{"id":2537,"date":"2020-03-24T13:00:18","date_gmt":"2020-03-24T12:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2537"},"modified":"2025-09-08T10:51:22","modified_gmt":"2025-09-08T08:51:22","slug":"beati-noi%e2%80%a8-disabilita-e-adozione-scoperta-e-conquista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2537","title":{"rendered":"Disabilit\u00e0 e adozione: scoperta e conquista"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 di pochi giorni fa la notizia che la Corte d\u2019Appello ha concesso l\u2019adozione a una famiglia cui era stata negata in prima istanza dal Tribunale dei Minori, in quanto gi\u00e0 genitori di un ragazzino disabile. Il tema dell\u2019adozione \u00e8 sempre molto delicato e riguarda la disabilit\u00e0 sotto molteplici punti di vista, nel caso siano disabili i genitori intenzionati ad adottare, il bambino da adottare o, come in questa circostanza, un fratello. Nel caso in questione, il Tribunale dei Minori aveva definito questi genitori \u201ctroppo vulnerabili\u201d, perch\u00e9 completamente dedicati alle cure del figlio disabile. Dunque, secondo questa sentenza, i fratelli di disabili dovrebbero essere tutti soggetti infelici, trascurati, squilibrati. Ora, questo tema dei fratelli di disabili \u00e8 diventato molto attuale, anche grazie ad \u201cHP-Accaparlante\u201d. Il tema \u00e8 stato ben sviscerato e affrontato in maniera competente, seria e completa. Dunque, il mio intervento non vuole aggiungere nulla a tutto questo. Se non che, anche io, ho una sorella. Sana ed equilibrata, anche lei, come quasi sempre avviene, dopo la morte dei nostri genitori si \u00e8 fatta carico della mia assistenza, seppure aiutata da assistenti domiciliari e amici. Tuttavia, chiaramente, lei mi aiuta a coordinare i rapporti con i miei operatori. Ha una sua famiglia e un lavoro, ma, fortunatamente, abita accanto a me. Come spesso succede, la malattia di mia mamma, seppure anziana, ci ha colti alla sprovvista, perch\u00e9 lei aveva quella forza d\u2019animo e quell\u2019energia che solo le mamme dei disabili possono trovare dentro di s\u00e9. Nostra madre, nonostante la malattia, ci sembrava immortale. Invece, infine, ci ha lasciati. Aveva sempre pensato lei a me in tutto e per tutto, con l\u2019aiuto di un operatore e di tanti amici, perch\u00e9, come avviene di frequente, i genitori di figli con handicap hanno l\u2019idea, a ragione o a torto, che nessuno possa occuparsi meglio di loro del proprio figlio. Quindi, io e mia sorella, insieme, ci siamo trovati ad affrontare una ben pesante \u201ceredit\u00e0\u201d. Il nostro rapporto \u00e8 certamente cambiato, ma in meglio. Si \u00e8 fatto pi\u00f9 stretto, pi\u00f9 confidenziale. Siamo pi\u00f9 uniti e pi\u00f9 affettuosi, anche se, talvolta, mia sorella mi confida di essere stanca, affaticata e, nei momenti pi\u00f9 difficili, mi dice che, se avesse potuto scegliere, questa \u201ceredit\u00e0\u201d l\u2019avrebbe volentieri evitata. Mi racconta di come, da bambina e poi da ragazza, spesso si sia sentita trascurata e messa da parte da nostra madre che, al di l\u00e0 del carico della mia assistenza, era comunque una donna forte e dalla personalit\u00e0 ingombrante, dunque il rapporto madre e figlia, immagino, sarebbe stato ugualmente un po\u2019 difficile, come solo fra donne sa essere. Ma fortunatamente per lei e anche per me nostro padre era molto presente in famiglia, anche se lavorava parecchio, e noi quattro eravamo uniti. Nonostante questo, nonostante i piccoli momenti di sconforto derivati dai tanti problemi quotidiani e dalla stanchezza, mia sorella \u00e8 stata capace di rivoluzionare la sua vita per me, di modificare completamente la sua routine, di rendermi totalmente parte della sua famiglia. Si preoccupa per me esattamente come faceva mia madre, naturalmente con uno stile diverso. Ha imparato a fare cose che mai avrebbe immaginato di fare. D\u2019altra parte, in qualsiasi famiglia il figlio maggiore si sente trascurato quando arriva un fratellino o una sorellina, che attira su di s\u00e9, inevitabilmente, la maggior parte delle attenzioni e delle cure dei genitori. Racconto tutto questo perch\u00e9 io e mia sorella siamo una ricchezza e un affetto insostituibile l\u2019uno per l\u2019altra. Ma, soprattutto per lei, le difficolt\u00e0 della quotidianit\u00e0 sono tante. Dunque, pensare che a una famiglia sia stata negata l\u2019adozione perch\u00e9 ha un figlio naturale disabile, mi fa sorgere molti dubbi. \u00c8 un problema controverso. Certamente, non credo che i genitori del ragazzino disabile abbiano voluto adottare un bambino per trovare un futuro \u201cbadante\u201d al loro figlio naturale. Questo mi sembra banale anche senza conoscere il caso specifico. Prima di tutto, come si suol dire, nessuno pu\u00f2 sapere che figlio gli capita, anche se si parla di figli naturali. Non tutti i figli sono disposti, una volta cresciuti, a farsi carico del lavoro di cura della famiglia d\u2019origine, sia