{"id":2649,"date":"2020-04-30T13:42:11","date_gmt":"2020-04-30T11:42:11","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2649"},"modified":"2025-10-01T12:36:27","modified_gmt":"2025-10-01T10:36:27","slug":"beati-noi-un-italiano-vero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2649","title":{"rendered":"Un italiano vero"},"content":{"rendered":"<p>Di Stefano Toschi<\/p>\n<p>Il tema della cittadinanza \u00e8 molto presente nel dibattito politico di questi mesi. La questione principale che viene posta riguarda il diritto di cittadinanza, che in Italia si ottiene, ad oggi, solo \u201cper sangue\u201d e non \u201cper nascita\u201d sul territorio italiano. Tuttavia, un caso particolare ha richiamato la mia attenzione. Il caso di Cristian Ramos va oltre il problema dello ius solis e dello ius sanguinis. Cristian ha, infatti, qualcosa in pi\u00f9 di tanti altri: un cromosoma. Il cromosoma 21.<br \/>\nCristian ha la Sindrome di Down. Ha da poco compiuto 18 anni e ha gi\u00e0 subito il primo abbandono quando era ancora in fasce. Il padre naturale, italiano (dunque, Cristian sarebbe di fatto gi\u00e0 italiano, data la nazionalit\u00e0 paterna), non lo ha riconosciuto e ha abbandonato la mamma del ragazzo, colombiana, invitandola ad abortire o a confinare il piccolo in un istituto. Ma la mamma coraggiosa ha scelto di far nascere il suo bambino e di allevarlo da sola.<br \/>\nIn Colombia nessuno sa che Cristian \u00e8 nato: la famiglia della giovane non avrebbe accettato la sua scelta, proprio come il padre. Per l\u2019Italia, invece, Cristian non pu\u00f2 neppure essere considerato cittadino italiano. Il motivo? Qualsiasi forma di deficit cognitivo pregiudica, secondo la legge italiana, la possibilit\u00e0 di prestare un giuramento consapevole e una manifesta volont\u00e0 di diventare cittadino. Questo, nonostante l\u2019Italia abbia da tempo ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti delle persone disabili (che all\u2019articolo 18 stabilisce chiaramente come \u201cil diritto alla cittadinanza non possa esser negato per motivi legati alla disabilit\u00e0\u201d). Il ragazzo frequenta le scuole superiori, ha tanti amici, gioca a pallone, nuota, ha degli hobby e una vita sociale brillante. Si sente perfettamente italiano e l\u2019unica cosa che non capisce \u00e8 il motivo per cui non possa esserlo anche di fronte alla legge. La domanda che viene da porsi prima di ogni altra \u00e8: sulla base di quale criterio lo Stato italiano giudica i cittadini stranieri che fanno domanda di cittadinanza perfettamente consapevoli dell\u2019impegno che si stanno assumendo?<br \/>\nIl testo del giuramento \u00e8 il seguente: \u201cGiuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato\u201d. Ora, pensare alle parole di questo giuramento, da italiano, fa veramente sorridere. Sulla base di questa frase importantissima, dovremmo togliere la cittadinanza quantomeno a tutti quelli che delinquono. Non parliamo della fedelt\u00e0 alla Costituzione: quanti sono i cittadini italiani che non l\u2019hanno mai letta e non hanno nemmeno idea di cosa ci sia scritto nella principale fonte giuridica dello Stato? Quanti conoscono il lavoro e il pensiero dei Padri Costituenti sottinteso al cuore pulsante della nostra Repubblica? Una mia cara amica lavora allo Sportello Immigrati di un Patronato. Ha visto giurare tante persone analfabete, che avevano dovuto imparare a memoria, non senza un notevole sforzo, le semplici parole del giuramento. Figuriamoci quale consapevolezza potevano avere questi neo italiani! Ha visto giurare persone che non comprendevano in italiano cosa vi fosse scritto in quella frase ed \u00e8 stata necessaria per loro una traduzione, per poi imparare a memoria la versione italiana. Ha visto tante donne residenti in Italia da anni ma tenute in casa dai mariti e chiuse all\u2019interno della loro comunit\u00e0 diventare cittadine italiane senza avere mai nemmeno parlato una parola della nostra lingua o conosciuto una singola tradizione del nostro Paese. Cristian, che \u00e8 addirittura nato in Italia, che non sa una parola di colombiano, non ha altri parenti che una madre coraggiosa, che ha sfidato tutto e tutti per farlo nascere e donargli tutto il suo affetto, incurante della disabilit\u00e0 del figlio, non \u00e8 forse ben pi\u00f9 consapevole di tanti italiani della propria appartenenza? Come possiamo considerare \u201cospiti\u201d persone come Cristian e la sua mamma, quando spesso il nostro Stato premia con la cittadinanza persone che hanno commesso reati? Non dovremmo forse essere orgogliosi di avere concittadini cos\u00ec coraggiosi?<br \/>\nA ci\u00f2 si aggiunge anche il paradosso dei natali biologici del ragazzo, figlio di un italiano (s\u00ec, un italiano \u201cvero\u201d) che ha rifiutato di riconoscerlo appena appreso del suo deficit. Pu\u00f2 dunque un cromosoma in pi\u00f9 vincolare una scelta simile? Sappiamo che alla vicenda si \u00e8 interessato anche il Ministro Cancellieri, che si \u00e8 detta molto sensibile al tema, dunque ci auguriamo che tutto vada a buon fine. La cosa che mi fa pi\u00f9 pensare \u00e8 che questo ulteriore ostacolo per le persone con una qualche disabilit\u00e0 intellettiva, che, nel caso della trisomia 21, peraltro, pu\u00f2 essere anche abbastanza lieve, incentiva ulteriormente quella mentalit\u00e0 dilagante sempre pi\u00f9 orientata all\u2019eugenetica.