{"id":2707,"date":"2020-06-04T20:00:20","date_gmt":"2020-06-04T18:00:20","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2707"},"modified":"2025-09-10T10:30:21","modified_gmt":"2025-09-10T08:30:21","slug":"beati-noi-lalbero-della-sfida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2707","title":{"rendered":"L\u2019albero della sfida"},"content":{"rendered":"<p>Una notizia che ha attirato di recente la mia attenzione riporta il fatto che a Bologna \u00e8 stata sperimentata l\u2019arrampicata sugli alberi per ragazzini con disabilit\u00e0. Sul momento, mi ha fatto molto sorridere l\u2019immagine di questi ragazzi disabili sugli alberi, visto che Darwin ha fatto&#8230; scendere l\u2019uomo dall\u2019albero giusto un secolo e mezzo fa. E noi, che siamo ben strani, abbiamo ora l\u2019ambizione di risalire sugli alberi! Poi ho pensato che s\u00ec, Darwin era proprio quello che parlava di selezione naturale. Due anni fa un insegnante di conservatorio scrisse su Facebook che era necessario il ritorno alla Rupe Tarpea, essendo venuta meno la selezione naturale per i disabili, cosa che aveva, a suo avviso, portato a un netto decadimento della specie. Nello stato di natura, effettivamente, le persone con qualche deficit non sarebbero sopravvissute. Ma l\u2019uomo, appunto, si \u00e8 evoluto. La cultura \u00e8 stata in grado di fargli superare gli ostacoli che una natura inevitabilmente fallace aveva posto. Pensate a tutti quelli che, considerati veri geni, secondo questo criterio avrebbero dovuto, invece, essere gettati dalla rupe. Si pensi a Stephen Hawking, il fisico, matematico e cosmologo britannico che \u00e8 riuscito a spiegare al mondo l\u2019esistenza dei buchi neri dalla sua carrozzina high tech. Si pensi a Beethoven, Ray Charles, Van Gogh, Frida Kahlo, allo stesso Einstein o ai tantissimi personaggi famosi che presentano evidenti tratti autistici, per esempio. Ognuno di questi \u201cgrandi\u201d aveva la propria disabilit\u00e0 ma ognuno, nel suo campo, \u00e8 stato geniale e insostituibile. Riflettete sulla possibilit\u00e0 che tutti costoro fossero stati \u201cgeneticamente selezionati\u201d e scartati perch\u00e9 imperfetti, oppure che fossero stati gettati, in fasce, dalla Rupe Tarpea. Allora s\u00ec che, senza di loro, l\u2019umanit\u00e0 si troverebbe \u201cal buio\u201d, privata di questa ricchezza e del progresso nella scienza e nelle arti di cui tante persone con deficit sono state fautrici. Tutto ci\u00f2 accade perch\u00e9 la \u201ccultura\u201d ha la capacit\u00e0 di superare la \u201cnatura\u201d. Una carrozzina \u00e8 uno strumento semplicissimo. Ormai, \u00e8 banale pensare che un\u2019invenzione cos\u00ec elementare abbia fatto superare le difficolt\u00e0 motorie a tante persone con handicap. Certo, nella savana non sarebbe facile sfuggire al leone seduti su una carrozzina. Ma, fortunatamente, nella savana ci stanno le gazzelle e non i disabili. Ho letto su una rivista scientifica che la selezione degli embrioni dovrebbe essere un diritto di ogni genitore. Si tratta di selezione innaturale, pi\u00f9 che di selezione naturale. Avere un figlio sano non pu\u00f2 essere un diritto. Il diritto del malato \u00e8 curarsi, accedere alla sanit\u00e0 migliore, usufruire dei progressi in campo medico-scientifico, ma non il fatto di essere sano in s\u00e9. Anche perch\u00e9, spesso, il deficit non \u00e8 una malattia, bens\u00ec una caratteristica. Dunque, non c\u2019\u00e8 principio, a mio avviso, in nome del quale sacrificare un\u2019esistenza come la mia in virt\u00f9 di una perfezione fisica apparente, che pu\u00f2 comunque precludere alla malattia, del corpo ma anche dello spirito. A coniare il termine eugenetica fu Galton, cugino e allievo di Darwin. Il figlio di quest\u2019ultimo addirittura, che succedette al padre e a Galton, avanz\u00f2 la proposta di impedire con la forza alle persone geneticamente \u201cdeboli\u201d di procreare. Inutile dilungarci su quello che \u00e8 facilmente intuibile, ovvero sul fatto che sono state