{"id":2592,"date":"2020-04-02T12:39:28","date_gmt":"2020-04-02T10:39:28","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2592"},"modified":"2025-09-08T11:26:45","modified_gmt":"2025-09-08T09:26:45","slug":"3-lorologiaio-che-regola-le-bussole-ovvero-la-formazione-come-strumento-strategico-per-sostenere-il-percorso-associativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2592","title":{"rendered":"3. L\u2019orologiaio che regola le bussole: ovvero la formazione come strumento strategico per sostenere il percorso associativo"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIl futuro mi preoccupa<br \/>\nperch\u00e9 \u00e8 il luogo<br \/>\ndove penso di passare<br \/>\nil resto della mia vita.&#8221;<br \/>\n(W. Allen)<\/p>\n<p>La mission di Fa.Di.Vi. pu\u00f2 essere ricompresa nella tensione a far s\u00ec che ogni soggetto da essa coinvolto si ri-appropri di una visione globale del \u201cdopo di noi\u201d in modo che in nessun caso possa essere ridotto esclusivamente a uno dei suoi principali aspetti: residenziale, patrimoniale, psicologico, culturale.<br \/>\nTra gli elementi costitutivi dell\u2019associazione hanno un ruolo determinante la costante ricerca di soluzioni volte al superamento dell\u2019autoreferenzialit\u00e0 che connota le tipiche risposte istituzionali e l\u2019impegno per valorizzare tutti i protagonisti della relazione di cura.<br \/>\nI genitori che le hanno dato vita, hanno compreso che perseguire questi obiettivi esige l\u2019esercizio di un pensiero complesso, capace di contenere le implicazioni affettivo-emozionali che s\u2019incontrano nelle difficolt\u00e0 e di favorire connessioni funzionali tra attese, obiettivi, vincoli, risorse.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Il confronto con lo scenario determinato dalle accresciute attese di vita delle persone con disabilit\u00e0, ha comportato la disponibilit\u00e0 a lasciarsi interrogare dalle esigenze poste dalle trasformazioni in atto.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>La lotta per i diritti alla crescita e all\u2019autodeterminazione di tutte le persone, a prescindere dalla loro condizione, ha reso evidente che era necessario saper individuare le modalit\u00e0 per distinguere e rappresentare, senza contrapposizioni, anche chi vive una disabilit\u00e0 complessa riuscendo a comunicare il senso e il valore universale del confronto con il tema della dipendenza e della sua inevitabilit\u00e0 nelle relazioni umane.<\/p>\n<p>\u201cPrima di scommettere sul futuro<br \/>\nforse qualcuno dovr\u00e0 immaginarlo.&#8221;<br \/>\n(M. Bucchi)<\/p>\n<p>Nella pratica quotidiana \u00e8 emersa con chiarezza la stretta interdipendenza tra quanti sono coinvolti nei\/dai processi di cura e con essa la necessit\u00e0 d\u2019implementare alleanze, generare relazioni di fiducia, costruire saperi condivisi e ricercare\/sperimentare azioni in grado di ridurre i carichi di lavoro che la cura continua determina per ciascuno.<br \/>\nCome preparare il \u201cdopo di noi\u201d nel \u201cdurante noi\u201d ha richiesto ai genitori di concedersi un nuovo sguardo sulla vita col quale ritrovare il tempo ben oltre la sua ineluttabilit\u00e0, tornare a riconoscerne lo scorrere e aprirsi al futuro per considerarlo nuovamente come occasione di progettualit\u00e0.<br \/>\nHa significato darsi la possibilit\u00e0 d\u2019imparare ad agire non solo sulla base del passato; confrontarsi con l\u2019adultit\u00e0 e l\u2019invecchiamento intesi non pi\u00f9 come mero dato biologico; assumersi la faticosa ma necessaria sfida insita nei processi di separazione.<br \/>\nIn questi anni il continuo peggioramento del sistema economico-finanziario ha condizionato pesantemente il lavoro sociale e la vita dei\/nei Servizi alimentando precariet\u00e0, demotivazione e rabbia a causa della reiterata iniquit\u00e0 delle politiche di contenimento della spesa sociale.<br \/>\nNonostante ci\u00f2 si \u00e8 avvertita con determinazione l\u2019importanza di non far prevalere la rinuncia e\/o il vittimismo sulla volont\u00e0 di rEsistere. <span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Si \u00e8 cos\u00ec andati a caccia d\u2019idee per costruire il \u201cfuturo del possibile\u201d attraverso molteplici occasioni d\u2019incontro, confronto e scambio a livello locale e nazionale.