{"id":2686,"date":"2020-06-04T11:40:18","date_gmt":"2020-06-04T09:40:18","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2686"},"modified":"2025-10-01T13:00:31","modified_gmt":"2025-10-01T11:00:31","slug":"7-sexploring-disability-le-differenze-di-genere-le-strategie-e-leducazione-sessuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2686","title":{"rendered":"7. (S)exploring Disability: le differenze di genere, le strategie e l\u2019educazione sessuale"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019argomento \u201csessualit\u00e0 e disabilit\u00e0\u201d pu\u00f2 essere analizzato correttamente senza considerare la prospettiva di genere, le differenze con cui uomini e donne con disabilit\u00e0 fanno esperienza di questa dimensione delle proprie vite? Kirsty Liddiard \u00e8 una ricercatrice in sociologia britannica, ora residente presso la Ryerson University di Toronto (Canada); quando si trovava presso la Warwick University (Regno Unito), tra il 2008 e il 2011, ha compiuto una ricerca chiamata (S)exploring Disability. Intimacies, Sexualities, and Disabilities, che coinvolgeva lo studio delle storie di vita di 26 persone, di et\u00e0 da 20 a 64 anni e tutte (con una sola eccezione) con disabilit\u00e0, nell\u2019Inghilterra sud-orientale. La sua ricerca, concentrata sugli stereotipi (di genere) sessuali e su come le persone disabili li gestiscono nella propria vita reale, pu\u00f2 essere consultata.\u00a0Abbiamo discusso di questi argomenti con Kirsty, che prosegue in Canada la sua ricerca sui pregiudizi socio-culturali a proposito di sesso e disabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Nella generale mancanza di consapevolezza sociale a proposito della sessualit\u00e0 delle persone disabili, come si collocano le differenza di genere tra uomini e donne? Si pensa alle donne disabili come ancor meno bisognose di una dimensione sessuale nella propria vita?<\/strong><i><br \/>\n<\/i>C\u2019\u00e8 una significativa mancanza di consapevolezza intorno ai problemi di sesso, sessualit\u00e0 e salute sessuale per le persone disabili. Questa mancanza di consapevolezza \u00e8 radicata, in primo luogo, all\u2019interno della desessualizzazione culturale delle persone disabili: il processo attraverso cui alle loro vite, identit\u00e0 e corpi vengono attribuiti particolari <i>stereotipi<\/i> sessuali. Tali stereotipi sono nel caso migliore erronei, e in quello peggiore profondamente oppressivi, assegnandoci abitualmente un ruolo di asessuali (mancanti di qualsiasi sentimento e desiderio sessuale) o di sessualmente inadeguati, perch\u00e9 le nostre pratiche sessuali e i nostri corpi menomati disturbano le restrittive norme (etero)sessuali che privilegiano solo una sessualit\u00e0 penetrativa, spontanea e fisica, che richiede corpi pienamente funzionanti, autonomi, agili (per non dire attraenti, flessuosi e duttili). Paradossalmente, altri di noi sono giudicati ipersessuali o sessualmente devianti e perversi. Dove ci si riconosce un\u2019identit\u00e0 sessuale, \u00e8 normalmente solo entro il regno dell\u2019eterosessualit\u00e0, lasciando ulteriormente escluse le persone con disabilit\u00e0 lesbiche, gay, bisessuali, transgender e queer. Tali stereotipi sono radicati in una moltitudine di fattori, ma fondamentalmente derivano da come le nozioni delle nostre vite, corpi e identit\u00e0 come sessuali <i>turbano<\/i> le costruzioni pi\u00f9 ampie delle persone disabili come inerti, vulnerabili, inabili, e perfino infantili. Soprattutto, i nostri piaceri e le nostre pratiche sessuali diverse sfidano la nozione comune secondo cui non si presume che le persone disabili facciano sesso o lo desiderino affatto.