{"id":2613,"date":"2020-04-02T13:21:56","date_gmt":"2020-04-02T11:21:56","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2613"},"modified":"2025-09-08T11:53:46","modified_gmt":"2025-09-08T09:53:46","slug":"3-lalienita-razziale-e-le-sue-metafore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2613","title":{"rendered":"3. L\u2019alienit\u00e0 \u201crazziale\u201d e le sue metafore"},"content":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 razziale, qui sopra, \u00e8 indicato fra virgolette? Perch\u00e9 se ci riferiamo ai terrestri il termine \u00e8 insensato visto che le razze non esistono. Ma come il venerd\u00ec 17 (o 13 nei Paesi anglosassoni) porta \u201csfortuna\u201d a chi ci crede, cos\u00ec la diffusa convinzione che sulla Terra esistano differenti razze causa guai. Non esiste insomma \u2013 come spesso si ripete \u2013 l\u2019odio o il pregiudizio razziale ma l\u2019odio razzista cio\u00e8 un\u2019ideologia, una bugia che immagina alcune razze migliori (pi\u00f9 \u201cumane\u201d) di altre.<br \/>\nCi\u00f2 chiarito torniamo alla fantascienza.<br \/>\nIl periodo d\u2019oro (almeno dal punto di vista della diffusione popolare) della science fiction coincide in gran parte con il periodo storico nel quale negli Usa erano negati agli afro-americani i diritti umani, dunque sino alla met\u00e0 degli anni \u201960 nel secolo scorso. Non c\u2019\u00e8 dunque da stupirsi che alcuni scrittori e scrittrici abbiano usato la metafora di \u201crazze extraterrestri\u201d per parlare \u2013 pi\u00f9 o meno apertamente \u2013 dei pregiudizi e della segregazione allora dominante negli Stati Uniti (e, pi\u00f9 a lungo, nel Sudafrica dell\u2019apartheid).<br \/>\nQualche esempio fra i tanti.<br \/>\nNel romanzo breve Benedizione oscura (del 1951) di Walter Miller jr. un morbo spaziale contamina gran parte dell\u2019umanit\u00e0. \u00c8 un\u2019affezione benigna, anzi accresce i poteri sensoriali delle persone colpite. Ma&#8230; rende nero il colore della pelle e questo effetto collaterale scatena la violenza degli immuni che vedono concretizzarsi il loro peggiore incubo: i \u201cneri\u201d sono migliori di loro e dunque, a maggior ragione, vanno sterminati.<br \/>\nSu quanto l\u2019arrivo dei marziani (o altri et) potrebbe influenzare il \u201ccomune sentire\u201d dei terrestri verso gli alieni \u201ccasalinghi\u201d, ci sono molte storie interessanti.<br \/>\nAd esempio questa:<br \/>\n\u201cSai la novit\u00e0?\u201d.<br \/>\n\u201cQuale?\u201d.<br \/>\n\u201cI negri&#8230; i negri\u201d.<br \/>\n\u201cE allora?\u201d.<br \/>\n\u201cSe ne vanno. Lasciano i loro paesi, le loro case, tutti insieme in massa\u201d.<br \/>\n[\u2026]<br \/>\n\u201cE dove vogliono andare? In Africa?\u201d.<br \/>\n\u201cSu Marte\u201d.<br \/>\nRay Bradbury ambienta nel \u201cprofondo sud\u201d degli Usa un racconto (del 1954) che fa parte delle sue celebri Cronache marziane. Quando la colonizzazione terrestre di Marte \u00e8 consolidata, tutti i \u201cnegri\u201d si organizzano segretamente per andarsene e si avviano in un\u2019immensa fiumana verso le astronavi comperate coi loro risparmi. E qualcuno, l\u00ec intorno, commenta cos\u00ec: \u201cNon capisco perch\u00e9 siano partiti proprio adesso. Ora che le cose si stavano aggiustando. Ogni giorno si faceva loro una nuova concessione, voglio dire. Insomma che volevano di pi\u00f9? Gli abbiamo appena tolto la tassa sul voto e parecchi Stati hanno votato leggi contro il linciaggio e hanno accordato loro parit\u00e0 di diritti. Che cosa vogliono di pi\u00f9? Guadagnano quasi come noi bianchi e se ne vanno&#8230;\u201d.