sono dunque cambiamenti importanti nella definizione del ruolo di madre\u201d (12 pag. 239).<br \/>\nNel setting che accoglie la madre con il proprio figlio visibile al mondo solo attraverso il cambiamento del suo corpo, il lavoro deve svolgersi in vista dell\u2019accoglienza del bambino reale quando nascer\u00e0. In presenza di lutto, soprattutto nella perdita di un figlio precedentemente alla gravidanza presa in carico, la ricerca di una via volta alla conoscenza dell\u2019individualit\u00e0 del nuovo bambino \u00e8 fondamentale affinch\u00e9 la nascita non prenda una valenza di lutto, delusione e depressione nel non riconoscere nel neonato le fattezze del figlio perduto, o induzione alla ricerca di un falso S\u00e9 qualora si riconoscano o si proiettino, in quel neonato, molte delle caratteristiche del figlio perduto (vedi caso Perdita e malattia: La merla e l\u2019uovo rotto).<br \/>\nIl setting deve essere strutturato in modo accogliente, con elementi morbidi cos\u00ec che la futura madre possa mettersi in ascolto del proprio corpo e dei suoi cambiamenti, presa in braccio dal luogo terapeutico cos\u00ec come dovr\u00e0 fare lei con il suo bambino. Questo \u00e8 particolarmente importante visto che ci\u00f2 che appare un temperamento innato pu\u00f2 essere gi\u00e0 stato influenzato dall\u2019ambiente prenatale (18 pag. 171).<br \/>\nI materiali da utilizzare sono tutti quelli possibili salvo i tossici o troppo odorosi, ma risulta efficace l\u2019uso di elementi naturali quali foglie e fiori secchi, sassi e rametti, fili e batuffoli di lana e cotone, in grado di evocare il fare nido.<br \/>\nIn presenza di madre in gravidanza e fratellino gi\u00e0 nato \u00e8 bene effettuare un lavoro volto all\u2019instaurarsi del legame a tre che dopo pochi mesi si realizzer\u00e0. In questo tipo di setting pu\u00f2 essere particolarmente efficace l\u2019uso di libri con rime molto musicali che alla nascita il nuovo bambino potr\u00e0 nuovamente condividere con la madre e il fratellino (esempi e bibliografia su questo tema si trovano nell\u2019articolo Papini A. \u201cLeggere in luoghi sensibili\u201d (24 pag. 18).<\/p>\n<p><b>5.2 Il lutto del perdere la pancia<br \/>\n<\/b><i>La vita parte da dove sei nato.<br \/>\n<\/i>(Andrea, 4 anni) (1 pag. 11)<\/p>\n<p>In presenza di patologie il portare la pancia pu\u00f2 indurre la futura madre a pensare che tutti la amino poich\u00e9 tutti la guardano, osservano curiosi la sua condizione e mettono in conto una sua fragilit\u00e0, un suo affaticamento facendola sedere al proprio posto o passare a una fila alla posta. \u00c8 qui che emerge la problematica nel momento della nascita, quando alla pancia, appartenente alla mamma fisicamente, si sostituisce il bambino che attira l\u2019attenzione di tutti distogliendola da lei.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Il bambino alla nascita \u00e8 equipaggiato da due modalit\u00e0 di movimento, la tensione muscolare chiamata flusso di tensione muscolare, e il flusso di forma o forma fluente.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>A volte il bambino nasce molto teso fisicamente e questo pu\u00f2 creare problemi alla mamma nel tenerlo in braccio, come all\u2019opposto pu\u00f2 crearne se \u00e8 ipotonico.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>La tensione corporea si organizza attraverso dei ritmi che hanno a che vedere con il tenere e il rilassare, tutto il corpo lo fa, anche il cuore. Il primo ritmo \u00e8 quello del succhiare, libero\/tenuto che accompagna tutto il bambino, i piedini, le sue mani. Esso funziona da calmante, favorisce la fusionalit\u00e0, l\u2019unione nel periodo che va da zero a sette mesi circa.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>La Tustin nei primi anni \u201990 scrive che non esiste uno stadio infantile di autismo primario normale (27 pag. 77). Osservando i neonati e le loro madri nei primi giorni e mesi di vita dopo la nascita, l\u2019Infant Research respinge come irrealistica la fusione descritta da Margaret Mahler come indifferenziazione tra l\u2019io del neonato e la madre. Cade l\u2019ipotesi della simbiosi come stato primario del bambino che in realt\u00e0, si scopre, \u00e8 in relazione fin da quando nasce: \u201cil neonato \u00e8 sveglio, attento, gi\u00e0 complesso mentalmente, sin dall\u2019inizio destinato a sofferenze non soltanto fisiche\u201d (27 pag. 25).