<br \/>\nHo letto recentemente che, in Italia, su 100 feti diagnosticati con Sindrome di Down entro il quinto mese di gestazione, ben 98 vengono eliminati mediante interruzione volontaria di gravidanza. All\u2019atto di compiere accertamenti diagnostici invasivi come la villocentesi o l\u2019amniocentesi, alla gestante che si accinge a effettuare le analisi vengono consegnate, durante la consulenza genetica, dunque ancora prima di conoscere l\u2019esito dell\u2019esame, tutte le indicazioni su modalit\u00e0 e strutture abilitate per effettuare l\u2019interruzione volontaria di gravidanza. Come se non fossero previste alternative. La futura mamma, gi\u00e0 psicologicamente molto provata dall\u2019attesa del risultato, si sente dire che la scelta pi\u00f9 egoistica, quella che roviner\u00e0 la vita del bambino con deficit e di tutta la famiglia, \u00e8 quella di farlo nascere, una scelta molto pi\u00f9 egoista rispetto all\u2019interruzione di gravidanza. Ritengo che questa sia una mistificazione, una deformazione della realt\u00e0. Di certo non voglio arrogarmi la capacit\u00e0 di discernere il bene dal male meglio di nessun altro, n\u00e9 intendo giudicare le scelte di alcuno, sia chiaro. Comprendo bene la sofferenza che porta con s\u00e9 un simile dilemma, qualunque sia la soluzione ad esso. Ma posso portare il mio esempio.<br \/>\nIo, fino a qualche giorno di vita, stavo benissimo. Un bambino sanissimo, qualsiasi diagnosi prenatale mi avrebbe definito perfetto. Poi, una breve malattia, i danni irreparabili, la tetraparesi spastica. La mia famiglia non ha potuto scegliere. Non ha potuto \u201csapere prima\u201d cosa li aspettava. Certo, avrebbero poi potuto optare per l\u2019istituto o chiss\u00e0 quale altra soluzione. Forse non hanno potuto manifestare il coraggio di una scelta, ma \u00e8 chiaro che io voglio pensare che, in ogni caso, anche sapendo prima cosa li e ci aspettava, avrebbero scelto me. Me, che oggi sono quello che sono, con i miei limiti pi\u00f9 \u201ctrasparenti\u201d di altri, ma con tanti limiti che sono tipici anche delle persone cosiddette normali. Anzi, forse anche con qualche limite in meno, per certe cose. Voglio poter pensare che, nel bene o nel male, ho per lo meno \u201criempito\u201d la vita dei miei genitori, di mia sorella, dei miei amici, delle persone che mi stanno accanto e che mi vogliono bene, pur con tutte le innegabili complicazioni del caso. Non voglio certo dire che la vita della mia famiglia sia stata facile\u2026 anche se mia mamma non ha mai dovuto preoccuparsi ad esempio delle uscite notturne in motorino o che facessi uso di droghe! Per\u00f2, a parte le battute, esattamente come tutte le altre mamme, la mia ha dovuto preoccuparsi quando facevo tardi la sera con gli amici, quando sapeva che avevo bevuto un bicchiere di troppo in compagnia, quando sono andato veloce in macchina con qualche amico o ho fatto il bagno in mare subito dopo mangiato.<br \/>\nPurtroppo, o per fortuna, oggi siamo in grado di prevedere, o meglio di diagnosticare, precocemente un difetto genetico di nostro figlio, ma come possiamo giudicare cosa sia meglio per lui? Non possiamo prevedere cosa diventer\u00e0 nostro figlio. Quanti figli, nell\u2019arco della vita, si rivelano essere come i genitori li hanno sognati? Eppure, chi di noi penserebbe mai di sopprimere un figlio che non sia all\u2019altezza delle nostre aspettative? Quanti figli \u201cnormodotati\u201d deludono profondamente i genitori, prendendo cattive strade? Quanti, invece, in presenza di qualche deficit, si rivelano ben al di sopra delle aspettative che erano state riservate per loro alla nascita, rendendo fieri e orgogliosi i propri genitori?<br \/>\nVi lascio riflettere sulle parole di Khalil Gibran: valgono per tutti i figli, \u201cnormali\u201d, con deficit, con un cromosoma in pi\u00f9, con una abilit\u00e0 in meno.<\/p>\n<p>\u201cI vostri figli non sono i vostri figli.<br \/>\nSono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di s\u00e9.<br \/>\nEssi non provengono da voi, ma per tramite vostro,<br \/>\nE bench\u00e9 stiano con voi non vi appartengono.<br \/>\nPotete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,<br \/>\nPerch\u00e9 essi hanno i propri pensieri.<br \/>\nPotete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime,<br \/>\nPerch\u00e9 le loro anime abitano nella casa del domani, che voi non potete visitare, neppure in sogno.<br \/>\nPotete sforzarvi d\u2019essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi.<br \/>\nPerch\u00e9 la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri.<br \/>\nVoi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.<br \/>\nL\u2019Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell\u2019infinito,<br \/>\ne con la Sua forza vi tende affinch\u00e9 le Sue frecce vadano rapide e lontane.<br \/>\nFatevi tendere con gioia dalla mano dell\u2019Arciere;<br \/>\nPerch\u00e9 se Egli ama la freccia che vola, ama ugualmente l&#8217;arco che sta saldo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Stefano Toschi Il tema della cittadinanza \u00e8 molto presente nel dibattito politico di questi mesi. 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