{"id":276,"date":"2009-11-04T17:05:28","date_gmt":"2009-11-04T17:05:28","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=276"},"modified":"2025-12-15T10:53:42","modified_gmt":"2025-12-15T09:53:42","slug":"riabilitazione-su-base-comunitaria-in-indonesia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=276","title":{"rendered":"8. Riabilitazione su Base Comunitaria in Indonesia"},"content":{"rendered":"<p>di Francesca Ortali<\/p>\n<p>Intorno al 1990 il governo indonesiano decise di lanciare un importante programma pilota di Riabilitazione su Base Comunitaria (RBC), conscio delle limitazioni delle tradizionali forme di riabilitazione<!--break--> erogate in forma istituzionale e ambulatoriale ai vari livelli del sistema istituzionale. Se tale programma pilota, che copre una larga area con una popolazione significativa, realizzato all\u2019interno delle infrastrutture governative, avesse avuto successo, sarebbe stato possibile estenderlo gradualmente ad altre aree del paese. Ufficialmente il programma \u00e8 stato avviato il 15 settembre 1996. La sfida principale del programma pilota di RBC in Sud Sulawesi, Indonesia, \u00e8 stata quella di coprire un\u2019area vasta con una popolazione di rilievo, all\u2019interno delle infrastrutture governative.<br \/>\nLa scelta di collaborare con il Governo Indonesiano e di realizzare un programma di RBC attraverso le strutture governative ha puntato su tre aspetti: sostenibilit\u00e0, copertura, programma pilota.<\/p>\n<p><strong>Partecipazione e potenziamento<br \/>\n<\/strong>Uno dei pi\u00f9 grandi argomenti di discussione sui programmi relativi allo sviluppo comunitario e cambiamento sociale, e quindi anche di RBC, \u00e8 la sostenibilit\u00e0. Quando il donatore con o senza personale espatriato, ha concluso il suo supporto umano, materiale e finanziario, \u00e8 duro per le controparti continuare le attivit\u00e0 del programma. Il problema pu\u00f2 verificarsi sia nelle collaborazioni tra ONG, sia nelle collaborazioni tra ONG internazionali e infrastrutture pubbliche.<br \/>\nUno dei pi\u00f9 comuni approcci di pianificazione di sviluppo che causa questo problema \u00e8 l\u2019approccio tipo \u201ctop-down\u201d (dall\u2019alto al basso): la pianificazione \u00e8 realizzata da funzionari distanti che non hanno idea delle condizioni, capacit\u00e0 e bisogni delle comunit\u00e0 che sono state scelte per interventi di sviluppo. La pianificazione top-down \u00e8 insensibile alla cultura e alla complessit\u00e0 sociale delle condizioni locali e ai diversi effetti dei cambiamenti indotti dall\u2019esterno. Imponendo tali piani alle persone, piuttosto che permettere loro di partecipare alla presa di decisione, significa che tali interventi sono destinati a fallire. Lo sviluppo pu\u00f2 essere sostenibile solo se proveniente dalle radici.<br \/>\nAllo stesso tempo \u00e8 difficile credere che un approccio \u201cbottom-up\u201d (dal basso verso l\u2019alto) possa avere effetti su larga scala e in tempi relativamente brevi. All\u2019inizio, da una parte, pu\u00f2 essere pericoloso chiedere alla popolazioni obiettivi troppi alti da conseguire; dall\u2019altra, senza il supporto del sistema di riferimento (referral system), il rischio \u00e8 quello di creare troppe aspettative irraggiungibili o non reali all\u2019interno delle comunit\u00e0.<br \/>\nDurante la realizzazione del programma di RBC in Sud Salawesi il focus \u00e8 stato su due concetti principali: partecipazione e potenziamento (empowerment).<br \/>\nLa definizione di partecipazione pu\u00f2 essere suddivisa in tre grandi categorie (Adnam, 1992):<br \/>\n&#8211; partecipazione pu\u00f2 semplicemente riferirsi ad un processo in cui l\u2019informazione sulla pianificazione dei progetti \u00e8 resa di pubblica consultazione. Questo pu\u00f2 includere l\u2019ascolto dei punti di vista della gente locale nella pianificazione, un\u2019indagine pi\u00f9 strutturata o un dialogo formale riguardo le opinioni sul progetto. Questo tipo di partecipazione spesso coinvolge i capi delle comunit\u00e0, ma il pi\u00f9 del potere decisionale \u00e8 ancora nelle mani dei dirigenti.