<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Il setting madre\/neonato si struttura attorno ai ritmi della madre con il suo bambino. La stanza dell\u2019arte terapia diviene teatro delle molteplici intense interazioni tra i due in cui il movimento dona al terapeuta infiniti spunti di riflessione. Nel setting madre\/neonato avvengono molte cose pratiche, il piccolo deve mangiare o deve essere cambiato, cos\u00ec il lavoro con i materiali diviene prezioso tempo rubato all\u2019accudimento. Affinch\u00e9 le interruzioni siano sporadiche cos\u00ec da ottenere una continuit\u00e0 nel lavoro, \u00e8 bene che il setting sia strutturato con elementi morbidi per terra che permettano di appoggiare il bambino in assenza di pericoli, cos\u00ec che le due persone della relazione siano il pi\u00f9 possibile autonome e rilassate. I materiali vanno scelti in funzione del fatto che la madre tocca continuamente il suo bambino, vanno evitati materiali dall\u2019odore troppo forte o che sporcano eccessivamente. Anche in questo caso sono da preferirsi elementi legati alla natura e all\u2019istinto, morbidi e dai colori tenui come quelli che popolano il mondo dell\u2019allattamento al seno. Nei casi in cui questo sia il problema, va dotato il setting di cuscini da allattamento a forma di mezzaluna.<\/p>\n<p><b>5.3 L\u2019altro da S\u00e9<br \/>\n<\/b><i>Il mare nasce da mamma onda<br \/>\n<\/i><i>Il tempo nasce dal temporale<br \/>\n<\/i><i>Il vento nasce dall\u2019aria e ha la forma di sbattere.<br \/>\n<\/i>(Valeria, 3 anni) (1 pag. 19)<\/p>\n<p>Dopo i sette mesi inizia il ritmo del mordere ed \u00e8 qui che emergono in tutta la loro forza i casi di simbiosi. \u00c8 un momento fondante, Winnicot parla dei disturbi dell\u2019appetito che hanno radici nella primissima infanzia e di un tipo di crisi dovuta alla reazione ansiosa all\u2019impulso di mordere il seno (31 pag. 44). Il bambino utilizza lo spazio, lo esplora, l\u2019orizzontalit\u00e0 \u00e8 il primo luogo in cui esso stabilisce un rapporto tra s\u00e9 e l\u2019esterno. \u00c8 molto importante osservare la qualit\u00e0 del modo in cui entra a contatto con il mondo, il bambino per crescere sano deve avere un buon rapporto con lo spazio.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Dopo i sette mesi di vita il piccolo comincia ad attivare la forza, sta seduto, gattona, crea un diverso rapporto con la gravit\u00e0, attua dei cambiamenti che lo soddisfano molto. A circa un anno, con la posizione eretta, modula la forza con la tensione, conquista la verticalit\u00e0 e si trova per la prima volta nel mondo degli adulti.<br \/>\nSiamo nel piano cosiddetto della porta, della presentazione di s\u00e9. C\u2019\u00e8 l\u2019orgoglio di affermare io esisto e mi presento, cado e mi rialzo senza piangere perch\u00e9 fa parte di questa esperienza, il bambino ha pi\u00f9 forza, trattiene, sale su e scende gi\u00f9, ha ritmi tenuti o lunghi.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Si giunge a definire l\u2019esistenza di due linee, una dell\u2019attaccamento e l\u2019altra della separazione, che devono progredire parallelamente. Con l\u2019attaccamento si sviluppa la capacit\u00e0 di far crescere le relazioni mentre la separazione serve a rinsaldare il senso di s\u00e9 come individuo. Le due cose sono entrambe necessarie. Nel bambino che entra in terapia una o l\u2019altra o tutte e due le linee hanno sub\u00ecto un\u2019interruzione, \u00e8 importante quindi osservare la sua capacit\u00e0 di stare da solo o in relazione.<br \/>\nEsistono due forme di simbiosi che Mimma Della Cagnoletta (13 pag. 50) chiama fusione e confusione. Nella fusione gli elementi che emergono sono nella linea che porta alla separazione, nella confusione ci sono gli elementi fondamentali che si trovano nella linea dell\u2019attaccamento. Fusione e confusione sono due forme di base di autoespansione. Nella fusione si ha l\u2019espansione del s\u00e9 per includere l\u2019oggetto, \u00e8 una forma di potere per avere, di controllo. Nella confusione i due, s\u00e9 e oggetto, sono fusi insieme, uno \u00e8 inglobato nell\u2019altro soprattutto per quanto riguarda le sue capacit\u00e0, c\u2019\u00e8 un controllo, e questo ha a che vedere con l\u2019incorporare per essere.