<br \/>\nSembra di sentire il Campbell citato sopra.<br \/>\nQualche anno dopo \u2013 nel 1963 \u2013 nella finzione narrativa capita il contrario di quanto immaginato da Bradbury. Nel racconto Gli emigranti dal volto azzurro di Henry Slesar pochi e pacifici extraterrestri (identici a noi ma con l\u2019epidermide tendente al celeste) chiedono di essere accolti: il loro pianeta sta morendo e non sanno dove andare. Ufficialmente le accoglienze sono buone ma&#8230; cominciano gli omicidi. Alla fine le organizzazioni terroristiche costringono gli Azzurri a un nuovo, difficile esodo. Chi racconta questa storia \u00e8 un loro discendente: sono passati ormai millenni e le guerre interne hanno distrutto la Terra. \u201cHo appreso \u2013 dice il narratore \u2013 che quel mondo meritava di morire\u201d.<br \/>\nNel 1964 tocca a una scrittrice, Leigh Brackett, tornare sulla metafora del colore con il racconto I negri verdi (era migliore il titolo originale: All the Colour of Rainbow): la guerra spaziale nascer\u00e0 dalle discriminazioni alle quali i razzisti del Sud degli Usa sottopongono una coppia di turisti extraterrestri, giunti sulla Terra in crociera da un pianeta alleato, e colpevoli solamente di avere la pelle verdina.<\/p>\n<p><b>Reincontrando i fratelli perduti<\/b><br \/>\n\u201cQuante Terre esistono?\u201d.<br \/>\n\u201cCredevo ne esistesse una sola\u201d.<br \/>\n\u201cE una volta credevano che fosse piatta\u201d.<br \/>\nSiamo all\u2019interno di un dialogo, tipicamente alla Philip Dick, verso la met\u00e0 di un bellissimo romanzo, del 1966, che in italiano \u00e8 apparso sia con il titolo Vedere un altro orizzonte che come Svegliatevi dormienti. Ci sono gli ibernati cio\u00e8 i disoccupati che si sono fatti congelare per attendere che passi la crisi economica; c\u2019\u00e8 il primo afroamericano alla presidenza Usa; e c\u2019\u00e8 \u2013 per quel che qui c\u2019interessa \u2013 la scoperta di Terre parallele. \u00c8 un clich\u00e9 della science fiction ma anche (dal 1957) un\u2019ipotesi scientifica: potrebbero esistere altre Terre (o universi) nascosti e\/o nelle quali vigono leggi fisiche differenti dalle nostre oppure dove tutto \u00e8 come sulla \u201cTerra numero 1\u201d per\u00f2 non esiste la specie umana. O ancora Terre dove, a un certo momento, la Storia si biforca, prende un altro sentiero perch\u00e9 la Germania ha vinto la seconda guerra mondiale (nel romanzo dickiano noto come L\u2019uomo nell\u2019alto castello o come La svastica sul sole) o perch\u00e9 i cattolici hanno sconfitto i protestanti in tutt\u2019Europa (in Pavana di Keith Roberts).<br \/>\nCi\u00f2 chiarito torniamo a Vedere un altro orizzonte: nella porta che d\u2019improvviso si apre su un\u2019altra Terra l\u2019evoluzione ha preso uno sviluppo ben diverso: qui i Sinantropi \u201csono diventati la specie dominante\u201d e \u201cl\u2019Homo sapiens non \u00e8 apparso o per qualche motivo non ha vinto la lotta per la sopravvivenza\u201d. Noi eredi dei Cro-magnon e questi altri, pi\u00f9 vicini ai pitecantropi, riusciremo a comunicare? Ovviamente per molti gli inquilini di questa (imprevista) porta accanto sono solo scimmie. E uno dei protagonisti del romanzo pensa: \u201cOra s\u00ec che il Ku Klux Klan ha veramente un lavoro fatto su misura\u201d. Alieni che vengono dal nostro stesso ceppo.