{"id":2674,"date":"2020-06-04T10:19:35","date_gmt":"2020-06-04T08:19:35","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2674"},"modified":"2025-09-24T12:02:35","modified_gmt":"2025-09-24T10:02:35","slug":"1-un-filo-conduttore-di-trentanni%e2%80%a8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2674","title":{"rendered":"1. Un filo conduttore di trent\u2019anni\u2028"},"content":{"rendered":"<p>A cura di Valeria Alpi<\/p>\n<p>\u201cSesso e handicap: a quanti si rizzano i capelli sentendo un simile accostamento? Quanti si vestono di teorie e moralismi per non ammettere che le relazioni affettive e sessuali fanno parte integrante delle persone disabili come di qualsiasi individuo? [\u2026] Salvo iniziative sporadiche per\u00f2, il tema delle relazioni affettive e sessuali delle persone handicappate \u00e8 tutt\u2019oggi tab\u00f9 e chi trasgredisce questa regola desta ancora grande scalpore [\u2026] Con queste premesse abbiamo iniziato il lavoro di raccolta di materiale riguardante la sessualit\u00e0 a cui \u00e8 seguita la formazione di un gruppo di studio come risposta all\u2019esigenza di conoscere e approfondire un tema cos\u00ec sentito da ciascuno di noi.<br \/>\nE cos\u00ec abbiamo scoperto che sul problema dei rapporti interpersonali, sui problemi della tenerezza, dell\u2019amore, della sessualit\u00e0, tutti hanno difficolt\u00e0 a entrare nella mischia, ma che \u00e8 anche comodo utilizzare queste difficolt\u00e0 per insabbiare ancora una volta la sessualit\u00e0 dei \u2018diversi\u2019. La ricerca del gruppo non coinvolge soltanto le persone handicappate, vogliamo arrivare dentro la cosiddetta \u2018norma\u2019 non soltanto per mettere in discussione la relativit\u00e0 di questo termine, ma sopratutto per comprendere le vere motivazioni che spingono tanti \u2018normali\u2019 a reazioni cos\u00ec diverse di fronte alla vita sessuale e affettiva di chi non rientra nei canoni. Capire i perch\u00e9 di chi nega, prima di tutto a se stesso, l\u2019esistenza di un corpo vivo e teso verso gli altri; chi invece, per contro, coglie di questa persona solo l\u2019oggetto di cure riabilitative; chi ha orrore di pensare il proprio figlio handicappato mentre fa l\u2019amore; [\u2026] e l\u2019impossibilit\u00e0 di compiere l\u2019atto sessuale, come se l\u2019amore avesse un solo binario in cui poter correre, e i soliti modelli da ricalcare: \u2018lui\u2019 forte e conquistatore, \u2018lei\u2019 bella e oca, pronta a essere rapita\u201d.<br \/>\nAmmettiamolo: a parte la parola \u201chandicappato\u201d che forse ai nostri giorni stona un po\u2019, queste righe avrebbero potuto benissimo essere state scritte solo qualche settimana fa. Invece sono estratte dall\u2019articolo intitolato \u201cSesso negato\u201d di Maria Cristina Pesci, medico, psicoterapeuta e sessuologa, che inaugurava il numero \u201cuno\u201d (cos\u00ec era scritto sulla copertina dell\u2019epoca) del primo numero della rivista \u201cHP-Accaparlante\u201d del 1983. La rivista compie quest\u2019anno trent\u2019anni di vita, e devo dire mi emoziona avere questo filo conduttore con il 1983: proprio per il compleanno, riproponiamo il tema della vita affettiva e sessuale delle persone disabili, tema che ha contraddistinto la storia del Centro Documentazione Handicap e della rivista fin dai suoi esordi. Allo stesso tempo, questo parallelismo \u00e8 preoccupante. Dopo trent\u2019anni possiamo ancora ripetere gli stessi concetti: la sessualit\u00e0 delle persone disabili come un tab\u00f9, come un qualcosa che disorienta, fa paura, crea dubbi, ansie, aspettative\u2026; e la diversit\u00e0 dei corpi, ancora \u201crecintati\u201d in tempi, modalit\u00e0 e luoghi \u201cnon normali\u201d\u2026<br \/>\nSono passati trent\u2019anni e questi contenuti sono ancora di potente attualit\u00e0, anzi necessitano di tornare prepotentemente di attualit\u00e0. Eppure, potreste obiettare, se ne parla, se ne parla molto, mai come in quest\u2019ultimo anno se ne \u00e8 parlato cos\u00ec tanto. \u00c8 vero, il tema della vita affettiva e sessuale delle persone disabili \u00e8 tornato di moda: innanzitutto con <a href=\"http:\/\/www.loveability.it\">www.loveability.it<\/a>, un sito internet che raccoglie le storie d\u2019amore, o il desiderio di storie di amore, delle persone disabili o di chi ruota intorno alla vita di una persona disabile; e poi con la campagna sull\u2019assistenza sessuale, al fine di introdurre anche in Italia alcune figure professionali esistenti gi\u00e0 in altri Paesi