<br \/>\nQuesti elementi hanno preceduto, accompagnato e connotato la costruzione fisica e psicologica di una struttura residenziale che all\u2019impegno terapeutico-riabilitativo sapesse associare le qualit\u00e0 di una casa per il futuro delle persone che vi sarebbero andate a vivere: uno spazio\/tempo nel quale realizzare un\u2019innovativa esperienza di coprogettazione e partecipazione delle famiglie al lavoro professionale di cura. Un ambiente di vita inserito nel proprio contesto e caratterizzato dal rispetto per le diverse soggettivit\u00e0 presenti; dalla costante ricerca d\u2019apertura al territorio; dallo sviluppo e dall\u2019accoglienza di esperienze di cittadinanza attiva; dall\u2019offerta di proposte in grado di promuovere la cultura dell\u2019incontro e dell\u2019integrazione.<\/p>\n<p>\u201cNon ricerchi ora le risposte<br \/>\nche non possono esserle date\u2026<br \/>\nOra viva le domande.<br \/>\nForse cos\u00ec, a poco a poco\u2026<br \/>\nsi trover\u00e0\u2026<br \/>\na vivere le risposte\u201d.<br \/>\n(R.M. Rilke)<\/p>\n<p>Per affrontare la pluridimensionalit\u00e0 di quest\u2019impegno non era sufficiente appellarsi all\u2019idealit\u00e0, n\u00e9 contare sulle spinte dettate dal bisogno. Non ci si poteva permettere di cadere nell\u2019improvvisazione, n\u00e9 di affidarsi alla rassicurante illusione di un\u2019onnipotente programmazione.<br \/>\nI costi emotivi e l\u2019energia impiegate per reperire le risorse economiche, tollerare i tempi della burocrazia senza cadere nello sconforto, sostenere il confronto con i<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>diversi aspetti tecnici del progetto, sono solo alcuni degli elementi che richiedevano\u201cinvestimenti\u201d in un lavoro di crescita individuale e collettiva che potenziasse l\u2019ascolto attivo, le competenze relazionali, la capacit\u00e0 di comunicazione e quella di so-stare nell\u2019incertezza.<br \/>\nIn questo quadro la formazione si \u00e8 rivelata uno strumento strategico per sostenere e alimentare un processo nel quale i genitori, i figli, gli operatori professionali, i familiari, i volontari, i servizi, le istituzioni, provassero a uscire da rigide e stereotipate rappresentazioni di ruolo\/intervento per individuare opportunit\u00e0 di collaborazione, riflessione e progettazione.<br \/>\nIl compito che ci \u00e8 stato affidato \u00e8 stato quello di organizzare percorsi formativi ed eventi culturali che facilitassero l\u2019incontro e la possibilit\u00e0 di trascendere le rispettive particolarit\u00e0 per diventare capaci di pensare i punti di vista dell\u2019altro, costruire ipotesi per condividere il futuro e stare insieme nella diversit\u00e0.<br \/>\nAbbiamo interpretato questo mandato partendo dall\u2019idea che solo imparando a so-stare nelle relazioni ci si pu\u00f2 ri-conoscere e scoprire come far nascere le \u201cproprie\u201d soluzioni.<br \/>\nIn ogni circostanza abbiamo promosso un atteggiamento che suggeriva a ognuno di non andare all\u2019inseguimento di risposte preconfezionate ma alla ricerca delle domande che emergono nelle\/dalle relazioni, perch\u00e9 solo dalle domande possono scaturire innovazioni utili ad aprire nuove strade anche in situazioni considerate comunemente immodificabili.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Con ogni proposta abbiamo cercato di stressare le idee, le parole, per verificarne i limiti ed estenderne i confini affinch\u00e9 occuparsi di progetti di vita non diventi adempimento burocratico ma occasione per esercitare la creativit\u00e0 pedagogica e l\u2019immaginazione sociale.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Durante gli incontri \u00e8 stata utilizzata una metodologia attiva per favorire il coinvolgimento dei partecipanti e assumere il contributo di ciascuno come risorsa per l\u2019apprendimento.<br \/>\nAttraverso diverse modalit\u00e0 sono stati attrezzati contesti esperienziali nei quali potersi mettere in gioco per favorire l\u2019ascolto, gli scambi e la coesistenza di punti di vista plurimi.<br \/>\nQuest\u2019approccio ha permesso a ognuno di potersi rispecchiare e confrontare con gli altri non solo attraverso i ruoli consueti ma come individui che hanno vissuto e vivono esperienze comuni che si possono raccontare per ri-conoscersi e sviluppare relazioni di fiducia.