<br \/>\nQuesto tema dei nostri \u201cfratelli perduti\u201d (cos\u00ec simili eppure cos\u00ec alieni) in una delle svolte dell\u2019evoluzione torna in una trilogia di Robert Sawyer, uno dei pi\u00f9 interessanti scrittori di oggi. In italiano \u00e8 stata pubblicata con i titoli (meno belli di quelli originali, pi\u00f9 asciutti) La genesi della specie, Fuga dal pianeta degli umani per chiudere con Origine dell\u2019ibrido. Tre lunghi, avventurosi romanzi con delitti sulla Terra e in qualche Altrove; infatti sono ambientati in due universi paralleli, che imprevedibilmente entrano in contatto e si confrontano lungo diversi assi evolutivi\u2026. dato che in uno hanno vinto i \u201cbarast\u201d (ovvero la specie Homo Neanderthalensis) mentre nell\u2019altro abbiamo prevalso noi \u201cgliksin\u201d o come presuntuosamente ci definiamo la specie \u2013 la razza? \u2013 \u201cHomo Sapiens\u201d. Appare evidente che il canadese Sawyer oltre ad avere parecchie critiche da fare al suo vicino di casa (lo zio Sam ovviamente) \u00e8 dubbioso che l\u2019evoluzione su questa Terra sia andata nel modo migliore possibile. Eppure anche i cugini neanderthaliani \u2013 come ce li racconta \u2013 non sono \u201cperfetti\u201d. Cos\u00ec al termine della trilogia si \u00e8 aperto un dibattito (su Internet e\/o fra gli appassionati di fantascienza): potendo scegliere cosa terremmo del mondo gliksin e cosa invece dovremmo imitare dai barast?<br \/>\n\u00c8 forse il caso di rammentare che il Neanderthaliano, vissuto circa 30.000 anni fa, appartiene a una razza parallela, non identica all\u2019Homo Sapiens. Molto simile all\u2019uomo attuale, con una mandibola pronunciata e volume celebrale superiore a quello del Sapiens Sapiens. Gli studi ipotizzano una ibridazione fra le due specie (Neanderthal e Sapiens) avvenuta circa 50.000 anni fa.<br \/>\nIl tema dei Neanderthal e\/o di scimmie evolute si \u00e8 intrecciato spesso con la science fiction. Dall\u2019ingenuo romanzo Gorilla Sapiens (del 1944) di L. Sprague de Camp e Peter Schuyler Miller sino alla celebre serie de Il pianeta delle scimmie, all\u2019origine (nel 1963) un romanzo di Pierre Broulle e poi una serie di film e telefilm, apertamente \u2013 seppure superficialmente \u2013 antirazzisti e simpatizzanti verso i \u201cfratelli scimmioni\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Cornelius e Taylor<br \/>\n<\/b>Un accenno al film, fra i pi\u00f9 amari e tormentati di una certa produzione fantastica impegnata. Dopo un esperimento di viaggio a velocit\u00e0 iperluce, durante il quale l\u2019equipaggio \u00e8 ibernato, l\u2019astronave atterra nel laghetto di un pianeta presunto alieno per scoprire che le scimmie si sono evolute e tengono gli uomini in stato di semi animalit\u00e0, perfino incapaci di parlare. Il potere scimmiesco presenta alcune caratteristiche del peggior medioevo oscurantista: i sommi sacerdoti detengono i segreti della zona proibita, dove sarebbe nata la loro stirpe che avrebbe schiavizzato gli uomini. Cornelius, un \u201cpeloso\u201d scienziato dissidente, porta il suo collega umano Taylor (un Charlton Heston in gran forma) nella zona, dove rinvengono manufatti umani. Dopo uno scontro con le scimmie ortodosse e la fuga di Taylor, la necropoli della zona proibita viene fatta saltare, per cancellare ogni traccia. Finale choccante: Taylor si imbatte nella parte superiore della Statua della Libert\u00e0, semisommersa dal mare. Gli uomini hanno distrutto la Terra in un conflitto atomico e le scimmie cercano \u2013 con qualche ragione? \u2013 che quella \u201ccivilt\u00e0\u201d venga dimenticata.