<i> <\/i>Ci\u00f2 pu\u00f2 essere ulteriormente evidenziato dalle costruzioni normative di genere all\u2019interno dell\u2019eterosessualit\u00e0. Le costruzioni dominanti della sessualit\u00e0 eteronormativa maschile e femminile restringono i nostri desideri e pratiche sessuali ad aspettative o supposizioni secondo convenzioni di genere: che la mascolinit\u00e0 sia sinonimo di impulsivit\u00e0 sessuale, urgente bisogno sessuale, e dominio sessuale; e che la femminilit\u00e0 si identifichi solo con l\u2019incarnare l\u2019attrattiva sessuale, l\u2019<i>essere<\/i> attraenti e seduttive (sebbene anche, in modo impossibile, l\u2019essere allo stesso tempo riservate e sessualmente passive), e, in definitiva, determinate a facilitare il desiderio sessuale maschile.<i> <\/i>La mia ricerca sociologica, che ha cercato di esplorare le esperienze di vita sessuale e intima di persone disabili attraverso le loro stesse storie sessuali, ha mostrato che le persone disabili che s\u2019identificano come eterosessuali possono non essere escluse da questi ruoli sessuali prescrittivi basati sul genere. Perci\u00f2, la mia analisi ha mostrato che il discorso eteronormativo non solo toglieva autorit\u00e0 a uomini e donne disabili, ma dava autorit\u00e0 agli uomini disabili rispetto alle donne disabili. Il fatto che l\u2019eteronormativit\u00e0 sia un discorso al servizio dei maschi significava che funzionava per gli uomini disabili attraverso mezzi e spazi particolari dove non funzionava per le donne disabili, e cos\u00ec creava esiti e opportunit\u00e0 differenti per uomini e donne (disabili). Perci\u00f2, molti uomini disabili erano sessualmente dominanti ed esercitavano pi\u00f9 attivit\u00e0 sessuale a causa del loro accresciuto accesso al potere sessuale che la mascolinit\u00e0, l\u2019eterosessualit\u00e0 e l\u2019eteronormativit\u00e0 \u2012 come discorsi maschili \u2012 fornivano.<\/p>\n<p><strong>Lei afferma che \u201ci partecipanti maschi spesso avevano un accesso molto migliore a sistemazioni in cui si potesse pagare il sesso attraverso un\u2019operatrice sessuale\u201d, ma che molti di loro \u201cerano rimasti insoddisfatti e inappagati a seguito di queste attivit\u00e0\u201d. Pensa che l\u2019assistenza sessuale sia un modo per assicurare la soddisfazione dei bisogni sessuali, o che sia una soluzione che rafforza le disuguaglianze di genere e crea conflitti nel campo dell\u2019affettivit\u00e0 (ad esempio innamorarsi di un\u2019operatrice sessuale) in coloro che ne fanno uso?<\/strong><br \/>\nPagare per il sesso lo considero come una forma legittima di accesso sessuale per le persone disabili (e le altre), ma \u2012 ed \u00e8 cruciale \u2012 non come l\u2019unica forma di accesso sessuale per le persone disabili. Inoltre, dobbiamo riconoscere che, poich\u00e9 si tratta di una forma di lavoro sostenuto dal patriarcato e dal capitalismo, pu\u00f2 essere anche una forma di esclusione. Il patriarcato, un sistema sociale che offre agli uomini maggiore potere sociale e sessuale che alle donne, e il capitalismo, un sistema economico in cui i corpi, il sesso e il piacere sono merci disponibili, collaborano per assicurarsi che i mercati del lavoro sessuale commerciale soddisferanno sempre i bisogni degli uomini pi\u00f9 che delle donne, disabili o meno. Nella mia ricerca, 7 uomini su 16 avevano pagato per sesso almeno una volta; nessuna partecipante femmina aveva pagato per sesso. L\u2019acquisto di sesso degli uomini disabili \u00e8 spesso costruito all\u2019interno di campagne per i diritti della disabilit\u00e0 (e, ironicamente, all\u2019interno di certe aree della letteratura del lavoro sessuale femminista) su un \u201cbisogno\u201d di gratificazione sessuale basato sulla biologia e non