{"id":268,"date":"2009-11-04T17:05:25","date_gmt":"2009-11-04T17:05:25","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=268"},"modified":"2025-12-14T15:31:15","modified_gmt":"2025-12-14T14:31:15","slug":"informahandicap-l-integrazione-invertita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=268","title":{"rendered":"1. Informahandicap: l&#8217; integrazione invertita?"},"content":{"rendered":"<p>di Massimiliano Rubbi<\/p>\n<p>I servizi Informahandicap sono una istituzione relativamente recente in Italia, ed anche per questo, a quanto risulta, non \u00e8 mai stato colto ed esplicitato un paradosso che sembra poter minare dalle<!--break--> basi la loro stessa legittimit\u00e0. Da un lato, infatti, gli Informahandicap si pongono al servizio delle esigenze dei disabili, al fine di agevolarne l\u2019accesso a tutte le informazioni di possibile interesse. D\u2019altro canto, per\u00f2, l\u2019Informahandicap stabilisce con la sua sola esistenza un canale informativo riservato ad una ben precisa categoria di utenti, nel quale facilmente verranno incanalate tutte le richieste dei cittadini disabili, con un evidente effetto di ghettizzazione. La risposta pi\u00f9 ovvia a questa contraddizione risiede nella considerazione che un servizio informativo dedicato ai disabili risponde proprio all\u2019obiettivo pi\u00f9 generale di combattere l\u2019esclusione sociale che deriverebbe dalle difficolt\u00e0 con cui il disabile potrebbe procurarsi da s\u00e9 informazioni per lui spesso vitali, in analogia con quanto avviene per altri servizi pubblici di informazione dedicata (si pensi agli Informagiovani, di tradizione ancor pi\u00f9 radicata). Tuttavia, ci\u00f2 non risolve appieno la questione, insita per certi versi nella nozione stessa di \u201cintegrazione sociale\u201d, giacch\u00e9 di fatto si appiattisce la dimensione di cittadinanza della persona con deficit sulla sua situazione di handicap, sia pure con l\u2019intento di combatterla. L\u2019operatore di un URP comunale, ad esempio, difficilmente resister\u00e0 alla tentazione di indirizzare qualunque richiesta di un cittadino con evidenti difficolt\u00e0 motorie verso il servizio Informahandicap \u201ccreato appositamente per lui\u201d dallo stesso Comune.<\/p>\n<p><strong>Le caratteristiche dei servizi Informahandicap<\/strong><br \/>\nPer affrontare in modo pi\u00f9 fruttuoso questo paradosso, occorre riflettere sulle caratteristiche e sugli intenti con cui i servizi informativi di settore sono sorti nell\u2019handicap. Innanzitutto, va notato che gli Informahandicap esistenti hanno generalmente un\u2019attenzione per le modalit\u00e0 comunicative maggiore rispetto ad altre realt\u00e0 della comunicazione pubblica, in particolare tramite una forte diversificazione dei canali comunicativi. Quasi sempre, infatti, lo sportello di informazione per disabili include uno sportello fisico, uno telefonico, un indirizzo e-mail, un sito web spesso aggiornato, e soprattutto tutti questi canali attraverso cui il cittadino pu\u00f2 interpellare il servizio sono considerati allo stesso modo, a differenza di quanto accade per alcuni URP, laddove, ad esempio, una richiesta via mail riceve di fatto un trattamento pi\u00f9 farraginoso di una sottoposta personalmente presso lo sportello. Probabilmente ci\u00f2 \u00e8 dovuto alla percezione, da parte degli operatori, del fatto che il disabile ha pi\u00f9 difficolt\u00e0 del cittadino normodotato ad adeguarsi ai vincoli posti alla fruizione del servizio; una persona in carrozzina pu\u00f2 trovare seri ostacoli nel recarsi personalmente alla sede dello sportello, per quanto essa sia in s\u00e9 accessibile, cos\u00ec come un non udente pu\u00f2 trovare nella mail la modalit\u00e0 pi\u00f9 comoda di richiedere notizie di suo interesse. Risulta comunque, anche se il discorso \u00e8 talmente generale da prestarsi a molte smentite in casi specifici, che gli Informahandicap hanno sinora dimostrato di essere pi\u00f9 \u201corientati all\u2019utente\u201d di altri servizi informativi per quanto attiene ai mezzi di comunicazione.<br \/>\nUn aspetto ancor pi\u00f9 importante riguarda le strutture delle cui informazioni \u201csi nutrono\u201d i servizi Informahandicap, e pi\u00f9 in genere i servizi informativi di settore. Come ben sanno disabili ed operatori, competenze in materia di handicap appartengono ad una marea di enti pubblici e privati: Regioni, Province, Comuni, enti previdenziali (presi singolarmente: le differenze tra INPS e INPDAP in materie come i congedi sono una vera crux operatorum), Aziende USL e associazioni rappresentative. La prova lampante di questa frammentazione sta nel fatto che esponenti di tutte queste strutture, nelle diverse realt\u00e0 territoriali, hanno assunto la gestione di Informahandicap. In questo contesto, qualunque servizio di informazione ai disabili deve stabilire una rete di relazioni per garantire una qualit\u00e0 sufficiente. Mentre l\u2019URP di un ente pubblico deve rispondere solo per quanto riguarda le proprie attivit\u00e0, e di fronte allo sconfinamento in ambiti altrui pu\u00f2 sempre invocare un\u2019eccezione di incompetenza, un simile atteggiamento da parte di un servizio Informahandicap ne limiterebbe fortemente l\u2019utilit\u00e0 pratica. Come \u00e8 ovvio, per\u00f2, la frammentazione di competenze vige per ogni settore di interesse di qualunque cittadino, tanto che le leggi che hanno reso pi\u00f9 trasparenti ai cittadini le pubbliche amministrazioni negli anni \u201990 ponevano gi\u00e0 il dovere di rendere \u201cfruibile\u201d, e non semplicemente \u201cdisponibile\u201d, l\u2019informazione.