che si parli di fratelli, sia che si parli degli stessi genitori, una volta anziani. Inoltre, pu\u00f2 capitare che anche i ragazzini idonei all\u2019adozione, soprattutto se non sono piccolissimi, abbiano a loro volta una serie di problemi, soprattutto psicologici e di adattamento. Dunque, un ragazzino adottato e uno disabile necessitano entrambi di attenzioni particolari. Qualche tempo fa, alla cronaca era balzato il caso, invece, di un genitore disabile a cui era stata negata l\u2019adozione, nonostante il partner fosse assolutamente normodotato. Si trattava, peraltro, di una disabilit\u00e0 sensoriale, dunque che non inficiava cos\u00ec significativamente la capacit\u00e0 del genitore di assolvere appieno i suoi compiti. Tanto che, peraltro, sono tantissimi i genitori naturali che presentano lo stesso tipo di deficit. Pochi giorni fa, si \u00e8 tenuta a Milano la Giornata delle Famiglie. Ad essa, ha aderito anche Ai.Bi. Amici dei Bambini, Associazione di ispirazione cattolica, il cui presidente ha preso una posizione molto decisa e, per cos\u00ec dire, audace, sul tema dell\u2019adozione dei bambini disabili. Marco Griffini ha infatti dichiarato che \u201cin assenza di famiglie adottanti, \u00e8 giusto consentire ai minori con problemi di salute o handicap e a gruppi di fratelli, di essere adottati anche da persone single, com\u2019\u00e8 peraltro gi\u00e0 previsto per l\u2019adozione nazionale, e da adottanti con et\u00e0 superiore ai limiti stabiliti dalla legge vigente\u201d. Una presa di posizione, questa di Ai.Bi., destinata a far molto discutere in ambito cattolico. Al \u201cFamily Day\u201d ha provocato fermi rifiuti, ma anche caute aperture come quella di Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita. A noi non resta che raccogliere la sfida, perch\u00e9 credo che, riguardo a questo argomento, la voce delle stesse persone con disabilit\u00e0, dei loro fratelli e genitori, sia la fonte pi\u00f9 autorevole da cui partire per una riflessione approfondita, che non dimentichi di mettere sempre al primo posto il bene dei minori adottati o in attesa di esserlo. Una famiglia composta anche da un membro disabile pu\u00f2 essere pi\u00f9 aperta e pi\u00f9 pronta ad accogliere le difficolt\u00e0 di un bambino in adozione. Questa non \u00e8 una regola generale che valga per tutti, ma \u00e8 una possibilit\u00e0 collegata a tanti fattori. D\u2019altra parte, che ci piaccia o no, la nostra vita dipende da tante casualit\u00e0 fortuite oltre che dalla nostra volont\u00e0 e dalle nostre decisioni. Nessuno pu\u00f2 scegliersi il padre e la madre cos\u00ec come nessuno pu\u00f2 scegliersi il proprio figlio, \u00e8 un dono del destino o, per chi crede, di Dio. Fortunatamente \u00e8 ancora cos\u00ec, nonostante tutti i tentativi per programmare le caratteristiche e per evitare che nascano bambini con qualche problema. Questa s\u00ec che \u00e8 una vera discriminazione. Cos\u00ec come l\u2019eugenetica e la possibilit\u00e0 di scegliere le caratteristiche estetiche del proprio figlio sembrano un\u2019aberrazione degna di Frankenstein o, pi\u00f9 tristemente, di Hitler, altrettanto sarebbe terribile poter scegliere \u201csul catalogo\u201d un figlio adottivo. Distinguere l\u2019adozione di un bambino disabile o meno, gi\u00e0 di per s\u00e9 dovrebbe aprire qualche questione morale. Per questo, considerare motivo ostativo la presenza pregressa di un figlio naturale portatore di deficit significa quantomeno sottovalutare le capacit\u00e0 sia dei genitori, sia di entrambi i bambini interessati. Certamente, la procedura che porta all\u2019adozione \u00e8 lunga e complessa, dunque i casi specifici vengono valutati singolarmente, alla luce delle loro peculiarit\u00e0. Tuttavia, dovendo esprimere un giudizio generale, credo che il deficit di per s\u00e9 non debba mai essere motivo di limitazione di tutta una serie di azioni che non vengono negate a famiglie in cui l\u2019handicap non \u00e8 presente. Anche perch\u00e9 la disabilit\u00e0, purtroppo, pu\u00f2 sempre sopraggiungere in un secondo momento per qualche membro della famiglia, e a quel punto non si potrebbe certo revocare l\u2019adozione. Credo, pertanto, che i motivi per cui una famiglia possa essere ritenuta \u201cnon idonea\u201d debbano essere altri, ma comunque \u00e8 giusto valutare caso per caso, come, difatti, la nostra legislazione prevede che avvenga. Il destino o la Provvidenza devono fare il proprio corso. L\u2019uomo deve darsi delle regole ma non pu\u00f2 pretendere di prevedere le vicende e di scegliere tutto, anche perch\u00e9 i bambini devono portare meraviglia che nasce dallo stupore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 di pochi giorni fa la notizia che la Corte d\u2019Appello ha concesso l\u2019adozione a una famiglia cui era stata negata in prima istanza dal Tribunale dei Minori, in quanto gi\u00e0 genitori di un ragazzino disabile. 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