{"id":2541,"date":"2020-03-24T13:06:33","date_gmt":"2020-03-24T12:06:33","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2541"},"modified":"2025-09-01T12:52:37","modified_gmt":"2025-09-01T10:52:37","slug":"sport-agevoli%e2%80%a8-e-tutto-vero-storia-del-potenziale-creativo-presente-nello-sport","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2541","title":{"rendered":"\u201c\u00c8 tutto vero!\u201d. Storia del potenziale creativo presente nello sport"},"content":{"rendered":"<p>Tutto \u00e8 iniziato nella Bassa Bresciana, citt\u00e0 di Ghedi per la precisione, quando fui coinvolto da un mio collega nella sperimentazione di un laboratorio sportivo rivolto a bambini e adolescenti.<br \/>\nLa sperimentazione, almeno dal mio punto di vista, era anche su me stesso: la mia esperienza con il mondo della diversabilit\u00e0 era piuttosto superficiale, la mia visione complessiva su sport e disabilit\u00e0 molto stereotipata.<br \/>\nUnire lo sport e la disabilit\u00e0, secondo la mia prospettiva da profano, poteva voler dire una corsa con l\u2019handbike (e solo grazie all\u2019esposizione mediatica di Alex Zanardi), una partita di basket in carrozzina o qualche altra \u201cstrana\u201d competizione vista in tv durante le Paralimpiadi pechinesi.<br \/>\nPer questo faticavo a capire, a concepire un laboratorio sportivo per ragazzi con handicap che fosse diverso dalle solite tecniche, dai soliti approcci, generalmente pi\u00f9 fisioterapici che sportivi.<br \/>\nL\u2019esperienza iniziale di Ghedi ha stravolto le mie convinzioni.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Un gruppo di ragazzini, con et\u00e0, deficit e qualit\u00e0 differenti tutti coinvolti da protagonisti in questa nuova avventura di gioco-sport adattabile.<br \/>\nNon riesci a correre su una gamba sola? Bene, le usi tutte e due ma lo fai saltellando.<br \/>\nNon riesci a saltare quell\u2019ostacolo? Ok, ne mettiamo uno pi\u00f9 basso ma lo salti due volte.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Non riesci a realizzare tiri liberi a canestro perch\u00e9 \u00e8 troppo alto? No problem, mettiamo il canestro pi\u00f9 basso ma hai una sola possibilit\u00e0.<br \/>\nQuesti esempi casuali solo per mostrare l\u2019approccio del laboratorio volto non a cancellare la difficolt\u00e0, ma semplicemente a modificarla: anche perch\u00e9 senza la difficolt\u00e0 manca la sfida e di conseguenza il divertimento.<br \/>\nRispettare i tempi e i modi di tutti, coinvolgere senza escludere nessuno, utilizzando l\u2019enorme potenziale creativo presente nello sport: con questo pensiero abbiamo attivato dei percorsi \u201cCalamaio e sport\u201d in diversi istituti secondari di primo grado della provincia di Reggio Emilia.<br \/>\nPercorsi strutturati in tre giornate-incontro, animate da due educatori e un ragazzo diversabile, partendo da semplici giochi di ruolo utilizzati come attivit\u00e0 di presentazione per conoscere i ragazzi e il loro rapporto (esistente o meno) con la pratica sportiva in generale.<br \/>\nUtilizzare lo sport per costruire integrazione partendo dalla possibilit\u00e0 di variare le regole, di adattarle in base alla specificit\u00e0 di ognuno proprio per rendere tutti protagonisti, disabili o meno.<br \/>\nIl compito assegnato ai ragazzi per l\u2019ultima giornata \u00e8 proprio questo: inventare un gioco con regole \u201cmodificabili\u201d per permettere a tutti di poter partecipare, uomini, donne, giovani, anziani, disabili e normodotati. Tutti in gioco e tutti con un obiettivo preciso da perseguire.<br \/>\nLa creativit\u00e0 \u00e8 inventare nuove regole adattabili a chi gioca, non necessariamente adattarsi alle regole prestabilite. E saranno gli studenti in questione i primi a sperimentare questi possibili \u201cnuovi sport\u201d.<br \/>\nE posso assicurarvi che la fantasia dei ragazzi porta alla creazione di giochi spesso strampalati (forse sarebbe pi\u00f9 coerente dire assurdi!), a volte modificati durante la prova stessa, ma sempre molto divertenti e soprattutto integrativi, come da obiettivo.<br \/>\nL\u2019ennesima conferma che \u00e8 possibile tirare fuori la creativit\u00e0 dallo sport, dal gioco e grazie a questa costruire l\u2019integrazione.<br \/>\nUn esempio concreto \u00e8 quello del baskin, abbreviazione di basket integrato.<br \/>\nNel novembre scorso abbiamo partecipato a Cremona, citt\u00e0 natale di questo nuovo sport, a un corso di aggiornamento per capirne qualcosa di pi\u00f9: il risultato \u00e8 stato piacevolmente sconvolgente.