<br \/>\nL\u2019esperienza della simbiosi sulla linea di sviluppo della separazione \u00e8 molto importante, se viene bloccata il bambino non si pu\u00f2 assolutamente separare. L\u2019obiettivo \u00e8 controllare l\u2019oggetto, tenerlo dentro di s\u00e9. Questo riporta alla frase di Freud secondo cui il bambino ha la mamma. L\u2019esperienza di confusione invece riguarda il concetto che Noi due siamo una cosa sola, cos\u00ec che a livello affettivo le due persone non vanno verso un\u2019autonomia dell\u2019individuo. In questo caso il bambino sembra affermare io sono la mamma.<br \/>\nPer accogliere adeguatamente, in questa fase cos\u00ec delicata, il bambino e sua madre nella stanza di arte terapia, \u00e8 importante capire quale dei due vissuti prevale. Ma ci\u00f2 che appare nascosto pu\u00f2 in seguito essere compreso molto bene nell\u2019osservare la relazione tra i due e i legami che esistono tra ci\u00f2 che viene creato attraverso i materiali.<br \/>\nSe il bambino non riesce a entrare senza la mamma, dunque quando il setting madre\/bambino diventa un percorso obbligato, \u00e8 importante prendere atto del fatto che anche la mamma ha bisogno di entrare nella stanza con lui. Il bambino non sa se riuscir\u00e0 a sopravvivere nel setting senza di lei ma non sa neanche se la mamma potr\u00e0 sopravvivere senza di lui.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Anche nel setting madre\/bambino, nonostante l\u2019apparente affollamento, molto passa attraverso l\u2019espressione non verbale. Accade al terapeuta di vedere improvvisamente qualcosa, nel disegno o nel movimento, di cui nessuno gli ha parlato: intanto come primo passo \u00e8 importante chiedersi il perch\u00e9 di tale silenzio, anche se \u00e8 dimostrata \u201cla potenza dell\u2019attivit\u00e0 artistica nel riflettere e nel condurre emozioni quando le parole non sono possibili\u201d (20 pag XIII) (vedi l\u2019abbraccio con il cuore in mezzo disegnato dalla madre\/bambina nel caso Maternit\u00e0 come rinascita: La gatta piccola dalla grande pancia). D\u2019altra parte \u201cFreud ha osservato che le immagini rappresenterebbero ricordi dimenticati o repressi, i cui simboli avrebbero la possibilit\u00e0 di riemergere attraverso i sogni o le espressioni artistiche\u201d (20 pag. 3).<br \/>\nIl bambino si rapporta naturalmente ai materiali, cerca di assaggiarli, sua madre generalmente fa in modo che questo non accada, anche nel setting come nella vita. \u00c8 un lavoro complesso quello con madre e bambino perch\u00e9 condividere nella stanza dell\u2019arte terapia l\u2019infanzia e il rapporto primario ha a che vedere anche con il contattare le perdite sub\u00ecte. Ogni bambino chiede Conoscimi, il terapeuta deve dargli solo visibilit\u00e0 e lo pu\u00f2 fare usando il bambino che \u00e8 in lui, ma a volte la presenza della madre complica tutto questo.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>In questo tipo di setting in cui le due persone, quando non vi siano patologie gravi, possono muoversi abbastanza autonomamente, vanno osservate alcune regole.<br \/>\n\u00c8 necessario che sia difeso il lavoro della madre, ponendo i supporti a diversi livelli, appesi alla parete o su tavoli. Per terra vanno posizionati giochi morbidi, in particolare palle e cubi di stoffa, elementi smontabili e matitoni atossici con grandi fogli di carta. In presenza di problematiche legate alla simbiosi, che spesse volte si presentano a questa et\u00e0 in cui il bambino dovrebbe fare il primo passo verso l\u2019autonomia, il setting va strutturato con elementi volti a sottolineare che esiste una possibilit\u00e0 di percorrere, dividere, strappare (vedi caso Spasmo affettivo: L\u2019ultimo cavallino bianco).<\/p>\n<p><b>5.4 Due strade, due vite<br \/>\n<\/b><i>Qui c\u2019\u00e8 il tuo nido, via c\u2019\u00e8 il tuo mondo<br \/>\n<\/i><i>qui c\u2019\u00e8 l\u2019oceano, via c\u2019\u00e8 la nave<br \/>\n<\/i><i>qui c\u2019\u00e8 la tana dove ti nascondo<br \/>\n<\/i><i>qui c\u2019\u00e8 lo scrigno, via c\u2019\u00e8 la chiave&#8230;<br \/>\n<\/i><i>(Bruno Tognolini)<\/i><\/p>\n<p>Calibrando la madre il dare e il frustrare, le presenze e le assenze, suo figlio pu\u00f2 crescere. Dopo il primo anno di vita il bambino comprende l\u2019alto e il basso e diviene consapevole di essere piccolo. Verso i due anni torna pi\u00f9 morbido nei movimenti, il suo senso del confine \u00e8 pi\u00f9 labile, il movimento \u00e8 sagittale ed \u00e8 una fase molto importante in quanto conferisce al piccolo la possibilit\u00e0 di fare le cose, andare verso e allontanarsi da, per ricaricarsi.