{"id":2711,"date":"2020-06-04T20:20:03","date_gmt":"2020-06-04T18:20:03","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2711"},"modified":"2025-09-10T10:34:40","modified_gmt":"2025-09-10T08:34:40","slug":"teatri-possibili-amalia-e-basta-storia-di-una-persona-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2711","title":{"rendered":"Amalia e basta. Storia di una persona comune"},"content":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 la storia di Amalia, una trentenne come tante, laureata in Storia dell\u2019arte e hostess all\u2019interno di un museo. Questa \u00e8 la storia di Amalia, una ragazza piena di amici dalle molteplici storie. Questa \u00e8 la storia di Amalia, quella di cui si \u00e8 innamorato Luca e che, mannaggia, non era previsto. Questa \u00e8 la storia di Amalia, nata sorda.<br \/>\nAmalia e basta\/Primo Studio \u00e8 un monologo a pi\u00f9 voci, lucido e drammaturgicamente densissimo che esplora con ironia e delicatezza la condizione dell\u2019ipoacusia. Lo spettacolo, fortemente acclamato dal pubblico e segnalato dalla critica, si \u00e8 aggiudicato, tra gli altri, il primo premio Monologhi \u201cSipario-Autori Italiani-2012\u201d, il primo premio Testo Teatrale \u201cInediTO-Colline Torino-2012\u201d e il secondo premio del concorso nazionale di drammaturgia \u201cTeatro e disabilit\u00e0-2011\u201d.<br \/>\nNe abbiamo parlato con l\u2019attrice, autrice e regista Silvia Zoffoli.<br \/>\nLa sordit\u00e0 \u00e8 una delle cosiddette \u201cdisabilit\u00e0 invisibili\u201d, poco frequentata sulla scena se non in termini di linguaggio e di fruizione accessibili. Ma ad Amalia non basta. Amalia \u00e8 una che si impunta. Amalia si alza dalla sua comoda poltrona, sale sul palco e si fa protagonista&#8230;<i><br \/>\n<\/i>S\u00ec, solitamente tematiche come la sordit\u00e0 sono messe in scena in termini di linguaggio e fruizione accessibili, ma io non sono un\u2019esperta di teatro \u201cper sordi\u201d e, del resto, trovo interessante proprio poter portare questa tematica al di fuori di un pubblico di settore, facendola conoscere a tutti.<br \/>\nAmalia, \u00e8 vero, racconta di una disabilit\u00e0 invisibile, ma non lo fa con ostentazione o arroganza, semplicemente lei \u00e8 sorda. Fa i conti con la propria fragilit\u00e0 e in questo rappresenta l\u2019archetipo di quel percorso di accettazione di s\u00e9 con il quale tutti noi, prima o poi, ci confrontiamo: \u00e8 forse anche questo a rendercela pi\u00f9 vicina umanamente. Il pubblico si ritrova a scoprire quest\u2019altro punto di vista sul mondo e sulla disabilit\u00e0, pian piano pensando, vivendo, e sentendo come Amalia.<\/p>\n<p><strong>Che cosa ti ha spinto ad affrontare un tema come questo?<\/strong><i><br \/>\n<\/i>Il motivo di sempre: \u201cl\u2019urgenza\u201d di mettere in scena qualcosa che ritengo stimolante raccontare e far conoscere.<\/p>\n<p><strong>Con chi ti sei confrontata durante il tuo percorso di ricerca?<\/strong><i><br \/>\n<\/i>Anch\u2019io sono partita dal pregiudizio per cui credevo che i sordi fossero sordomuti, anch\u2019io non sapevo che la sordit\u00e0 ha varie sfumature e che \u00e8 una realt\u00e0 molto complessa (ci sono, ad esempio, figli udenti di genitori sordi, coppie bilingue, sordit\u00e0 di vario grado e tipo, condizioni sociali e culturali che influiscono sul percorso di apprendimento, ecc.).<br \/>\nLa mia ricerca, invece, \u00e8 continuata ed \u00e8 stata lunga e approfondita. Soprattutto prima di scrivere il testo mi sono documentata moltissimo, citare tutte le fonti sarebbe davvero difficile&#8230; Ho incontrato, parlato o anche solo scambiato <i>mail <\/i>con persone direttamente e indirettamente legate alla sordit\u00e0. Il bello dello spettacolo \u00e8 stato proprio questo, il percorso, \u00e8 stata un\u2019esperienza umana che mi ha arricchita profondamente soprattutto a livello personale.