{"id":2529,"date":"2020-03-24T12:23:29","date_gmt":"2020-03-24T11:23:29","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2529"},"modified":"2025-09-01T12:46:10","modified_gmt":"2025-09-01T10:46:10","slug":"spazio-calamaio-accessibilita-culturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2529","title":{"rendered":"Accessibilit\u00e0 culturale"},"content":{"rendered":"<p>Di fronte alla mancanza di risorse, alla crisi che toglie ossigeno, alla speranza \u00e8 possibile mettere in campo due atteggiamenti diversi, non alternativi ma spesso complementari.<br \/>\nDa una parte potremmo recriminare che, proprio perch\u00e9 mancano risorse e sostanze, possiamo semplicemente adattarci alla situazione, fare ci\u00f2 che si riesce, agire dentro i confini dettati dalle mancanze e, quindi, ridurre al minimo le azioni.<br \/>\nDall\u2019altra parte, si potrebbe fare ricorso a risorse alle quali non avevamo pensato, provare creativamente a immaginare soluzioni sperimentali, mettersi insieme e trovare percorsi condivisi e, quindi, instaurare relazioni.<br \/>\nCon lo spirito evidenziato da questa seconda alternativa la Cooperativa Accaparlante e l\u2019Associazione CDH lavorano da molti anni sul territorio bolognese e non solo, tentando di provocare un cambiamento culturale rispetto al tema della valorizzazione delle diversit\u00e0. Anche nell\u2019anno passato abbiamo cercato di costruire una rete di persone e realt\u00e0 diverse tra loro, con l\u2019obiettivo di lavorare insieme attorno al tema dell\u2019accessibilit\u00e0 culturale.<br \/>\nCon questa definizione si intende la possibilit\u00e0 per tutti di godere appieno delle proposte culturali e di svago del territorio; la possibilit\u00e0 di farlo come spettatori attivi che non si preoccupano solo di riempire il tempo libero con attivit\u00e0 pi\u00f9 o meno piacevoli ma si occupano di costruirsi un ruolo culturale attivo. Accessibilit\u00e0 intesa non solo come mancanza di barriere architettoniche che consentano di entrare senza impedimenti o di usufruire di un bagno in maniera agevole, ma soprattutto come diritto di entrare in relazione con un ambiente accogliente che non percepisca la disabilit\u00e0 e, pi\u00f9 in generale la diversit\u00e0, come un ostacolo insormontabile ma che possegga gli strumenti per superare imbarazzo e disagio trasformando l\u2019incontro con l\u2019altro in una risorsa per tutti; accessibilit\u00e0 non come recriminazione di qualcosa che non c\u2019\u00e8 ma come assunzione di responsabilit\u00e0 per rispondere a un desiderio di partecipazione che ci accomuna e ci permette, non tanto di parlare di disabilit\u00e0 o di diversit\u00e0, ma di provare a guardare ci\u00f2 che ci circonda da un diverso punto di vista.<br \/>\nAccessibilit\u00e0 culturale come cultura dell\u2019accessibilit\u00e0 che possa trovare terreno fertile nelle diverse realt\u00e0 che compongono la societ\u00e0 e mettere radici, non solo in eventi straordinari, ma tra le pieghe della quotidianit\u00e0.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Intorno a un tavolo rettangolare<br \/>\n<\/strong>Sabato 2 giugno, festa della Repubblica ma anche festa della Cooperativa Accaparlante, ci siamo ritrovati attorno a un tavolo rettangolare insieme agli amici con i quali, in modo pi\u00f9 concreto, abbiamo condiviso proposte relative al tema dell\u2019accessibilit\u00e0 culturale, per raccontarci le diverse esperienze, mettere insieme idee e emozioni e progettare lavori futuri.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Ho voluto sottolineare che il tavolo era rettangolare perch\u00e9 ci\u00f2 racconta bene la nostra idea di relazione. Un tavolo come quello, infatti, al contrario di una tavola rotonda, non determina uguaglianza e parit\u00e0 a partire dalla forma, ma la parit\u00e0 e l\u2019uguaglianza si definiscono a partire dalla diversit\u00e0 dei ruoli e dall\u2019adattamento di ogni partecipante. I posti sono tutti diversi, offrono visuali differenti e, a volte, ti ritrovi sullo spigolo, scomodo forse, ma punto di incontro di due linee, di due pensieri, di due opinioni. Un tavolo rettangolare non nasconde le diversit\u00e0 bens\u00ec le integra e riporta la responsabilit\u00e0 di tale integrazione alle persone che siedono attorno a esso.<br \/>\nCome fossimo intorno al quel tavolo, proviamo a sintetizzare le esperienze realizzate e i progetti che ci piacerebbe costruire in futuro.