{"id":2688,"date":"2020-06-04T11:42:41","date_gmt":"2020-06-04T09:42:41","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2688"},"modified":"2025-10-01T13:02:40","modified_gmt":"2025-10-01T11:02:40","slug":"8-lassistenza-sessuale-in-europa-una-ricerca-comparata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2688","title":{"rendered":"8. L\u2019assistenza sessuale in Europa: una ricerca comparata"},"content":{"rendered":"<p>Veniamo ora uno dei temi pi\u00f9 controversi e difficili da affrontare in termini giuridici, contrattuali, di ruolo, e perfino di genere: quello dell\u2019assistenza sessuale. L\u2019assistenza sessuale \u00e8 una forma di accompagnamento erotico per aiutare le persone a scoprire il proprio corpo attraverso la relazione con l\u2019altro o l\u2019altra, come una sorta di sperimentazione che dovrebbe condurre a una maggiore autonomia e stima di s\u00e9. Pu\u00f2 consistere per esempio in massaggi, carezze, giochi di scoperta del corpo e della sessualit\u00e0 in senso ampio, quindi non solo e non necessariamente genitale. Non \u00e8 da confondersi con la prostituzione, perch\u00e9 non esiste sfruttamento. Per alcune forme di disabilit\u00e0, sia fisiche che intellettive, particolarmente serie, potrebbe essere una soluzione. Attualmente \u00e8 in corso una battaglia per avere anche in Italia il riconoscimento giuridico degli assistenti sessuali, figure professionali che esistono gi\u00e0 in alcuni Paesi europei ed extraeuropei. Se il percorso dell\u2019assistenza sessuale \u2013 lo ribadiamo \u2013 non viene per\u00f2 accompagnato da un percorso di elaborazione culturale, si rischia che gli assistenti sessuali diventino un \u201cparcheggio\u201d o un alibi per non preoccuparci pi\u00f9 del tema della sessualit\u00e0 delle persone disabili. Prima di \u201ccopiare\u201d un modello tout court, sarebbe necessario conoscere bene come funziona l\u2019assistenza sessuale nei Paesi dove \u00e8 gi\u00e0 applicata, e quali controindicazioni si siano rivelate. In quali Paesi dell\u2019Unione Europea esistono servizi di assistenza sessuale \u201cufficiali\u201d per persone con disabilit\u00e0? E con quali percorsi si \u00e8 giunti a regolarizzarli? Come questi servizi rientrano nei servizi di welfare rivolti alle persone con disabilit\u00e0 e in che forme si contribuisce alla loro fruizione? Quali percorsi di formazione e accreditamento esistono per poter diventare un assistente sessuale riconosciuto? La professione dell\u2019assistente sessuale \u00e8 esclusivamente femminile? Lo abbiamo chiesto a Giulia Garofalo Geymonat, ricercatrice al Centre for Gender Studies dell\u2019Universit\u00e0 di Lund, in Svezia, che sta conducendo una ricerca comparata dal titolo \u201cCommercial Sex, \u2018Sexual Assistance\u2019 and People with Disabilities: A Qualitative Inquiry on Sweden, Britain and Switzerland\u201d, finanziata dal Seventh Framework Programme of the European Union (Marie Curie).<br \/>\ndi Giulia Garofalo Geymonat<\/p>\n<p>Innanzitutto \u00e8 bene chiarire che l\u2019uso del termine di \u201cassistenza sessuale\u201d (sexual assistance, assistance sexuelle, ecc.) si sta affermando solo negli ultimi anni \u2013 e va a indicare una serie di pratiche tra loro abbastanza diversificate, e che nei vari Paesi possono via via chiamarsi in modi diversi: per esempio in Svizzera si \u00e8 usato, e ancora si usa, l\u2019espressione \u201caccompagnamento sessuale\u201d oppure anche, a un certo punto, in riferimento a chi offre il servizio \u201caccarezzatrice-accarezzatore\u201d. In Danimarca, esiste una figura professionale di assistente sessuale che va sotto il nome di \u201cconsigliere-a sessuale\u201d (sexual advisor). Negli Stati Uniti si parla molto di \u201cpartner sostitutivi-e\u201d (surrogate partners). E cos\u00ec via.<br \/>\nIn senso largo dunque si tratta di forme di accompagnamento erotico per aiutare le persone con disabilit\u00e0 a scoprire il proprio corpo attraverso la relazione, anche corporea, con l\u2019altro o l\u2019altra, come una sorta di sperimentazione che dovrebbe condurre a una maggiore autonomia e stima di s\u00e9. Pu\u00f2 consistere per esempio in massaggi, carezze, giochi, di scoperta del corpo e della sessualit\u00e0 in senso ampio, quindi non solo e non necessariamente genitale. Questo accompagnamento pu\u00f2 rivolgersi anche a coppie, di solito formate da due persone con disabilit\u00e0. Detto questo, l\u2019assistenza sessuale pu\u00f2 anche limitarsi a fornire aiuto per cos\u00ec dire tecnico \u2013 sollevare, guidare la mano, mettere in posizione un vibratore, ecc. \u2013 nel caso di chi sappia cosa desidera ma non riesca fisicamente a farlo. Esistono forme di assistenza sessuale rivolte a persone con disabilit\u00e0 di ogni tipo, a condizione che si trovino modi, anche non verbali, per riuscire a comunicare il consenso e il piacere.