<br \/>\nAd un certo punto, quando mi sono sentita \u201csatura\u201d e ho avuto la sensazione di avere tutti gli elementi per poter creare il mio personaggio, \u00e8 nata Amalia, il testo. La ricerca, poi,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>\u00e8 continuata anche dopo la fase di scrittura, soprattutto per cercare di entrare a fondo nella psicologia di una persona sorda come Amalia e nel capire come interpretarla in scena, il pi\u00f9 possibile con rispetto e delicatezza.<br \/>\nSicuramente importanti sono stati gli incontri con Martina Gerosa, un architetto e donna straordinaria che mi ha suggerito una ricca bibliografia in merito, con la psicologa Enrica Repaci che ha creato un sito internet molto interessante chiamato \u201cArcipelago sordit\u00e0\u201d, con la dott.ssa Federica Morgantini e il dott. Roberto Lupo, che mi hanno fatto conoscere da vicino la parte pi\u00f9 strettamente \u201cclinica\u201d, con Giulia Cicchetti per la lingua dei segni, e moltissime altre persone. \u00c8 stato anche divertente vedere come, per una serie di coincidenze, poi tutto fosse collegato, anche gli incontri pi\u00f9 casuali, in una sorta di \u201cdomino umano\u201d davvero curioso.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 la pittura e l\u2019arte in genere sono tanto importanti per Amalia?<\/strong><i><br \/>\n<\/i>Fra i tanti libri che ho incontrato durante il mio percorso di ricerca c\u2019\u00e8 stato Il pianista che ascolta con le dita (Ed. Archivio Dedalus), scritto da Paola Magi, in cui si parla del rapporto fra le arti e le disabilit\u00e0 sensoriali e nel quale viene raccontata l\u2019esperienza di Daniele Gambini, con il quale mi sono poi confrontata direttamente sul rapporto tra sordit\u00e0 e musica, un binomio molto interessante da conoscere ma che, in realt\u00e0, non ho mai pensato di rendere centrale nel mio testo.<br \/>\nNon volevo che Amalia fosse un\u2019artista, ma una persona comune e inoltre si stava facendo strada il desiderio di raccontare una storia positiva: una persona sorda che riesce a laurearsi, cosa che nell\u2019immaginario collettivo sembra quasi impossibile. Nel frattempo mi sono resa conto che molte persone con questo tipo di disabilit\u00e0 sensoriale hanno una componente visiva decisamente sviluppata, sono attenti osservatori: quindi l\u2019arte poteva essere un buono spunto.<br \/>\nCome solitamente faccio da quando ho intrapreso una strada \u201cautoriale\u201d (il mio precedente spettacolo \u00e8 stato sull\u2019amicizia fra Hannah Arendt e Mary McCarthy), ho scritto il testo gi\u00e0 pensando di metterlo in scena (talvolta scrivo addirittura recitando) e poi c\u2019era l\u2019idea di lavorare con Leonardo Carrano alle scenografie: questo \u00e8 stato un ulteriore elemento a favore della scelta della pittura come interesse privilegiato di Amalia. In seguito, meditando sulla regia, mi \u00e8 venuto in mente di giocare su un mondo colorato e, in particolare, sui colori primari e sulla combinazione fra essi ed \u00e8 stato poi quello il <i>file rouge <\/i>con il quale abbiamo lavorato con Leonardo alle scene e anche poi alle luci con Marco Maione.<\/p>\n<p><strong>Come hai lavorato, al momento della messinscena, dal punto di vista sensoriale?