corrisposto, che li pone come vittime sessuali. Questa costruzione dell\u2019essere sessualmente vittima del maschio disabile, combinata alle costruzioni dominanti delle operatrici sessuali come devianti, criminali e \u201cdisonorate\u201d, rende facile ritenere che la maggior parte del potere nello scambio del lavoro sessuale sia nelle mani dell\u2019operatrice sessuale. Tuttavia, la mia analisi delle interazioni dei partecipanti maschi con le operatrici sessuali normodotate ha rivelato una grandissima complessit\u00e0 di dinamiche di potere. I dati hanno mostrato che le operatrici sessuali possono dispiegare un maggiore potere nel proprio lavoro con i clienti disabili (in confronto a clienti normodotati) a causa della \u201cvulnerabilit\u00e0\u201d di alcuni uomini disabili in questo contesto (per esempio, alcuni uomini hanno denunciato attivit\u00e0 criminale e furto, rifiuto, raggiri nell\u2019orario e nelle tariffe e scarsa qualit\u00e0 del servizio). Tuttavia, attraverso il proprio ruolo di consumatori di sesso commerciale, i partecipanti maschi potevano rivendicare un considerevole potere sulle operatrici sessuali, spesso in modi simili ai clienti maschi normodotati. Per esempio, questo poteva avvenire vagliando i loro corpi fisici, o denigrando i loro gruppi etnico-razziali, la loro provenienza sociale, la loro femminilit\u00e0 o il loro pudore; disobbedendo alle regole stabilite dal \u201ccontratto\u201d; e aspettandosi (senza voler pagare) un \u201csincero\u201d lavoro impegnato, che richieda l\u2019apparenza della sospensione dell\u2019identit\u00e0 e della soggettivit\u00e0 dell\u2019operatrice.<br \/>\nPer fare un esempio concreto, per la maggior parte degli uomini disabili che hanno pagato per sesso, il valore dello scambio di lavoro sessuale era calcolato in base alla prestazione dell\u2019operatrice sessuale, e la maggior parte era capace di discernere cosa costituisce una \u201cbuona\u201d o \u201ccattiva\u201d operatrice sessuale. Per esempio, una \u201cbuona\u201d operatrice sessuale era \u201cpudica\u201d in quanto molti uomini preferivano operatrici sessuali che non avessero mai svolto lavoro sessuale o con scarsa esperienza, o che fossero selettive quanto ai clienti. Allo stesso tempo, lei doveva essere economica, attraente, professionale, puntuale, adattabile alla fiducia e alle necessit\u00e0 di accesso del maschio, ben informata su deficit e disabilit\u00e0, disponibile, onesta, calorosa e sincera (non troppo meccanica nel suo lavoro), brava nel chiacchierare e nel fare commenti spiritosi, non troppo preoccupata dell\u2019orario, non doveva rubare o raggirare, e doveva essere convincente sul fatto che volesse fare sesso con il cliente. Contemporaneamente, una cattiva operatrice sessuale (che non \u201cvaleva i soldi\u201d) era brusca, meccanica, precipitosa o veloce (quindi troppo consapevole dell\u2019orario), sotto l\u2019influsso di droghe o alcool, inadattabile, aveva troppe \u201cregole\u201d (es. niente baci), era falsa, respingente, non attraente, grassa, vecchia, e, secondo un uomo, \u201cnon nera\u201d. Pertanto, queste risultanze minano i discorsi che pongono gli uomini disabili unicamente come vittime sessuali, spogliati del potere maschile a causa della loro emarginazione dalla mascolinit\u00e0 egemonica, e suggeriscono che la loro identit\u00e0 di disabile e il loro deficit non cancellino interamente il loro potere maschile o l\u2019opportunit\u00e0 sessuale all\u2019interno di un contesto commerciale. Non sto in alcun modo suggerendo che dovremmo spostare il nostro disprezzo dalle operatrici sessuali sugli uomini disabili, ma comprendere meglio \u2013 come mostrano queste risultanze \u2013 che le relazioni di potere che possono aver luogo all\u2019interno degli scambi di lavoro sessuale commerciale sono intricatamente sfaccettate.