<br \/>\nQuesto tipo di figura \u00e8 riconosciuta in alcuni Paesi dell\u2019Unione Europa: Olanda, Germania, Austria, Svizzera (parti germanica e francofona) e Danimarca.<b> <\/b>Negli altri Paesi, per esempio in Italia, ma anche la Francia, l\u2019Inghilterra, e tanti altri, l\u2019assistenza sessuale esiste in forme non ufficialmente riconosciute e non completamente legali. Questo significa che viene fornita da persone che non hanno potuto seguire corsi specializzati, e con poche protezioni e garanzie per le varie parti coinvolte. Normalmente si tratta di <i>sex workers <\/i>(lavoratrici e lavoratori del sesso)<i> <\/i>con una particolare sensibilit\u00e0 ed esperienza con le persone disabili, magari anche nel campo dell\u2019assistenza personale, o che hanno anche formazioni come massaggiatrici, massaggiatori, <i>counselor<\/i> olistici, e cos\u00ec via. Per farsi un\u2019idea si veda per esempio il sito dell\u2019associazione inglese TLC Tender Loving Care (<a href=\"http:\/\/www.tlc-trust.org.uk\">www.tlc-trust.org.uk<\/a>).<br \/>\nIn ogni caso, il tipo di relazione che si instaura tra l\u2019assistente sessuale e i suoi beneficiari mette spesso in crisi i sistemi legislativi, perch\u00e9, essendoci contatto di natura sessuale associato esplicitamente a scambio di denaro, si tratta tecnicamente di un servizio sessuale, e dunque tendenzialmente si applicano le leggi che regolano la prostituzione.<br \/>\nNon \u00e8 un caso infatti che per lo pi\u00f9 i Paesi in cui l\u2019assistenza sessuale \u00e8 ufficialmente praticata siano Paesi in cui tutti i servizi sessuali sono riconosciuti come lavoro e servizio. Questo succede in Olanda, Germania, Austria e Svizzera \u2013 e fuori dall\u2019Europa, per esempio in Australia. In due parole significa che ci troviamo in sistemi legislativi in cui i generici servizi che chiamiamo \u201cprostituzione\u201d, qualora siano praticati tra persone maggiorenni e consenzienti vengono, a seconda dei casi, vietati, o viceversa appoggiati e riconosciuti dallo Stato a seconda che siano svolti in condizioni accettabili oppure non accettabili per chi li offre, per chi li riceve, e per la societ\u00e0 nel suo complesso. In questi contesti il percorso che ha portato allo sviluppo della professione di assistenza sessuale (al di l\u00e0 del nome che viene usato) si basa di solito sull\u2019incontro fra un\u2019associazione di persone disabili, e un\u2019associazione di persone che gi\u00e0 forniscono questo tipo di servizi in modo non riconosciuto, e cio\u00e8 per lo pi\u00f9, associazioni di <i>sex workers. <\/i>Esemplare in questo senso \u00e8 l\u2019esperienza di <i>Touching Base<\/i> in Australia (<a href=\"http:\/\/www.touchingbase.org\">www.touchingbase.org<\/a>), associazione nata nel 2000, e che recentemente ha prodotto un documentario che si chiama<i> Scarlet Road. <\/i>Per quanto riguarda l\u2019Europa, questo processo \u00e8 iniziato in Olanda negli anni \u201980, con l\u2019associazione SAR, diventata importante negli anni \u201990, e in Germania, con l\u2019associazione SENSIS, nata nel 1995.<br \/>\nIn un clima legislativo che riconosce e valorizza le associazioni di sex workers e il loro lavoro (nonch\u00e9 le associazioni di persone disabili e il loro lavoro), questo tipo di dinamica porta tipicamente a corsi di formazione concordati, diplomi, formazione continuativa, carte di comportamento etico, supervisione terapeutica, prezzi concordati, ecc. Si veda per esempio il caso dell\u2019associazione svizzera francofona Sexualit\u00e9 et Handicaps Pluriels (SEHP) che certifica assistenti sessuali (donne e uomini) che lavorano con donne e uomini con disabilit\u00e0, dopo aver seguito un corso di formazione che integra conoscenze sulle disabilit\u00e0, sulle sessualit\u00e0, sulla comunicazione, ecc. Un ruolo simile, sempre in Svizzera francofona, sta giocando anche la pi\u00f9 recente associazione Corps Solidaires. In questo tipo di contesti, l\u2019assistenza sessuale pu\u00f2 qualche volta staccarsi del tutto dalla disciplina giuridica della prostituzione, come \u00e8 il caso nel Cantone di Ginevra dal 2009, oppure restare inquadrata come un tipo molto particolare di servizio prostituzionale, che segue regole molto particolari.