europei. Entrambi gli argomenti sono rimbalzati su tutti i massmedia, con un tam tam ininterrotto sul fatto che le persone disabili non sono angeli o bambini, non sono persone asessuate, ma hanno \u2013 come tutti \u2013 il diritto a una vita affettiva e sessuale. La parola \u201cdiritto\u201d, anzi \u201cdiritto di scelta\u201d, \u00e8 arrivata sui giornali, nelle trasmissioni televisive, nei siti internet, nei blog, <i>on air<\/i> sulle frequenze radiofoniche, come se prima non ci fosse stato nulla e ora invece si dovesse pretendere un diritto a tutti i costi. Ma parlare di sessualit\u00e0 tocca corde profonde in chi ascolta, perch\u00e9 la sessualit\u00e0 dell\u2019altro coinvolge anche noi stessi, ci mette in discussione, risveglia domande su chi ci sta di fronte e le riflette su di noi. Siamo pronti a rispondere a noi stessi, alle persone disabili e ai loro familiari? Siamo pronti a superare e ad aiutare a superare i pregiudizi, le paure, le difficolt\u00e0, i silenzi? Occorre tornare, allora, al nostro filo conduttore, che per trent\u2019anni ha costruito cultura e formazione sui temi dell\u2019affettivit\u00e0 e della sessualit\u00e0 delle persone disabili. Occorre accompagnare i nuovi temi emergenti e la voglia delle persone disabili di uscire allo scoperto con le loro storie e le loro emozioni, con un percorso culturale che permetta di soffermarsi su alcuni nodi cruciali della questione: esiste una sessualit\u00e0 normale e una disabile, o esiste solo la sessualit\u00e0? Quali emozioni e sentimenti le ruotano intorno, quali desideri, paure, condizionamenti? Quale creativit\u00e0 possiamo mettere nei rapporti? Come aiutare un corpo \u201crecintato\u201d e \u201csminuzzato\u201d in pi\u00f9 parti a conoscersi e a esprimersi come un intero? Se non riusciamo a portare avanti un accompagnamento culturale insieme alle proposte di nuove tematiche emergenti, rischiamo paradossalmente di rimanere indietro, e di avere dei vuoti di senso. \u00c8 vero, i temi sono urgenti, ma gi\u00e0 la saggezza popolare fa notare che la fretta \u00e8 una cattiva consigliera. Come Centro di Documentazione Handicap in tutti questi anni non ci siamo mai stancati di fare informazione, di raccogliere documentazione, e di attivare formazione e consulenza per persone disabili, famigliari, educatori e operatori, sui temi dell\u2019affettivit\u00e0 e della sessualit\u00e0 delle persone disabili. Il lungo e approfondito lavoro monografico Le passeggiate sono inutili. Suggerimenti possibili e impossibili nel confronto tra sessualit\u00e0 e handicap, di Donata Lenzi e Maria Cristina Pesci (\u201cHP-Accaparlante\u201d, 2001) ne \u00e8 la prova. Ed eccoci ancora una volta qui, a riflettere su queste tematiche, proponendo risposte o suggerendo altre domande su cui ri-partire e lavorare. Questa monografia si rivolge a tutti, agli esperti del settore, agli educatori, agli insegnanti, agli operatori, ai volontari, alle famiglie, alle stesse persone disabili, ma anche a chi non ha particolari conoscenze del mondo della disabilit\u00e0. \u00c8 una voce narrante \u2013 proprio a partire dalle parole delle persone con disabilit\u00e0 \u2013 che vuole suggerire immagini, come delle vere e proprie istantanee fotografiche, per poter ripensare i nostri schemi mentali e guardare con nuovi occhi chi ci sta di fronte. La monografia si sviluppa idealmente in tre parti, a cominciare dalle storie di\u00a0 Sesso, amore &amp; disabilit\u00e0, un lungo lavoro di documentazione video filmata cui ha collaborato anche il Centro Documentazione Handicap. Il film-documentario, con la regia di Adriano Silanus e il coordinamento scientifico di Priscilla Berardi, porta per la prima volta sul grande schermo le tematiche della vita sessuale e affettiva delle persone disabili, senza pietismi n\u00e9 retorica, e senza avere paura delle parole e dei pensieri. La seconda parte della monografia pone, invece, al centro dell\u2019attenzione il corpo con disabilit\u00e0, attraverso il racconto di alcune esperienze laboratoriali condotte all\u2019interno del Progetto Calamaio. L\u2019ultima parte della monografia affronta infine le differenze di genere, l\u2019importanza dell\u2019educazione sessuale, e i nuovi temi emergenti, come l\u2019assistenza sessuale, attraverso la voce di chi lavora fuori dall\u2019Italia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Valeria Alpi \u201cSesso e handicap: a quanti si rizzano i capelli sentendo un simile accostamento? 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