{"id":27,"date":"2009-11-04T17:04:21","date_gmt":"2009-11-04T17:04:21","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=27"},"modified":"2025-11-13T10:21:29","modified_gmt":"2025-11-13T09:21:29","slug":"non-l-avevo-mai-notato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=27","title":{"rendered":"&#8220;Non l&#8217;avevo mai notato\u2026&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>di Alessandra Pederzoli<\/p>\n<p>Questo pezzo nasce da una chiacchierata spontanea con un\u2019amica (ecco perch\u00e9 non compare il pap\u00e0), non vuol essere uno stralcio di intervista ad hoc, quanto piuttosto un fotografare una serie di pensieri scaturiti proprio a partire da poche e significative parole scambiate con questa mamma.<!--break--><\/p>\n<p>\u201cSai cosa vuol dire che io non avevo mai visto un Down prima?\u201d. \u201cMa no! Impossibile\u201d. \u201cAllora diciamo cos\u00ec: non l\u2019avevo mai notato\u201d.<br \/>\nProprio cos\u00ec. \u201cNon lo avevo mai notato\u2026\u201d . La dice lunga questa frase. \u201cIo ho vissuto la mia vita tranquilla fino a tre mesi fa: avevo un marito, due bellissimi bambini, il mio lavoro e i miei impegni in parrocchia; e non avevo mai notato un Down. Mai. Non faceva parte della mia vita, quindi, non me ne accorgevo. Eppure ora mi rendo conto che mia figlia, Anita di tre mesi, nata con la sindrome di Down, non \u00e8 affatto \u2018sola\u2019\u201d.<\/p>\n<p>Una presa di coscienza che questa mamma sente addosso come un peso. Non certo avrebbe voluto accorgersi di quanti Down ci siano in giro perch\u00e9 coinvolta cos\u00ec tanto, troppo, da vicino. Parlando con lei mi sono sopraggiunti una serie di pensieri che hanno a che fare proprio con questo \u201caccorgersi\u201d della disabilit\u00e0. Io non credo che questa mamma non abbia mai incontrato persone come la sua bambina; forse solo non prestava attenzione; forse, invece, non considerava cos\u00ec tanto importante il fatto che fossero Down. Ora invece la diversit\u00e0 che porta sul volto la sua piccola Anita diventa impossibile da non notare e, come la sua, anche quella di tutti gli altri che abitano questo mondo a sua insaputa. Si \u00e8 messo in moto uno strano meccanismo che ho sempre pensato all\u2019inverso ma che, evidentemente, non lo \u00e8 affatto. Ho sempre creduto che trovandosi di fronte una persona disabile, la prima cosa da riconoscere fosse proprio la diversit\u00e0 che questa ha in s\u00e9. Pensavo anche si trattasse di una caratteristica impossibile da non considerare, anche nel momento in cui ci si mettesse in relazione. Del resto, in ogni relazione esiste il riconoscimento della diversit\u00e0 dell\u2019altro, altrimenti il bello e il piacevole dell\u2019interazione svanirebbe ancor prima di nascere. Cos\u00ec mi sembrava impossibile vivere non notando \u201cdiversit\u00e0\u201d cos\u00ec evidenti. E dico notarle, nel senso pi\u00f9 pulito del termine: prenderne atto, considerarla una caratteristica data e innegabile su cui costruire il rapporto, che pu\u00f2 essere di qualunque genere. Sappiamo bene come esistano infiniti modi per rapportarsi alla disabilit\u00e0 e alla \u201ctroppa diversit\u00e0\u201d in genere, che dipendono dalla cultura e dal sentire di ogni persona ma anche, evidentemente, dai ruoli che questo rapporto impone.<br \/>\nQuesta mamma, ora, sembra non aver mai considerato la disabilit\u00e0 come una componente della sua vita. Certo ora il ritrovarsi una bambina Down implica un bel cambiamento nelle stesse percezioni. Parlando con lei mi sono anche detta che da un lato questo \u201cnon accorgersi\u201d fosse pi\u00f9 il frutto di una presa di coscienza forse un po\u2019 violenta e invasiva. Probabilmente questi genitori si sono trovati a fare i conti con qualcosa che hanno sempre pensato appartenere ad altri e con il quale non hanno mai nemmeno lontanamente pensato di relazionarsi. Ora la piccola che hanno tra le mani chiede loro di rivoluzionare un sentire che davano ormai per assodato, in una routine di vita che non prevedeva scossoni.<br \/>\nE, per eccesso, sembra quasi che la bambina non sia Anita, dagli occhi azzurri e dai biondi capelli (\u00e8 veramente una piccola delizia), quanto invece \u201cla bambina Down che nessuno si aspettava e che chiede a noi tante cure\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMetterle le mani addosso significa riconoscerle un bisogno che non avevamo messo in conto; significa pensarla come tanto diversa dai suoi due fratelli. Questo \u00e8 difficile e non \u00e8 da tutti\u201d. \u00a0Ecco quella presa di coscienza forzata che chiama questi genitori, attraverso la loro piccola, ad accorgersi di un mondo fatto di persone che loro semplicemente\u2026 non avevano messo in conto.