<br \/>\nAnche da questa capacit\u00e0 di superare le divisioni di competenza, che \u00e8 uno dei tratti indispensabili di un Informahandicap, deriva una terza caratteristica, che si potrebbe definire \u201cla necessaria aggressivit\u00e0\u201d. In effetti il termine non \u00e8 un granch\u00e9, e sarebbe meglio sostituirlo con \u201cattivit\u00e0\u201d, se a quest\u2019ultimo non fossero associate connotazioni di tran tran pi\u00f9 che di impulso. In sostanza, si tratta di un atteggiamento energico che gli Informahandicap hanno, o dovrebbero avere: da un lato verso gli utenti, cercando di raggiungerli con informazioni utili senza attendere per forza che siano loro a rivolgersi al servizio; dall\u2019altro verso le amministrazioni, stimolando la soluzione di casi specifici e l\u2019adozione di politiche generali pi\u00f9 efficaci. Se \u00e8 vero che il rapporto operatore\/utente in un Informahandicap si rif\u00e0 al modello della \u201cpresa in carico\u201d, non pu\u00f2 che discenderne un servizio dinamico, capace ad esempio di non accontentarsi delle risposte interlocutorie (il famoso \u201cle faremo sapere\u2026\u201d) che l\u2019ufficio competente per la soddisfazione di una richiesta pu\u00f2 fornire. Si tratta di un servizio, va sottolineato, strutturalmente pi\u00f9 dinamico di quello degli URP, i quali a norma di legge nascono per informare il cittadino su sua richiesta riguardo a pratiche presso quella amministrazione e per raccogliere reclami, dunque con un atteggiamento decisamente passivo (sebbene nel tempo anch\u2019essi abbiano saputo uscire dallo schema della mera risposta allo stimolo dell\u2019utente).<\/p>\n<p><strong>Informazioni all\u2019avanguardia<\/strong><br \/>\nAttenzione ai canali comunicativi, superamento della frammentazione di competenze, necessaria aggressivit\u00e0: gli Informahandicap (e, in gradi diversi, tutti i servizi informativi di settore) definiscono cos\u00ec la propria differenza, e dunque il proprio senso, rispetto ad URP ed altre strutture di informazione e comunicazione pubblica. Eppure, questi elementi non rispondono ad esigenze caratteristiche dei disabili in quanto tali, ma sarebbero auspicabili da tutti i cittadini, tra cui i disabili stessi. Ecco pertanto che il paradosso tratteggiato all\u2019inizio pu\u00f2 venire superato solo in quanto venga ribaltato: gli Informahandicap non sono un servizio pleonastico nel quadro della comunicazione istituzionale, ma ne sono un\u2019avanguardia, lungo le linee appena descritte, e dunque \u00e8 il resto dell\u2019informazione al cittadino che deve essere integrato alle capacit\u00e0 da questi dimostrate. Tra l\u2019altro, il modello dell\u2019esito di questa integrazione non \u00e8 frutto di pura immaginazione, dal momento che nei paesi anglosassoni sin dal secondo dopoguerra esistono i Citizens\u2019 Advice Bureaux (CAB), servizi di informazione ai cittadini che rispondono largamente a questa logica multicanale, multisettoriale e dinamica. Naturalmente, per\u00f2, questo \u201cessere avanti\u201d non \u00e8 un buon motivo per l\u2019autocompiacimento di chi gestisce o progetta un Informahandicap, quanto piuttosto un quadro concettuale ed uno stimolo pratico continuo (\u00e8 cos\u00ec facile scivolare nel call-center burocratico e farraginoso\u2026) per fornire servizi di informazione veramente utili alle persone con disabilit\u00e0. Trovando, al contempo, la propria legittimazione nel rapporto con tutto il mondo dell\u2019informazione al cittadino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I servizi Informahandicap sono una istituzione relativamente recente in Italia, ed anche per questo, a quanto risulta, non &egrave; mai stato colto ed esplicitato un paradosso che sembra poter minare dalle<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3587,3591,3603],"edizioni":[31],"autori":[304],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3690],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/268"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=268"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/268\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5739,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/268\/revisions\/5739"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=268"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=268"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=268"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=268"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=268"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=268"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=268"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=268"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=268"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}