<br \/>\n&#8211; Partecipazione pu\u00f2 includere attivit\u00e0 relative al progetto piuttosto che mera informazione. Questo potrebbe includere un impegno pi\u00f9 a lungo termine dei gruppi locali nel mantenere servizi o strutture o anche programmare il loro uso futuro. Ancora una volta l\u2019iniziativa \u00e8 venuta dall\u2019esterno. Le persone sono coinvolte ma non hanno controllo diretto.<br \/>\n&#8211; Se l\u2019iniziativa \u00e8 scaturita dalle persone ed appartiene alle persone, ricade al di fuori dell\u2019agenda di ogni progetto predefinito e deve essere considerata la sola vera forma di partecipazione. Se la mobilitazione viene dalle frange pi\u00f9 povere della popolazione allora \u00e8 vero potenziamento (empowerment).<br \/>\nVorrei considerare questa definizione di partecipazione come passi di un lungo processo come \u00e8 accaduto nel programma RBC del Sud Salawesi.<br \/>\nNel primo anno del programma di RBC in realt\u00e0 poche attivit\u00e0 sono state imposte dall\u2019alto; sono stati tenuti solo i corsi di formazione generale sulla disabilit\u00e0 per medici Supervisori Locali (SL).<br \/>\nIl focus principale \u00e8 stato informare, mobilitare e motivare le persone della comunit\u00e0 su programmi e attivit\u00e0 future da una parte, e informare e coinvolgere le persone di livello pi\u00f9 alto a supportare il programma, dall\u2019altra.<br \/>\nNel secondo anno molte delle attivit\u00e0 dei piani operativi sono state proposte dalle persone della comunit\u00e0, generalmente da capi villaggio o capi di centri sanitari (a livello di sub-distretto).<br \/>\nIl terzo anno abbiamo cominciato a realizzare metodologie di ricerca partecipativa (gruppi di discussione a focus, interviste dettagliate, eccetera) in tutti i livelli coinvolti nelle attivit\u00e0.<br \/>\nAnche durante la valutazione finale abbiamo utilizzato gruppi di discussione, e interviste per l\u2019analisi della situazione.<br \/>\nIn Ujung Tanah (un\u2019area povera di Makassar, capoluogo di Sud Sulawesi), un facilitatore esterno formato ha incoraggiato gruppi di persone a discutere, focalizzando e facilitando la discussione su problematiche importanti della loro vita, quali: la ragione della loro povert\u00e0 e l\u2019impegno nell\u2019indagine sociale, a livello di villaggio. A livello provinciale la discussione si \u00e8 tenuta per comprendere meglio le intenzioni delle persone di alto rango sul futuro del programma RBC.<br \/>\nNella fase successiva del programma abbiamo proposto di raggiungere l\u2019ultimo stadio dell\u2019approccio partecipatorio estendendo l\u2019uso di metodologie di ricerca partecipativa.<br \/>\nCi\u00f2 che \u00e8 successo nel programma RBC del Sud Sulawesi spiega quanto grande \u00e8 stato lo sforzo al cambiamento e in che dimensione questo sforzo \u00e8 sfociato in attivit\u00e0 positive e in coinvolgimento della comunit\u00e0.<br \/>\nUna definizione interessante di potenziamento emerge dall\u2019analisi di politiche di sviluppo alternative di J. Friedman. Friedman ha sviluppato una teoria della povert\u00e0 che include la presenza di forme di indebolimento sociale politico e psicologico che deve essere combattuto. In quest\u2019ottica intere fasce di popolazioni sono state sistematicamente escluse dai processi di sviluppo.