<br \/>\n\u201cOra che vedo Anita, vedo anche tutti gli altri che vivono i nostri paesi. Mi sono accorta di Edoardo che lavora in comune e che pulisce le strade\u201d. \u201c Pochi gironi fa, a Messa, lo guardavo sbracciarsi e dirigere il coretto che canta. Ho pensato [e lo dice con gli occhi lucidi] che anche mia figlia tra qualche anno far\u00e0 cose di cui gli altri sorridono. Questo \u00e8 molto triste e demotivante\u201d.<\/p>\n<p>Le chiedo se ha guardato bene il volto di Edoardo nel pulire le strade e nel dirigere il coretto della Messa delle 10.00. Dice che no\u2026non ci ha fatto caso. Mentre penso a quante cose dobbiamo imparare a fare caso, quotidianamente, le dico di provare a guardare bene e a pensare che forse quello ottenuto da Edoardo \u00e8 un bel risultato, compreso il far sorridere i fedeli della Messa.<br \/>\nQuesta mamma ancora non riesce a pensare alla bellezza e all\u2019importanza della vita della sua Anita, cos\u00ec come non riesce a cogliere i traguardi della vita di Edoardo, che scopre e conosce solo oggi nonostante i suoi 26 anni in questo paese, in cui anche lei vive. Non sono questi i progetti che lei costruiva per la sua bambina quando ancora non l\u2019aveva conosciuta e la sentiva solo crescere dentro di s\u00e9; probabilmente nessun genitore l\u2019avrebbe fatto, nell\u2019attesa. Ora per\u00f2 si trova a dover fare i conti con una doppia, tripla ma forse anche multipla scoperta: la sua bambina sconvolge i suoi progetti, e la sua vita \u00e8 una grande nebbia, nella quale non sa dove andare e cosa fare.<\/p>\n<p>\u201cNon posso pensare che Anita faccia cose \u2018buffe\u2019 come dirigere un coro della Messa facendo sorridere la gente intorno. Mi farebbe male\u201d. E perch\u00e9 mai?&#8230; \u201cSi rende ridicola\u201d.<br \/>\nForse per\u00f2 sono i suoi occhi di mamma, colpita nel vivo, che faticano a vedere quella gioia di Edoardo, in questo caso, ma potrebbero essere molti altri, nell\u2019assumere un ruolo cos\u00ec importante e riconosciuto come il direttore del coretto. La gente sorride, certo. Non credo si tratti di ridicolizzare.<br \/>\nForse allora pensare alla vita di questa piccola oggi \u00e8 difficile. Lo \u00e8 per una serie di motivi, in realt\u00e0, non troppo diversi da quelli che rendono difficile pensare alla vita futura di qualunque bambino di tre mesi. Cos\u00ec questa mamma non riesce a pensare a un progetto sulla vita di Anita che non sia quello di \u201caccontentarsi\u201d del far sorridere. Anzi, probabilmente non riesce proprio a immaginare che anche per la sua bambina sar\u00e0 possibile parlare di \u201cprogetto\u201d per la sua vita. Questa mamma sente il vuoto attorno a s\u00e9, sente di non avere basi sulle quali crearsi aspettative (e questo forse non \u00e8 un male per nessun genitore); questa mamma sa per certo, ora che la sua piccola \u00e8 cos\u00ec tanto piccola, che il futuro non le riserver\u00e0 nulla che non sia quell\u2019accontentarsi del sorriso della gente che la vede cos\u00ec tanto diversa e cos\u00ec spesso \u201cridicola\u201d.<br \/>\nSono tanti i sentire di questa mamma, ma sono ancora di pi\u00f9, credo, i pensieri che ancora non riesce ad avere: non sa quanto quella bambina diventer\u00e0 adulta cos\u00ec come non sa come, anche per lei, la vita passer\u00e0 con le sue fasi e i suoi sviluppi; non sa quanto quella vita avr\u00e0 il suo corso, con le sue gioie, le sue delusioni, i suoi progetti, i suoi risultati e le sue cadute, cos\u00ec come per ogni persona. Certo si tratter\u00e0 di cogliere e di saper leggere tutti i passi compiuti da Anita e da quanti vivano in contatto con lei. Solo allora, evidentemente, questa mamma riuscir\u00e0 a cogliere che anche per Anita esiste un progetto: un progetto grande per la sua vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo pezzo nasce da una chiacchierata spontanea con un\u2019amica (ecco perch\u00e9 non compare il pap\u00e0), non vuol essere uno stralcio di intervista ad hoc, quanto piuttosto un fotografare una serie di pensieri scaturiti proprio a partire da poche e significative parole scambiate con questa mamma.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3591,3607],"edizioni":[49],"autori":[306],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5236,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27\/revisions\/5236"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=27"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=27"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=27"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=27"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=27"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=27"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}