<\/p>\n<p><strong>Nella sua ricerca \u201calcuni partecipanti hanno ideato strategie, per gestire questi fattori corporei, che, bench\u00e9 richiedessero lavoro, assicuravano che i loro corpi potessero essere siti di piacere e godimento sessuale\u201d. Quali strategie concrete adottavano, specialmente quando implicavano i bisogni contrastanti di supporto fisico da parte di persone esterne e di privacy?<\/strong><i><br \/>\n<\/i>Nella mia ricerca, a uomini e donne disabili veniva significativamente tolta autorit\u00e0 da norme sessuali sociali e culturali ristrette, che ritengono la pratica sessuale riuscita quando: necessaria; penetrativa; spontanea; reciprocamente piacevole nello stesso momento (ad esempio che i partner raggiungano insieme l\u2019orgasmo); intrinsecamente fisica; e legata alle regole sessuali convenzionali (eterosessuali) basate sul genere. Significativamente, la maggior parte si impegnava per corrispondere a tali norme sessuali e si considerava un fallimento sessuale se ci\u00f2 non era possibile \u2013 mostrando quanto possano essere potenti queste norme. Cos\u00ec, molti partecipanti sostenevano queste norme sessuali, che avevano un considerevole impatto sulle loro esperienze di sesso e intimit\u00e0, come tanto \u201cnaturali\u201d quanto \u201cfisse\u201d (come la maggior parte di noi). Tuttavia, altri mostravano che il corpo con deficit pu\u00f2 sfidare questa (di nuovo, molto ristretta) incarnazione del sesso e della sessualit\u00e0, e pu\u00f2 in effetti servire per espanderla.<i> <\/i>Prendete, per esempio, il piacere sessuale. Ci sono molte \u201cdure realt\u00e0 fisiche\u201d che possono accompagnare un corpo con deficit, a prescindere dal fatto che il deficit sia congenito (dalla nascita) o acquisito. I partecipanti alla mia ricerca parlavano regolarmente di dolore, spasmi, incontinenza, sfregi, una perdita di eccitazione o una sua diminuzione, immobilit\u00e0 e debolezza \u2013 le realt\u00e0 dei loro corpi che contraddicono i nostri presupposti di ci\u00f2 che costituisce un \u201ccorpo sexy (o sessuale)\u201d. Tuttavia, alcuni hanno potuto ideare strategie per gestire questi fattori corporei.<i> <\/i>Per esempio, persone con lesione al midollo spinale (che dicevano di non provare pi\u00f9 l\u2019orgasmo nel modo in cui lo provavano prima della lesione) hanno riferito di aver imparato a esplorare i propri corpi in modi unici, per trovare nuovi modi di provare piacere sessuale fuori dalla categoria dell\u2019orgasmo convenzionale. Altri hanno esplorato e trovato nuove zone erogene tramite cui potevano raggiungere l\u2019orgasmo, che spesso erano da tutt\u2019altra parte rispetto alle zone erogene standard (ad esempio la spalla). Inoltre, persone con deficit che costringevano a immobilit\u00e0, debolezza muscolare, spossatezza e dolore hanno detto che queste esperienze corporee avevano migliorato la loro immaginazione sessuale; la loro conoscenza di e creativit\u00e0 con le posizioni sessuali; e le avevano incoraggiate a esplorare tipi diversi di contatto, comportamento ed eccitazione. C\u2019\u00e8 una moltitudine di modi per espandere le nostre idee prescrittive sul piacere e la pratica sessuali. Una donna che soffriva di estrema spossatezza si assicurava di fare sempre sesso di mattina, il momento della giornata in cui aveva pi\u00f9 energie; altri rifiutavano le nozioni \u201chollywoodizzate\u201d di spontaneit\u00e0 e dicevano che il sesso programmato non doveva essere per nulla meno sexy. Un uomo ha detto che i suoi spasmi accrescevano il suo piacere sessuale, perch\u00e9 i suoi muscoli si rilassavano