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>In questo periodo, in cui prende la sua strada, il bambino riconosce la sequenzialit\u00e0, sa che dopo il giorno viene la notte poich\u00e9 la sagittalit\u00e0 coincide con il senso del tempo, il piccolo accelera e decelera, prende decisioni e ha un obiettivo ma non porta a termine le cose e gioca molto con l\u2019acqua.<br \/>\nQuesto movimento \u00e8 facilmente osservabile nei setting misti poich\u00e9 la mamma \u00e8 l\u00ec, a volte collabora, a volte inibisce il bambino nel movimento. Accade anche che la presenza del terapeuta permetta la messa in atto di una vera e propria sfida durante la quale l\u2019uno o l\u2019altro si sentono spalleggiati.<br \/>\nNel setting madre\/bambino si pu\u00f2 osservare una inibizione del piccolo che ha paura di sporcarsi perch\u00e9 la madre lo guarda; non \u00e8 detto che lei non voglia che si sporchi, a volte lui immagina le reazioni della madre ed \u00e8 importante che il terapeuta tenga conto di questo poich\u00e9 spiega molto sul rapporto.<br \/>\nIl mondo rappresentativo del piccolo in arte terapia dona immagini completamente diverse da ci\u00f2 che il terapeuta poteva pensare prima di vederlo disegnare perch\u00e9 lui rappresenta l\u00ec il suo mondo interno. \u201cL\u2019arte, infatti, permette di aprire una finestra sui problemi, sui ricordi traumatici e su altre esperienze problematiche del bambino, anche se il suo scopo principale rimane quello di fornirgli un altro linguaggio con il quale condividere sentimenti, idee, percezioni, fantasie\u201d (20 pag. XVI).<br \/>\nIl setting madre\/bambino dai due anni in poi deve essere strutturato in funzione della relazione e delle problematiche riscontrate. In presenza di violenza, trauma o depressione \u00e8 utile preparare la stanza con alcune possibilit\u00e0 abbastanza flessibili di lavoro singolo o comune, anche se relativamente all\u2019osservazione ogni movimento, ogni segno, ciascuna azione non prescinde dalla presenta dell\u2019altro componente della coppia presa in carico, anche quando il lavoro \u00e8 silenzioso ed \u00e8 realizzato ai lati opposti della stanza. Tutto ha un senso, ogni elemento \u00e8 oggetto di osservazione cos\u00ec da rappresentare un tassello del complesso puzzle.<br \/>\nQuando il figlio \u00e8 adolescente o preadolescente il setting misto va considerato solo in presenza di situazioni molto particolari. In casi in cui il figlio sia affetto da gravi malattie oncologiche o anoressia e vi sia una compresenza obbligata con la madre, il setting arte terapeutico pu\u00f2 rappresentare un\u2019opportunit\u00e0 atta a spezzare la simbiosi obbligata in cui i due vivono, spesso loro malgrado. La presenza dei materiali e del contenimento del terapeuta rendono possibile una strada di comunicazione silenziosa in cui il non detto e il non nominabile prende una forma e una definizione che attenua la realt\u00e0 terrifica e il continuo contatto con il tema della morte (vedi casi Simbiosi post-traumatica: L\u2019incendio e mamma tucano e Disturbo alimentare e del sonno: Il barbagianni che non sapeva dormire).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Adesso cresco, cresco, cresco (Chlo\u00e9, 4 anni) (1 pag. 353) Esistono alcuni temi legati all\u2019et\u00e0 del figlio, che l\u2019arte terapeuta pu\u00f2 tenere in mente e che rendono pi\u00f9 semplice l\u2019individuazione della strada da percorrere nelle specifiche tipologie patologiche e che sono esemplificate nei seguenti paragrafi, prima di trattare della specificit\u00e0 dei casi. 5.1 Dialogo pre [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3595],"edizioni":[3807],"autori":[2091],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3814],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2514"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2514"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2514\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4322,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2514\/revisions\/4322"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2514"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2514"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2514"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2514"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2514"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2514"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2514"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2514"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2514"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}