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Grazie a esso \u00e8 stato possibile ascoltare ed essere ascoltati in un clima favorevole, nel quale non contava cercare\/trovare soluzioni immediate ai problemi ma prioritariamente scoprire le proprie e altrui risorse per affrontarli positivaMente. La disponibilit\u00e0 a cambiare, a discutere\/mettersi in discussione \u00e8 diventata cos\u00ec occasione per incontrare rappresentazioni di S\u00e9\/ degli Altri\/ delle situazioni ritenute fino a quel momento impensabili.<\/p>\n<p>\u201cLa speranza non spera nulla.<br \/>\nLa speranza crea restando sospesa<br \/>\nal di sopra della realt\u00e0, senza ignorarla<br \/>\ne fa emergere la realt\u00e0 ancora inedita\u201d<br \/>\n(M. Zambrano)<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>I problemi non sono scomparsi di colpo, \u201cmiracolosamente\u201d\u2026 Sono le persone che, aprendosi al cambiamento, si sono concesse di spostare la propria posizione esistenziale nei confronti dei problemi e nello spostamento hanno spesso ritrovato la forza e il coraggio di essere ancora propositive affrontando anche i contenuti pi\u00f9 tecnici libere da preoccupazioni \u201cscolastiche\u201d.<br \/>\nEcco una breve descrizione di alcune<b> <\/b>esperienze tra quelle ideate\/realizzate in questi anni.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>\u201cEducare, Riabilitare, Curare senza perdere la tenerezza\u201d ha favorito esperienze di ascolto e contatto attraverso il lavoro corporeo perch\u00e9 chi cura possa imparare a darsi il permesso di aver cura di s\u00e9 e scoprire opportunit\u00e0 per sostenere il benEssere e la qualit\u00e0 della vita nelle situazioni di cronicit\u00e0. \u201cPrevisioni per Tempo\u201d<b><i> <\/i><\/b>ha proposto di<b><i> <\/i><\/b>ri-trovare il futuro attraverso temi quali gli strumenti di garanzia e promozione della dignit\u00e0 delle persone con disabilit\u00e0 quando diventano adulte\/anziane; la ricerca di sinergie e articolazioni tra la pedagogia dei genitori e quella prodotta nei Servizi; l\u2019individuazione\/ riconoscimento delle figure in grado di \u201csostituire\u201d i genitori alla loro scomparsa. \u201cImmagini nel\/del Tempo\u201d ha promosso l\u2019utilizzo degli strumenti audiovisivi per costruire memoria e documentazione delle persone coinvolte nei processi di cura; la raccolta e la produzione di una memoria dei loro tempi di vita; l\u2019utilizzo di materiali audiovisivi come strumento di riflessione e crescita personale\/professionale; la capacit\u00e0 di comunicare attraverso le immagini. \u201cI.S.D.N. Immagini, Storie, Differenti Narrazioni\u201d ha permesso di costruire un percorso di riflessione operativa sulle rappresentazioni mentali e sull\u2019immagine della disabilit\u00e0 prodotta attraverso diverse forme espressive come cinema, musica, letteratura. \u201cGestione e mediazione dei conflitti\u201d ha contribuito a fornire maggiori strumenti per saper riconoscere e gestire i conflitti; trasformare le rigidit\u00e0 comportamentali e le conflittualit\u00e0 in occasioni di dialogo; considerare la diversit\u00e0 un valore che stimola riflessione e genera confronto; facilitare il dibattito nel suo alternarsi tra passione e ragione; migliorare la capacit\u00e0 di ascolto e con essa una maggiore attenzione\/rispetto delle differenti sensibilit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cIl rimedio all\u2019imprevedibilit\u00e0 della sorte,<br \/>\nnella caotica incertezza del futuro<br \/>\n\u00e8 la facolt\u00e0 di fare e mantenere le promesse.&#8221;<br \/>\n(H. Arendt)<\/p>\n<p>L\u2019interpretazione professionale che abbiamo fatto nostra considera la formazione un\u2019esperienza evolutiva, uno strumento al servizio dell\u2019elaborazione di strategie d\u2019apprendimento consapevole e non una semplice trasmissione d\u2019informazioni e\/o tecniche.<br \/>\nIn un mondo liquido, a \u201cbassa configurazione\u201d, persone e organizzazioni desiderano ricevere risposte definitive, certezze e capacit\u00e0 risolutive per affrontare i problemi.<br \/>\nNoi crediamo invece che non basti acquisire conoscenze ma occorra sviluppare competenze, la prima delle quali \u00e8 apprendere ad apprendere.