<br \/>\nL\u2019approccio di empowerment, che \u00e8 fondamentale per lo sviluppo alternativo, pone l\u2019enfasi sull\u2019autonomia nel prendere decisioni di comunit\u00e0 organizzate nel territorio, sull\u2019auto-stima, sulla democrazia diretta (partecipativa), sull\u2019apprendimento sociale esperienzale. Il suo punto di partenza \u00e8 la territorialit\u00e0 perch\u00e9 la societ\u00e0 civile e pi\u00f9 prontamente mobilitata su problemi locali. (Friedman \u201992)<br \/>\nQuesta definizione diventa sempre pi\u00f9 interessante quando l\u2019obiettivo del programma \u00e8 il potenziamento dei \u201cpi\u00f9 poveri tra i poveri\u201d come accade nella RBC, lavorando con persone con disabilit\u00e0.<br \/>\nIl goal del programma pilota in Sud Sulawesi era:<br \/>\nmigliorare la qualit\u00e0 della vita delle persone con disabilit\u00e0 aumentando la capacit\u00e0 di tali persone a sviluppare fiducia in loro stessi attraverso il supporto dei vari settori ai vari livelli e cambiando l\u2019atteggiamento dei vari livelli della comunit\u00e0 verso il problema della disabilit\u00e0.<br \/>\nNel raggiungere tale scopo era assodato che le controparti ufficiali dovevano avere una percezione chiara e una visione comune del problema; altrimenti come accade in alcuni paesi, sarebbe stato come parlare \u201ca vanvera\u201d sul problema dei poveri, togliendo ogni significato reale a tale problema. Non \u00e8 realmente possibile per una persona \u201cmigliorare\u201d un\u2019altra persona: le persone possono solo migliorare se stesse.<br \/>\nOvviamente, raggiungere questo assunto comune \u00e8 parte di un lungo processo che porta a cambiare atteggiamento non solo da parte delle comunit\u00e0 a livello di villaggio, ma a livelli pi\u00f9 ampi: sociale, politico e culturale.<br \/>\nEmpowerment \u00e8 un processo continuo che rende un individuo capace di adempiere e rispondere dei propri doveri e responsabilit\u00e0 e di proteggere i propri diritti nella societ\u00e0. Fornire le persone di risorse, opportunit\u00e0, conoscenze e capacit\u00e0 necessarie a migliorare l\u2019abilit\u00e0 di determinare il loro futuro e a partecipare pienamente alla vita della comunit\u00e0, \u00e8 parte di tale processo. (Helander,1999)<br \/>\nIl processo di empowerment deve assicurare che le persone con disabilit\u00e0, cos\u00ec come tutti gli altri cittadini abbiano influenza sulle strutture di potere a livello locale e nazionale.<br \/>\nUno dei punti pi\u00f9 importanti per sviluppare questo processo \u00e8 l\u2019aiutare le persone con disabilit\u00e0 a divenire socialmente ed economicamente indipendenti, usando un approccio di \u201cauto-aiuto\u201d. Parlando di \u201cauto-aiuto\u201d dovremmo pensare alle comunit\u00e0 di piccole dimensioni, specialmente quelle che vivono nei villaggi (il 70% della popolazione in Indonesia vive nei villaggi). La situazione comune \u00e8 che le infrastrutture esistenti nei villaggi sono sempre arretrate rispetto a quelle esistenti nelle aree urbane. Questo porta da un lato a limitazioni di accesso alle attivit\u00e0 ed alle risorse economiche, quindi l\u2019opportunit\u00e0 di intraprendere attivit\u00e0 e di fornire opportunit\u00e0 di impiego sono limitate. Dall\u2019altro, i villaggi hanno un alto potenziale in termini di co-operazione reciproca, eguaglianza di rango e risorse umane.<br \/>\n\u201cAuto-aiuto\u201d \u00e8 la capacit\u00e0 e l\u2019abilit\u00e0 fisica e mentale nel:<br \/>\n1. Comprendere i propri punti forti e deboli;<br \/>\n2. Prevedere opportunit\u00e0 e minacce nell\u2019ambiente circostante;<br \/>\n3. Scegliere diverse alternative per superare problemi e per sviluppare condizioni di vita armoniose e sostenibili.<br \/>\nDurante la realizzazione del programma di RBC si \u00e8 iniziato con l\u2019istituire un gruppo di auto-aiuto [Self-help group (SHG)] per le persone con disabilit\u00e0 e le loro famiglie in due Distretti (Sidrap e Polmas) in collaborazione con un programma governativo, realizzato dalla Banca d\u2019Indonesia e da una ONG locale esperta in approccio di Self-help e empowerment di comunit\u00e0. Il processo \u00e8 stato molto lungo e ha incluso diversi corsi di formazione, incontri formali ed informali, supervisioni, monitoraggi etc. a vari livelli (da quello di villaggio a quello di distretto).