spontaneamente in occasione dell\u2019orgasmo. Un\u2019altra coppia ha condiviso il fatto che avevano imparato a de-centrare l\u2019orgasmo dalle loro attivit\u00e0 sessuali, perch\u00e9 la considerevole pressione per \u201craggiungere\u201d l\u2019orgasmo stava sminuendo le loro esperienze. Bench\u00e9 ci\u00f2 non sia avvenuto nel giro di una notte (perdonate il gioco di parole), e abbia richiesto un lavoro considerevole, essi hanno abbandonato con successo la nozione di orgasmo come necessit\u00e0 per sesso e piacere, e, ironicamente, hanno detto che come risultato provavano molto pi\u00f9 piacere, contatto erotico e sensuale, e vicinanza.<i> <\/i>Significativamente, la maggior parte delle strategie di cui parlo qui, che sfidano veramente le idee della societ\u00e0 su cosa costituisce un \u201ccorpo sexy\u201d, esistevano non malgrado la disabilit\u00e0 e il deficit, ma a causa loro.<i><br \/>\n<\/i>Nessuno tra i partecipanti alla ricerca riceveva supporto da una terza persona durante i rapporti sessuali, bench\u00e9 ci\u00f2 possa essere comune per le persone disabili e sia noto come sessualit\u00e0 facilitata. Le forme di sesso facilitato <i>possono<\/i> essere oggetti del contendere che comprendono questioni morali, sociali, pratiche, finanziarie, legali ed emotive. Il presupposto comune \u00e8 che la sessualit\u00e0 facilitata coinvolge solo una terza persona (abitualmente un assistente\/addetto) che supporta fisicamente, per esempio, il rapporto sessuale o masturba una persona disabile quando non pu\u00f2 farlo da solo. Tuttavia, il sesso facilitato comprende in realt\u00e0 una vasta gamma di attivit\u00e0; per esempio, assistere qualcuno nel prepararsi per un appuntamento, sostenere uno scambio di lavoro sessuale (come era comune nella mia ricerca), aiutare qualcuno a indossare biancheria sexy, ecc.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>In base alle esperienze delle persone che ha incontrato per la sua ricerca, un\u2019esperienza sessuale soddisfacente \u00e8 qualcosa che si pu\u00f2 raggiungere solo dopo aver accettato il deficit del proprio corpo? O, al contrario, il sesso pu\u00f2 essere un mezzo tramite cui raggiungere questa auto-accettazione?<\/strong><i><br \/>\n<\/i>Per le persone nella mia ricerca che avevano acquisito i loro deficit, accettare, esplorare e acquisire dimestichezza con un \u201cnuovo\u201d corpo poteva essere un compito molto difficile \u2013 ma non uno insormontabile. Coloro che erano gi\u00e0 in relazioni intime al momento dell\u2019acquisizione del deficit riferivano che la loro relazione aveva rappresentato uno spazio rassicurante e di sostegno cruciale, che aveva alleviato la transizione da un\u2019identit\u00e0 normodotata a una disabile.<i><br \/>\n<\/i>Per i partecipanti pi\u00f9 giovani, in particolare quelli con patologie neuromuscolari con inizi in et\u00e0 preadolescenziale\/adolescenziale, l\u2019adolescenza includeva allora una difficile negoziazione per scendere a patti con un deficit acquisito da poco e l\u2019identit\u00e0 disabile, e al contempo l\u2019avere a che fare con il tipico tumulto della vita adolescenziale e la formazione di un\u2019identit\u00e0 sessuale. Ci\u00f2 era spesso altamente conflittuale, e veniva esplicitamente detto che la transizione da un\u2019identit\u00e0 normodotata a una disabile ostacolava le opportunit\u00e0 sociali e sessuali.