<\/strong><i><br \/>\n<\/i>Non lo so\u2026 Diciamo che io ci ho provato a modo mio. Scrivere il testo, farne la regia e interpretarlo significa vivere una storia fino in fondo, cucirsela addosso e, al tempo stesso, metterci tutta me stessa: un vero e proprio parto\u2026 Mi sono completamente donata, ho usato tutto di me, la camminata, i gesti, perfino i capelli, tutto il mio corpo\u2026 per mettermi completamente a disposizione del personaggio e dello spettacolo. Ho lavorato per mesi, varie ore al giorno da sola con la mia Amalia, io e lei: \u00e8 stato un percorso molto intenso.<\/p>\n<p><strong>Amalia ha ricevuto molti riconoscimenti. Quali sono state le reazioni dei pi\u00f9 diretti interessati?<\/strong><i><br \/>\n<\/i>S\u00ec il testo ha ricevuto bellissimi riconoscimenti perch\u00e9 provenienti da giurie sia di addetti ai lavori della disabilit\u00e0, sia della drammaturgia, oltre che da giurie popolari in certe fasi di selezione di alcuni premi. Tuttavia, la soddisfazione pi\u00f9 grande \u00e8 stata nell\u2019incontro con il pubblico: non avrei mai immaginato una risposta cos\u00ec calorosa e i bellissimi commenti sulla pagina\u00a0Facebook<i>\u00a0<\/i>dello spettacolo. Le persone che non conoscevano questa tematica hanno apprezzato lo spettacolo, molti mi hanno detto di essersi sentiti \u201cacculturati\u201d, perch\u00e9 hanno imparato qualcosa in pi\u00f9 che prima ignoravano. Mi ha poi stupito che alcuni siano venuti, in qualche modo, \u201callo scoperto\u201d, raccontandomi che hanno un parente o un amico con questa disabilit\u00e0 sensoriale, segno che \u00e8 molto pi\u00f9 diffusa di quanto si possa immaginare e forse taciuta per un tab\u00f9 difficile a credersi in un\u2019epoca in cui molti altri sono decaduti. Ovviamente temevo la reazione delle persone sorde, perch\u00e9 riuscire a \u201crappresentarle\u201d era una grande responsabilit\u00e0, invece \u00e8 stato bellissimo trovarle ad aspettarmi a fine replica con gli occhi pieni di emozione e con parole di ringraziamento. Amalia mi ha gi\u00e0 donato tantissimo: in fondo faccio teatro perch\u00e9 mi interessa \u201carrivare\u201d alla gente.<\/p>\n<p><strong>Cosa ci attende nel prossimo studio?<\/strong><i><br \/>\n<\/i>Ritengo che in un testo come questo ci siano ancora infiniti spunti di approfondimento. Un personaggio come Amalia \u00e8 decisamente complesso da affrontare sia per la tematica trattata, sia per i diversi piani narrativi e temporali della storia: c\u2019\u00e8 il tempo del presente, della sala del museo, quello del passato, c\u2019\u00e8 l\u2019Amalia adolescente, c\u2019\u00e8 l\u2019Amalia che ricorda, c\u2019\u00e8 un\u2019ora in scena da sola calibrando energie fisiche ed emotive, lavorando su percezione di s\u00e9 (la voce interiore di Amalia)-percezione rispetto agli altri (la voce per cos\u00ec dire \u201cda sorda\u201d) e impersonando anche tutte le altre voci-personaggi della storia. In futuro mi piacerebbe lavorare pi\u00f9 a fondo su alcune sfumature della protagonista e alcuni passaggi del testo. Inoltre ritengo che il modo migliore per far crescere uno spettacolo sia fondamentalmente \u201cfarlo\u201d, perch\u00e9 un giorno di replica molto spesso vale pi\u00f9 di molti giorni di prove: il teatro \u00e8 sempre dialogo con un pubblico, anche quando \u00e8 un monologo.<\/p>\n<p><b>Per informazioni:<br \/>\n<\/b>Associazione Culturale \u201cFalesia Attiva\u201d<br \/>\ncell. 327\/873.44.15<br \/>\n<a href=\"mailto:falesiattiva@gmail.com\">falesiattiva@gmail.com<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/amaliaebasta\">www.facebook.com\/amaliaebasta<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 la storia di Amalia, una trentenne come tante, laureata in Storia dell\u2019arte e hostess all\u2019interno di un museo. Questa \u00e8 la storia di Amalia, una ragazza piena di amici dalle molteplici storie. 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