<br \/>\nUn\u2019altra strategia per rendere possibile il processo di empowerment \u00e8 evidenziare l\u2019importanza di discutere e affrontare i problemi in gruppo.<br \/>\nIl primo passo dovrebbe avvenire localmente con le organizzazioni di genitori e adulti con disabilit\u00e0; tali gruppi hanno generalmente funzioni sia sociali che politiche. Sono un luogo, un\u2019occasione per stare insieme ad altri che hanno problemi simili e necessit\u00e0 di discutere e supportarsi a vicenda. Pu\u00f2 diventare anche un luogo dove agire e dar voce ai propri bisogni nei confronti delle autorit\u00e0 locali.<\/p>\n<p><strong>Copertura<br \/>\n<\/strong>\u00c8 vero che senza rinforzare le comunit\u00e0 locali e incoraggiarle ad avere un ruolo pi\u00f9 attivo nella pianificazione e nel mantenimento delle loro strutture, le strategie per il miglioramento sono destinate a fallire. Ma nello stesso tempo, senza formare e rinforzare l\u2019attitudine del personale dirigente dei vari settori, i programmi sono sempre destinati ad essere dipendenti dall\u2019esterno.<br \/>\nServizi ed altri interventi in favore delle persone con disabilit\u00e0 debbono essere permanenti, dovrebbero mirare a soddisfare i bisogni delle persone con disabilit\u00e0 di tutto il paese. Questo non sar\u00e0 possibile senza personale competente e senza una propria struttura organizzativa. Solo il governo pu\u00f2 fornire una tale organizzazione. \u00c8 necessario che tali persone si interessino del proprio ruolo ed assumano le loro responsabilit\u00e0 di politici, pianificatori ed esecutori dei programmi di RBC.<br \/>\nL\u2019area coperta dal programma di RBC include tre Distretti e un Sub-distretto all\u2019interno della municipalit\u00e0 di Makassar con una popolazione totale di circa 1.100.000 abitanti.<br \/>\nPer servire efficientemente una tale popolazione sono necessari allo stesso tempo buone infrastrutture e un buon sistema di riferimento. I servizi sanitari indonesiani e il sistema di riferimento sono abbastanza buoni e distribuiti in modo capillare nell\u2019area del programma.<br \/>\nGli enunciati positivi della scelta di realizzare il programma RBC in collaborazione con il Governo sono:<br \/>\nIl supporto da infrastrutture ufficiali (governative), ben organizzate e distribuite in modo capillare sul territorio;<br \/>\nNessuna nuova infrastruttura parallela da creare;<br \/>\nIl governo dovrebbe avere la possibilit\u00e0 e la responsabilit\u00e0 di impegnarsi sul programma con risorse umane e materiali proprie e a lungo termine.<br \/>\nGli aspetti potenzialmente negativi relativi a tale collaborazione sono:<br \/>\n&#8211; Servizi burocratici governativi:<br \/>\n&#8211; Restii al cambiamento;<br \/>\n&#8211; Restii a discutere apertamente;<br \/>\n&#8211; Difficili da coinvolgere e mobilitare;<br \/>\n&#8211; Difficolt\u00e0 a trovare una soluzione comune tra i vari dipartimenti.<br \/>\nL\u2019aspetto pi\u00f9 difficile da raggiungere \u00e8 stata la collaborazione tra i Dipartimenti Governativi a livello Nazionale e Provinciale. L\u2019amministrazione pubblica in Indonesia \u00e8 un sistema piramidale: le decisioni sono prese a livello nazionale in Giakarta e il livello provinciale deve di solito eseguirle. Considerando l\u2019accordo sul programma di RBC firmato con il Ministero della Sanit\u00e0, \u00e8 stato difficile coinvolgere gli altri settori nelle attivit\u00e0 del programma. Sulla carta, era previsto anche un Comitato Provinciale che doveva guidare le decisioni delle figure realizzatrici del progetto, principalmente il capo progetto e il tesoriere; il Comitato Provinciale di RBC era composto da tutti i settori pubblici e organizzazioni private che lavorano sul problema della disabilit\u00e0.