<br \/>\nNon era inconsueto che le persone con deficit acquisito si sentissero asessualizzate a seguito della transizione verso un\u2019identit\u00e0 disabile, e sentissero i loro \u201cnuovi\u201d corpi (che non potevano pi\u00f9 raggiungere il piacere in modi normativi) come scomodi; ci\u00f2 avveniva fondamentalmente perch\u00e9 provare piacere poteva ora sfidare i preconcetti culturalmente dominanti di come (e dove) il piacere e l\u2019eccitazione erogena doveva aver luogo. Alcuni hanno trovato ci\u00f2 liberatorio, e hanno potuto espandere le nozioni normative di sesso e piacere; altri lo hanno trovato pi\u00f9 difficile. Per esempio, un partecipante maschio che aveva avuto di recente una lesione spinale riferiva un\u2019eccitazione aumentata al di fuori delle zone erogene standardizzate (ad esempio le braccia), e diceva che questo lo rendeva pi\u00f9 sensibile al contatto \u201cin modo piacevole\u201d. In modo decisivo, tuttavia, sentiva che non era proprio un sostituto per la perdita dell\u2019eccitazione genitale. Ci\u00f2 non \u00e8 sorprendente, tenendo presenti i modi in cui impariamo da principio sul sesso, e ci facciamo affermare culturalmente, ovunque, piaceri e pratiche sessuali genitali normative. Curiosamente, questi partecipanti spesso trovavano i piaceri sessuali difficili da descrivere, suggerendo come ci sia poco linguaggio o lessico alternativo tramite cui enunciare il piacere (etero)sessuale al di fuori di \u201corgasmo\u201d e \u201cculmine\u201d. In aggiunta, perfino i piaceri possono essere anche difficili da definire, dato che \u201corgasmo\u201d e \u201cculmine\u201d sono, in un certo senso, descrizioni di \u201ceventi\u201d piuttosto che di sentimenti, suggerendo che il linguaggio sessuale eterosessuale sia ristretto a convenzioni molto prevedibili.<\/p>\n<p><strong>Lei rivendica la \u201cnecessit\u00e0 di maggiore consapevolezza e educazione che circondi disabilit\u00e0 e sessualit\u00e0, in una variet\u00e0 di spazi e istituzioni diverse\u201d. Come sarebbe possibile un\u2019educazione sessuale mainstream per i pi\u00f9 giovani che tenga in considerazione la specificit\u00e0 della sessualit\u00e0 delle persone disabili? E pi\u00f9 in generale, quali passi devono essere fatti per raggiungere l\u2019uguaglianza sessuale in questo campo, come auspica nelle sue conclusioni?<\/strong><i><br \/>\n<\/i>Abbiamo necessit\u00e0 di educazione sessuale di migliore qualit\u00e0 per tutti. Come ha detto nella mia ricerca un giovane disabile, che era stato tolto da una lezione di sesso convenzionale nella sua scuola mainstream e messo in una sessione speciale per studenti disabili (considerata rivoluzionaria dalla scuola), \u201cinsegnare a tutti gli studenti insieme le sessualit\u00e0 di tutti sarebbe molto pi\u00f9 rivoluzionario\u201d. Perci\u00f2, abbiamo bisogno di lavorare per un\u2019educazione al sesso che includa una diversit\u00e0 di corpi, sessualit\u00e0 ed esperienze, non importa quanto lontano da ci\u00f2 stiamo al momento. Abbiamo anche bisogno di una migliore formazione di educazione e consapevolezza per chiunque lavori con o per le persone disabili su problemi di sessualit\u00e0, salute sessuale e genere. Inoltre, abbiamo bisogno di insegnare precisamente alle persone disabili giovani le capacit\u00e0 e possibilit\u00e0 dei loro corpi (sessuali), piuttosto che le limitazioni; e, quando parliamo di disabilit\u00e0 e sessualit\u00e0, abbiamo bisogno di cercare di ascoltare le voci delle donne disabili, i cui desideri ed esperienze potrebbero essere inavvertiti o, peggio, trascurati \u2013 a causa dei modi basati normativamente sul genere in cui costruiamo la sessualit\u00e0 e il genere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019argomento \u201csessualit\u00e0 e disabilit\u00e0\u201d pu\u00f2 essere analizzato correttamente senza considerare la prospettiva di genere, le differenze con cui uomini e donne con disabilit\u00e0 fanno esperienza di questa dimensione delle proprie vite? 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