<br \/>\nEsiste poi un caso un po\u2019 diverso, in Danimarca, Paese in cui la legge sulla prostituzione \u00e8 abbastanza simile a quella italiana (e francese, e inglese). In Danimarca, una decina di anni fa, \u00e8 stata introdotta la figura del-la sexual advisor. I sexual advisors, donne e uomini, sono assistenti socio-sanitari che sono ulteriormente formati e si occupano, soprattutto all\u2019interno di istituti e centri, di accompagnare in un percorso di crescita sessuale le persone con disabilit\u00e0 che in qualche modo ne manifestino il desiderio. Questo pu\u00f2 andare dalla conversazione in privato, all\u2019aiuto concreto nella masturbazione o nel rapporto con un-a partner, alla ricerca di un-a sex worker,\u00a0 all\u2019esplorazione concreta del proprio orientamento sessuale, e cos\u00ec via. In questo caso, l\u2019assistente sessuale esclude il fatto di \u201cfare sesso con\u201d la persona disabile, cio\u00e8 di usare direttamente il proprio s\u00e9 sessuale e dunque porsi come partner sessuale, per qualunque pratica. Questo diventa molto chiaro nel fatto che l\u2019assistente sessuale pu\u00f2 essere di un genere che non corrisponde all\u2019orientamento sessuale della persona che ne beneficia. Per esempio un\u2019assistente donna pu\u00f2 aiutare un uomo gay o una donna eterosessuale cos\u00ec come un assistente uomo pu\u00f2 aiutare un uomo eterosessuale. Questa soluzione permette, tra le altre cose, all\u2019assistenza sessuale di svilupparsi in un campo legislativamente ben distinto dalla prostituzione.<br \/>\nIl contenuto della formazione varia a seconda dei contesti, e include elementi di studi delle disabilit\u00e0, di sessualit\u00e0, di stigma e di discriminazione, nonch\u00e9 legislazione e counseling. A definire le formazioni contribuiscono, oltre che le associazioni di persone disabili e le associazioni di assistenti sessuali, anche spesso associazioni che lavorano sui temi della salute sessuale, e associazioni che lavorano contro la violenza sessuale contro le persone disabili, in particolare le donne. Esemplare \u00e8 in questo senso l\u2019associazione FaBS, in Svizzera tedesca, creata dalla psicoterapeuta femminista Aiha Zemp, che vive con disabilit\u00e0, e che ha sostenuto attivamente l\u2019introduzione dell\u2019assistenza sessuale come uno degli strumenti per rendere le persone disabili, e in particolare le donne disabili, pi\u00f9 capaci di conoscere concretamente i propri desideri e limiti sessuali, e dunque reagire agli abusi di cui sono vittime spesso nell\u2019ambiente familiare o del centro o istituto in cui risiedono.<br \/>\nPer chi di noi ha visto il film The Sessions, pu\u00f2 essere interessante sapere che negli Stati Uniti (che ha una legge sulla prostituzione completamente proibizionista), la professione di assistente sessuale che viene interpretata da Helen Hunt, pi\u00f9 precisamente chiamata sex surrogate (partner sessuale sostituta o sostituto), \u00e8 molto ai margini, non \u00e8 riconosciuta ed \u00e8 semi-illegale. Questo tipo di pratica, detta Surrogate Partner Therapy, che fu ampiamente usata dai prestigiosi sessuologi Masters and Johnson dagli inizi degli anni \u201970, \u00e8 sostanzialmente una forma di accompagnamento sessuale che viene raccomandato e supervisionato da psicoterapeuti, o eventualmente medici di altro tipo, non solo a persone con disabilit\u00e0 ma anche a persone che vivono problemi nella sfera della sessualit\u00e0 (si veda ad esempio il sito dell\u2019associazione IPSA che esiste dal 1973, <a href=\"http:\/\/www.surrogatetherapy.org\">www.surrogatetherapy.org<\/a>).<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Fra le questioni pi\u00f9 dibattute in questo campo ci sono i rischi di abuso e sfruttamento dell\u2019assistente sessuale, e anche, per ragioni diverse, della persona beneficiaria.<br \/>\nIl fatto che il servizio dell\u2019assistente sessuale venga pagato pone la questione della dipendenza economica e quindi dell\u2019eventuale sfruttamento e abuso dell\u2019assistente sessuale \u2013 che, come pu\u00f2 succedere nella prostituzione \u2013 pu\u00f2 trovarsi a fare cose che non vorrebbe fare o accompagnare persone che non vorrebbe accompagnare semplicemente per bisogno di denaro. D\u2019altra parte, la persona beneficiaria potrebbe trovarsi in una situazione di eccessiva dipendenza emotiva dall\u2019assistente sessuale, oppure confusione sulla natura del rapporto. In risposta a queste problematiche, le varie associazioni hanno sperimentato diversi accorgimenti. In alcuni contesti, si pensa che le e gli assistenti sessuali debbano avere una certa et\u00e0 minima (30 anni per esempio), e fonti alternative di reddito, in modo da limitarne il rischio di sfruttamento. In altri contesti, si tende a pensare che debbano essere escluse a priori alcuni tipi di pratiche sessuali giudicate troppo intime, come ad esempio il sesso penetrativo oppure quello orale. In altri ancora, si tende a limitare il numero d\u2019incontri possibili. Questi accorgimenti comunque cambiano nel tempo, e in generale restano flessibili, mentre molto importante sembra essere il fatto che le e gli assistenti sessuali facciano parte di associazioni e gruppi che garantiscono una formazione continua, una messa in discussione delle pratiche, una supervisione terapeutica, e cos\u00ec via.