<br \/>\nIn una realt\u00e0 associativa come Fa.Di.Vi., che si occupa di cercare risposte al difficile, delicato, intimo tema esistenziale del \u201cdopo di noi\u201d, il primo obiettivo che ci siamo posti \u00e8 stato quello di rendere esprimibile, nelle sue diverse forme, il vissuto di ciascuno di fronte all\u2019incognita del futuro, all\u2019ansia generata dall\u2019attesa del momento in cui non si sar\u00e0 pi\u00f9 in grado di \u201cprendersi cura\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Abbiamo cercato di evitare che la formazione fosse caricata di eccesive aspettative precisando che gli oggetti che affrontavamo riguardano l\u2019esistenza in tutte le sue dimensioni e che esistere richiede un apprendimento continuo che non pu\u00f2 essere mai considerato concluso.<br \/>\nQuando tutto ci\u00f2 si colloca poi in un contesto di ulteriore complessit\u00e0 come quello determinato dalla disabilit\u00e0 e dalla contemporanea condivisione di responsabilit\u00e0 educative con figure professionali, \u201caderire all\u2019esistenza\u201d significa una volta di pi\u00f9 accettare di vivere nell\u2019incertezza.<br \/>\nLa situazione comunitaria richiede inoltre d\u2019imparare a con-Vivere, condizione che implica il ri-conoscimento dei propri limiti e con essi l\u2019accettazione delle ambivalenze, delle contraddizioni e dei conflitti che via via si presentano, senza la pretesa di poterli superare una volta per tutte.<br \/>\nIn questi anni Fa.Di.Vi. ha raggiunto risultati strutturali eclatanti e ha prodotto uno sforzo culturale che si \u00e8 tradotto in una significativa rete di relazioni istituzionali; tuttavia i successi ottenuti non diminuiscono la consapevolezza della quantit\u00e0 di lavoro ancora da compiere.<br \/>\nGli aspetti pi\u00f9 caldi\/sensibili riguardano il tema della corresponsabilit\u00e0 educativa e, ad esso collegato, quello della costruzione\/perdita dei legami di fiducia nelle relazioni di cura.<br \/>\nRispetto a questi temi siamo ancora alle \u201cprove generali\u201d giacch\u00e9 condividere con altri, nella quotidianit\u00e0, il progetto di vita dei propri figli e affrontare contemporaneamente la sfida della separazione implica un continuo impegno per passare dallo \u201cs-fidarsi\u201d al fidarsi, per dar vita a relazioni non pi\u00f9 gravate dal \u201csospetto\u201d bens\u00ec fondate sul reciproco rispetto.<br \/>\nRecuperare il valore educativo della cura; diventare risorse per il territorio; costruire prossimit\u00e0; sviluppare il capitale sociale per incontrare il mondo e in esso sentirsi collocati nel quadro dei diritti di cui \u00e8 in possesso ciascun cittadino, possono essere considerati un impegno consolidato, ma la fiducia e la cultura dell\u2019integrazione non si possono affermare per decreto!<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Entrambe hanno bisogno d\u2019interpreti e non di anonimi esecutori, di persone che sappiano anche essere \u201cagenti culturali\u201d di cambiamento.<br \/>\nLa formazione pu\u00f2 offrire il contesto adeguato per provare a esercitare queste competenze.<br \/>\nAccettare di \u201cmettersi in forma\u201d rappresenta in ogni caso un passo importante per incontrare la nostra incompiutezza, comprendere il senso della nostra interdipendenza e non dimenticare mai che<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>\u201cBisogna sentire molte volte le stesse cose per capirle finalmente per la prima volta\u2026\u201d.<br \/>\n(A. Desjardins)<\/p>\n<p><b>Un posto per noi<br \/>\n<\/b>Le nostre storie sono pi\u00f9 o meno tutte uguali, quando si arriva al fondo sono tutte uguali.<br \/>\nLa differenza pu\u00f2 essere nell\u2019et\u00e0 dei nostri figli, la mia ha 42 anni, e nel numero di tessera dell\u2019associazione, la mia \u00e8 la numero 2 dopo quella di Roberto perch\u00e9 la prima volta che l\u2019ho incontrato ho aderito subito al progetto vedendo la persona che era.<br \/>\nHo lasciato mia figlia per dieci anni a Osimo, l\u2019unico posto allora dove riuscivano a lavorare con lei. A Genova a quei tempi un posto come quello lo sognavo.<br \/>\nAdesso lo abbiamo trovato un posto per noi.<br \/>\nGiuliano, pap\u00e0 di Susanna<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl futuro mi preoccupa perch\u00e9 \u00e8 il luogo dove penso di passare il resto della mia vita.&#8221; (W. 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