proprio queste teorie a portare alla folle idea di selezione della Germania nazista. A dispetto di questo, tuttavia, l\u2019esperienza di vita, pi\u00f9 che la filosofia, mi ha insegnato che il corpo \u00e8 imperfetto e corruttibile, con il tempo si sgretola, mentre l\u2019anima con il tempo si pu\u00f2 addirittura irrobustire. Certo, questo avviene solo se siamo noi stessi gli artefici di questo cambiamento, ma noi, che la selezione naturale l\u2019abbiamo gi\u00e0 superata nella pancia della nostra mamma, nascendo, abbiamo il dovere di affermare la nostra superiorit\u00e0 sugli animali e sugli esseri irrazionali, curando la nostra anima, quella che ci fa essere, appunto, persone. Questo pensiero mi ha fatto superare quello delle mie imperfezioni. Uno dei brani del Vangelo che preferisco \u00e8 quello delle famose Beatitudini, poich\u00e9, nel discorso della montagna, Ges\u00f9 indica chi sono i santi, dunque i vincenti. E non si parla di eroi perfetti, ma si elencano solo persone imperfette, a cui manca qualcosa. Non i virtuosi e gli irreprensibili, ma quelli che hanno fame e sete, quelli che hanno qualche deficit. Non si tratta di una compensazione per i poveri e gli imperfetti nell\u2019Aldil\u00e0, come molti pensano. Si tratta, invece, della consapevolezza tutta terrena di essere imperfetti in quanto uomini, chi pi\u00f9, chi meno, chi fisicamente, chi nello spirito. L\u2019uomo \u201cdesidera\u201d, cio\u00e8 aspira a qualcosa che gli manca. Sempre, per sua natura. All\u2019uomo manca costantemente qualcosa, \u00e8 scritto nel suo DNA. Allo stesso tempo, capita che tutti arriviamo a sentirci ricchi di qualcosa, non necessariamente di beni materiali. In quel qualcosa ci sentiamo forti, e questo pensiero di relativa abbondanza rischia di farci dimenticare le altre imperfezioni, le altre carenze, di farci sentire pieni e invincibili, quindi di avere la presunzione di cavarcela bene anche da soli, senza Dio e senza gli altri uomini. Ecco perch\u00e9 siamo beati laddove ci manca qualcosa, nelle nostre debolezze, perch\u00e9 questo ci ricorda sempre chi siamo e che abbiamo bisogno degli altri.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Arrampicarsi sull\u2019albero pu\u00f2 forse fornire un certo senso di libert\u00e0, soprattutto a un ragazzino disabile abituato a stare con i piedi ben ancorati per terra. Ma l\u2019uomo \u00e8 sceso dall\u2019albero da molto tempo, per dimostrare a se stesso che, anche nella sua imperfezione, pu\u00f2 migliorarsi, che non \u00e8 perfetto, ma perfettibile e che, con i piedi ancorati al terreno, o alla carrozzina, si pu\u00f2 fare tanta strada. Luca, nel suo Vangelo, ci racconta che il pubblicano Zaccheo desiderava tanto vedere Ges\u00f9 a Gerico. Ma era molto piccolo di statura, dunque, per vedere meglio fra la folla, pens\u00f2 di salire su un grande albero, su un sicomoro. Ges\u00f9 lo vide e lo fece scendere dall\u2019albero, facendosi addirittura invitare a casa sua: l\u2019impedimento alla vista di Zaccheo non era la sua statura, ma una incapacit\u00e0 tutta spirituale di vedere quale fosse il Bene pi\u00f9 grande per lui. La salita sull\u2019albero di Zaccheo, tuttavia, gli fa onore: denota la volont\u00e0 di ricerca del Bene, di capire e di conoscere. Allora, se pu\u00f2 servirci a capire quanto vale e quanto sia prezioso, in realt\u00e0, il nostro deficit, e quale sia il bene pi\u00f9 grande per noi, saliamo pure sugli alberi: sar\u00e0 bello vedere, poi, che saranno in tanti a tendere la mano per aiutarci a scendere.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una notizia che ha attirato di recente la mia attenzione riporta il fatto che a Bologna \u00e8 stata sperimentata l\u2019arrampicata sugli alberi per ragazzini con disabilit\u00e0. Sul momento, mi ha fatto molto sorridere l\u2019immagine di questi ragazzi disabili sugli alberi, visto che Darwin ha fatto&#8230; scendere l\u2019uomo dall\u2019albero giusto un secolo e mezzo fa. 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