{"id":2625,"date":"2020-04-02T13:42:26","date_gmt":"2020-04-02T11:42:26","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2625"},"modified":"2025-09-08T12:03:21","modified_gmt":"2025-09-08T10:03:21","slug":"9-un-discorso-non-concluso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2625","title":{"rendered":"9. Un discorso non concluso"},"content":{"rendered":"<p>\u201cAbbiamo incontrato gli alieni e gli alieni siamo noi\u201d suggerisce Paul Press nel romanzo (del 1984) Le porte dei cieli sulla scia di Fredric Brown. Ma questa consapevolezza purtroppo non appartiene a tutte\/i neppure nei mondi delle fanta-scienze.<br \/>\nRestano aperte grandi questioni che qui non possono essere approfondite come meriterebbero. Soprattutto a partire dalla stessa definizione di \u201cessere umano\u201d \u2013 si vedano le provocazioni di Philip Dick \u2013 rispetto alla quale confrontarsi (o rifiutare, come i razzisti vorrebbero) l\u2019incontro con l\u2019alieno che a sua volta \u00e8 difficile da definire.<br \/>\nAccenniamo ad alcuni fra i dubbi possibili filosofico-etici.<br \/>\nIn primo luogo l\u2019intreccio fra biologico e artificiale. Confrontiamoci ad esempio con\u00a0 il concetto di \u201cformutazione\u201d elaborato da Charles Sheffield nel romanzo \u00abProgetto Proteo\u00bb (del 1978). Cos\u00ec all\u2019inizio del libro:<br \/>\n\u201cErano entrambi troppo giovani per ricordare i dibattiti sull\u2019umanit\u00e0. Che cos\u2019\u00e8 un essere umano? [\u2026] Un\u2019entit\u00e0 pu\u00f2 dirsi umana se, e solo se, \u00e8 in grado di realizzare formutazioni intenzionali usando i sistemi di biorigenerazione\u201d.<br \/>\nE poi, poco prima della fine:<br \/>\n\u201cSe il confine tra mondo animato e inanimato \u00e8 puramente teorico, la formutazione non ha limiti. Si pu\u00f2 cominciare a concepire un essere pensante e cosciente grande quanto un pianeta o una stella [\u2026] Se i nostri test di umanit\u00e0 sono validi, ogni combinazione tra essere umano, o alieno, e macchina che coinvolga formutazioni intenzionali apparterrebbe di diritto al genere umano. Secondo me la questione \u00e8 filosofica e non \u00e8 cos\u00ec facile dare una risposta\u201d.<br \/>\nFu soprattutto lo sfrenato talento di Philip Dick a spalancare porte (dietro ognuna c\u2019erano problemi in serie, come fossero scatole cinesi) sull\u2019incerto confine fra naturale e artificiale, fra vita e non-vita. Siamo alla difficile \u2013 sempre pi\u00f9? \u2013 attribuzione di un senso alla nostra umanit\u00e0.<br \/>\nDa romanziere, Dick si muoveva nei territori (disprezzati da certe elites) della letteratura \u201cdi genere\u201d; eppure l\u2019impressione per quel che scriveva fu tale che gli venne chiesto di tenere conferenze per approfondire la sua filosofia. Lasciamogli dunque la parola in questa veste insolita dove non perde in efficacia. Anzi.<br \/>\n\u201cIl pi\u00f9 grande cambiamento al quale assistiamo nel nostro mondo \u00e8 probabilmente la quantit\u00e0 di moto del vivente verso la reificazione e allo stesso tempo del meccanico nell\u2019animazione. [\u2026] Un giorno forse vedremo un uomo sparare a un androide appena uscito da una fabbrica di creature artificiali della General Electrics: l\u2019androide, con grande sorpresa dell\u2019uomo, prender\u00e0 a sanguinare. L\u2019androide sparer\u00e0, di rimando, e con grande sorpresa vedr\u00e0 una voluta di fumo levarsi dalla pompa elettrica che si trova al posto del cuore dell\u2019uomo. Sar\u00e0 un grande momento di verit\u00e0 per entrambi\u201d.<br \/>\nSiamo ben oltre la metafora, anche perch\u00e9 dagli anni \u201970 a oggi la commistione e\/o confusione fra artificiale e biologico ha continuato a camminare. Come commenta Patricia Warrick: \u201cL\u2019analogia fra uomo e macchina \u00e8 stata sfruttata sino in fondo. L\u2019uomo \u00e8 programmato dalla societ\u00e0 perch\u00e9 funzioni come una macchina; l\u2019uomo \u00e8 un robot dall\u2019aspetto umano che per\u00f2 si comporta come una macchina\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Forse tradire<br \/>\n<\/b>Con ogni evidenza una conclusione \u00e8 impossibile. Accettare l\u2019alieno (quale che sia) venuto dall\u2019esterno o scoperto dentro di noi \u00e8 per molti tradimento. Del resto una definizione ristretta del concetto di umanit\u00e0 significa gi\u00e0, per molti, che riconoscere eguali diritti a \u201cnegri, froci e giudei\u201d (tanto per citare il provocatorio titolo di un recente libro di Gian Antonio Stella), sorridere a chi viene definito turco, gay, islamico, handicappato&#8230; \u00e8 tradire. Ma per altri il vero pericolo \u2013 se si vuole l\u2019unico mostro \u2013 \u00e8 uccidere gli alieni, le diversit\u00e0 fra noi e\/o che ci portiamo dentro e\/o gli extraterrestri, se mai li incontreremo.