{"id":2644,"date":"2020-04-30T13:34:25","date_gmt":"2020-04-30T11:34:25","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2644"},"modified":"2025-10-01T12:35:06","modified_gmt":"2025-10-01T10:35:06","slug":"incontro-allarte-tony-cragg-e-matthew-barney-vocaboli-nuovi-per-nuove-relazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2644","title":{"rendered":"Tony Cragg e Matthew Barney: vocaboli nuovi per nuove relazioni"},"content":{"rendered":"<p>Di Roberto Parmeggiani<\/p>\n<p>Tony nasce nel 1949, a Liverpool. A vent\u2019anni lavora come tecnico in un laboratorio di biochimica finch\u00e9 decide di seguire un percorso di formazione artistica durante il quale approfondir\u00e0 il rapporto tra arte e scienza con un particolare interesse per la materia.<br \/>\nMatthew nasce nel 1967, a San Francisco. Si trasferisce con la famiglia in Idaho dove otterr\u00e0 ottimi risultati sportivi. Dopo una laurea artistica a Yale, pagata facendo il modello, si trasferisce a New York dove da subito conquista il mondo artistico della citt\u00e0.<br \/>\nTony accumula oggetti di vario tipo trovati un po\u2019 ovunque con i quali realizza poi le sue installazioni oppure crea composizioni pi\u00f9 scultoree utilizzando legno, gesso, vetro e altri materiali.<br \/>\nMatthew \u00e8 principalmente un video-artista o meglio questa \u00e8 l\u2019etichetta che meglio lo definisce. Ironico, presenta opere ricche di intrecci e significati.<br \/>\nTony e Matthew due artisti contemporanei che, come i veri artisti, raccontano il contemporaneo guardando al futuro o guardandolo dal futuro, offrendo quindi spunti di riflessione, punti di vista, vocaboli nuovi per raccontare l\u2019attuale, quello che viviamo quotidianamente, che ci capita, nel quale siamo immersi pi\u00f9 o meno consapevolmente.<br \/>\nMatthew e Tony, cos\u00ec diversi per origine, per produzione, per linguaggio.<br \/>\nCos\u00ec diversi eppure, ai miei occhi di perfetto non critico d\u2019arte e non conoscitore dei linguaggi artistici, con alcuni punti in comune che riesco a identificare in alcuni vocaboli: desiderio, limite, fragilit\u00e0, interazione.<br \/>\nParole che non risolvono il bisogno di comprendere e che non definiscono i confini dell\u2019operato dei due artisti. Sono le parole della mia esperienza, del territorio della mia relazione con loro. Un territorio ancora in espansione che percorro con curiosit\u00e0 e interesse. In queste parole trovo la definizione per alcuni aspetti dell\u2019esistenza umana che condivido con voi.<\/p>\n<p><b>Desiderio e fragilit\u00e0<br \/>\n<\/b>Ho sempre pensato che ci sia un rapporto strettissimo tra questi due termini.<br \/>\nIl desiderio espone alla fragilit\u00e0 e la fragilit\u00e0 fa parte dell\u2019anima del desiderio.<br \/>\nMatthew mette al centro della sua arte il desiderio indefinibile, sempre mutevole, in evoluzione, irruento nella sua manifestazione ma, allo stesso tempo, leggero e soave.<br \/>\nTony ci parla della fragilit\u00e0 attraverso l\u2019esposizione di oggetti comuni, assemblati secondo una logica descrittiva. Fragili ma non per questo deboli o destinati alla rottura, alla frammentazione. Fragili perch\u00e9 esposti nella loro nudit\u00e0.<br \/>\nDesiderio e fragilit\u00e0 anche come componenti della natura, in modo specifico di quella umana che continuamente si ritrova a fare i conti con la spinta verso il cambiamento, l\u2019evoluzione, la condivisione e, di conseguenza, l\u2019esposizione e il rischio che tale cambiamento porta con s\u00e9.<br \/>\nGuardando i video Cremaster di Matthew o le sculture di bicchieri e bottiglie di Tony vedo fondersi questi due concetti come si fondono nell\u2019esistenza di un essere umano in modo misterioso e allusivo, di immediata comprensione ma difficilmente afferrabili.<br \/>\nDal punto di vista specifico di questa rivista si pu\u00f2 osservare come le parole desiderio e fragilit\u00e0 vengano spesso usate per raccontare l\u2019esistenza delle persone con disabilit\u00e0 o, pi\u00f9 in generale, di quelle svantaggiate come se ci\u00f2 fosse qualcosa che riguarda quella categoria in modo particolare, rappresentativo.<br \/>\nI due artisti, invece, ci mostrano come ci\u00f2 non sia vero. \u00c8 come se ci dicessero che il rapporto tra il desiderare e l\u2019esperienza della fragilit\u00e0 fa parte del DNA dell\u2019essere umano, indipendentemente dalle altre caratteristiche che ci differenziano. E che ci\u00f2 \u00e8 allo stesso tempo bellissimo e terribile a seconda del modo in cui si affronta la questione, in cui accettiamo ci\u00f2 che siamo e da l\u00ec iniziamo a costruire la nostra identit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Limite e interazione<br \/>\n<\/b>Matthew lavora ai progetti Drawing Restraint (disegnare con restrizioni) nei quali si pone l\u2019obiettivo di disegnare superando limiti che lui stesso si impone. Per esempio, in uno di questi l\u2019obiettivo \u00e8 disegnare su un muro e il limite \u00e8 quello di essere frenati da un elastico che rende difficoltoso raggiungere il muro stesso.<br \/>\nTony raccoglie detriti e rifiuti urbani di ogni genere per poi assemblarli in sculture o installazioni che definiscono il senso del materiale grazie all\u2019interazione con l\u2019umanit\u00e0.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Anche in questo caso le due parole hanno un significato che travalica il lavoro artistico e che parla anche alla nostra esperienza umana.<br \/>\nAnche in questo caso, le opere dei due artisti ci permettono di superare il pregiudizio secondo il quale i limiti come il valore dell\u2019interazione siano concetti riconducibili a qualche categoria di persone e basta.<br \/>\nCi\u00f2 che per\u00f2 pi\u00f9 mi interessa di queste due parole \u00e8 la loro influenza reciproca.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>I limiti che Matthew si pone esaltano ci\u00f2 che succede solitamente, cio\u00e8 che per superare un ostacolo o una difficolt\u00e0 dobbiamo entrare in relazione, interagire con il limite stesso e con l\u2019ambiente, fisico e relazionale, nel quale siamo inseriti.<br \/>\nAllo stesso modo quando Tony affronta il tema dell\u2019interazione con i materiali, si scontra con il limite che tale relazione sottopone alla sua attenzione e, forse, dalla quale prende forma proprio la sua opera.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>L\u2019interazione con i limiti e i limiti in relazione con il contesto sono concetti essenziali per il benessere di ognuno. A tutti, infatti, quotidianamente, viene chiesto di fare i conti con i propri limiti e di affrontare la sfida dell\u2019accettazione e del superamento (due facce della stessa medaglia) che \u00e8 vincente solo se inserita in un contesto dalla cui interazione dipende, quasi sempre, la vittoria o la sconfitta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Roberto Parmeggiani Tony nasce nel 1949, a Liverpool. A vent\u2019anni lavora come tecnico in un laboratorio di biochimica finch\u00e9 decide di seguire un percorso di formazione artistica durante il quale approfondir\u00e0 il rapporto tra arte e scienza con un particolare interesse per la materia. Matthew nasce nel 1967, a San Francisco. 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