<br \/>\nIl Comitato non funzionava bene per due ragioni principali:<br \/>\nMancanza di guida e di chiare disposizioni dal livello nazionale;<br \/>\nLa disabilit\u00e0 non \u00e9 considerata tra le priorit\u00e0.<br \/>\nQuesta presa di coscienza non \u00e8 stata sempre recepita come positiva perch\u00e9 alcune persone a livello dirigenziale hanno iniziato a vedere le attivit\u00e0 di RBC come una minaccia.<br \/>\n. Alcuni Supervisori Locali sentendosi forti del loro ruolo nella RBC e della consapevolezza della comunit\u00e0, hanno iniziato a rifiutare il consueto immobilismo e adempimento degli ordini dai livelli pi\u00f9 alti.<br \/>\nDa un lato ci\u00f2 pu\u00f2 essere visto come un successo per quanto riguarda il processo di mobilitazione dei vari livelli della comunit\u00e0 iniziato dal progetto. Nello stesso tempo, ci\u00f2 pu\u00f2 avere il potenziale di creare ostilit\u00e0 da parte dei responsabili governativi di alto livello verso il Programma e qualcuno di loro ha iniziato a mettere i bastoni tra le ruote nel normale svolgersi delle attivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Programma Pilota<br \/>\n<\/strong>Il programma pilota di RBC del Sud Sulawesi, che ha avuto il supporto tecnico dal Dipartimento di Riabilitazione dell\u2019OMS (DAR), ha applicato questo tipo di approccio (RBC) siglando un accordo ufficiale tra una ONG internazionale (AIFO) e il Ministero della Sanit\u00e0 dell\u2019Indonesia. Successivamente, l\u2019Ufficio Sanitario Provinciale ha nominato un Capo Progetto e un tesoriere per realizzare il programma.<br \/>\nLo scopo principale del programma pilota era di realizzare attivit\u00e0 di RBC su larga scala attraverso infrastrutture pubbliche e mettere in pratica nuove strategie.<br \/>\nUsando i Centri Sanitari [Health Centres (HC)] a livello di sub-distretto come centri di RBC, un medico per ogni HC e stato formato sulla gestione di RBC.<br \/>\nI compiti del capo di un centro sanitario come manager sono:<br \/>\nSviluppare piani operativi per attivit\u00e0 di RBC nella propria area di responsabilit\u00e0;<br \/>\nAnalizzare i problemi e trovare le soluzioni;<br \/>\nGuidare e dare una direzione ai Supervisori Locali;<br \/>\nMigliorare la co-operazione inter-settoriale e tra i vari programmi.<br \/>\nSuccessivamente, un gruppo di \u201cSupervisori Locali\u201d \u00e8 stato formato e istruito.<br \/>\nI Supervisori Locali (SL) sono persone che vivono e lavorano nei centri sanitari di propria pertinenza e sono selezionati da diverse categorie professionali: infermieri dal settore sanitario, operatori sociali dal settore sociale, insegnanti dal settore dell\u2019istruzione e una donna dall\u2019Organizzazione delle donne indonesiane (PKK).<br \/>\nI compiti di un Supervisore Locale sono:<br \/>\nAssistere la comunit\u00e0 nella pianificazione e realizzazione dei programmi;<br \/>\nFormare i volontari (field workers);<br \/>\nMotivare, guidare e dirigere i volontari;<br \/>\nFornire guida specifica e tecnica per i bisogni di tipo medico, sociale, formativo e lavorativo;<br \/>\nAssegnare\/riferire\/indirizzare le persone con disabilit\u00e0 ai vari settori di interesse;<br \/>\nPreparare relazioni<br \/>\nI compiti dei volontari:<br \/>\nIdentificare le persone con disabilit\u00e0 attraverso visite domiciliari;<br \/>\nFormare le famiglie delle persone con disabilit\u00e0;<br \/>\nAiutare nella produzione di semplici ausili;<br \/>\ncompilare semplici rapporti. Il punto di forza della maggior parte dei volontari di RBC coinvolti nella ricerca \u00e8 che sono altamente motivati:<br \/>\nad aiutare le persone con disabilit\u00e0 e le loro famiglie che sono parte della comunit\u00e0, migliorando la qualit\u00e0 della loro vita;<br \/>\nad essere conosciuti dalla loro societ\u00e0 per l\u2019avere conoscenze e competenze sulla riabilitazione;<br \/>\na migliorare la propria dignit\u00e0 e auto-stima.