{"id":2658,"date":"2020-04-30T14:01:45","date_gmt":"2020-04-30T12:01:45","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2658"},"modified":"2025-10-01T12:42:03","modified_gmt":"2025-10-01T10:42:03","slug":"port-agevoli-gioco-libera-tutti%e2%80%a8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2658","title":{"rendered":"Gioco libera tutti\u2028"},"content":{"rendered":"<p>Di Stefania Baiesi<\/p>\n<p>Il progetto \u201cGioco libera tutti\u201d \u00e8 un nuovo laboratorio del Progetto Calamaio.<br \/>\nL\u2019obiettivo \u00e8 quello di far scoprire una modalit\u00e0 competitiva sana, divertente, giocosa e non violenta che favorisca le relazioni tra le persone e permetta l\u2019inclusione nel gioco anche di chi ha abilit\u00e0 diverse, perch\u00e9 l\u2019elemento fondamentale diviene non pi\u00f9 la lotta per primeggiare ma la sfida creativa che consiste nel creare un gioco capace di far divertire insieme ognuno, con i propri limiti e le proprie abilit\u00e0. In questo approccio diventa prioritario il rapporto con ogni singolo bambino che viene aiutato a trovare il proprio specifico modo di giocare con il gruppo e con le regole del gioco. Il laboratorio \u00e8 stato realizzato in due classi quinte della scuola primaria \u201cElia Vannini\u201d di Medicina (BO), con il contributo della cooperativa sociale \u201cIl girasole\u201d della medesima cittadina.<br \/>\nHanno condotto il progetto l\u2019educatore Luca Cenci e l\u2019animatrice disabile Stefania Baiesi.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 un progetto sull\u2019educazione motoria come questo? Quali sono gli obiettivi?<\/strong><br \/>\nGli obiettivi sono gli stessi del Progetto Calamaio, il Progetto \u201cGioco libera tutti\u201d \u00e8 un percorso nuovo, sperimentale, con nuove regole, che mira all\u2019inclusione sociale attraverso il gioco e lo sport delle persone all\u2019interno di una classe, di una squadra, di un gruppo parrocchiale o dei campi estivi. Le attivit\u00e0 svolte tengono conto delle varie dinamiche d\u2019inclusione sociale, non solo per quelle persone che hanno un deficit specifico, ma per tutti.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Tutti, appunto, devono avere un ruolo attivo nelle attivit\u00e0 che proponiamo. Io con la mia carrozzina avr\u00f2 dei ruoli specifici, cos\u00ec come il bambino che per timidezza fatica a esprimersi o quello sovrappeso con problemi di accettazione, anche a livello emotivo.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Difficolt\u00e0 che si ripercuotono anche nelle relazioni con gli altri compagni.<br \/>\nUn passo centrale, dunque, \u00e8 mantenere un occhio di riguardo alle differenze che alle volte possono essere pi\u00f9 o meno visibili. Il gioco diventa strumento per l\u2019integrazione, e utilizzando la creativit\u00e0 abbiamo inventato nuove regole condivise da tutti e abbiamo mostrato come tutti noi, nonostante le nostre diversit\u00e0, possiamo ricoprire un ruolo attivo.<br \/>\nIl Progetto \u201cGioco libera tutti\u201d \u00e8 un progetto tutto nuovo. Variano metodologie e strumenti (il gioco in questo caso, con le sue regole e il contesto sportivo), gli obiettivi per\u00f2 rimangono i soliti: costruire e rafforzare le relazioni per una reale integrazione. Per questa volta si \u00e8 deciso di sperimentarlo in una scuola Elementare di Medicina.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Dopo tanto tempo mi sono ritrovata come animatrice, ho riscoperto me stessa e il mio ruolo con i bambini. Mentre li osservavo giocare e divertirsi mi sono riposta delle domande, che spesso con il nostro lavoro spesso diamo per scontate\u2026 Che cosa stiamo facendo? Perch\u00e9 lo facciamo? Domande che sembrano scontate, ma in realt\u00e0 non lo sono\u2026<br \/>\nDa qui sono partita per una lunga riflessione, sono entrata in una dimensione diversa, una dimensione nuova e ho riscoperto il senso del mio lavoro, ho ripreso il gusto del mio lavoro, mi sono divertita molto anch\u2019io.<br \/>\n<strong><br \/>\nQual \u00e8 stata la molla, come sono arrivata a capire?<\/strong><br \/>\nAttraverso il sorriso di un bambino. \u00c8 cominciato tutto da quel sorriso, una conferma per me che il nostro lavoro stava funzionando, che le nostre nuove regole divertivano molto, dopo di che, ci siamo sciolti sempre di pi\u00f9, sia io sia i ragazzini, poi pian piano siamo arrivati al dialogo, facilitato dal contesto del gioco.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>\u00c8 stato tutto un crescendo, verifica finale compresa: un\u2019esplosione di biglietti scritti, le loro emozioni a non finire sul percorso fatto insieme, condite da disegni e cuoricini.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Come \u00e8 stato il mio lavoro? Una difficolt\u00e0 che ho sentito inizialmente \u00e8 stata il non aver mai partecipato a certi giochi, perch\u00e9 non erano ancora stati adattati alle mie caratteristiche fisiche, tranne quelli che negli anni avevo imparato attraverso l\u2019esperienza del Progetto Calamaio (l\u2019uomo nero, il basket, il paracadute, ecc.), quindi, ho dovuto anche io mettermi di nuovo in gioco, imparando tutte le regole da zero.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo di Luca?<\/strong> Luca mi ha dato una direzione rispetto a ci\u00f2 che dovevo fare, l\u2019ho visto lavorare negli incontri per la prima volta e, a mio modesto parere, francamente \u00e8 stato molto bravo, l\u2019ho visto molto preparato. <span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><strong>Come ho visto i bambini?<\/strong> Dall\u2019inizio alla fine degli incontri \u00e8 cambiato molto il clima, i ragazzini si sono divertiti molto, li ho visti sempre meglio, sempre pi\u00f9 attivi e dinamici, come immaginavo, non ho mai avuto dubbi su questo, visti i nostri strumenti come il gioco e il divertimento, usati come tramite essenziale, nel nostro nuovo Progetto. Si \u00e8 partiti dal silenzio, sintomo del disagio iniziale, per poi arrivare a stabilire un dialogo, costruire una relazione, un rapporto. Ad esempio nel primo incontro i bambini erano in imbarazzo di fronte al mio handicap e tendevano a evitare il contatto con me. Negli ultimi incontri invece, litigavano quasi per spingere la mia carrozzina e giocare con me!<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Carmela, l\u2019insegnante di classe, \u00e8 stata molto partecipe, si \u00e8 messa in gioco fin dall\u2019inizio anche fisicamente, spingendo la mia carrozzina. Un ringraziamento va anche all\u2019insegnante di sostegno e di educazione motoria che in completo accordo con l\u2019insegnante di classe, ha permesso lo svolgimento delle attivit\u00e0 nelle sue ore.<span class=\"Apple-converted-space\"><\/p>\n<p><\/span>Ringraziamo la cooperativa \u201cIl Girasole\u201d per la loro disponibilit\u00e0 e la loro gentile collaborazione. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Stefania Baiesi Il progetto \u201cGioco libera tutti\u201d \u00e8 un nuovo laboratorio del Progetto Calamaio. 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