<br \/>\nUn altro elemento che attira molta attenzione \u00e8 quello dell\u2019accessibilit\u00e0 economica del servizio. Da un lato \u00e8 caratteristica fondamentale di questo tipo di rapporto che le e gli assistenti sessuali siano correttamente remunerati per un servizio qualificato, e in ogni caso che non offrano il loro servizio gratuitamente \u2013 la presenza del denaro aiuta infatti a segnalare il fatto che si tratta di una relazione ben circoscritta e di scambio equilibrato, anzich\u00e9 di dono che poi comporterebbe una situazione di disparit\u00e0 e ambiguit\u00e0. Dall\u2019altro \u00e8 chiaro che per molte persone disabili pu\u00f2 essere difficile aggiungere una spesa alla loro gi\u00e0 difficile situazione economica. Di fronte a questo problema, molte associazioni di assistenti sessuali si danno dei prezzi standard e che riflettono le reali possibilit\u00e0 dei loro beneficiari, oppure creano casse di redistribuzione attraverso le quali per esempio i beneficiari pi\u00f9 ricchi pagano un po\u2019 anche per i pi\u00f9 poveri. A un altro livello, in alcuni Paesi si \u00e8 posta la questione del finanziamento da parte di enti pubblici o assicurazioni sanitarie, che attualmente avviene in casi molto rari. Secondo alcuni esperti e parti coinvolte, questo tipo di finanziamento non \u00e8 in ogni caso auspicabile, perch\u00e9 pu\u00f2 significare un\u2019ingerenza dei finanziatori e dei medici in una sfera che dovrebbe restare il pi\u00f9 privata possibile.<br \/>\nInfine, la questione di genere, e di orientamento sessuale, su cui giustamente si insiste molto. Esiste assistenza sessuale per donne, e per persone non eterosessuali? In una situazione in cui l\u2019assistenza sessuale \u00e8 fornita in forme semi-illegali e non riconosciute, il suo legame con l\u2019industria del sesso in generale ne limita molto l\u2019accesso alle donne disabili, visto che il mercato della prostituzione \u00e8 tradizionalmente costruito e organizzato per clienti uomini. Non stupisce dunque che a fornire assistenza sessuale non riconosciuta siano quasi solo donne o uomini che lavorano con uomini. Invece, nei contesti in cui l\u2019assistenza sessuale \u00e8 riconosciuta, pensata, discussa, organizzata pubblicamente, esiste anche un certo numero di uomini formati per offrire servizi a donne, e di donne formate per offrire servizi a donne, anche se la maggior parte dei beneficiari restano uomini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Veniamo ora uno dei temi pi\u00f9 controversi e difficili da affrontare in termini giuridici, contrattuali, di ruolo, e perfino di genere: quello dell\u2019assistenza sessuale. L\u2019assistenza sessuale \u00e8 una forma di accompagnamento erotico per aiutare le persone a scoprire il proprio corpo attraverso la relazione con l\u2019altro o l\u2019altra, come una sorta di sperimentazione che dovrebbe [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3589],"edizioni":[127],"autori":[],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3824],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2688"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2688"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2688\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4742,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2688\/revisions\/4742"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2688"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2688"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2688"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2688"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2688"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2688"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2688"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2688"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2688"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}