<br \/>\nCon il Museo civico archeologico di Bologna abbiamo proposto alcuni incontri all\u2019interno delle iniziative \u201cSe lo conosci lo frequenti\u201d, una serie di incontri realizzati dal museo in collaborazione con realt\u00e0 del territorio volte a far diventare il museo patrimonio di tutti, cominciando a costruire percorsi di cittadinanza attiva attraverso l\u2019uso consapevole del patrimonio culturale e della memoria civica. In particolare, insieme, abbiamo proposto due incontri che, partendo dalle figure rappresentate sui vasi della collezione attica, hanno condotto i partecipanti alla scoperta dell\u2019altro. Chi \u00e8 il diverso in fondo? \u00c8 la donna, \u00e8 il giovane, \u00e8 il vecchio, \u00e8 la persona con disabilit\u00e0, \u00e8 lo straniero o \u00e8 semplicemente chi \u00e8 diverso da noi? Un\u2019interazione interessante che ha permesso ai visitatori di godere della proposta culturale tipica del museo, arricchita dalla presenza degli animatori, anche con disabilit\u00e0, del gruppo Calamaio che hanno offerto il personale punto di vista sul tema dell\u2019incontro.<br \/>\nAbbiamo conosciuto le operatrici del dipartimento educativo del MAMbo (www.mambo-bologna.org) l\u2019estate scorsa, un po\u2019 per caso. Il primo passo della collaborazione ci ha visto insieme nella realizzazione di alcuni incontri di formazione reciproca che ci hanno permesso di conoscerci e di definire un percorso laboratoriale comune che avesse al centro il tema dell\u2019identit\u00e0 e della relazione con l\u2019altro, sempre prendendo spunto dalle opere d\u2019arte presenti nel museo. Nel corso dell\u2019anno abbiamo, quindi, incontrato al museo quattro classi in percorsi di quattro incontri che hanno affrontato il tema della diversit\u00e0 partendo dall\u2019autoritratto, attraverso il valore del contesto fino a un \u201cpassaggio obbligato\u201d che ha portato tutti a confrontarsi, anche fisicamente, con l\u2019altro.<br \/>\nLa Quinta Parete, invece, \u00e8 una redazione mista, composta dagli animatori disabili e dagli educatori del gruppo Calamaio, che si \u00e8 confrontata criticamente sui temi e le suggestioni offerte dalla visione di alcuni spettacoli ospitati dal Teatro ITC di San Lazzaro e dal Teatro Testoni di Casalecchio di Reno. Un vero e proprio lavoro di redazione, coadiuvati dall\u2019intervento di critici teatrali e dall\u2019incontro con gli artisti stessi. Persone con disabilit\u00e0, spettatori critici che hanno tentato di lasciare una traccia del proprio passaggio non sopra ma sotto il palco.<\/p>\n<p><strong>Azioni e relazioni<br \/>\n<\/strong>Le tre esperienze raccontate convergono, non solo intorno al tema dell\u2019accessibilit\u00e0 culturale ma, soprattutto, danno risposta al desiderio di fare insieme, di costruire relazioni, di intrecciare reti che siano, oltremodo, un messaggio chiaro di cosa si intende quando si parla di integrazione. Un\u2019integrazione che chiede di mettere in comune le esperienze per perseguire obiettivi comuni, per raggiungere i quali ognuno pu\u00f2 fare la propria specifica parte non in modo esclusivo ma lasciandosi contaminare dalle esperienze altre. Azioni e relazioni che si intrecciano per tentare di diminuire la distanza tra le parole e i fatti o meglio per far s\u00ec che le parole che indirizzano il nostro agire si trasformino sempre pi\u00f9 spesso in fatti concreti che modificano il nostro fare.<br \/>\nRipartire, quindi, dalle relazioni che danno poi forma alle azioni.<br \/>\nRelazioni, non solo tra persone, ma anche tra contesti, tra storie, tra esperienze figlie dello stesso territorio.<br \/>\nRelazioni che pongono il loro orizzonte sempre un po\u2019 pi\u00f9 avanti, per fare in modo che il presente non diventi il luogo comodo in cui riposarsi ed elogiare il lavoro svolto ma il punto di partenza per nuove sfide, nuove domande da cui partire per trovare risposte efficaci.<br \/>\nI progetti per il prossimo anno sono tanti e riguardano sia il poter dare continuit\u00e0 a ci\u00f2 che si \u00e8 realizzato nell\u2019anno appena passato sia nuove proposte che possano soddisfare le nuove esigenze emerse.<br \/>\nNuovi incontri, quindi, per le scuole del territorio soprattutto in collaborazione con il dipartimento educativo del MAMbo con il quale continuer\u00e0 il percorso \u201cInsieme ad arte. Un percorso educativo per l\u2019integrazione\u201d ma anche con il Museo civico archeologico con il quale coinvolgere anche un pubblico pi\u00f9 adulto, sempre alla scoperta dell\u2019altro.<br \/>\nContinuer\u00e0 anche l\u2019attivit\u00e0 di La Quinta Parete che allargher\u00e0 i suoi orizzonti, coinvolgendo e formando altri spettatori che lasceranno le loro tracce nel blog.<br \/>\nE poi molto altro, idee concrete ma anche molti desideri che curiamo con attenzione.<br \/>\nSe ne avete qualcuno anche voi, venite a trovarci attorno al nostro tavolo rettangolare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di fronte alla mancanza di risorse, alla crisi che toglie ossigeno, alla speranza \u00e8 possibile mettere in campo due atteggiamenti diversi, non alternativi ma spesso complementari. 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