<\/p>\n<p><b>Solo per caso<\/b><span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Cos\u00ec il mio piccolo suggerimento \u00e8 guardare a qualsiasi alieno (presente e futuro, terrestre o extra) ripensando a una canzone \u2013 There But For Fortune \u2013 di Phil Ochs; eccola nella traduzione italiana di Riccardo Venturi:<br \/>\n\u201cFammi vedere una prigione, fammi vedere una galera,<br \/>\nFammi vedere un prigioniero con la faccia impallidita<br \/>\nE io ti far\u00f2 vedere un ragazzo, e ci son molte ragioni<br \/>\nChe, solo per caso, quel ragazzo non sia io o te, io e te.<br \/>\nFammi vedere il vicolo, fammi vedere il treno,<br \/>\nFammi vedere il vagabondo che dorme fuori, sotto la pioggia,<br \/>\nE io ti far\u00f2 vedere un ragazzo, e ci son molte ragioni<br \/>\nChe, solo per caso, quel ragazzo non sia io o te, io e te.<br \/>\nFammi vedere le macchie di whisky sul pavimento,<br \/>\nFammi vedere l\u2019ubriaco che inciampa fuori dalla porta,<br \/>\nE io ti far\u00f2 vedere un ragazzo, e ci son molte ragioni<br \/>\nChe, solo per caso, quel ragazzo non sia io o te, io e te.<br \/>\nFammi vedere la carestia, fammi vedere la debolezza,<br \/>\nOcchi senza futuro che mostrano i nostri fallimenti,<br \/>\nE io ti far\u00f2 vedere dei bambini, e ci son molte ragioni<br \/>\nChe, solo per caso, quei bambini non siamo io o te, io e te.<br \/>\nFammi vedere il Paese dove son dovute cadere le bombe,<br \/>\nFammi vedere le rovine degli edifici una volta tanto alti,<br \/>\nE io ti far\u00f2 vedere un giovane Paese, e ci son molte ragioni<br \/>\nChe, solo per caso, quel Paese non siamo io o te, io e te\u201d.<br \/>\nEvidentemente molte persone sono sconvolte da quest\u2019idea che \u201csolo per caso\u201d&#8230; Ma invece c\u2019\u00e8 chi lo crede vero; chi lo sente dentro di s\u00e9 anche senza conoscere Phil Ochs; chi vorrebbe che questo fosse l\u2019atteggiamento per guardare il mondo, anzi i mondi. Philip Dick, nel presentare alcuni suoi racconti, scriveva cos\u00ec:<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>\u201cLa premessa fondamentale di tutte le mie storie \u00e8 che se dovessi incontrare un essere intelligente extraterrestre (pi\u00f9 comunemente definito \u2018una creatura dello spazio esterno\u2019) mi accorgerei di avere pi\u00f9 cose da dire a lui che al mio vicino di casa\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Solo per caso non siamo alieni. O pi\u00f9 probabilmente in qualche modo lo siamo.<\/p>\n<p><b>Ed ecco le tre righe finali di Sentinella<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><\/b>\u201cMolti, con il passare del tempo, si erano abituati, non ci facevano pi\u00f9 caso: ma lui no. Erano creature troppo schifose, con solo due braccia e due gambe, quella pelle d\u2019un bianco nauseante, e senza squame\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Aspettando l\u2019incontro ravvicinato<br \/>\n<\/b>Se volete sapere a che punto sono i viaggi spaziali e\/o avere notizie su Seti e altri programmi di ricerca sulle \u201cintelligenze extraterrestri\u201d dovete rivolgervi a libri o siti appositi. La situazione per\u00f2 non \u00e8 molto mutata da quanto scriveva Asimov nella prefazione all\u2019antologia, rivolta a ragazze\/i dai 10 anni in su, Storie per giovani alieni che contiene almeno due storie bellissime con protagonisti:<br \/>\n\u201cEsistono gli alieni? Non lo sappiamo. [\u2026] Per quanto riguarda il nostro sistema solare ogni ricerca in tal senso ci ha riservato solo delusioni. [\u2026] Ma il Sole non \u00e8 altro che una singola stella in una galassia che ne contiene qualcosa come 200-300 miliardi: e la nostra galassia \u00e8 solo una delle tante galassie che popolano l\u2019universo, calcolate in circa 100 miliardi. [\u2026] Le stelle sono cos\u00ec lontane da noi che \u00e8 virtualmente impossibile studiarle nei dettagli. [\u2026] Gli ottimisti ritengono che tutte, o quasi tutte, le stelle possiedano un proprio sistema planetario. [\u2026] Pertanto solo nella nostra galassia potrebbero esistere miliardi di pianeti portatori di vita. [\u2026] Gli astronomi ottimisti pensano che lo sviluppo dell\u2019intelligenza sia un fatto inevitabile. [\u2026] Dal loro canto gli astronomi pessimisti contestano l\u2019ipotesi di partenza: non sono affatto sicuri che ogni stella possieda un suo sistema planetario. [\u2026] Inoltre, aggiungono, per essere adatto alla vita, un pianeta deve possedere una cos\u00ec cospicua serie di propriet\u00e0 e condizioni \u201cgiuste\u201d che una tale eventualit\u00e0 appare altamente improbabile\u201d.<br \/>\nDetto in 5 parole: per ora non lo sappiamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cAbbiamo incontrato gli alieni e gli alieni siamo noi\u201d suggerisce Paul Press nel romanzo (del 1984) Le porte dei cieli sulla scia di Fredric Brown. Ma questa consapevolezza purtroppo non appartiene a tutte\/i neppure nei mondi delle fanta-scienze. Restano aperte grandi questioni che qui non possono essere approfondite come meriterebbero. 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