<br \/>\nSe la storia dello sport ha sempre corso su due binari paralleli (es. giochi olimpici\/paraolimpici) il baskin riesce a superare questi clich\u00e9 mostrandosi in tutto e per tutto come sport integrante.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Il baskin non \u00e8 uno sport per disabili, \u00e8 anche uno sport per disabili.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Alcune tra le caratteristiche fondamentali sono quelle che cerca di trasmettere lo stesso \u201cProgetto Calamaio\u201d anche nelle attivit\u00e0 al di fuori del discorso sportivo:<\/p>\n<ul>\n<li>fare integrazione significa eliminare l\u2019approccio unilaterale, dunque aiutarsi e venirsi incontro;<\/li>\n<li>assegnare dei compiti, degli obiettivi, in base alle diverse capacit\u00e0 di ciascuno, in modo da ottenere un contributo da tutti;<\/li>\n<li>cooperare, utilizzare lo sport di squadra come funzione socializzante evitando forme di assistenzialismo che possono minare crescita e capacit\u00e0 di migliorare;<\/li>\n<li>norme di comportamento, regole chiare e condivise indispensabili per creare la cooperazione di cui parlavamo sopra;<\/li>\n<li>incentivare le responsabilit\u00e0 individuali.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ho fatto questo accenno al baskin perch\u00e9 ritengo personalmente questo sport esemplificativo se vogliamo parlare di integrazione sportiva.<br \/>\nUn altro laboratorio creativo sullo sport al quale ho partecipato \u00e8 quello sulla lotta danza, un progetto ormai attivo a Bologna da anni.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>La lotta-danza \u00e8 un metodo psicofisico che utilizza il gioco e il contatto fisico guidato per facilitare la comunicazione dell\u2019individuo con se stesso e con gli altri.<br \/>\nLa parte che lega questa attivit\u00e0 alle altre che ho portato avanti \u00e8 proprio questa duplice funzione: fare movimento e fare sport, ma senza mai sottovalutare la funzione sociale che lo sport stesso si porta dentro.<br \/>\nUn laboratorio davvero interessante, rivolto anche a ragazzi con gravi deficit cognitivi disposti a mettersi in gioco e \u201clottare\u201d per raggiungere anche il minimo miglioramento\/obiettivo.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Concluso, fra l\u2019altro, con il saggio finale e la conquista di una coppa per i nostri ragazzi\u2026<br \/>\nMa l\u2019esperienza pi\u00f9 significativa portata avanti quest\u2019anno \u00e8 quella dell\u2019\u201cAtelier motorio\u201d un progetto nato dalla collaborazione tra la nostra cooperativa \u201cAccaparlante\u201d e la polisportiva \u201cMasi\u201d di Casalecchio di Reno.<br \/>\nL\u2019idea era quella di imitare il progetto sopracitato partito a Ghedi, unire persone disabili e normodotate di ogni tipo, persone con le qualit\u00e0 pi\u00f9 differenti, tutte insieme per fare giochi, sport, attivit\u00e0 fisica, di tutto di pi\u00f9.<br \/>\nQui mi sono reso conto ancora meglio dell\u2019importanza di quella duplice funzione di cui parlavo sopra, un inizio sempre leggero, un \u201csocial time\u201d, partendo dal nostro quotidiano, dai nostri problemi a scuola o nel lavoro fino alle nostre esperienze piacevoli, gli amori, i concerti, gli spettacoli. Poi tutti pronti a sudare con le pi\u00f9 creative (a volte perfino improvvisate, viste le specificit\u00e0 degli utenti) e divertenti attivit\u00e0.<br \/>\nNon ci siamo fatti mancare proprio nulla, come in tutti gli ambienti sportivi che si rispettino, dalle urla di gioia per insperati risultati raggiunti fino ai pianti di dolore per imprevisti infortuni muscolari.<br \/>\nRagazzi che hanno iniziato il corso con naturali dubbi e perplessit\u00e0 e hanno terminato l\u2019anno sportivo (con pizza e birra tutti insieme) chiedendomi quando si sarebbe ripartiti. Una sentenza sulla riuscita di questo innovativo progetto. Una piacevole conferma sul fatto che \u00e8 possibile integrare, utilizzando lo sport come strumento.<br \/>\nImmagino che testimonianze di questo genere ne avete gi\u00e0 lette su \u201cHP-Accaparlante\u201d.<br \/>\nQuesta \u00e8 solo la mia esperienza.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Indispensabile per farmi capire che \u00e8 possibile trasformare in fatti tante belle parole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto \u00e8 iniziato nella Bassa Bresciana, citt\u00e0 di Ghedi per la precisione, quando fui coinvolto da un mio collega nella sperimentazione di un laboratorio sportivo rivolto a bambini e adolescenti. 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