<br \/>\nI problemi evidenziati sono:<br \/>\neconomici: finora i volontari non ricevono nessun rimborso per le spese di viaggio dalla loro casa a quelle delle persone con disabilit\u00e0.<br \/>\nMancanza di ausili visivi per la formazione: i volontari generalmente chiedono pi\u00f9 e pi\u00f9 specifici corsi con tecniche differenti e pi\u00f9 dirette, come i sussidi visivi.<br \/>\nMancanza di guida dai supervisori locali e di supporto dal capo progetto di RBC del centro sanitario: pu\u00f2 accadere che per il grande carico di lavoro da seguire per i propri dipartimenti i SL e i capi RBC abbiano poco tempo da dedicare ai volontari.<br \/>\n4. Percentuale di volontari rinunciatari:<br \/>\nLa ragione della rinuncia \u00e8 principalmente il matrimonio, perch\u00e9 una volta sposati non hanno pi\u00f9 tempo da dedicare alle attivit\u00e0 della RBC. Io personalmente non vedo questo punto come un problema, se questa rinuncia sta al di sotto di una certa percentuale (50% o pi\u00f9) pu\u00f2 essere considerato come uno sviluppo normale della comunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<br \/>\n<\/strong>Dopo tre anni di realizzazione il programma di RBC ha mostrato un impatto reale:<br \/>\nSulla qualit\u00e0 della vita delle persone con disabilit\u00e0 cambiando l\u2019attitudine delle comunit\u00e0 verso le disabilit\u00e0;<br \/>\nSulla capacit\u00e0 delle persone con disabilit\u00e0 di sviluppare fiducia in se stessi attraverso il supporto del sistema di trasferimento;<br \/>\nSulla capacit\u00e0 di analizzare e trovare soluzioni ai problemi usando risorse umane e materiali locali;<br \/>\nSul forte senso d\u2019unione delle persone coinvolte nel programma a tutti i livelli;<br \/>\nSul grado di coinvolgimento, partecipazione e impegno per il futuro da parte dei dirigenti.<br \/>\nPersonalmente penso che la prima fase del programma di RBC in South Sulawesi sia stata un successo. E\u2019 vero che tre anni per questa tipologia di progettualit\u00e0, relativa al cambiamento d\u2019atteggiamento delle comunit\u00e0 e che coinvolgono cos\u00ec tante attivit\u00e0 a vari livelli e settori, \u00e8 un periodo molto breve per fare un\u2019analisi completa. Tutti sanno che la RBC \u00e8 un processo e ci\u00f2 che possiamo raccogliere in questo stadio sono solo alcuni germogli, ma germogli preziosi che se adeguatamente seguiti e supportati possono crescere e portare buoni frutti.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia<br \/>\n<\/strong>Gardner, K., and Lewis, D. (1996), Anthropology, Development and the Post-modern challenge, London: Pluto Press.<br \/>\nFriedman, J. (1992), Empowerment: the politics of alternative development, Oxford: Blackwell.<br \/>\nHelander, E. (1999), Prejudice and Dignity, UNDP.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intorno al 1990 il governo indonesiano decise di lanciare un importante programma pilota di Riabilitazione su Base Comunitaria (RBC), conscio delle limitazioni delle tradizionali forme di riabilitazione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3609,3585],"edizioni":[30],"autori":[199],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3689],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/276"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=276"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/276\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5801,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/276\/revisions\/5801"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=276"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=276"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=276"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=276"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=276"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=276"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=276"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}