<br \/>\nSono simili a scimpanz\u00e9 e gorilla \u00e8 la sprezzante accusa che si legge tuttora \u2013 in purtroppo tanti libri e siti razzisti \u2013 verso i \u201cnegri\u201d o altri non bianchicci. In un certo senso l\u2019affermazione \u00e8 scientificamente fondata visto che noi (neri, gialli ma anche bianchi) abbiamo in comune con gli altri primati, insomma con le \u201cscimmie\u201d il 98 per cento del patrimonio genetico. Anzi, se vogliamo pignoleggiare, le percentuali sono state riviste al rialzo. Un articolo del 2005 sulla rivista \u201cNature\u201d<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>\u2013 <a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nature\/journal\/v437\/n7055\/full\/nature04072.html\">http:\/\/www.nature.com\/nature\/journal\/v437\/n7055\/full\/nature04072.html<\/a> \u2013 parla di somiglianza al 99% (98,8): dunque la specie Homo Sapiens Sapiens nel Dna differisce dai Pan Troglodytes (gli scimpanz\u00e9) dell\u20191,2%.<br \/>\nMa solo i razzisti usano le somiglianze fra gli umani e i nostri cugini pi\u00f9 pelosi per offendere. Affermazioni del genere oggi si leggono difficilmente in libri di <i>science fiction<\/i>. Pur se esistono \u2013 \u00e8 triste ma doveroso ricordarlo \u2013 anche fantascienza e fantasy con evidenti simpatie naziste che girano in circuiti semiclandestini. Tanto per fare un nome di casa nostra, Gianluca Casseri, cio\u00e8 il killer dei due senegalesi (a Firenze nel dicembre 2011) che era attivo in Casa Pound, aveva pubblicato La chiave del caos, vagamente fantascientifico, con la prefazione del ben pi\u00f9 noto, Gianfranco De Turris, fascista anche lui ma \u201cin guanti bianchi\u201d.<\/p>\n<p><b>Sawyer e c.<br \/>\n<\/b>Morti Asimov, Bradbury e Clarke, che qualcuno defin\u00ec a ragione \u201cl\u2019Abc della fantascienza\u201d c\u2019\u00e8 chi sostiene che la fantascienza sia morta o comunque confluita in un calderone dove si miscelano tutti i generi. Se la seconda tesi non \u00e8 priva di riscontri, la prima \u00e8 del tutto destituita di fondamento perch\u00e9 ci sono in giro un mucchio di scrittori-scrittrici che continuano quell\u2019utile \u201calfabeto\u201d: dalla R di Robert Reed alla S di Lucius Shepard o del citato Robert Sawyer, dalla K di Nancy Kress per risalire alla C di Ted Chiang o alla M (Ken MacLeod, ad esempio) e per fare un paio di nomi italiani dalla E di Valerio Evangelisti alla F della giovane Clelia Farris.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 razziale, qui sopra, \u00e8 indicato fra virgolette? Perch\u00e9 se ci riferiamo ai terrestri il termine \u00e8 insensato visto che le razze non esistono. Ma come il venerd\u00ec 17 (o 13 nei Paesi anglosassoni) porta \u201csfortuna\u201d a chi ci crede, cos\u00ec la diffusa convinzione che sulla Terra esistano differenti razze causa guai. 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